
Super Sapiens Europe seleziona otto startup e apre la valutazione degli investimenti
Il programma promosso da Scientifica con IREFI porta tecnologie per industria, ambiente e salute al confronto con investitori e grandi imprese. Il capitale resta subordinato alle verifiche sui progetti
Otto startup passano alla fase di valutazione degli investimenti di Super Sapiens Europe 2026, il programma promosso da Scientifica insieme a IREFI (Institut pour les Relations Économiques France-Italie, Istituto per le Relazioni Economiche Francia-Italia). La selezione, annunciata il 21 ottobre, riguarda imprese deep tech, cioè realtà che sviluppano tecnologie fondate su ricerca scientifica e ingegneristica avanzata. Il risultato non coincide con l’assegnazione automatica di un finanziamento: per le società selezionate si apre un percorso di verifica tecnica, economica e societaria dal quale potranno derivare investimenti diretti di Scientifica. È il passaggio che separa il riconoscimento del potenziale di una tecnologia dalla decisione di sostenerne finanziariamente lo sviluppo.
La rosa comprende Theia Sense, impegnata nei sensori per il controllo di strutture e infrastrutture spaziali, e Mira, che integra microbiologia, bioinformatica e intelligenza artificiale per interpretare dati sulle comunità microbiche. Sieve lavora sulla filtrazione delle acque reflue industriali, mentre Caboto sviluppa robotica autonoma per ispezionare infrastrutture e ambienti complessi. G-Plus Technology punta sul recupero del calore e sulla compressione del vapore per rendere più efficienti i processi industriali; Hiro Robotics automatizza lo smontaggio e il recupero di materiali dai RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche). Completano il gruppo Voltaage, con strumenti per pianificare infrastrutture di ricarica ed elettrificazione delle flotte, e BrightMol Biotech, che sviluppa tecnologie per la ricerca di nuovi farmaci. Le applicazioni sono diverse, ma condividono la necessità di dimostrare sul campo affidabilità, sostenibilità economica e possibilità di crescita.
Alla valutazione hanno partecipato, accanto al team tecnico di Scientifica, STMicroelectronics, Aeroporti di Roma, Edison, Eni, TELT, ELT, Fincantieri e Thales Italia. Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, il percorso può comprendere affiancamento specialistico, verifiche sperimentali delle tecnologie e possibili collaborazioni commerciali con i partner. Per le startup il valore non risiede soltanto nell’eventuale capitale: poter confrontare una soluzione con le esigenze di un utilizzatore industriale aiuta a capire se il prototipo può diventare un prodotto acquistabile, integrabile e replicabile. Le opportunità annunciate restano però un insieme di possibilità da sviluppare, non contratti commerciali già acquisiti.
È su questo passaggio dalla ricerca all’impresa che l’iniziativa concentra il proprio significato economico. Una tecnologia promettente richiede laboratori, tempi di sperimentazione e risorse che non sempre si adattano ai percorsi di crescita più rapidi delle startup digitali. Il modello proposto da Scientifica e IREFI prova a collegare questi bisogni a investitori e gruppi industriali, riducendo la distanza fra chi sviluppa una soluzione e chi potrebbe utilizzarla. Per le otto imprese selezionate comincia adesso la fase nella quale risultati scientifici e prospettive di mercato dovranno sostenersi reciprocamente: la selezione è un punto di partenza, mentre la qualità dell’esecuzione determinerà gli sviluppi successivi.
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