Agosto 4, 2021

Grant Thornton e Università di Pisa, al via l’osservatorio sulle PMI innovative

L’Osservatorio fa parte di un più ampio progetto che mira a valorizzare l’innovazione italiana dando visibilità a questa specifica tipologia di imprese, facilitando la conoscenza dei vantaggi di natura fiscale, societaria e finanziaria esclusivamente dedicati dalla normativa alle PMI innovative regolarmente iscritte nella specifica sezione del Registro delle Imprese.

Lo scorso 11 Novembre, a margine del Convegno “La gestione dell’area finanza per il mid-market nell’era Covid-19” si è svolta in collegamento da remoto la cerimonia di premiazione di “Open Innovative PMI“, ideato e organizzato da Grant Thornton e dedicato alle PMI Innovative italiane. Nel corso dell’appuntamento il prof. Giulio Greco, docente del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa, ha presentato il report 2020 dell’Osservatorio Open Innovative PMI, realizzato da Grant Thornton in collaborazione con l’ateneo pisano.

I vincitori di questa quarta edizione del Premio di 10.000 euro sono tre aziende che si sono distinte per la loro propensione ad innovare, per le performance ambientali e per gli eccellenti risultati economici raggiunti in Italia e all’estero. Si tratta di Echolight (categoria “Ricerca, innovazione e digitale”, società biomedica innovativa con sede a Lecce), di Angiodroid (categoria “Resilienza al Covid-19“, società bolognese che ha sviluppato un iniettore di forme di contrasto per le angiografe a base anallergica di anidride carbonica) e di Nanoprom Chemicals (categoria “Sostenibilità ambientale”, società di Reggio Emilia attiva nella ricerca   e nell’applicazione commerciale dei nanomateriali).

Alessandro Dragonetti

Alessandro Dragonetti, Head of Tax di Grant Thornton ha dichiarato: “L’importante incremento in percentuale delle PMI Innovative è un ottimo segnale di dinamismo del comparto; registriamo però ancora la necessità di una maggiore consapevolezza dei vantaggi e delle opportunità che il novero all’interno del Registro comporta. Sono infatti poco meno di 2mila le aziende iscritte al Registro su circa 20mila che stimiamo abbiano in Italia le caratteristiche per rientrare nella categoria ‘innovative’. E, a norma di legge, questa categoria di imprese avrebbe accesso ad alcune delle stesse agevolazioni normative, fiscali, contributive, burocratiche previste per le startup innovative. Perché rinunciare a semplificazioni e abbattimento costi di apertura, sgravi fiscali per impresa e investitori, assunzioni agevolate, accesso preferenziale al credito?”, ha chiesto Dragonetti. “Certamente – ha aggiunto – l’iscrizione al Registro rappresenta una leva importante per le nostre piccole imprese che guardano al futuro in chiave moderna e con potenzialità per occupare un ruolo strategico nell’ambito del sistema economico italiano, e andrebbe dunque maggiormente promossa e sostenuta”.

Secondo i dati dell’Osservatorio di Grant Thornton -Università di Pisa, emerge che nell’ultimo anno il numero di PMI Innovative è cresciuto del 40%. Sono infatti 567 le nuove aziende iscritte al registro apposito (tra ottobre 2019 e settembre 2020), contro le 432 del periodo precedente. Tuttavia, a circa cinque anni di distanza dalla creazione del registro, il numero di PMI innovative appare ancora contenuto rispetto al bacino potenziale: sono infatti poco più di 1.700 le PMI Innovative “ufficiali”, mentre è verosimile pensare che in Italia le PMI con i requisiti previsti siano sull’ordine delle decine di migliaia.

La pur importante crescita del numero di PMI iscritte nell’ultimo anno è da considerarsi ancora limitata se si considerano i ripetuti interventi del legislatore sui benefici di cui tale categoria di impresa potrebbe godere. Tra gli ultimi interventi si possono ricordare quelli del Decreto 7 maggio 2019 dedicato proprio agli incentivi per le start up e le PMI innovative e quelli previsti nel decreto rilancio dell’aprile 2020. Quest’ultimo ha stanziato un fondo di sostegno al venture capital con una dotazione di 200 milioni di euro a beneficio esclusivo delle start up e delle PMI innovative. Inoltre, è stata riservata una quota pari a 200 milioni di euro a valere sulle risorse già assegnate al Fondo Centrale di Garanzia per le PMI specificatamente dedicata all’erogazione di garanzie in favore di startup innovative e PMI innovative. Infine, sono stati previsti incentivi alla capitalizzazione con importanti detrazioni IRPEF per gli investitori fino al 50% rispetto all’ammontare dell’investimento. Peraltro, è opportuno ricordare come alcune delle politiche di incentivo all’innovazione, come il credito d’imposta alle attività di ricerca e sviluppo, l’iper-ammortamento “Impresa 4.0”, il Patent Box, o i voucher “manager dell’innovazione“, non vadano a beneficio esclusivo delle PMI innovative, ma di una platea di aziende più vasta.

L’Osservatorio PMI Innovative 2020 mostra come la maggior parte delle PMI innovative, circa due terzi, siano di dimensioni ascrivibili alla categoria delle micro-imprese, con un fatturato al di sotto della soglia dei 2 milioni di euro. Meno del 10% delle aziende è ascrivibile alla categoria delle medie imprese (fatturato superiore a 10 milioni e inferiore a 50), mentre le restanti rientrano tra le piccole imprese (tra i 2 e i 10 milioni di fatturato).

L’anzianità media, tra le nuove iscritte, è di circa 9 anni. A livello regionale, la Lombardia, con 148 casi (oltre il 26% del totale), presenta il maggiore numero di società iscritte nel Registro nell’ultimo anno. Seguono il Lazio con 65, l’Emilia Romagna con 57, la Campania con 52, la Toscana con 38 e il Veneto con 36, mentre tutte le altre regioni si attestano su valori decisamente più bassi. A livello provinciale, il maggior numero di PMI Innovative è a Milano, con 122 società iscritte nell’ultimo anno (+54% rispetto alla scorsa rilevazione), seguita da Roma con 58 società iscritte (+100%) e a seguire Napoli con 26 (+86%).

Relativamente all’analisi dei dati economico-finanziari delle PMI Innovative, si evidenziano in generale buoni risultati in termini di fatturato e performance economico-finanziarie. Le PMI innovative hanno registrato un incremento medio del fatturato del 15% nel biennio 2018-2019, e il patrimonio netto medio è pari a circa 1,9 milioni di euro. Inoltre, nel 76,45% dei casi le società registrano un EBITDA positivo, a dimostrazione del fatto che la maggioranza del campione osservato si trova in equilibrio economico.

Incrociando i dati della ricerca dell’Osservatorio con le stime del Cerved Industry Forecast (maggio 2020), relative all’impatto della crisi Covid sui fatturati delle aziende all’interno di uno scenario soft, assisteremmo ad un calo complessivo medio del fatturato nel 2020 (rispetto al 2019) del 10,4%, con un rimbalzo medio del 10,3% nel 2021 (rispetto al 2020). In uno scenario hard, invece, assisteremmo ad un calo medio complessivo del fatturato nel 2020 (rispetto al 2019) del 14,9%, con un rimbalzo medio del 15,3% nel 2021 (rispetto al 2020).

In conclusione, le PMI innovative potrebbero dunque mostrare un buon grado di resilienza alla crisi e mostrarsi pronte allo sfruttamento di opportunità.

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