Giugno 10, 2026
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Mercato delle locazioni in italia ed Europa. 2021 a tinte fosche, 2022 probabile anno della ripresa

Anche in questo primo quadrimestre del 2021 si assiste ad una forte contrazione dei contratti stipulati per motivo di studio e lavoro. Avanzano i contratti transitori e a canone concordato. A Madrid, Berlino e Dublino quotazioni in risalita.

Nonostante i proclami di scampato pericolo e le previsioni di (quasi) azzeramento dei contagi a partire da Agosto, il Covid continua a far sentire i suoi effetti sul mercato immobiliare, e soprattutto su quello delle locazioni nella grandi città. Infatti, il ricorso alla didattica a distanza e allo smart working ha “bloccato” nelle località di origine tanti studenti e lavoratori fuori sede, determinando una flessione sensibile della domanda che, in quanto a ripresa, rimane condizionata al fisiologico aumento previsto per i mesi estivi nelle località di vacanza. L’afflusso dei turisti, però, si prevede inferiore a quello che si verificherebbe con un auspicato ritorno alla normalità, che si pensa possa essere raggiungibile, soprattutto per le grandi città di interesse turistico, solo nell’estate 2022.

La contrazione dei canoni di locazione nelle grandi città è stata ancora pronunciata per monolocali, bilocali e trilocali. Spicca la città di Milano, dove nel corso del 2020 i canoni di locazione avevano perso più che altrove – -6,2% i monolocali, -6,8% i bilocali e -6,5% i trilocali, secondo Tecnocasa – e adesso sembrano essere lentamente indirizzati verso una lenta stabilizzazione. Infatti, nel 2021 i prezzi degli appartamenti a Milano si sono abbassati solo del 3,8% (1,145 euro affitto mensile medio) rispetto al primo trimestre 2020, a Roma del 5,9% (1.060 euro) e a Firenze del 5,4% (936 euro). Le stanze singole a Torino, invece, continuano il trend al ribasso e offrono prezzi più bassi dell’11,5% rispetto allo stesso trimestre del 2020.

Non si sa quando i prezzi raggiungeranno i valori pre-pandemia, ma i valori del primo trimestre 2021 rispetto al quarto trimestre 2020 fanno intravedere una timida ripresa che fa ben sperare per il futuro. Su tutto, però, incideranno i profondi cambiamenti dettati dalla pandemia sull’intero settore immobiliare, per cui è lecito non usare eccessiva sicurezza ed imparare a ragionare in termini di “nuovo mercato delle abitazioni”, poiché quello “vecchio” (abitazioni ampie e offerta pari o inferiore alla domanda) rimarrà un lontano ricordo.

Nei capoluoghi di provincia il fenomeno si è avvertito meno, e i valori degli affitti sono in leggero aumento per i monolocali e i bilocali; in queste aree, la domanda è sostenuta e l’offerta, talvolta, non è sufficiente. E’ confermata, inoltre, la contrazione di contratti stipulati per motivo di studio e lavoro, mentre sono in aumento coloro che hanno scelto volutamente o per necessità l’affitto.

Relativamente alle tendenze generali, la maggiore offerta ha portato numerosi inquilini a migliorare l’immobile in cui vivono, mentre dal lato dei proprietari è cresciuta la percentuale di quanti preferiscono stipulare dei contratti a canone concordato e transitorio. Infatti, i dati sui contratti stipulati nella seconda parte del 2020 segnalano una contrazione di quelli a canone libero (in un anno da 49% a 47,1%), ed un aumento del concordato (da 30% a 31,2%) e del contratto transitorio, che passa da 21,1% a 21,8%. Questo dato, molto interessante, evidenzia una delle conseguenze della pandemia: tutti coloro che avevano acquistato una casa da destinare all’affitto turistico, hanno deciso di collocarlo sul settore residenziale optando per questa tipologia di contratto, al fine di non vincolare l’immobile per troppo tempo e per ritornare agilmente allo short rent in caso di un’inversione di trend dei flussi turistici. Il contratto a canone concordato, visti i canoni calmierati, potrebbe rivelarsi una buona soluzione per inquilini timorosi degli effetti del lockdown, e i proprietari ne apprezzano sempre i vantaggi fiscali.

AUMENTA L’AFFITTO COME SCELTA ABITATIVA – Anche nel 2021 si conferma la tendenza che si era manifestata nel secondo semestre del 2020, quando il 70,9% di coloro che erano in cerca di abitazione aveva scelto l’affitto come scelta abitativa, in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando la percentuale era del 64,7%. In questa categoria rientrano coloro che non riescono ad acquistare, oppure chi preferisce scegliere l’affitto nonostante le buone condizioni finanziarie.

EUROPA – Riguardo la locazione di stanze private, si continua ad assistere ad un importante calo dei prezzi degli affitti rispetto al primo trimestre del 2020, tanto che ben tre città italiane sono presenti nella top 5 delle città europee in cui gli affitti per stanze singole hanno subito nel 2021 una riduzione maggiore: Milano è al primo posto, seguita da Madrid, Torino, Roma e Valencia. Rispetto al primo trimestre del 2020, Milano vede nel 2021 i prezzi medi per una stanza singola abbassarsi a 561€ (-13,7%), Torino a 386€ (-13,3%), Roma a 525€ (-13,2%) e Firenze a 431€ (-6,4%).

Al contrario, dopo essere stati in ribasso per tutto il 2020 a causa del limite imposto sugli affitti, i prezzi degli affitti degli appartamenti a Berlino e a Dublino – in quest’ultima complice la Brexit, che ha determinato il trasferimento di numerose banche e compagnie Europee da Londra nella capitale irlandese – mostrano un forte aumento per i bilocali: +11% nella prima (in media 1.122 euro al mese) e + 7,2% nella seconda (1.362 euro al mese). Per la prima volta dal secondo trimestre 2020, anche Madrid ha visto gli affitti aumentare dell’1,4% (1.119 euro al mese) per i bilocali.

Global Banking Forum: il digitale è fondamentale, ma la relazione con il cliente non è sostituibile

Le opportunità offerte dal digitale e dall’intelligenza artificiale alla base delle riflessioni del Global Banking Forum. Il cliente si è evoluto e il canale digitale aiuta a costruire una relazione efficace e personalizzata, ma il rapporto umano non è sostituibile. Euro digitale: l’unico problema è non farlo.

Le riflessioni sull’evoluzione del sistema bancario hanno aperto la prima edizione del Global Banking Forum, appuntamento organizzato da Eccellenze d’Impresa e promosso da GEA, Harvard Business Review e Arca Fondi SGR. 

Il forum si è aperto con gli interventi di Enrico Sassoon (Eccellenze d’Impresa), Massimo Gaudina (Rappresentanza Commissione europea), Rony Hamaui (ASSBB) e Angelo Tantazzi (Prometeia).
Patrizia Grieco, presidente di MPS, è intervenuta sul ruolo della sostenibilità, sostenendo che certamente le banche possano e debbano diventare un fattore abilitante della transizione ambientale e sostenibile, accompagnando le filiere legate ai combustibili fossili verso una transizione giusta. Secondo Giuliano Cicioni (KPMG), invece, il principale problema del sistema bancario italiano è la reddittività, ed è inevitabile che la dinamica dell’M&A caratterizzerà i prossimi anni, in cui la sfida sarà quella di riconciliare la presenza del sistema bancario tradizionale con gli elementi di innovazione e tecnologia che nascono al di fuori del sistema bancario stesso, e contribuiscono a modificare la relazione tra banca e cliente.
Secondo Giuseppe Lusignani (Prometeia), la reazione alla crisi generata dalla pandemia si giocherà sul doppio binario della diversificazione dei servizi e della riduzione dei costi, anche attraverso una maggiore razionalizzazione della rete distributiva. Il problema principale restano però gli investimenti in tecnologia, che in Italia si attestano sul 3/5% del margine di intermediazione, mentre nei best performer europei è pari al triplo.

Giovanni Sabatini (ABI), ha sottolineato che è impensabile subire o adattarsi passivamente all’innovazione tecnologica e vedersi trasformare i tradizionali paradigmi di riferimento senza avviare un percorso condiviso a livello europeo che consenta di rafforzare il ruolo internazionale dell’euro, nonchè studiare una possibile futura moneta digitale. Secondo Davide Serra (Algebris Investment), invece, la BCE può giocare un ruolo fondamentale sul tema delle digital currency, accelerando verso la creazione dell’euro digitale.

Relativamente all’inevitabile impatto della trasformazione digitale, con le sue opportunità e difficoltà legate soprattutto all’adeguamento dei processi interni, Roberto Nicastro (Aidexa) ha sottolineato come gli imprenditori abbiano bisogno di servizi finanziari immediati, semplici, rapidi e trasparenti, resi possibile solo grazie alle nuove tecnologie e all’intelligenza artificiale. Alessandra Losito (Pictet Wealth Management Italia), invece, ha evidenziato come il rapporto con il cliente si sia evoluto, in quanto il cliente è sempre più esigente e sofisticato e il canale digitale aiuta a costruire una relazione efficace. Secondo una ricerca interna di Pictet, infatti, la piattaforma digitale è fondamentale, ma la relazione con il cliente rimane importante. 

Secondo Elena Goitini (BNL BNP Paribas), c’è la necessità di mettere il cliente al centro, soddisfacendo sempre le sue esigenze e agendo a tre livelli: organizzazione, tempi e bisogni. Infatti, il 73% dei fruitori di servizi bancari si aspetta una consulenza iper-personalizzata, pertanto la sfida non è tanto fruire della tecnologia, quanto quella di avere le skill giuste per integrare la stessa tecnologia in un modello di servizi incentrato sulla relazione. In sintesi, il sistema banca-rete usare la tecnologia per implementare la relazione con il cliente, non certo per sostituirla.

Pietro Sella (Sella Group) ha confermato come nel 2020 il volume dell’e-commerce sia quasi raddoppiato. Il ricorso sempre più massiccio alla tecnologia ha portato per le aziende tradizionali nuove sfide nella trasformazione tecnologica, culturale, organizzativa e dei modelli di business, costringendo le aziende tradizionali a cambiare per adeguarsi. Ugo Cotroneo (Boston Consulting Group) ha aggiunto che le banche tradizionali devono trasformarsi, ma il problema è soprattutto il capitale umano. Inoltre, l’Euro digitale deve essere visto non come una minaccia, ma come una opportunità. Infatti, il sistema bancario ha già affrontato novità che erano inizialmente valutate come dannose per la tenuta e la redditività stessa delle banche (basti pensare alla legge del 1991 sulle Sim e il risparmio gestito); tutte novità che, invece, hanno costituito a loro volta uno stimolo per la loro crescita, e così sarà anche per l’Euro digitale. L’unico problema è non farlo: chi lo farà prima, si prenderà una quota del mercato, e chi saprà rispondere a domande nuove farà crescere il business.

Come valutare una Startup? I principi del metodo adottato da Warren Buffet possono esserci d’aiuto

Qual è il valore di un’azienda, e come possiamo determinare il valore di una Startup dal punto di vista economico e finanziario? L'”oracolo di Omaha” utilizza il criterio del flusso di cassa netto atteso, vediamo in cosa consiste.

Di Alberto Villa*

Gli analisti finanziari hanno fatto uso di varie formule per calcolare il valore di una azienda nella scelta riguardante il suo inserimento all’interno di un portafoglio. Essendo diversi, ogni operatore finanziario è un fervente sostenitore di quello che reputa come il metodo più efficace, dal P/E basso al rendimento da dividendi elevato ed altri ancora.

Il sistema generalmente più utilizzato è quello del P/E (presso/utile) più basso possibile. Secondo Warren Buffet, però, il metodo migliore è stato ideato da John Burr Williams, nel libro The Theory of Investment Value. Il miglior investitore al mondo utilizza diversi criteri per selezionare ed acquistare quote di aziende che poi confluiranno nel suo fondo: 1) criteri di business, 2) criteri di management, 3) criteri finanziari e criteri di mercato. Riguardo a quest’ultimo, “l’oracolo di Omaha” sostiene che il valore di un’azienda si calcola a partire dal flusso di cassa netto atteso nel corso della vita dell’azienda, scontato di un adeguato tasso di interesse. Infatti, Buffett ricorda che “valutate in questo modo, tutte le aziende, dai costruttori di calessi ai gestori di telefonia, diventano economicamente confrontabili”.

In sostanza, si tratta di un metodo di pre-analisi molto valido, che consiste nell’utilizzare i flussi di cassa che verranno generati in un determinato periodo di tempo, per poi scontarli tutti ad un tasso stabilito per ricondurli al valore che l’azienda dovrebbe avere nel presente. Secondo questo criterio, se non si riesce a stabilire il flusso di cassa futuro con un elevato grado di precisione, allora è persino inutile cercare di valutare l’azienda studiando le qualità del team management, le caratteristiche dei prodotti e i mercati di rifermento.

Perché è così importante questo metodo per una pre-valutazione di una Startup? Perché nel caso di una startup non esistono bilanci storici a cui far riferimento, essendo una società appena nata; una delle variabili può essere il Business Plan, cioè il documento con cui gli investitori dovrebbero stimare la fattibilità del progetto imprenditoriale.

Per stabilire correttamente i flussi di cassa netti, Buffet sottolinea che un dato fondamentale è dato dal tasso di sconto da utilizzare – ossia l’altra variabile dell’equazione – ed è qui che la situazione si fa un po’ più complessa.  Infatti, per lui si dovrebbe applicare semplicemente quello dei buoni del Tesoro Usa a lungo termine, salvo poi aggiungere dei punti percentuali al tasso esente da rischi nei periodi in cui diventino troppo bassi, oppure applicando dei margini di sicurezza in casi particolari.

Nelle startup questo elemento va misurato attentamente, perché utilizzare un tasso di sconto poco adatto – come ad esempio i buoni ordinari trentennali, oppure un equity risk premium di società quotate – potrebbe essere forviante. Pertanto, solo utilizzando una variabile dell’equazione che riconosca la particolarità di queste società ci si può realmente permettere di fornire una pre-valutazione coerente. Determinare questo, inoltre, significa essere in grado di stimare in modo appropriato anche il rischio che sto affrontando, e se i possibili guadagni siano congrui.

Perché è così importante questo criterio rispetto ad altri? La risposta è data dai numeri. Se utilizzo solo un criterio come quello del P/E (prezzo/utile), difficilmente investirò mai in una Startup, preferendo magari un’azione quotata o altri strumenti. Questo è l’assunto principale: un patrimonio è composto da diversi strumenti finanziari, ma non è detto che debba necessariamente utilizzare il medesimo metodo di valutazione.

Impiegare i propri risparmi di lungo termine in beni reali non intacca i principi base di una buona pianificazione finanziaria. Infatti, diversificare un portafoglio con Startup e PMI innovative, da affiancare ai settori più “tradizionali”, ormai sembra essere una strada quasi obbligata per ottenere risultati gratificanti dai propri investimenti. Occorre comprendere, però,  che per fare ciò si deve necessariamente utilizzare un metodo poco usato dalla maggioranza dei consulenti finanziari e private banker, cui servirebbe una formazione specifica sull’argomento.

* Alberto Villa, Consulente in Finanza d’Impresa, membro A.I.A.F. e Consulente Finanziario Autonomo, collabora con la rete professionale M&V Private Corporate Advisor 

Omofobia, Mattarella “La violenza spinge verso il fanatismo”

ROMA (ITALPRESS) – "La Giornata internazionale contro l'omofobia, la transfobia e la bifobia è l'occasione per ribadire il rifiuto assoluto di ogni forma di discriminazione e di intolleranza e, dunque, per riaffermare la centralità del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea". Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
"Le attitudini personali e l'orientamento sessuale non possono costituire motivo per aggredire, schernire, negare il rispetto dovuto alla dignità umana, perchè laddove ciò accade vengono minacciati i valori morali su cui si fonda la stessa convivenza democratica – aggiunge -. La società viene arricchita dal contributo delle diversità. Disprezzo, esclusione nei confronti di ciò che si ritiene diverso da sè, rappresentano una forma di violenza che genera regressione e può spingere verso fanatismi inaccettabili. La ferita inferta alla singola persona offende la libertà di tutti".
"E purtroppo non sono pochi gli episodi di violenza, morale e fisica che, colpendo le vittime, oltraggiano l'intera società. Solidarietà, rispetto, inclusione, come ha dimostrato anche l'opera di contrasto alla pandemia, sono vettori potenti di coesione sociale e di sicurezza", conclude il capo dello Stato.
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Abitazioni, gli under44 preferiscono acquistare soluzioni indipendenti

Secondo l’Ufficio Studi Tecnocasa, il 70,9% degli under 44 ha comprato casa, mentre il 29,1% è andato in affitto. Rispetto al 2019 si registra un lieve aumento della percentuale di coloro che hanno scelto l’acquisto, incentivati da tassi sui mutui convenienti.

Tecnocasa ha analizzato di recente le scelte abitative (acquisto e locazione) degli under44 a livello nazionale, effettuate nel 2019 e nel 2020. Ne è emerso che il 70,9% degli under44 ha comprato casa ed il 29,1% è andato in affitto. Rispetto al 2019, nonostante l’emergenza sanitaria ancora in atto, si registra un lieve aumento della percentuale di coloro che hanno scelto l’acquisto, probabilmente incentivati da tassi sui mutui sempre più convenienti.

Gli under44 hanno comprato soprattutto l’abitazione principale (86,5% dei casi), mentre sono basse le percentuali di acquisti per investimento e per case vacanza (rispettivamente il 10,2% ed il 3,3%). Un anno fa si registravano percentuali sostanzialmente uguali, con una lieve flessione degli acquisti per investimento (da 10,9% a 10,2%) ed un leggero aumento della percentuale di compravendite di casa vacanza (da 2,7% a 3,3%). L’emergenza sanitaria ha determinato una leggera frenata degli acquisti per investimento ed una maggiore vivacità sul settore della casa vacanza.

Nel 2020 la tipologia più scambiata dagli under44 si conferma il trilocale con il 35,4% delle scelte, ma si segnala un aumento della percentuale di acquisti di soluzioni indipendenti e semi-indipendenti che si attestano al 22,6% (si fermavano al 19,6% un anno fa). L’emergenza sanitaria ed i periodi di lockdown, infatti, hanno determinato un maggior interesse per abitazioni più ampie e dotate di spazi esterni.

Il 30,9% degli acquirenti under44 è single, mentre per il 69,1% dei casi si tratta di coppie e famiglie. Anche nel 2019 si registravano percentuali simili.

Nel 2020 il 64,4% degli acquirenti under44 ha comprato casa con l’ausilio di un mutuo, percentuale in crescita rispetto al 2019 quando si fermava al 62,6%. Il dato conferma una maggiore propensione al credito anche degli acquirenti più giovani, determinata dai tassi di interesse sui mutui ai minimi storici.

Analizzando il mercato delle locazioni, emerge che il 68,0% degli under 44 ha optato per questa soluzione come scelta abitativa, il 26,3% per motivi legati al lavoro e il 5,8% per motivi legati allo studio, sebbene rispetto al 2019 questa tipologia di affitti diminuisca sensibilmente (un anno fa rispettivamente erano al 29,0% e all’8,3%). Anche in questo caso lo stato di emergenza sanitaria, con il ricorso allo smart working ed alla Dad, ha inciso negativamente sul numero di stipule di contratti di locazione da parte di lavoratori trasfertisti e di studenti universitari.

La tipologia più affittata dagli under44 è il bilocale con il 41,9% delle scelte, a seguire i trilocali che si attestano al 31,0%. Gli inquilini under44 sono single nel 42,4% dei casi, mentre sono coppie e famiglie nel 57,6% dei casi.

Italia, un paese che non cresce più. Accelerare le fusioni per rafforzare il sistema delle imprese

Secondo Ugo Loeser di Arca Fondi SGR, l’Italia è un paese che non cresce, con un’economia bloccata da vent’anni: cinquemila miliardi di euro di ricchezza privata, di cui mille e ottocento depositati su conti correnti che non danno alcun rendimento.

 “La prima edizione del Global Banking Forum ha permesso un confronto profondo e costruttivo sulle grandi sfide che attendono il sistema bancario e finanziario, nel pieno della complessa fase di ripresa dalla Pandemia che per oltre un anno ha condizionato le attività di tutto il mondo. Sono stati illustrati e discussi i rischi connessi ad una fase di ricostruzione del Paese, pur con la consapevolezza che vi siano grandi opportunità che le banche in primis devono saper cogliere per porsi al fianco del sistema produttivo ed industriale nel rilancio del Paese”.

Questo il commento di Luigi Consiglio, Presidente GEA a conclusione della prima edizione del Global Banking Forum“Le grandi innovazioni che il settore ha innanzi a sé sono importanti per il futuro del sistema del credito e concorreranno alla ripresa economica del sistema Paese” ha aggiunto Consiglio. Occorre saper sostenere e incentivare la ripresa, identificando soluzioni che permettano di canalizzare flussi di risparmio verso le imprese. “Nel corso del 2020 la massa finanziaria delle famiglie messa a risparmio è ulteriormente cresciuta, toccando livelli record mai visti prima. Occorre immaginare strumenti adeguati che portino queste risorse al sostenere la ripresa” ha chiosato Consiglio.

Un riferimento anche alla leva fiscale, che potrebbe incentivare le famiglie a investire in fondi e strumenti a sostegno dell’economia reale. Secondo Enrico Sassoon, Presidente Eccellenze d’Impresa, “i cambiamenti cui stiamo assistendo sono estremamente veloci e profondi. Il sistema bancario come siamo stati soliti conoscerlo fino a pochi mesi fa non sarà quello post pandemia. Saranno necessari cambiamenti sia sotto il profilo tecnologico, sia organizzativo e di know how.  Dobbiamo fare in modo che tutto questo avvenga in modo veloce, coinvolgendo tutti gli attori del sistema. Può costituire una grande opportunità per la crescita del nostro Paese e la sua maggiore autorevolezza anche nel confronto internazionale”.

L’Italia è un paese che non cresce, con un’economia bloccata da vent’anni: cinquemila miliardi di euro di ricchezza privata, di cui mille e ottocento depositati su conti correnti che non danno alcun rendimento. Questa è la fotografia del Paese delineata da Ugo Loeser, CEO di Arca Fondi SGR . In Italia, ha proseguito Loeser nella sua analisi, vi sono due visioni contrastanti: da un lato una frugale, estremamente pericolosa, che vede l’Italia non in grado di crescere, a differenza del debito pubblico che continua ad aumentare; e una visione dinamica, mediterranea, che guarda invece a questa situazione come un’opportunità: con una leva economica finanziata dalla BCE a tassi negativi, usare la leva del debito pubblico.

Sul tema della crescita, inevitabile il riferimento alle dimensioni e performance delle nostre imprese, che devono necessariamente espandersi per dare continuità ad una crescita sostenibile nel tempo. Secondo Giovanni Tamburi (Tamburi Investment Partners), se il Covid venisse sfruttato come opportunità per accelerare le fusioni avremmo risolto un problema enorme. Il problema del paese è solo capitalizzare le imprese e metterle insieme. Gli fa eco Raffaele Jerusalmi, amministratore delegato di Borsa Italiana, secondo il quale la dimensione delle aziende quotate oggi in Borsa non rispecchia il peso dell’economia italiana, dato che il Pil è tre volte superiore alla capitalizzazione di mercato. “In Italia ci sono solo 350 imprese quotate, troppo poche: è necessario capire che bisogna crescere molto più rapidamente per stare al passo con l’evoluzione del mercato”.

Carfagna “Nessuno farà cadere il Governo, le riforme sono necessarie”

ROMA (ITALPRESS) – Le riforme sono "indispensabili" e gli scontri nella maggioranza non metteranno a rischio la tenuta del governo, perchè nessuno avrà "il coraggio" di fare cadere Mario Draghi. Lo afferma Mara Carfagna, ministra per il Sud e la Coesione territoriale, in un'intervista al Corriere della Sera.
"Senza riforme il Recovery plan semplicemente non esisterebbe: l'Europa condiziona l'erogazione dei soldi al rispetto di un cronoprogramma rigoroso e alla realizzazione di riforme – sottolinea Carfagna -. Senza riforme non avremo nè finanziamenti europei, nè nuove infrastrutture, nè ripresa, nè posti di lavoro. Questo governo nasce per fare tutto questo". Alla domanda su quali riforme siano imprescindibili per Forza Italia, la ministra risponde così: "Il fisco e la giustizia, in primis, insieme alla semplificazione di ogni processo pubblico, dalla più banale pratica, ai concorsi, ai grandi appalti. Ma nel Pnrr c'è anche una riforma sociale per cui mi sono spesa e ritengo irrinunciabile: l'individuazione dei Livelli essenziali di prestazione, i Lep, che cancellino finalmente il divario di cittadinanza tra Nord e Sud, tra metropoli e aree interne".
Riguardo al ddl Zan, Carfagna sottolinea: "Una legge contro l'omofobia e la transfobia ci serve. Io stessa ne fui promotrice da ministro, ma scelsi una strada diversa, meno divisiva e ambigua. Queste leggi non possono essere bandierine per marcare il campo". E sulle tensioni nella maggioranza spiega: "La conflittualità, al momento, è più fumo che arrosto. Voglio vedere chi avrà il coraggio di dire agli italiani: scusate, mando a casa Draghi perchè penso che io governerei meglio".
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Il fondo Rif di Equiter investe 2,2 milioni nella realtà aumentata di VRMedia

Undicesimo investimento per il veicolo gestito da Equiter e alimentato da risorse tratte dal Programma Operativo Nazionale 2014-2020 del Miur. Per VRMedia un nuovo centro di sviluppo a Cagliari, con tecnologie di intelligenza artificiale per il sistema indossabile di realtà aumentata Kiber 3 e spinta al mercato Usa.

Il Fondo per la Ricerca e l’Innovazione Srl (Rif) – veicolo gestito da Equiter* e dedicato all’investimento di fondi del Programma Operativo Nazionale “Ricerca e Innovazione” 2014-2020, promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – investe 2,2 milioni di euro per rilevare il 27,5% di VRMedia**, azienda tecnologica di Pisa che sviluppa soluzioni di collaborazione remota a base di tecnologia a realtà aumentata, come Kiber, sistema indossabile creato per il mondo dell’Industria e già adottato da oltre 60 aziende italiane ed estere, tra cui Enel, Fastweb, Tecnimont, Sofidel, Baker Hughes, Fosber, Sofinter.

“L’ingresso nel capitale di VRMedia rappresenta l’undicesimo investimento di Rif. Attraverso questa nuova iniezione patrimoniale, la società potrà sviluppare un set di competenze abilitanti in ambito Industria 4.0: VRMedia localizzerà attività di sviluppo sperimentale e ricerca industriale presso una nuova sede operativa a Cagliari, generando un impatto rilevante sul territorio in termini sia di ricaduta occupazionale sia di collaborazione con enti di ricerca e università locali”, dichiara Enrico Bertoni, Direttore Generale di Equiter.

«Grazie all’apporto di Rif, il progetto Kiber – oggi Kiber 3, essendo giunto alla terza release – potrà fare un ulteriore salto tecnologico, incorporando tecnologie di intelligenza artificiale e potenziandone l’integrazione con gli strumenti software e le tecnologie già presenti in azienda. L’evoluzione tecnologica di Kiber a seguito del progetto di ricerca e sviluppo finanziato dal nuovo investitore, ci permetterà anche di consolidare la nostra penetrazione commerciale negli Stati Uniti, che rappresentano non soltanto un importante mercato finale, ma anche una piattaforma per crescere in tutto il mondo», spiega Federico Gulletta, Amministratore delegato di VRMedia.

Kiber 3 è un sistema integrato indossabile: applicato a qualsiasi caschetto da lavoro, consente a chi lo indossa di condividere immagini e informazioni tecniche in live streaming con uno o più utenti remoti, attraverso un visore binoculare a realtà aumentata, e di interagire on-line in uno spazio di collaborazione condiviso.

La peculiarità di Kiber 3 sta nell’integrazione nativa tra hardware e software, che garantisce prestazioni elevate, peso contenuto (1,1 kg) e bassi consumi: il sistema ha un’autonomia di un’intera giornata lavorativa e utilizza più bande di trasmissione, dal 2G, per l’operatività in luoghi remoti, fino al 5G e al satellitare.

* Equiter è il principale advisor finanziario selezionato dalla Banca Europea per gli Investimenti (Bei) per la gestione di 124 milioni di euro destinati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) alle azioni previste all’Asse II del Pon “Ricerca e Innovazione” 2014-2020.

** VRMedia, nata nel 2002 da uno spin off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, conta oggi 25 dipendenti e annovera tra i propri azionisti il fondo Vertis Venture 3 Technology Transfer, che ha investito nell’azienda 3,6 milioni di euro a partire dal 2018.

Milan fermato dal Cagliari, lotta Champions serrata

MILANO (ITALPRESS) – Il Milan fallisce il primo match point per la qualificazione alla prossima Champions League. Contro un Cagliari, già matematicamente salvo da alcune ore ma per nulla intenzionato a fare da sparring partner, la squadra di Pioli non va oltre uno scialbo 0-0 al Meazza, rischiando peraltro di perdere (rossoneri salvati da Donnarumma). Ora il Milan è costretto a battere l'Atalanta, già certa di terminare tra le prime quattro, nell'ultima giornata per cogliere un risultato che dopo il girone d'andata sembrava una formalità e che invece rischia di sfuggire dalle mani di Ibra e compagni. I ragazzi di Semplici, invece, con questo ennesimo risultato positivo festeggiano come meglio non avrebbero potuto una salvezza ottenuta già dopo Benevento-Crotone. Primo tempo che rispecchia lo stato d'animo delle due squadre. Milan contratto, bloccato psicologicamente dalla paura di veder svanire all'ultimo km il proprio obiettivo, mentre il Cagliari con la salvezza già in tasca gioca con una leggerezza che non si vedeva da mesi.
Le occasioni più importanti sono dunque per i sardi, che con Nandez e Lykogiannis spingono sugli esterni e mettono in mezzo palloni interessanti sui quali Kjaer e Tomori fanno buona guardia. I padroni di casa agiscono di rimessa e sfiorano il gol con Saelemaekers, attento Cragno coi guantoni, poi poco prima dell'intervallo due punizioni dal limite mal sfruttate, prima con Theo Hernandez che calcia alto e poi con Calhanoglu che trova la barriera. Nella ripresa avvio convincente del Milan, ma è il Cagliari a sfiorare il gol sul colpo di testa a colpo sicuro da un metro di Leonardo Pavoletti che centra però clamorosamente in pieno Donnarumma. Lo spavento non scuote il Milan, che rischia ancora sulla zuccata di Godin che chiama ancora il portierone rossonero a un grande intervento. La risposta è affidata al neo entrato Castillejo, che irrompe in area e non riesce a centrare la porta con un tiro al volo. Finale ricco di intensità, ma sono davvero poche le vere occasioni da gol. Forcing rossonero nel recupero, con conclusione di Castillejo che esce di un soffio, ma è 0-0. Verdetti Champions rimandati agli ultimi 90 minuti.
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Nadal Re di Roma per la decima volta, Djokovic KO

ROMA (ITALPRESS) – E' ancora una volta Rafa Nadal il Re di Roma.
Lo spagnolo, terzo nel ranking Atp e numero due del seeding, ha vinto la finale degli Internazionali d'Italia di tennis, battendo in finale il serbo Novak Djokovic, uno del mondo e del tabellone, col punteggio di 7-5 1-6 6-3. Per Nadal si tratta del decimo trionfo sui campi in terra battuta del Foro Italico, dove è andato in scena il torneo Masters 1000 dotato di un montepremi pari a 2.082.960 euro.
Al termine di una autentica battaglia, durata 2 ore e 49 minuti, il giocatore maiorchino ha dimostrato di essere ancora il più forte di tutti sul rosso. La prima volta si era imposto a Roma nel 2005. Adesso Nadal, che quest'anno si è imposto pure nella "sua" Barcellona, punterà al 14° successo sulla terra del Roland Garros. Per lui è l'88esimo titolo della carriera: 20 prove del Grande Slam, 36 1000, una medaglia d'oro olimpica, 22 tornei 500 e 9 250. A complimentarsi con lui anche Novak Djokovic. "Con lui è sempre una lotta. Uno dei miei più grandi avversari di sempre. Abbiamo giocato entrambi bene. Complimenti a lui e al suo team. Per me era importante ritrovare il feeling sulla terra battuta", ha detto il serbo. "I next gen? Siamo io, Rafa e Roger Federer", ha scherzato Djokovic che in 11 finali disputate a Roma, ha raccolto cinque successi e sei sconfitte.
Contento come se fosse al primo successo, invece, Nadal. "Vincere qui è sempre tutto molto bello. Ringrazio Nole per le belle parole che ha avuto nei miei confronti. Vedremo a Parigi cosa succederà ma con Djokovic è sempre 'una guerrà. Essere qui dopo sedici anni è una gioia immensa, difficile da esprimere", ha detto lo spagnolo. Nadal negli ottavi di finale ha annullato due match-ball al russo Shapovalov. Anche a Barcellona aveva dimostrato di essere sempre un "lottatore", battendo in finale Tsitsipas dopo aver annullato un match-point al greco. Lunga vita agli indistruttibili "tenori" del tennis mondiale.
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.