Febbraio 23, 2024

Banche USA e Intelligenza Artificiale: 8 su 10 la sfrutteranno

Negli USA ben 8 istituti di credito su 10 sfrutteranno l’Intelligenza Artificiale in vista dei prossimi anni. Ecco le 7 applicazioni più sorprendenti, secondo gli esperti.

Dall’analisi dei dati (60%) all’incremento della produttività (59%) fino alla riduzione dei costi (54%): queste sono le principali ragioni che spingono l’universo bancario ad investire nella tecnologia del momento. A livello economico, è previsto persino un incremento d’incassi per l’asset globale dell’intelligenza artificiale applicata all’universo bancario che supererà quota 64 miliardi di dollari di fatturato entro il 2030. E le applicazioni? Innumerevoli grazie a funzioni automatizzate (RPA), avatar e piattaforme di ultima generazione. “Il mondo del banking è sempre più smart e l’IA può essere la chiave per abbracciare definitivamente il futuro”, afferma Francesco Elmi, Marketing Manager di QuestIT.

Creare il proprio futuro significa attivarsi nel momento presente, affidandosi ai principali trend che lo caratterizzano e, soprattutto, lo innovano: con queste parole è possibile definire il settore delle banche, che, secondo una serie di ricerche condotte sulle principali testate del settore da Espresso Communication per QuestIT, si affideranno sempre più alla intelligenza artificiale. Le prime conferme in merito giungono da Springer, gruppo editoriale di fama internazionale, e da un recente studio denominato “L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore bancario: una revisione sistematica della letteratura”.

Stando a quanto indicato dalla ricerca, negli USA ben 8 banche su 10 sfrutteranno le potenzialità dell’IA in vista dei prossimi anni per migliorare i propri servizi e, di conseguenza, il business generale. Il trend, però, coinvolge il mondo intero: secondo International Banker il mercato dell’intelligenza artificiale applicata all’universo bancario supererà quota 64 miliardi di dollari di fatturato entro il 2030. Ora una domanda sorge spontanea: quali ragioni spingono i direttori di banca ad abbracciare la tecnologia del momento? In primis la possibilità di analizzare i dati in un modo veloce ed efficace (60%), seguono l’incremento della produttività (59%) e la riduzione dei costi a livello generale (54%). Il trend coinvolge anche l’Europa e, secondo American Banker, anche la Germania con i più importanti istituti di credito del Paese pronti a raddoppiare i propri investimenti in termini d’innovazione.

E l’Italia? L’IA viene adoperata maggiormente all’interno delle realtà bancarie del Nord (79%), alle quali fanno seguito quelle del Centro (14%) e del Sud (7%). Questi ultimi dati emergono da un’indagine interna condotta su un campione di organizzazioni del territorio proprio da un’azienda made in Italy, ovvero QuestIT che, attraverso l’intelligenza artificiale, realizza avatar e assistenti virtuali di ultima generazione che possono aiutare le banche ad abbracciare il futuro fin da subito. “L’universo bancario, dopo quello medico e delle HR, sarà quello più influenzato positivamente dalle nuove tecnologie – afferma Francesco Elmi, Marketing Manager di QuestIT – I dati raccolti sono una conferma ulteriore del cambiamento che stanno apportando gli istituti di credito di tutto il mondo. Anche l’Italia non resta di certo a guardare e quest’evoluzione dipende dalle proposte innovative dei partner che, in vista dei prossimi anni, saranno chiamati ad essere efficaci e pronti a soddisfare le esigenze delle organizzazioni del territorio. Gli assistenti virtuali, infatti, possono essere inseriti all’interno di totem o piattaforme e, di conseguenza, guidare i clienti nella ricerca delle informazioni oppure prendere gli appuntamenti nel minor lasso di tempo possibile”.

L’intelligenza artificiale potenzia il costumer care perché garantisce alle banche un servizio attivo 24/7 su diversi canali in più lingue, rispondendo così ad oltre 1600 messaggi al giorno e trovando una soluzione alle richieste dei clienti in soli 3 minuti. In secondo luogo, gli assistenti virtuali di ultima generazione sono capaci di analizzare e raggruppare grandi quantità di dati estremamente complessi e migliora l’esperienza del singolo cliente perché lo segue passo dopo passo. A questo proposito, l’innovazione avveniristica, grazie alle componenti di emotion e attention detection che comprendono le espressioni facciali delle persone, è in grado di capire se il messaggio da lui divulgato è stato compreso nel migliore dei modi oppure no. Inoltre, l’IA velocizza il processo di selezione degli HR recruiter che sono alla ricerca di figure qualificate o alle prime armi da inserire nel team. 

Ecco, quindi, le 7 applicazioni più sorprendenti dell’intelligenza artificiale all’interno delle banche:
Potenzia la costumer care perché garantisce alle banche un servizio attivo 24/7 su diversi canali in più lingue: gli assistenti virtuali, infatti, rispondono a volumi medi di 1600 richieste al giorno.
– Analisi massiva e mirata di una quantità variabile di dati utili ai professionisti “umani” che, in seguito, possono archiviarli e utilizzarli in caso di necessità.
– Migliora l’esperienza del cliente perché gli avatar seguono passo dopo passo la clientela e, grazie a tool specifici, sanno riconoscere le emozioni umane e capire se le loro indicazioni sono chiare agli occhi delle persone fisiche.
– Velocizza e perfeziona la selezione degli HR recruiter che possono così valutare solo ed esclusivamente i profili in linea con i criteri da loro indicati all’interno delle offerte di lavoro.
– Raccolgono tutte le informazioni tecniche di cui i consulenti hanno bisogno in un determinato momento della giornata lavorativa come, ad esempio, lo stato di una pratica.
– Offre un’esperienza 100% phygital grazie all’inserimento di avatar avveniristici all’interno di totem o piattaforme ad hoc.
–  Promuove l’accessibilità perché gli avatar sono in grado di produrre e comprendere la Lingua dei Segni italiana e risultano di grande supporto per la clientela sordomuta che necessita di una banca inclusiva.

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