NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – "Soleimani stava progettando imminenti e terribili attacchi contro diplomatici e militari statunitensi. Lo abbiamo preso ed eliminato. Il suo regno del terrore è finito". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, commentando il raid all'aeroporto di Baghdad che ha causato la morte di 8 persone tra cui il generale Qassem Soleimani, uomo chiave del regime degli ayatollah. "Non vogliamo un cambio di regime in Iran", ha assicurato Trump nel suo intervento da Mar-a-Lago, in Florida, sottolineando che "non siamo intervenuti per iniziare una guerra, ma siamo pronti a rispondere". (ITALPRESS).Articolo di Italpress.

ROMA (ITALPRESS) – "Il Governo ha approvato una manovra che ha salvato l'Italia dal disastro, ha cominciato a investire e costruito le premesse per aprire una nuova fase. Ora bisogna costruire un'agenda che punti al lavoro, alla crescita, alla green economy, all'istruzione, bisogna ridare fiducia al Paese". Lo ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti, in un'intervista al Tg5. Quanto al M5S, "c'è un dibattito che è sotto gli occhi di tutti – ha spiegato -, mi auguro che l'esito non sia quello di mettere in discussione il governo. Noi guarderemo ai fatti e non alle polemiche". In merito alla riforma della prescrizione, Zingaretti ha ribadito: "Noi chiediamo tempi certi per i processi. Quello che non può andare è un processo che dura tutta una vita. Non è giusto per gli imputati e per le vitttime dei reati". Infine, sulle concessioni autostradali: "La revoca va fatta se ci sono dei motivi. È giusto aspettare le verifiche in uno stato di diritto". (ITALPRESS).
MILANO (ITALPRESS) – All'ospedale di Brescia una donna di 48 anni, residente a Predore (Bergamo), è morta per un'infezione da Meningococco C. Si tratta del quarto caso, e del secondo decesso, sul confine fra le province di Bergamo e Brescia. L'ATS di Bergamo ha già avviato la profilassi antibiotica precauzionale per tutti i familiari e le persone che sono state a contatto con la donna, ricostruendone ogni spostamento degli ultimi giorni. "Stiamo affrontando una situazione straordinaria in stretto raccordo con l'istituto Superiore di Sanità – spiega l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera – . A seguito dei casi di infezione registrati nei giorni scorsi nella stessa zona abbiamo deciso di mettere in campo un'azione strategica articolata. In primo luogo verrà ampliata l'offerta vaccinale gratuita per i cittadini fino a 60 anni: insieme alle ATS di Bergamo e Brescia e con le ASST Bergamo EST e Franciacorta verranno aperti ambulatori straordinari, oltre a quelli di Villongo e Sarnico, anche nei comuni di Predore, Credaro e Paratico, nelle sedi comunali o in luoghi che si stanno individuando in sinergia con le amministrazioni locali. Inoltre – conclude Gallera – in questi comuni e in quelli limitrofi individuati sia sulla base della prossimità geografica sia delle abitudini delle persone colpite dal batterio, verrà garantita la possibilità ai Medici di Medicina Generale, contattati direttamente dalle ATS di riferimento, di vaccinare gratuitamente i propri assistiti contro il Meningococco". (ITALPRESS).
MILANO (ITALPRESS) – "E' doveroso assumere provvedimenti a tutela dell'ambiente e soprattutto per evitare di mettere a rischio la salute dei cittadini. Obiettivi condivisi che vanno raggiunti con spirito comune. Evitiamo però che, anche nel 2020, come ormai da consuetudine da moltissimi anni, il capro espiatorio delle azioni antismog siano sempre e comunque gli automobilisti". Lo afferma Geronimo La Russa, presidente dell'Automobile Club Milano, commentando l'entrata in vigore, oggi, in Lombardia, delle misure per contrastare l'innalzamento del PM10. "Il tema – sottolinea il presidente La Russa – va affrontato sempre più in termini di programmazione. Bene, dunque, in questa direzione, la 'scatola nera' per il controllo delle emissioni delle auto meno moderne, così come gli incentivi per la sostituzione dei mezzi datati. Analogamente sono da promuovere misure per la fluidificazione del traffico e per la razionalizzazione della distribuzione delle merci". "Non dimentichiamo però che l'inquinamento non è prodotto solo dai veicoli, quindi ragioniamo anche su politiche che riguardino, ad esempio, l'ammodernamento degli impianti di riscaldamento obsoleti degli edifici e l'implementazione del verde urbano", conclude. (ITALPRESS). https://www.italpress.com/
ROMA (ITALPRESS) – Rischiano di restare bloccati fino a giugno tutti i bandi pubblici per opere di valore fino a 5 milioni di euro. "E' uno degli effetti paradossali del decreto-legge chiamato 'sblocca cantieri' e della incerta interpretazione offerta dai Tar e dal Consiglio di Stato – denuncia Guido Castelli, presidente della Fondazione Ifel di Anci – la norma mal scritta è stata applicata in maniera difforme e contrastante dalla giustizia amministrativa e fino a giugno il Consiglio di Stato, che si è pronunciato in due giorni, il 19 e 20 dicembre, in modo differente, non darà la sua definitiva interpretazione". Il decreto "sblocca cantieri" (dell'aprile 2019) ha modificato l'articolo 97 del codice dei contratti pubblici in tema di offerte anomale, intervenendo sul calcolo della cosiddetta "soglia di anomalia". "Lo scopo dichiarato dal legislatore, nella sempiterna lotta alla corruzione, era quello di introdurre delle variabili tese a impedire che fossero predeterminabili dagli offerenti i parametri di riferimento per il calcolo della soglia di anomalia – spiega Castelli – ma si è finito per creare un'ambiguità sul sistema di calcolo: un valore percentuale o un valore assoluto? La cavillosità della questione ha fatto pronunciare in maniera difforme almeno cinque Tar regionali. E pure il Consiglio di Stato ha emesso sentenze divergenti, annunciando solo per giugno la sentenza di merito". Fino ad allora tutti i bandi pubblici, fino alla soglia di rilievo comunitario (dal 2 gennaio 2020 fissata in 5.350.000 euro) sono di fatto bloccati. "Di fronte a tanta confusione – commenta Guido Castelli – ai funzionari pubblici addetti alle gare in corso in migliaia di Comuni italiani non resta che attendere il nuovo pronunciamento del Consiglio di Stato, dal momento che a tutt'oggi nemmeno i magistrati di Palazzo Spada hanno saputo diradare le nebbie". (ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – Le loro fotografie hanno fatto il giro del mondo. Perché il simbolo della Dolce Vita rimane una icona pop pur con tutti i suoi acciacchi. Ma a rilucere in Italia non ci sono solo gli addobbi luminosi che hanno riportato la romana Via Veneto ai fasti di un tempo, perlomeno nelle luminarie. Da un capo all'altro del Paese, infatti, a illuminare le sere fino all'Epifania, e talvolta anche dopo, si accendono sempre più numerose luci speciali, praticamente spettacoli luminosi, in grado di far sognare a occhi aperti anche i turisti. Una indagine di CNA Turismo aiuta a scoprire le iniziative più interessanti. Stilando una top ten di meraviglie urbane (apertissima ai suggerimenti) particolarmente di tendenza quest'anno, con centri storici e borghi artistici in cima alle preferenze dei vacanzieri. Torino è stata la prima città a sperimentare il successo presso i turisti delle sue luci d'artista. E ancora la fiaba raccontata lungo la centralissima via Lagrange incanta grandi e piccini. Tra le prime a seguire l'esempio del capoluogo subalpino è stata Salerno, alla quale lo spettacolo luminoso a cavallo del fine anno ha regalato una dimensione turistica autonoma in precedenza sconosciuta. Dallo Zoo nella Villa comunale alla Foresta di luci di piazza Flavio Gioia numerose le sue attrazioni. In Campania le luci d'artista fioriscono numerose: da Napoli (dove le luminarie nel centrale quartiere di Chiaia dedicate ai "disegni di luce" sono firmate dall'artista partenopeo Lello Esposito in attesa che il prossimo anno questo spettacolo venga "regalato" ad altre aree cittadine) alla Sorrento di "M'illumino d'inverno", dalle sculture di luci dedicate alle streghe di Benevento alla valorizzazione luminosa della monumentale Casina Vanvitelliana sul lago Fusaro nei pressi di Bacoli. Tornando al nord Italia le facciate dei palazzi in riva al lago di Como diventano un tripudio suggestivo di colori e musiche per il "Magic Light Festival". Mentre il "Light Musical Show" di Bressanone fa brillare gli edifici barocchi, a partire dall'Hofburg, il Palazzo vescovile. (ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – Il leader della Lega Matteo Salvini ha depositato in Giunta per le autorizzazioni parlamentari del Senato la sua memoria difensiva sul caso Gregoretti, dove assicura di aver agito nell'interesse dell'Italia, "col pieno coinvolgimento di Palazzo Chigi e dei ministeri competenti, in modo perfettamente sovrapponibile a quanto accaduto per la nave Diciotti. Una vicenda, quest'ultima, che aveva convinto il Senato (20 marzo 2019) a negare l'autorizzazione a procedere nei confronti del titolare dell'Interno". L'ex responsabile del Viminale ripercorre minuziosamente tutti gli avvenimenti che hanno preceduto lo sbarco degli immigrati dalla Gregoretti, sottolineando "il ruolo attivo della Presidenza del Consiglio dei Ministri anche per coinvolgere i Paesi europei nella redistribuzione". In particolare, come documentato da una mail allegata alla memoria, "la Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva investito della questione alcuni Stati membri: Germania, Francia, Portogallo, Lussemburgo e Irlanda. Un accordo per l'accoglienza era stato raggiunto anche con la Cei. Il tutto dopo una riunione di coordinamento del 2 agosto 2019 convocata dalla Commissione Europea. Salvini spiega che c'è traccia di comunicazioni tra il Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo di Roma con gli uffici di Gabinetto dei Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, della Difesa, dell'Interno e degli Affari Esteri. È rilevante il ruolo del premier Giuseppe Conte: il 26 luglio 2019, il giorno prima dell'arrivo della Gregoretti nella rada del porto di Catania, la Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva inoltrato formale richiesta di redistribuzione degli immigrati ad altri Paesi europei". "È dunque evidente come fosse il Governo, in modo collegiale, a gestire tale attività" evidenzia Salvini. (ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – L'Agea, l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, nel mese di dicembre ha avviato il pagamento dei saldi della domanda unica 2019 che hanno interessato oltre 135 mila beneficiari per 291 milioni di euro di aiuti diretti erogati alle aziende agricole. A questo importo si aggiungono 974 milioni di euro relativi al pagamento dell'anticipo che si è concluso nello scorso mese di novembre e che ha interessato oltre 448 mila aziende agricole, per un totale erogato pari a 1,265 milioni di euro a favore di oltre 584 mila agricoltori. Rispetto alla scorso anno, si è registrato un incremento di aiuti erogati nella domanda unica entro la fine dell'anno, di oltre 98 milioni di euro. Nell'ambito del Programma Nazionale di Sviluppo Rurale, nel 2019 sono stati realizzati pagamenti a 56.829 beneficiari, per un importo complessivo pari a 349 milioni di euro. Solo nel mese di dicembre 2019, con il pagamento di oltre 139 milioni di euro, Agea ha avviato i rimborsi in favore delle aziende agricole che hanno stipulato polizze assicurative agevolate a copertura delle produzioni vegetali del 2019. "Sono stati inoltre praticamente azzerati i ritardi nelle erogazioni che si erano verificati in fase di avvio della programmazione", spiega l'Agenzia in una nota. Per quanto riguarda i Programmi di Sviluppo Rurale delle 13 Regioni per le quali Agea svolge le funzioni di Organismo Pagatore, 12 PSR hanno superato l'obiettivo di spesa al 31/12/2019 necessario per evitare penalizzazioni da parte della Commissione Europea. "Purtroppo la Regione Puglia non ha raggiunto il proprio obiettivo – sottolinea Agea -, avendo realizzato una spesa di circa 142 milioni di euro (86 milioni di euro di quota FEASR) inferiore alla soglia minima necessaria per evitare il disimpegno". Dall'inizio della programmazione al 31/12/2019 Agea ha erogato, sempre con riferimento ai 13 Programmi regionali e al Programma nazionale, più di cinque miliardi di euro di risorse pubbliche a favore di 580.000 beneficiari. Nel 2019 le risorse erogate sono state pari a circa 1,9 miliardi di euro, in favore di 180.000 beneficiari. Nel solo mese di dicembre 2019 sono stati erogati oltre 600 milioni di euro di risorse pubbliche, pari al 36% di quanto erogato negli undici mesi precedenti. Per il direttore di Agea Gabriele Papa Pagliardini "i numeri parlano da soli e raccontano un grande lavoro di squadra fatto da Agea, insieme a SIN e al RTI, con il Ministero, le Regioni e i Centri di Assistenza Agricola". (ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – Sono 44 le città italiane che si sono candidate al titolo di "Capitale Italiana della Cultura 2021". Ecco le candidature regione per regione: – ABRUZZO: L'Aquila; – BASILICATA: Venosa; – CALABRIA: Tropea; – CAMPANIA: Capaccio Paestum, Castellammare di Stabia, Giffoni Valle Piana, Padula, Procida, Teggiano; – EMILIA ROMAGNA: Ferrara, Unione dei Comuni della Bassa Reggiana, Unione dei Comuni della Romagna Forlivese; – FRIULI VENEZIA GIULIA: Pordenone; – LAZIO: Arpino, Cerveteri; – LIGURIA: Genova; – LOMBARDIA: Vigevano; – MARCHE: Ancona, Ascoli Piceno, Fano; – MOLISE: Isernia; – PIEMONTE: Verbania; – PUGLIA: Bari, Barletta, Molfetta, San Severo, Taranto, Trani, Unione Comuni Grecia Salentina; – TOSCANA: Arezzo, Livorno, Pisa, Volterra; – SARDEGNA: Carbonia, San Sperate; – SICILIA: Catania, Modica, Palma di Montechiaro, Scicli, Trapani; – VENETO: Belluno, Feltre, Pieve di Soligo, Verona. Il titolo di "Capitale Italiana della Cultura", istituito dal Ministro per i beni e le attività culturali e per il Turismo Dario Franceschini con la legge Art Bonus nel 2014, è conferito per la durata di un anno e la città vincitrice riceve un milione di euro per la realizzazione del programma presentato. Le città che hanno manifestato il proprio interesse devono ora presentare entro il 2 marzo i propri dossier di candidatura, che verranno esaminati da una giuria di sette esperti di chiara fama per arrivare entro il 30 aprile alla selezione di un massimo di 10 progetti finalisti da invitare in audizione. La città Capitale Italiana della Cultura 2021 verrà scelta esclusivamente sulla base di questi colloqui entro il 10 giugno, quando la giuria indicherà pubblicamente al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo la candidatura più idonea da formalizzare con delibera del Consiglio dei Ministri. (ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – "Poco o nulla si è fatto per il taglio del cuneo fiscale. La manovra appena approvata riserva alle iniziative di welfare aziendale l'unica vera arma di riduzione fiscale e contributiva del costo del lavoro". E' il commento di Emmanuele Massagli, presidente di Aiwa (l'associazione italiana per il welfare aziendale) e di Adapt, in una intervista sui contenuti della legge di bilancio 2020, concessa a wewelfare.it, la testata online specializzata sui temi del welfare integrativo. Prima del varo della manovra si è fatto un gran parlare di taglio al cuneo fiscale, ma nella sostanza qualcosa (poco) cambierà solo dal primo luglio, e solo per chi ha una retribuzione superiore a 25mila euro. Il solito sistema degli interventi a margine. "Il costo del lavoro resta più o meno quello che è, purtroppo. Se dobbiamo vedere il mezzo bicchiere pieno, potremmo dire che il mancato taglio al cuneo fiscale potrebbe assicurare nuova linfa e nuove opportunità per le soluzioni di welfare aziendale". Continua Massagli: "Le opportunità di defiscalizzazione e decontribuzione offerte dalla conversione di premi di risultato, secondo le norme stabilite nel 2016 sul welfare aziendale, restano le uniche occasioni effettive per ridurre il costo del lavoro, almeno nella sua parte collegata ai risultati conseguiti dalle imprese. Quindi nessun taglio diretto al cuneo fiscale, ma per le imprese che fanno utili e redistribuiscono risultati c'è ancora un modo per ridurre l'impatto fiscale: il welfare aziendale". Se dobbiamo credere che nel 2020 l'Italia tornerà a crescere – lo speriamo tutti, non solo per l'ottimismo di necessità di chi governa – dobbiamo pensare che saranno di più le imprese in condizione di distribuire premi di risultati e quindi di utilizzare le modalità alternative alla monetizzazione. I numeri del welfare, fonte Aiwa, indicano oltre 100.000 imprese coinvolte e quasi 2.500.000 lavoratori di imprese private beneficiari di piani di valore medio attorno ai 700 euro. "Resto dell'idea che allo sviluppo pieno e alla maturazione del mercato – continua Massagli nell'intervista a wewelfare.it – servirà l'integrazione a pieno titolo del Terzo settore nel perimetro del welfare aziendale, anche per ribadirne la finalità sociale". Aiwa aveva chiesto che i residui non goduti dei piani di welfare potessero diventare risorsa per le associazioni del Terzo settore: "Abbiamo chiesto anche di inserire un vantaggio fiscale per chi nei piani di welfare inserisse il pagamento dell'affitto dei figli che studiano fuori sede: sarebbe un triplo risultato. Aiutare i nostri giovani cervelli a studiare in Italia, favorire la solidarietà familiare, far emergere il nero di tanti affitti studenteschi". (ITALPRESS).








