8 Agosto 2020
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Il Coronavirus cambia i trend del mercato azionario USA. Dalla cannabis alla Health Defence

La combinazione tra effetti del Covid19 e invecchiamento della popolazione rischia di diventare una “tempesta perfetta” in tutti i paesi avanzati in cui si ritrovano queste caratteristiche demografiche. La pandemia ha reso familiari i nuovi sistemi di difesa della salute da poter utilizzare comodamente anche a casa propria.

Negli Stati Uniti, la pandemia di Covid19 ha finito con il creare un equilibrio surreale tra paura del contagio e paura di perdere il benessere economico, unico vero faro che guida la vita degli americani in moltissime dinamiche sociali. Infatti, mentre i nuovi casi di Coronavirus continuano a salire al ritmo anche di 50.000 al giorno, il business non si è mai fermato davvero nel mondo. In USA, in particolare, tutto ciò ha finito con il plasmare negativamente il comportamento dei cittadini anche per l’atteggiamento bonario delle istituzioni verso una “nuova normalità” fatta di continuità produttiva all’interno di un contesto in cui l’incolumità non è assicurata.

E così, dopo un record di numeri di infezione, ora gli Stati Uniti contano 2,9 milioni di casi confermati, ed i centri per il controllo e la prevenzione delle malattie stimano che in realtà potrebbero esserci quasi 30 milioni di casi. I funzionari statali stanno ora rispondendo all’aumento delle infezioni, arrestando o invertendo i piani di riapertura delle attività. Il governatore della Carolina del Nord, per esempio, ha reso obbligatoria la mascherina anche in pubblico, mentre la Florida sta nuovamente chiudendo i suoi bar per cercare di rallentare la diffusione del contagio.

Anche le aziende stanno rispondendo. Apple (NASDAQ: AAPL) continua a chiudere le sue sedi di vendita al dettaglio negli stati più colpiti; Disney (NYSE: DIS) ha sospeso i suoi piani per riaprire la Disneyland della California, e Delta Air Lines (NYSE: DAL) ha finalmente introdotto l’obbligo della mascherina a bordo, pena l’espulsione dal volo.

Steve Goldstein

Con un vaccino ancora molto lontano dall’essere commercializzato, chi desidera la continuazione del “toro” di borsa interrotto bruscamente a fine Febbraio dovrà affrontare molte sfide per riportare il calendario indietro di quattro mesi. Secondo Steve Goldstein (MarketWatch), tutti sono “diventati” epidemiologi grazie al “romanzo Coronavirus”. E così gli analisti di Wall Street stanno modellando a piacimento i numeri delle infezioni, spesso improvvisando previsioni sull’impatto che la pandemia avrà sull’economia e sulle famiglie, mentre gli americani stanno ancora lottando per bilanciare i protocolli di distanziamento sociale con una certa brama di vita “normale”.

Christopher Woods

In ogni caso, l’aumento dei contagiati ha riportato la paura sul mercato. Gli analisti sono tornati a lavorare da casa, mentre le teorie più differenti continuano a diffondersi da un giorno all’altro. Secondo Christopher Wood, responsabile delle strategie azionarie globali di Jefferies, il picco nei casi è forse un segno che il virus sta perdendo forza. Le sue prove? Il virus si sta diffondendo al di fuori delle città affollate, sta iniziando a colpire principalmente i giovani e il tasso di mortalità sembra diminuire, come è successo con il virus SARS. Wood sostiene che una seconda ondata d’urto sui contagi (e sul mercato azionario) non sia affatto probabile, perché i funzionari del governo USA lavoreranno insieme alle aziende per prevenire ulteriori blocchi a livello nazionale e mantenere così l’economia in funzione anche durante l’estate, e cioè nel periodo tradizionalmente più esposto a fasi di elevata volatilità dei mercati.

In frangenti come questo, il mercato azionario deve necessariamente individuare nuovi spunti. A parte il segmento tecnologico, trainato fortemente dalle fasi di lockdown, gli analisti sono adesso alla ricerca di soluzioni anche “esotiche” nel proprio genere, pur di assicurarsi un margine. I titoli azionari delle aziende che lavorano la Cannabis, per esempio, sono passati dal volare in alto a schiantarsi al suolo, anche perché gli investitori non erano più disposti a sostenere gli stock di marijuana quando l’economia ha iniziato a soffrire. Sfortunatamente, questo ha significato che anche alcuni dei nomi più forti nel mondo della cannabis sono stati decimati, anche perché il processo di legalizzazione degli Stati Uniti rimane ancora a metà del guado e i coltivatori legali lottano duramente con quelli del mercato illegale. In aiuto della produzione, alcuni scienziati hanno diffuso diversi studi secondo i quali la cannabis – o almeno alcune proteine ​​ricche di CBD – possano aiutare a curare il Covid-19, ma non esistono riscontri autorevoli in tal senso. In più, il calo della spesa dei consumatori e l’aumento della disoccupazione stanno danneggiando parecchio il settore, ma c’è ancora speranza, almeno per le aziende più forti, le quali hanno già iniziato a rimbalzare verso l’alto dopo che gli investitori avevano superato le loro reazioni eccessivamente emotive del mese di Marzo.

Sulla scorta di questa tendenza, diversi analisti (InvestorPlace, per esempio) stanno raccomandando l’investimento in alcune società attive nel comparto della Cannabis che si ritiene possano trarre maggiori benefici dal contesto attuale e futuro, nonostante il Covid.

Per tutto il resto, il Coronavirus sta causando il caos sull’intera economia, ma è sicuro che, nel comportamento dei consumatori, l’abitudine alla ricerca su Internet e ai social media sopravvivranno alla pandemia. Pertanto, questa realtà finirà con il creare un forte catalizzatore non solo per le Big Companies, ma anche per le aziende tecnologiche catalogabili oggi tra le “micro” e le “small cap”, ossia tra quelle a bassa capitalizzazione. Le Small cap, in particolare, sono attività più cicliche e meno diversificate, e quindi vanno bene quando il ciclo economico si riprende. Tra le più promettenti, i migliori analisti consigliano BWX Technologies (NYSE: BWXT), eHealth (NASDAQ: EHTH), TreeHouse Foods (NYSE: THS) e United Therapeutics (NASDAQ: UTHR).

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Per quanto riguarda il segmento dell’assistenza sanitaria, la sua “consumerizzazione” pare determinerà le migliori opportunità di investimento del settore. Ma cosa significa esattamente “consumerizzare” l’assistenza sanitaria? Secondo UBS, sulla scia del nuovo Coronavirus, le persone hanno iniziato a rivendicare un maggiore controllo sulla propria salute attraverso la ricerca e la difesa, anche presso la propria abitazione. La pandemia ha reso familiare a tutti la mascherina N95, i dispositivi di protezione individuale, i ventilatori e ogni sorta di nuovi sistemi di difesa della salute da poter utilizzare comodamente a casa propria.

La combinazione tra effetti del Covid19 e invecchiamento della popolazione – come è accaduto nel Nord Italia – rischia di diventare una “tempesta perfetta” in tutti i paesi “avanzati” in cui si ritrovano queste caratteristiche demografiche. La conseguenza è che le generazioni di consumatori più giovani vorranno possedere, ovunque si trovino, dei sistemi personali di difesa della salute (HHD, Home Health Defence), e questo profondo cambiamento nello stile di vita aprirà un mercato stimato in almeno 600 miliardi di USD nel solo continente americano.

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