Agosto 15, 2022

Il Dollaro sempre più valuta rifugio. I fondi scommettono sulla parità con l’Euro

L’euro sta scivolando verso la parità con il dollaro per la prima volta in 20 anni, e il suo crollo al minimo degli ultimi cinque anni porta i fondi a scommettere sulla parità.

L’euro è sull’orlo della parità del dollaro USA per la prima volta in due decenni. La valuta comune europea è già crollata al minimo di cinque anni, vicino a 1,03 USD, cedendo alla corsa al biglietto verde come rifugio dalle turbolenze del mercato e dalla guerra in Ucraina.

Gli hedge fund ci stanno già scommettendo, e aziende del calibro di HSBC Holdings Plc e RBC Capital Markets prevedono che le due valute raggiungeranno la parità nel corso del 2022. Alcuni fondi speculativi hanno già accumulato circa 7 miliardi USD di valore nozionale in scommesse su opzioni sulla parità solo nell’ultimo mese, rendendolo lo scambio più popolare tra coloro che cercano un ulteriore calo della valuta comune. Eppure, secondo la maggioranza degli analisti finanziari, l’Euro in sé non è una valuta poco interessante, ma la forza del Dollaro e la volatilità del mercato fanno puntare il calcolo delle probabilità verso la parità fra i due. Infatti, in larga misura la difficile situazione dell’Euro è una funzione della forza del Dollaro, che è stata sovraccaricata dal momento che la Federal Reserve ha proseguito con una politica dichiarata di aumenti “aggressivi” – anche prospettici – dei tassi di interesse, in misura maggiore rispetto alle altre banche centrali. Tutto questo, però, ha determinato un ulteriore attacco di avversione al rischio, che ha tolto il vento dai mercati azionari e sta aggiungendo slancio alle valute rifugio.

A contribuire ad una certa debolezza dell’Euro si aggiunge uno scenario di continuo stallo con Mosca sulla fornitura di gas naturale, che ha sollevato la prospettiva di un pronunciato rallentamento dell’economia; tanto che il Fondo Monetario Internazionale ha ridotto al 2,8% le previsioni di crescita dell’anno in corso per l’Unione Europea per il 2022, la cui Banca centrale ora è costretta a camminare sul filo del rasoio, dovendo bilanciare la necessità di una politica più rigida per domare l’inflazione record con la prospettiva di causare danni economici agli Stati membri più indebitati della regione, come l’Italia. Non a caso lo spread tra i rendimenti italiani e tedeschi, visto come un indicatore di rischio, ha superato i 200 punti base questo mese per la prima volta dai primi giorni della pandemia. Pertanto, sebbene la Bce possa aumentare i tassi sopra lo zero prima della fine dell’anno, ci sono dubbi su ulteriori aumenti dopo quello previsto per Luglio.

Da oggi gli investitori guarderanno ai discorsi del presidente della BCE Christine Lagarde dei prossimi giorni, così come ai verbali della riunione di aprile della Banca centrale, per ricevere ulteriori indizi su come muoversi. Dal momento che l’inflazione probabilmente non ha ancora raggiunto il picco, è praticamente impossibile mantenere una politica monetaria accomodante, per cui la Lagarde dovrà navigare a vista lungo un percorso ad ostacoli che non prevede neanche la minima possibilità di errore. Dal punto di vista dell’analisi grafica, se l’Euro sfonderà al ribasso l’argine di 1,0341 con il Dollaro, la strada verso la parità sarà in forte discesa.

Ma non tutti gli analisti sono negativi. Roberto Mialich, stratega valutario di UniCredit, prevede che l’euro risalirà sopra 1,10 USD nel corso del prossimo anno, quando diventeranno certe le previsioni di interruzione del ciclo di aumenti dei tassi da parte della Fed. Lo scenario di parità duratura – o addirittura di sotto-parità – viene visto solo come un rischio marginale, che potrà avverarsi solo se la crescita della zona euro crollerà molto più di quanto temuto. Tuttavia, finché le attività di rischio rimarranno vulnerabili, i rifugi tradizionali come il Dollaro e lo Yen rimarranno in voga. Anche la guerra della Russia in Ucraina rimane un importante ostacolo per l’Euro, e diversi analisti (HSBC, in primis) danno revisioni al ribasso della crescita dell’area Euro e previsioni al rialzo per l’inflazione, cioè un “cocktail sgradevole” per qualsiasi valuta.

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