Dicembre 2, 2021

L’Alfa GT di Pasolini esiste ma non si trova. Misteri e segreti dell’auto d’epoca più “attesa” d’Italia

A più di quarant’anni dalla sua morte, Pierpaolo Pasolini è ancora una figura “scomoda” e misteriosa. Anche la sua Alfa GT 2000, con cui fu ucciso, rimane circondata da profondo mistero.  L’Alfa, però,  sembra essere ancora tra noi, e qualcuno la custodisce gelosamente. Quanto varrebbe oggi, se venisse messa in vendita?

Idroscalo di Ostia, notte tra il 1° e il 2 Novembre 1975. Il poeta, scrittore e regista Pier Paolo Pasolini viene ucciso con la sua stessa auto da almeno cinque persone, mai punite per il delitto e probabilmente legate a mandanti occulti. La cronaca racconta che chi guida la sua Alfa Romeo Giulia 2000 GT Veloce, acquistata da Pasolini nell’Agosto del 1972, gli passa sopra due volte, uccidendolo.

Dopo il delitto, di cui viene accusato un diciassettenne (Pino Pelosi, reo confesso fino al 2005, quando ha raccontato pubblicamente la sua estraneità all’omicidio), l’auto viene tenuta sotto sequestro fino al 1983, e successivamente affidata all’attore Ninetto Davoli, amico intimo di Pasolini, che dichiara di averla rottamata nel 1987.

Dell’auto, quindi, si sarebbero perse le tracce da allora, ma pare che la demolizione non sia avvenuta veramente, ed il veicolo sarebbe rimasto integro nel deposito della ditta demolitrice a cui fu portato. Questo perché nel 1987 si poteva effettuare la demolizione della vettura esibendo al PRA solo le targhe, ed il demolitore avrebbe poi deciso cosa fare del veicolo. Ebbene, chi aveva ricevuto in deposito l’Alfa GT2000 di Pasolini, venuto a conoscenza dell’identità del proprietario, probabilmente preferì conservarla invece che demolirla. E così, al numero di targa RMK69996, fino al 2019, risultava ancora l’intestazione di proprietà di una Alfa GT 2000 Veloce a Pasolini Pier Paolo. Pertanto, fino ad allora, non c’erano stati dopo di lui altri proprietari, non risultava nessuna copertura assicurativa dal Novembre 1975, non risultava nessuna cancellazione dal PRA o cessata circolazione. Finchè nel 2019 qualcuno ha nuovamente immatricolato la targa, come risulta dalle visure.

Di conseguenza, pare che l’auto materialmente esista, ma dove si trova? Chi l’ha custodita fino ad oggi, e perché non si palesa o non la mette all’asta, oppure non la dona al museo intitolato al Poeta? Forse si trova ancora sotto sequestro giudiziario, in qualche deposito delle forze dell’ordine? Se è così, allora, perchè immatricolarla di nuovo?

Un bel mistero – non c’è che dire – che affascina il pubblico di babyboomers  che ha attraversato un’epoca dove le auto protagoniste dei peggiori fatti di sangue o attentati sono sempre state conservate ed esposte anche nei musei, a futura memoria. Un’auto del genere, peraltro, avrebbe un valore storico – e quindi di scambio – davvero notevole, slegato dal semplice modello o dalla categoria (vintage o d’epoca) ed elevato a potenza dall’appartenenza al suo celebre proprietario e dal mistero che avvolge tutta la sua fine.

Qualche anno fa, diversi ambienti culturali e cinematografici (“La Macchinazione”, 2016, regista David Grieco) hanno cominciato ad aprire squarci sulla cortina di segreti che impediscono di conoscere la verità, cercando di dare risposte ad alcune domande. Tra le più importanti, anche quella relativa alla scena del delitto: quante Alfa GT 2000 erano presenti quella notte all’Idroscalo di Ostia, una o due?  

Il mistero delle due Alfa GT – L’auto di Pasolini era stata ritrovata la notte dell’omicidio dalla polizia in una strada del quartiere Tiburtino, dove qualcuno l’aveva abbandonata. Dalle indagini, però, è emerso che, nelle stesse ore, la stessa auto – o meglio, un auto del tutto uguale – sarebbe stata avvistata a grandissima velocità e fermata a Ostia dai carabinieri con alla guida il presunto omicida, Pino Pelosi, che molto tempo dopo, prima di morire, ha raccontato pubblicamente la verità e la sua innocenza. Pertanto, sembra che sul luogo del delitto sarebbe stata presente un’altra Alfa uguale a quella di Pasolini, ed è lecito oggi dubitare se la Alfa GT immatricolata nel 2019 sia quella effettivamente acquistata dallo scrittore, oppure quella guidata dai suoi carnefici ed usata per eseguire materialmente l’omicidio. Secondo una testimonianza del 2010, infatti, la macchina che uccise Pasolini non era quella sua, e fu portata sporca di fango e sangue da due carrozzieri: il primo si rifiutò di lavorarci, il secondo accettò. Da lì in poi se ne sono perse le tracce. Pertanto, quale delle due Alfa GT è quella immatricolata nel 2019?

Questa, in sintesi, è la storia dell’auto che rimane al centro dell’attenzione e che ritenevamo doveroso trattare prima di occuparci del tema principale. Oggi, a distanza di 45 anni, numerosissimi i collezionisti italiani ed internazionali attendono di poter vedere – e sognano di poter far propria, a qualunque prezzo – l’Alfa GT di Pasolini. Sappiamo, infatti, che l’auto (o almeno una delle due usate per compiere il delitto) è ancora esistente, vista l’immatricolazione della sua targa nel 2019. Probabilmente, una indagine accurata, attraverso una visura, potrebbe darci ulteriori indicazioni, ma a noi interessa capire, a beneficio dei collezionisti nostri lettori, quale sarebbe il valore di questa Alfa GT 2000 così piena di fascino e mistero, e soprattutto se potrà mai arrivare ad essere battuta in un’asta di auto d’epoca dove, senza alcun dubbio, sarebbe la regina del mercato (anche in ambito internazionale).

Per arrivare ad una stima, comunque, servirebbe attribuire al numero di telaio di cui oggi si ha notizia l’esatta collocazione nella scena del delitto e, quindi, capire quale delle due Alfa presenti quella notte sia oggi effettivamente in circolazione: se quella effettivamente appartenuta a Pasolini, o quella che lo ha ucciso; servirebbe capire, soprattutto, se entrambe coincidono, come i rapporti dell’Autorità Giudiziaria hanno sempre riferito alla pubblica opinione, oppure no. Infatti, qualora si scoprisse che ad uccidere Pasolini sia stata “l’altra” Alfa GT 2000, quella dello scrittore avrebbe maggior valore e incontrerebbe il favore dei collezionisti, che non amano certamente possedere un auto usata per uccidere.

Non abbiamo notizie di aste precedenti, nel mondo, in occasione delle quali sia stata battuta un’auto usata per compiere un omicidio o un’auto appartenente ad una vittima celebre, uccisa al suo interno. Di solito, queste auto rimangono per un certo periodo (di solito lungo) a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, come mezzo di prova, e raramente vengono restituite alla famiglia della vittima. In tal senso, averla affidata ad un caro amico di Pier Paolo Pasolini (l’attore Ninetto Davoli) è uno dei tanti misteri che rendono quest’auto così affascinante e “attesa”, in un certo qual modo, dal mondo del collezionismo. Il suo valore di aggiudicazione, in una ipotetica asta, a nostro avviso non sarebbe superiore a 100.000 euro, se chi la custodisce oggi non ha effettuato alcuna opera di restauro dopo 32 anni di immobilità (dal 1987, data della presunta rottamazione, al 2019). Sappiamo, però, che la targa è stata nuovamente immatricolata a Maggio del 2019, e quindi chi la detiene potrebbe nel frattempo aver effettuato un restauro conservativo (anche del blocco motore) tale da poterla presentare al mondo perfettamente funzionante. In questo caso, la sua base d’asta potrebbe variare tra 250.000 e 350.000 euro, ed il prezzo di aggiudicazione potrebbe raggiungere valori elevatissimi.

Antonino Auccello

Secondo Antonino Auccello, Presidente del Veteran Car Club Panormus (club che gestisce la kermesse annuale del celebre “Giro di Sicilia“), ““Oggi la passione per il motorismo storico genera un valore economico annuo di 2 miliardi e 200 milioni di euro, contro, ad esempio, i 22 miliardi del calcio e i 900 milioni dell’equitazione. Si tratta di un fenomeno che va oltre il semplice hobby e negli anni ha consentito di ottenere incrementi medi annui di valore del 6 – 7 % rispetto all’investimento iniziale, in relazione alla scelta della vettura restaurata. Ma le auto e le moto d’epoca non sono semplicemente begli oggetti da possedere e ammirare, bensì diretta espressione di creatività, libertà, velocità, dinamismo e soprattutto storia del nostro Paese, come nel caso della macchina di Pasolini. L’Alfa Romeo Giulia GT 2000 Veloce, se fosse appartenuta ad un qualsiasi proprietario e fosse in perfetto stato di conservazione, oggi avrebbe un valore compreso tra 40.000 e 50.000 euro; ma l’Alfa di Pasolini ha un valore incommensurabile, legato com’è alla nota vicenda, che ancora oggi aspetta delle valide risposte”.

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