Maggio 26, 2022

S&P500, probabile un rally dopo la riunione della Fed. A fine maggio nuova debolezza

Lo S&P 500 vedrà probabilmente un notevole rimbalzo dopo la riunione del FOMC, ma i dati fondamentali negativi sono troppo forti per non riprendere il sopravvento verso la fine di maggio.

A meno che la Fed non annunci qualcosa di completamente inaspettato rispetto a quanto è già stato digerito a fatica dai mercati negli ultimi mesi, è probabile che la conferenza stampa del FOMC del prossimo 4 Maggio possa  riservare contenuti che facciano ridurre il rischio implicito per il mercato azionario. L’indice VIX, che è una misura della volatilità, è attualmente scambiato intorno a 33, e ciò indica che i livelli di volatilità implicita stanno diminuendo e che il valore delle opzioni put potrà diminuire molto rapidamente, portando trader e investitori a venderle facendo sì che i market maker inizino ad acquistare future S&P 500 e a soffiare un vento favorevole per l’aumento dell’indice.

A Wall Street qualcuno già parla – forse un pò frettolosamente – di “ciclo del FOMC”. Infatti, dalla fine del 2021 le riunioni del FOMC sono state seguite da ottimi rialzi dello S&P 500, mentre i verbali del FOMC hanno dato la stura a forti cali di mercato. Pertanto, potrebbero esserci buone possibilità che questo mini-ciclo continui con lo S&P 500 in rialzo dopo l’incontro. Anche l’indice VIX è generalmente scambiato a livelli più bassi quando escono i verbali del FOMC,  a livelli più alti prima della riunione del FOMC, ed oggi il VIX scambia a livelli elevati in vista della riunione del FOMC. Tuttavia, è probabile che qualsiasi rally sia di breve durata, perché i fondamentali sottostanti dello S&P 500 e il mercato azionario in generale si stanno deteriorando: quando i tassi di interesse più elevati si comprimono, il rapporto P/E e gli utili generalmente diminuiscono.

Due problemi tra tutti scuotono gli operatori. L’aumento dei rendimenti reali è il problema più grande che il mercato azionario deve affrontare, ed anche i dividendi reali sono impoveriti dalla inflazione elevata. Già nelle ultime settimane si è osservata una certa compressione del rapporto P/E, sceso a 17,5 rispetto alla media storica di 16,1 rilevata dal 2002. Ma va riconosciuto che tra la primavera del 2020 e la fine del 2021 il rapporto P/E dello S&P 500 era storicamente molto alto. L’altro problema è che le stime degli utili per lo S&P 500 potrebbero ora iniziare a subire pressioni. Il NASDAQ 100 e il NASDAQ Composite hanno già iniziato a vedere diminuire le stime degli utili per il 2022. Pertanto, sembra difficile immaginare che le stime degli utili dello S&P 500 reggeranno, poiché il NASDAQ 100 di solito anticipa le stime di utili rispetto allo S&P 500.

Su tutto, la Fed ha chiarito che le politiche monetarie si debbano inasprire, e le azioni non hanno mai avuto buoni risultati in tali occasioni, subendo forti ribassi. Questa volta non è probabile che sia diverso, perché la politica monetaria deve inasprirsi ancora un po’ prima di raggiungere un livello neutrale. Lo S&P 500 vedrà probabilmente un notevole rimbalzo dopo la riunione del FOMC, ma i dati fondamentali negativi sono troppo forti per non riprendere il sopravvento verso la fine di maggio, quando il mercato conoscerà i verbali del FOMC e vivrà la consueta debolezza estiva.

Pertanto, investire oggi è più complesso che mai, con le azioni ora in aumento ora in calo sulla base di pochissime notizie, mentre sempre più spesso si fa l’opposto di ciò che sembra logico alla ricerca di opportunità che si rivelano veramente difficili da individuare; poi, quando sono state individuate, di solito è troppo tardi per investire.

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