Settembre 19, 2021

Consulenti finanziari USA, business in forte espansione. Più stress, più clienti e più patrimonio

Secondo un recente studio, l’attività dei consulenti finanziari americani non è mai così fiorente come durante l’epidemia di Covid. In aumento sia le masse gestite che il numero dei clienti, e più tempo da passare a casa con le proprie famiglie.

In occasione di un aggiornamento del terzo “Advisor Wellness Survey” annuale di FlexShares Exchange Traded Funds (di Northern Trust Asset Management), circa 450 consulenti finanziari americani sono stati intervistati su come andava la loro attività nel periodo 2020-2021, e dall’indagine è venuto fuori una sintesi comune a tutti: più stress per via dell’adattamento alle nuove metodologie di contatto e relazione, ma più clienti e più portafoglio.

Nel dettaglio, il 62% degli intervistati ha affermato di aver aumentato il proprio patrimonio netto gestito durante la pandemia, sia nel 2020 che nel primo trimestre del 2021, e il 57% ha affermato di aver aumentato il numero di clienti. Solo il 7% ha segnalato un calo delle attività, e il 6% ha segnalato un calo dei clienti.

Il passaggio al lavoro a distanza (smartworking), pertanto, non ha avuto alcun impatto sulla loro attività, ed il 51% dei consulenti ha visto la pandemia anche come un’opportunità per trascorrere più tempo con le proprie famiglie mentre si lavora a casa, nonché un’opportunità per ripensare il proprio ruolo o modello di business (46%). Inoltre, nonostante le riaperture avvenute in tutti i quartieri finanziari delle città statunitensi, molti consulenti finanziari continuano a mantenere l’attività prevalente a casa, lavorando meno nei tradizionali uffici, i quali si stanno rapidamente trasformando in “smart building“. 

Nonostante le sfide lanciate dal Covid con continuità fino ad oggi, i consulenti hanno affermato che il loro livello di stress complessivo è essenzialmente alla pari con quello del 2018-2019, in cui i mercati sono stati la principale fonte di stress (2018 annus horribilis). Durante la pandemia, circa sette consulenti su 10 sono stati sradicati dal loro normale ambiente di lavoro, e tutti loro sono rimasti costantemente sollecitati sulla ricostruzione e aggiornamento della propria attività (44,3%) e su questioni di conformità e regolamentazione (43,5%). Anche queste cose si sono classificate come fonti di stress.

Nonostante tutto, la soddisfazione complessiva sul livello di carriera raggiunto e l’equilibrio tra lavoro e vita privata sono rimasti praticamente invariati e in gran parte positivi, secondo il sondaggio. I consulenti finanziari hanno riportato una soddisfazione professionale del 78% nel 2020, rispetto al 76% nel 2018-2019. Alla domanda su cosa amassero di più dell’essere un consulente finanziario, gli intervistati hanno dichiarato in modo schiacciante che era la loro capacità di aiutare e fornire servizi a coloro che ne avevano bisogno (58%), seguita da indipendenza e flessibilità (19%) e dalle relazioni che hanno formato (13%).

Circa un terzo degli intervistati (36%) ha attribuito uno scenario complessivamente positivo alla pandemia, che secondo loro ha fornito un rinnovato senso di scopo nel loro lavoro. Le donne consulenti hanno sperimentato livelli di stress più elevati rispetto ai loro colleghi uomini (55,3% contro 46,9%), e livelli di stress superiori alla media nazionale del 48,9%.

Secondo i risultati dello studio, lo stress è stato generato da un mix unico di fattori che influenzano le donne più degli uomini. Dal lavoro, alla vita familiare, al tenere i genitori anziani o le persone a carico al sicuro dal contagio, le donne hanno affermato di sentirsi schiacciate dalle responsabilità del lavoro e della famiglia in misura maggiore rispetto agli uomini che hanno partecipato allo studio.

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