Difesa e trasmissione del patrimonio familiare nei casi di separazione e divorzio
PREMESSA
Separazione e finanza coniugale: una opportunità per anticipare il passaggio generazionale dai patrimonials ai millennials
PARAGRAFO I
Creazione e distruzione di ricchezza familiare connesse al divorzio. Comunione e separazione dei beni
PARAGRAFO II
La difesa del patrimonio nella coppia separata: contesto generale e normativo
PARAGRAFO III
Separazione, divorzio e questioni di eredità dei patrimonials: donazione o successione?
PARAGRAFO IV
La salvaguardia del reddito personale in caso di separazione o divorzio: lo studio associato senza rappresentanza legale
PARAGRAFO V
La salvaguardia del patrimonio personale e aziendale in caso di separazione: fondo patrimoniale, patti di famiglia, atti di destinazione e usucapione
PARAGRAFO VI
La difesa del patrimonio di ciascun coniuge e gli interessi meritevoli di tutela: società di persone, holding di famiglia e trust
PARAGRAFO VII
Gli strumenti a difesa del patrimonio mobiliare ed immobiliare: mandato fiduciario, polizza vita, fondo pensione e lease back
PREMESSA
Separazione e finanza coniugale: una opportunità per anticipare il passaggio generazionale ai millennials
(…) “Il divorzio, a cominciare dagli anni ’70 (la legge sul divorzio è la n. 898 del 1970), ha rappresentato il naturale riconoscimento giuridico di un atto di libertà e auto-realizzazione dell’individuo, da tutelare anche a costo di scindere (e riqualificare) la famiglia “consacrata e immutabile” in tutti quei casi di contrasto insanabile nella coppia.
Si è trattato certamente di una conquista di civiltà a cui, però, non è corrisposta una uguale evoluzione dell’Ordinamento: ancora oggi bisogna fare i conti con un sistema giuridico ormai obsoleto, con magistrati del tutto impreparati a contenere la deriva dei sentimenti tipica delle fasi più accese di una separazione, e con un totale analfabetismo civico che, in tutta Italia, colpisce anche i patrimonials che si separano. (…) Ci concentreremo sugli effetti che da questo fenomeno sociale in continuo aumento derivano a danno della finanza coniugale, allo scopo di evidenziare il nesso di causalità che certamente esiste tra separazioni conflittuali e perdite patrimoniali; ma anche per marcare la differenza tra bravi e cattivi consiglieri che, in questo campo specifico (dove viene a mancare la necessaria serenità d’animo) possono decidere le sorti di un intero ramo familiare e delle successive generazioni.
Non v’è dubbio che un bravo consulente patrimoniale deve saper riconoscere certi aspetti dell’animo umano che si manifestano solo in determinati contesti che, come la crisi di coppia, escono fuori dall’ordinario, catapultando in mezzo alla tempesta chi, per il proprio ruolo professionale, viene chiamato inevitabilmente in causa. Le guerre coniugali, infatti, finiscono con il coinvolgere il professionista, il quale si trova a dover gestire un evento che mette a dura prova le proprie capacità diplomatiche e la propria sensibilità. Egli deve essere pronto ad intervenire assumendo l’unico atteggiamento possibile: quello del professionista che spiega le conseguenze economiche di una separazione, e aiuta i clienti (travolti dalle circostanze e privi di sufficiente lucidità) a gestire la situazione in maniera forzosamente solidale, evitando di assecondare richieste dettate da spirito di vendetta e/o chiaramente inopportune, sebbene solo in apparenza legali (si pensi allo “svuotamento”, da parte di uno dei coniugi, del conto corrente intestato ad entrambi).” (…)
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