Agosto 15, 2022

Fondi USA, gli investitori incrementano le azioni dopo mesi di saldo netto negativo

I fondi azionari globali hanno visto i loro primi afflussi netti dopo 10 settimane di saldo negativo. Sembra che il mercato stia costruendo “modelli rialzisti”, con gli acquirenti che potrebbero tornare sulle azioni e rimanervi.

Con il Dow Jones Industrial Average sulla buona strada per ottenere, la scorsa settimana, la serie di perdite settimanali più lunga in quasi un secolo, i dati provenienti da una manciata di fonti mostrano che gli investitori di tutto il mondo stanno accumulando nuovamente azioni, provocando i primi afflussi netti nelle classi azionarie globali dopo 10 settimane.

In USA, gli investitori hanno scaricato 20,6 miliardi di dollari in fondi azionari globali dal 25 maggio, secondo il rapporto settimanale della Bank of America. I flussi arrivano quando le azioni globali stanno finalmente rimbalzando dopo che l’indice S&P 500 ha a lungo flirtato con il territorio ribassista, in buona compagnia dei principali benchmark sia in Europa che negli Stati Uniti, ormai diretti verso la loro performance settimanale più forte da marzo. Di conseguenza, l’indice MSCI World è salito di oltre il 3% la scorsa settimana, riducendo la sua perdita da inizio anno a circa il 15%.

Con il rimbalzo delle azioni, alcuni analisti di mercato (Citigroup e JP Morgan) hanno confermato con i fatti quanto comunicato ai clienti due settimane fa in merito ad un rimbalzo sostenuto, ma altre case di investimento hanno mantenuto un approccio più cauto, con Bank of America e Morgan Stanley che hanno avvertito che le azioni potrebbero non aver ancora raggiunto i minimi dell’anno. Infatti, secondo Michael Hartnett della Bank of America gli asset più ipervenduti rispetto alle loro medie mobili a 200 giorni includono il Treasury statunitense a 30 anni, le obbligazioni “spazzatura” (c.d. junk bond) e le azioni sia in Cina che in Germania. Finora quest’anno anche le azioni cinesi hanno subito una battuta d’arresto, con l’indice cinese di Shenzhen in calo di quasi il 25% dall’inizio dell’anno.

Nel frattempo, l’indicatore rialzista di Bank of America è rimasto nel “territorio di acquisto contrarian inequivocabile” per la seconda settimana consecutiva. L’indice è crollato da 1,5 a 0,6 nell’ultima settimana, indicando un posizionamento ribassista estremo, sebbene questi dati vengano riportati con un leggero ritardo. L’indicatore rialzista era vicino a 10 solo un anno fa, e questo fa ben comprendere gli estremi a cui si è arrivati e, soprattutto, perché grandi investitori come Warren Buffett stanno rinforzando posizioni azionarie già dai primi di Maggio, allorquando i dati di Refinitiv Lipper hanno mostrato i primi afflussi netti in azioni globali (6,16 miliardi di dollari di fondi azionari globali) e altri dati hanno mostrato forti afflussi in fondi negoziati in borsa incentrati sulle azioni (ETF), con gli investitori al dettaglio e istituzionali che hanno pompato 15,76 miliardi di dollari in ETF durante la scorsa settimana, il massimo in nove settimane. I dati Refinitiv hanno anche mostrato vendite nette di fondi obbligazionari per 9,94 miliardi di dollari dai fondi a reddito fisso durante la scorsa settimana, segnando l’ottavo deflusso settimanale consecutivo.

A differenza di altri tentativi di rimbalzo, pertanto, quest’ultimo ha buone possibilità di durare. Lo S&P 500, infatti, ha guadagnato il 6% da quando l’indice ha raggiunto il livello intraday più basso dell’anno. Ad aiutare a guidare i guadagni è stata l’aspettativa che la Federal Reserve non diventi più aggressiva relativamente al suo piano di aumentare i tassi di interesse. La banca centrale sta cercando di regnare con un’inflazione elevata aumentando i tassi a breve termine, che ha lo scopo di frenare la domanda economica. Ma i verbali della Fed di mercoledì hanno rivelato che la Fed potrebbe non attuare più aumenti dei tassi di quelli attualmente pianificati. In effetti, i verbali implicavano che gli aumenti dei tassi potrebbero presto rallentare, poiché la crescita economica ha già iniziato a rallentare.

Oltre a questi segnali, esistono molte ragioni per credere che questo rally più recente durerà. Innanzitutto, lo S&P 500 è a un livello che dovrebbe dargli un certo supporto, data la perdita dell’indice quest’anno. Gli analisti tecnici cercano aree di “supporto” e “resistenza” sui loro grafici mentre cercano di capire dove potrebbe andare il mercato dopo. In poche parole, finché il supporto regge, è improbabile che i ribassi peggiorino molto da qui. Del resto, mentre  le perdite di questo mese implicherebbero che l’indice potrebbe facilmente scendere al di sotto del livello di 3.950, lo S&P 500 è salito al di sopra di quel livello. In secondo luogo, sembra che il mercato stia costruendo “modelli rialzisti“. In sintesi, il recente balzo dell’indice, portandolo al di sopra dei livelli chiave, mostra che gli acquirenti potrebbero tornare sul mercato e rimanervi. In più, solo nove ETF negoziati in borsa hanno toccato nuovi minimi questa settimana, contro i 24 della scorsa settimana e i 96 della settimana prima. In terzo luogo, i prezzi delle obbligazioni ad alto rendimento stanno salendo, e ciò significa che gli investitori sono più fiduciosi nel credito delle aziende e meno preoccupati per una recessione.

Infine, il dollaro è sceso da un massimo multi decennale di 1,312  contro l’Euro, e si è riavvicinato a 1,7 la scorsa settimana. Dato che il costante aumento del dollaro era stato un cattivo segnale per le azioni, il recente calo del biglietto verde dal suo massimo di 52 settimane è molto gradito.

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