Novembre 27, 2021

Cresce la vulnerabilità delle famiglie italiane: il 30% non può affrontare un imprevisto da 1.000 euro

Secondo il Rapporto sulle scelte di investimento delle famiglie italiane pubblicato dalla Consob, dopo il Covid diminuisce la ricchezza degli italiani e aumenta il tasso risparmio. Crisi delle pensioni: solo uno su quattro ricorre alla previdenza complementare.

L’annuale rapporto della Consob, che fa il punto sulle conseguenze della pandemia sui risparmi e sugli investimenti degli italiani, ha rilevato che nel primo trimestre del 2020 la ricchezza delle famiglie è rimasta sostanzialmente stabile nell’Eurozona rispetto alla fine dell’anno precedente mentre sarebbe lievemente calata in Italia. Infatti, sul fronte delle passività le famiglie italiane continuano ad avere un più basso livello di indebitamento mentre il tasso di risparmio, dopo essersi attestato a un valore di poco superiore al 10% nel 2019, dovrebbe portarsi avanti di almeno 5 o 6 punti percentuali per via del c.d. movente precauzionale già manifestatosi in altri paesi europei e del mondo.

Di contro, con il Covid cresce di molto la vulnerabilità famiglie, tanto che una su due ha fatto debiti nel corso del 2020 per effetto della crisi innescata dalla pandemia. L’analisi da cui scaturiscono questi dati si basa un campione di 3.274 individui, secondo il quale circa il 30% degli intervistati dichiara di non essere in grado di fronteggiare una spesa inattesa di mille euro, e più del 30% dichiara di aver diminuito il proprio reddito nell’ultimo anno. In più, il 47% circa degli intervistati ha dovuto contrarre un debito (un mutuo nel 24% dei casi, e un prestito per coprire spese correnti nel restante 22% dei casi). 

Relativamente ai consumi, circa il 40% del campione Consob afferma di aver ridotto le proprie spese ed il 10% di aver intaccato i propri risparmi, mentre il 45% circa non ha modificato le proprie abitudini rispetto al passato. Tuttavia, si legge nel Rapporto, prevale un diffuso pessimismo rispetto al futuro ed aspettative di ripresa solo dopo il 2022. Per tale motivo prevale la propensione al risparmio, ed in particolare quello che non è legato ad obiettivi specifici, al c.d. “non si sa mai”. Infatti, più del 60% degli intervistati dichiara di accantonare risorse al fine di fronteggiare eventi inattesi (non si sa mai).

Altro capitolo delicato è quello relativo alla pensione. Infatti, pochi italiani hanno una chiara consapevolezza di come sarà la propria pensione, e meno del 20% degli intervistati dichiara di sapere (anche approssimativamente) quanti anni dovrà lavorare prima di poter andare in pensione, a quanto ammonterà la propria pensione mensile e quanto dovrebbe risparmiare per mantenere l’attuale tenore di vita. La mancanza di una chiara visione è più frequente tra coloro che si dicono insoddisfatti della propria situazione finanziaria e tra coloro che non risparmiano a sufficienza per finalità previdenziali.

E’ ormai noto che le pensioni saranno sempre più povere, con una progressiva riduzione del tasso di sostituzione percentuale. A questa conclusione è giunto uno studio recente realizzato da Progetica con la società Moneyfarm, che ha preso in esame il contributo che la pandemia di Covid e la crisi economica conseguente darà alle pensioni. Secondo lo studio, le pensioni saranno molto ridotte (mediamente al di sotto dei 1.400 euro mensili), e sarà sempre maggiore la necessità di ricorrere a un sistema integrativo che possa compensare gli importi derivanti dal calcolo totalmente contributivo dell’assegno.

Tuttavia, nonostante le pensioni in futuro dovranno essere integrate, solo un italiano su quattro ricorre oggi a quella complementare.

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