Agosto 5, 2021

I sindacati degli agenti di commercio al premier Conte: ricavi in caduta libera, si attivi il Decreto Ristori

Anche le sigle sindacali storicamente vicine agli agenti di commercio intervengono con una lettera aperta al Governo Conte, chiedendo di includere gli iscritti ad Enasarco nel c.d. Decreto Ristori.

Usarci, Uiltucs, Fnaarc, CGIL-Filcams, Fisascat e UGL Terziario hanno scritto una lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri Conte, al Ministro dell’Economia Gualtieri, al Ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli ed al Ministro del Lavoro Catalfo, per chiedere di intervenire in favore degli agenti di commercio attraverso il c.d. Decreto Ristori.

“In rappresentanza degli agenti e rappresentanti di commercio di tutta Italia, reiteriamo le istanze contenute nelle precedenti comunicazioni del 24 giugno e del 9 settembre 2020”, esordisce la lettera. “Non riteniamo più procrastinabile l’adozione di provvedimenti a sostegno di questa categoria di lavoratori che, ogni anno, intermedia più del 70% del Pil del nostro Paese”.

In occasione della seconda ondata in corso, la situazione complessiva degli agenti di commercio è allarmante, considerato che l’obbligo di chiusura di numerose attività commerciali e turistiche comporta l’impossibilità anche per gli agenti che operano con queste categorie a svolgere il proprio lavoro e, pertanto, a dover subire un calo vistoso dei ricavi per la seconda volta nello stesso anno.

“Riteniamo che sia fondamentale inserire tra i beneficiari del nuovo Decreto Ristori anche gli agenti di commercio coinvolti indirettamente dalle chiusure previste dal DPCM (facilmente individuabili attraverso gli specifici codici ATECO) che vedranno notevolmente diminuire, se non azzerare completamente, le vendite con i clienti delle categorie coinvolte. Ciò, peraltro, trova fondamento nello stesso Decreto Ristori che, all’art. 1, comma 2, prevede che possano essere individuati ulteriori codici ATECO riferiti a settori economici aventi diritto al contributo, ulteriori rispetto a quelli riportati nell’Allegato 1 del decreto”, aggiungono i sindacati nella lettera.  

“In alternativa al Decreto Ristori, auspichiamo che il Governo voglia applicare i benefici derivanti dal Fondo Perduto anche agli agenti di commercio”, conclude la lettera al Governo.

Manlio Marucci

Sul punto, Manlio Marucci afferma che “In un contesto generale di difficoltà, in cui tutte le categorie economiche subiscono una drastica diminuzione dei ricavi senza intravedere ancora il superamento dell’emergenza sanitaria, si diffondono sentimenti generalizzati di paura e frustrazione che – indipendentemente dalla natura dei provvedimenti adottati dal Governo – possono generare comportamenti socialmente non più controllabili. Esiste, quindi, una oggettiva esigenza di dare aspettative concrete alle categorie più danneggiate, tra le quali gli agenti di commercio detengono un triste primato”. “Servono risposte coerenti all’evolversi della situazione – continua Marucci – e interventi più incisivi dal lato dell’offerta di welfare ai soggetti oggi più esposti alla crisi, come, appunto agenti di commercio e consulenti finanziari”. “Vorrei ricordare – aggiunge il Segretario di Federpromm-Uiltucs -che queste categorie di professionisti determinano una gran parte del PIL italiano, e che l’assenza prolungata di un vero sostegno economico, rapido e a fondo perduto, non consentirebbe a decine di migliaia di loro di superare né la seconda ondata in corso, né una eventuale ondata successiva, dando così il colpo di grazia alla fragile economia del Paese”.

“Il Governo – conclude Marucci – nell’adottare le proprie decisioni non può più prescindere dalla cosiddetta variabile umana, senza la quale il recupero di stabilità economica e sicurezza del sistema sociale, a pandemia finalmente terminata, sarà quasi impossibile”.

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