Febbraio 2, 2023

Compravendite immobiliari: in trattativa lo sconto medio è in calo

Secondo il network immobiliare Tecnocasa, in Italia lo sconto medio in trattativa è pari al 7,8%, in calo rispetto al 2021. Ribasso più alto per le soluzioni acquistate per investimento.

Quando il mercato immobiliare si rimette in moto una delle variabili che ne è influenzata è lo sconto medio, ossia quanto viene ribassato il prezzo di richiesta della proprietà durante la trattativa che porta poi alla compravendita finale. “Nel primo semestre del 2022, a livello italiano, – afferma Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa – il gap si è attestato intorno a -7,8%, in ulteriore contrazione rispetto a -8,2% che si era registrato nella prima parte del 2021. Ancora una diminuzione quindi del margine di trattativa, compatibile con le attuali dinamiche di mercato che vedono un aumento della domanda, una contrazione dell’offerta e una diminuzione dei tempi di vendita.

Le percentuali cambiano se si analizzano le diverse tipologie immobiliari. A seconda della vetustà dell’immobile si registra un ribasso maggiore per le tipologie usate (-8,0%) rispetto a quelle nuove/ristrutturate (-5,7%). Le prime, infatti, quasi sempre necessitano di interventi di riqualificazione e, di conseguenza, si tratta maggiormente sul prezzo alla luce degli ulteriori costi che si dovranno poi sostenere per rimodernare l’abitazione. Questo spiegherebbe perché su queste soluzioni la riduzione di prezzo è leggermente superiore, ancora di più adesso con il rincaro delle materie prime. In particolare, sulle nuove costruzioni il gap tra prezzo richiesto e prezzo di conclusione della compravendita si assottiglia.

La  disponibilità a ribassare il prezzo di vendita del proprio immobile è strettamente legata agli obiettivi di riallocazione del denaro ricevuto dal compratore. Di norma, chi vende ha quasi sempre la necessità di utilizzare i soldi per l’acquisto di altro immobile. Chi vende per necessità, pertanto, dovendo recuperare capitale con una certa rapidità è maggiormente disposto ad accettare prezzi più bassi. L’analisi per tipologie immobiliari evidenzia che le diminuzioni più forti di prezzo nella prima parte del 2022 interessano in particolar modo le soluzioni acquistate per investimento, potendo contare sul maggiore potere di acquisto dell’acquirente. Queste, infatti, registrano un ribasso del -11%.  Seguono i monolocali (-10,4%) e le soluzioni economiche (-10,1%). Ribasso superiore alla media anche per le soluzioni indipendenti (-8,8%) e per gli immobili posizionati al piano terra (-8,2%).

Il gap tra prezzo iniziale e prezzo finale è più contenuto rispetto alla media nazionale per i tagli più grandi (trilocali, quattro locali). Bene anche gli ultimi piani (-7,6%) e le tipologie signorili (-6,6%), risultato abbastanza prevedibile visto che si tratta di immobili sempre piuttosto ambiti e poco presenti sul mercato. I dati indicati mostrano dunque coerenza con il quadro immobiliare che si sta disegnando. Va comunque sottolineato che i prezzi di offerta oggi sono maggiormente “studiati” grazie ad un’attenta valutazione (anche delle stesse agenzie immobiliari) con la quale si determina un prezzo di partenza congruo e allineato alla capacità di spesa della zona.

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