Settembre 24, 2026
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Intesa Sanpaolo, salgono a 50 miliardi le risorse per la crisi Covid-19

MILANO (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo, grazie alle misure varate dal Governo questa settimana, ha elevato a 50 miliardi di euro l'ammontare di risorse in termini di credito messe a disposizione del Paese per superare l'emergenza coronavirus.
"Anche nell'emergenza causata dall'epidemia si conferma dunque il ruolo di Intesa Sanpaolo come punto di riferimento nell'erogazione di credito a famiglie e imprese – si legge in una nota dell'istituto di credito -. Un'attivita' che, a partire dalla conferma dei 450 miliardi di euro di affidamenti a livello di Gruppo, si e' ulteriormente ampliata grazie ai nuovi impieghi, che nel solo mese di marzo hanno fatto crescere lo stock consolidato per una cifra pari a 5 miliardi di euro. Le erogazioni a medio e lungo termine, a sostegno degli investimenti di famiglie e imprese, nei primi 3 mesi dell'anno sono stati pari a 15 miliardi di euro a livello di Gruppo".
La banca, in particolare, moltiplica la liquidita' messa a disposizione delle imprese in questa fase di eccezionale emergenza, "consentendo loro di tutelare l'occupazione e di far fronte ai pagamenti nonostante la progressiva riduzione o addirittura assenza di fatturato – prosegue la nota -. In poche settimane, da meta' marzo al 3 aprile, Intesa Sanpaolo ha gia' erogato complessivamente 1,5 miliardi di euro di nuovi finanziamenti alle PMI per l'emergenza Covid-19, a fronte di circa 10.000 richieste".
Le nuove risorse per le imprese comprendono sia nuove linee di credito aggiuntive rispetto a quelle preesistenti – della durata di 18 mesi meno un giorno, di cui 6 di preammortamento – sia linee di credito gia' deliberate e rese disponibili come liquidita' per cassa per le imprese clienti, proprio per affrontare con ampia flessibilita' la gestione dei pagamenti urgenti.
La messa a disposizione di 50 miliardi di euro complessivi si aggiunge alla moratoria per famiglie e imprese che Intesa Sanpaolo ha annunciato fin dalle primissime fasi dell'emergenza, con la sospensione per 3 mesi delle rate dei finanziamenti in essere (per la sola quota capitale o per l'intera rata), prorogabile per altri 3/6 mesi in funzione della durata dell'emergenza.
"In questo periodo di eccezionale emergenza il nostro Gruppo ha messo in campo significative iniziative per contrastare gli effetti dell'epidemia sia a livello sociale che economico. Oggi siamo in grado di aumentare ancora la liquidita' a disposizione delle PMI, per superare l'emergenza e rilanciare il nostro Paese", commenta Carlo Messina, CEO di Intesa Sanpaolo.
"La forza della nostra Banca e delle persone che ne fanno parte continuera' ad essere al fianco delle imprese e delle famiglie, con 450 miliardi di credito accordato, pari a oltre il 25% del Pil italiano – aggiunge Messina -. Nonostante le difficolta' che incontrano, esprimo ancora una volta il sincero apprezzamento per tutte le persone e le strutture di Intesa Sanpaolo a servizio della clientela, ancora piu' cruciali in questa fase della vita economica del Paese".
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Coronavirus: Reopen Italy, un piano per ripartire

ROMA (ITALPRESS) – In questi giorni e' aperto il dibattito su quale sia la migliore strategia per gestire la crisi legata al Covid-19 e rilanciare il Paese. Sul tema e' intervenuto il fondatore e Ceo di Illimity Corrado Passera, la cui proposta, sintetizzata dal Sole 24 Ore, e' un Piano d'Azione integrato, consultabile sul sito www.reopenitaly.it.
Un sito pensato per avviare un confronto costruttivo: chi desidera offrire il proprio contributo, puo' sottoporre commenti e idee che potranno arricchire l'architettura del piano proposto da Passera. Un piano che parte da un presupposto: "La gestione della crisi sanitaria e la strategia di rilancio dell'economia sono inscindibili e vanno gestite non solo con una visione d'insieme di breve e medio periodo, ma soprattutto attraverso una regia unica, in grado di coordinarne tutte le responsabilita'".
In questi giorni si inizia a parlare di fase 2, quando potranno essere allentate le misure restrittive in atto. Secondo Passera "non esistono scorciatoie: bisogna riaprire il piu' presto possibile, ma a patto di aver messo il contagio sotto controllo e aver adeguato la capacita' delle nostre strutture sanitarie. La data di riapertura dipendera' da quello che si riuscira' a realizzare sul fronte sanitario e non puo' essere forzata perche' il rischio di gravi ricadute sarebbe troppo alto".
Per il manager "la riapertura puo' essere anticipata dove possono essere garantite le condizioni minime di sicurezza. I dati e le statistiche che oggi utilizziamo non ci consentono ancora di conoscere la vera dimensione, evoluzione e dislocazione del contagio". Serve quindi "un salto di qualita' nella gestione centralizzata dei dati anche con un'app a livello nazionale in grado di ridurre i rischi individuali e di ottimizzare le politiche terapeutiche. Nel frattempo, la gestione degli acquisti sanitari deve passare per vie commissariali mentre si dovrebbe lavorare a un sistema diffuso di 'telemedicina' per i pazienti non acuti".
Sul fronte dell'emergenza economica delle famiglie e delle imprese, per Passera "ben vengano moratorie bancarie, fiscali, previdenziali, cui vanno aggiunte le utenze, ma a chi perdera' il proprio reddito, senza distinzione tra dipendenti e autonomi e su semplice autocertificazione, dovrebbe essere assicurato un sussidio di disoccupazione immediatamente liquidato. Al blocco dei licenziamenti deve corrispondere cassa integrazione 'automatica' per tutto il 2020 a garanzia della tenuta del tessuto sociale. Alle imprese colpite dalla crisi devono anche essere assicurati in tempi brevissimi prestiti bancari a lungo termine totalmente garantiti e a tasso zero per ammontari pari al 25-30% del fatturato del 2019".
Secondo il banchiere "lo Stato dovrebbe iniettare liquidita' nel sistema anche saldando lo scaduto accumulato con i propri fornitori".
Guardando al medio periodo e alla fase di rilancio, Passera suggerisce "una forte accelerazione dei programmi di sviluppo di aziende virtuose con super incentivi fiscali a investimenti e assunzioni, ma anche specifico sostegno a quei settori, come le grandi opere, che possono velocemente attivare filiere rilevanti e a quelli piu' colpiti dalla crisi, come il turismo, oltre che alle start up".
Infine, secondo il fondatore e Ceo di Illimity, "per una crescita sostenuta e sostenibile in Italia e in tutta Europa serve una formidabile iniezione di investimenti pubblici e di incentivi agli investimenti privati. Un programma di alcuni trilioni di Euro per infrastrutture, innovazione e istruzione che possono essere gestiti e finanziati solo in modo 'federale'".
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Articolo di Italpress.

Coronavirus, un sondaggio: 57% degli italiani pessimista sul futuro

ROMA (ITALPRESS) – L'emergenza degli ultimi mesi ha stravolto la vita degli italiani, dalle semplici abitudini quotidiane, ai rapporti sociali e alla situazione economica e lavorativa. Come conseguenza, oltre la meta' degli italiani (57,1%) guarda con pessimismo il prossimo futuro personale. Un pessimismo e una preoccupazione che si traduce e scaturisce dalla paura di perdere il lavoro e/o ridurre drasticamente le proprie entrate finanziarie a causa di questo momento di lockdown generale. E' quanto emerge da un sondaggio di Euromedia Research.
Un periodo, quindi, di incertezza generale e di dubbi sugli sviluppi futuri. A questo si aggiungono le azioni dell'Unione Europea nei confronti dei Paesi piu' colpiti da Coronavirus, viste principalmente come il solito atteggiamento tenuto verso l'Italia e verso i Paesi minori che non hanno mai voce in capitolo e questa situazione ne e' una ulteriore prova o conferma.
Non manca, in modo particolare nell'area di centrodestra, chi ritiene che questo atteggiamento stia decretando la fine dell'Unione Europea stessa cosi' come e' stata fino ad oggi.
Solo una piccola parte (7,8%) di intervistati ritiene giusto questo comportamento a fine di garantire la stabilita' finanziaria dell'UE.
Dati Euromedia Research – Realizzato l'1/04/2020 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.
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Coronavirus, Conte “Ammorbidire le regole Ue o faremo da soli”

ROMA (ITALPRESS) – "Non dobbiamo arretrare rispetto a Cina e Stati Uniti che mettono al momento a disposizione il 13% del loro Pil. Chiediamo un ammorbidimento delle regole di bilancio, e' nell'interesse reciproco che l'Europa batta un colpo, che sia all'altezza della sfida. Altrimenti dobbiamo fare senza l'Europa e ognuno fa per se'". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in un'intervista alla tedesca Bild. "Non dobbiamo starcene li' con le mani incrociate, altrimenti il paziente Europa muore", ha proseguito Conte.
Per il presidente del Consiglio "servono gli eurobond perche' in questo momento dobbiamo potenziare gli strumenti attuali che abbiamo e che non erano pensati per uno shock simmetrico cosi' straordinario. Abbiamo bisogno di migliorare la capacita' europea di risposta in termini di politica monetaria e fiscale".
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Coronavirus, da Inps e Abi nuove misure per integrazione al reddito

ROMA (ITALPRESS) – Inps e Abi hanno introdotto semplificazioni e nuove misure volte a ridurre i tempi per l'accredito dei trattamenti di integrazione al reddito (assegni cassa integrazione ordinaria, cassa in deroga, assegni del fondo integrazione salariale e dei fondi bilaterali) previsti dal decreto-legge "cura Italia". In particolare, le procedure Inps, per l'accredito della prestazione, non richiedono piu' l'invio dei modelli cartacei validati presso gli sportelli bancari e postali. La verifica sulla validita' dei conti correnti indicati per il pagamento delle prestazioni e' ora effettuata con applicativi che comunicano direttamente con le banche. Allo stesso tempo, e' stato semplificato il modulo telematico con cui le aziende comunicano i dati dei lavoratori per il pagamento dei trattamenti di integrazione del reddito. Nel modulo sono, tra l'altro, indicati il codice fiscale e l'Iban, cioe' l'identificativo del conto corrente sul quale avviene l'accredito della prestazione del lavoratore. L'Abi ha definito la convenzione nazionale che consente ai lavoratori sospesi dal lavoro a causa dell'emergenza Covid-19 di ricevere dalle banche un'anticipazione dei trattamenti ordinari di integrazione al reddito e di cassa integrazione in deroga previsti nel decreto-legge "cura-Italia" rispetto al momento di pagamento dell'Inps. In particolare, dopo la presentazione all'Inps della domanda per il trattamento di integrazione salariale, il lavoratore puo' rivolgersi alla banca per ottenere un'anticipazione del trattamento per un importo massimo di 1.400 euro.
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Coronavirus, Sassoli ai Governi europei “Siate all’altezza della sfida”

ROMA (ITALPRESS) – "In questo momento c'e' bisogno di fare molto di piu'. Lo chiedono i cittadini, le imprese, le nostre famiglie, i nostri giovani preoccupati per un futuro incerto perche' in tutti i paesi la crisi e l'emergenza sanitaria distruggeranno milioni di posti di lavoro. In queste settimane, quando e' intervenuta l'Europa, sono arrivate risposte all'altezza della sfida. Pensiamo all'allentamento delle regole sugli aiuti di Stato che hanno consentito ai nostri paesi di sviluppare interventi poderosi a sostegno dei loro cittadini e imprese. Dove invece non si vuole far intervenire l'Europa, la risposta e' debole o semplicemente non ci sono risposte. In questo i governi nazionali si caricano di una grande responsabilita'". Lo afferma il presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, in merito alla riunione dell'Eurogruppo.
"Perche' e' adesso che abbiamo bisogno degli strumenti per superare l'emergenza e avviare un piano di ricostruzione. Non vogliamo che gli effetti della crisi ci vedano impreparati e ci travolgano – aggiunge Sassoli -. L'Organizzazione mondiale del Lavoro (ILO) ieri ha sostenuto che 2,5 miliardi di persone nel mondo subiranno drammatici effetti negativi. Quanti milioni di persone saranno toccate in Europa? Noi abbiamo il dovere di proteggerle, a nord e a sud, a est e a ovest. Finora abbiamo messo in campo misure significative: il Sostegno ai sistemi nazionali per limitare la disoccupazione (SURE); migliori condizioni per il ricorso al Meccanismo europeo di stabilita' (ESM) per i paesi che lo vorranno utilizzare; il rifinanziamento della BEI indirizzato soprattutto alla protezione delle piccole e medie imprese; il bazooka stanziato dalla BCE a sostegno della liquidita' bancaria e per l'acquisto di bond pubblici e privati".
"Ma oggi serve di piu': occorre la creazione di un fondo per la ripresa economica per condividere i costi della ripartenza. Serviranno tanti soldi e il bilancio dell'Unione europea ha dei limiti e non sara' sufficiente. E' necessario uno sforzo per cercare nuove vie, straordinarie e condivise, di finanziamento. Non e' solo questione di solidarieta', ma di convenienza per tutti, viste le profonde interconnessioni delle economie europee – aggiunge -. Il crollo di un paese avrebbe inevitabilmente conseguenze drammatiche su tutti gli altri. In questo contesto la risposta dell'Eurogruppo deve essere commisurata alla sfida. I governi e i cittadini devono avere fiducia nella forza dell'Europa che ci ha accompagnato in settant'anni di pace e di collaborazione. Ed oggi piu' che mai dobbiamo investire sul nostro futuro comune".
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Coronavirus, Decaro “Servono subito 5 miliardi per i Comuni”

ROMA (ITALPRESS) – "La capacita' fiscale dei Comuni e' drasticamente ridotta. Non per volonta' di noi amministratori, ne' per volonta' di cittadini e imprese che versano i tributi. E' ridotta, se non in alcuni casi azzerata, per la situazione che si e' creata con il blocco delle attivita' economiche a seguito dell'emergenza sanitaria. L'effetto di questo stato di fatto e' che non abbiamo entrate ora e non ne vediamo il recupero neppure in prospettiva. Il governo deve prendere consapevolezza di questa situazione e deve far fronte gia' nel prossimo decreto alla richiesta di 5 miliardi che gli enti locali hanno avanzato da tempo. Non possiamo aspettare oltre: si tratta di garantire ai cittadini italiani i servizi che i Comuni erogano, a cominciare dal trasporto pubblico e dalla raccolta dei rifiuti". Lo dichiara il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, che ha abbandonato insieme all'Unione delle Province i lavori della conferenza unificata, convocata oggi in videoconferenza, in attesa degli sviluppi del tavolo tecnico-politico.
"I sindaci hanno dimostrato senso di responsabilita' e senso delle istituzioni che rappresentano, fin dall'inizio di questa emergenza – continua Decaro -. L'abbiamo fatto ben consapevoli che questo e' quel che i cittadini si aspettano da noi: leale collaborazione con tutte le istituzioni della Repubblica. Tuttavia anche la nostra buona volonta' si ferma davanti all'inagibilita' finanziaria dei Comuni che ci impedisce di approvare i bilanci e di continuare a lavorare per le nostre comunita'. Abbiamo fin qui fronteggiato il problema senza risorse aggiuntive attraverso gli accordi con Mef, Cdp e Abi sulle rate dei mutui, per garantirci liquidita', e un'anticipazione di trasferimenti da parte del governo per 4,3 miliardi. Ma non possiamo andare avanti cosi'. Ne va della possibilita' per i Comuni di sopravvivere. Senza risorse nuove e immediate, saremo costretti a interrompere i servizi".
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Coronavirus, in Italia 95.262 positivi, 17.669 morti e 26.491 guariti

ROMA (ITALPRESS) – Complessivamente 139.422 persone in Italia sono risultate positive al coronavirus finora. Attualmente sono 95.262 le persone positive, con un incremento di 1.195 rispetto a ieri quando l'aumento era stato di 880 unita'. Lo ha reso noto il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli.
Sono 26.491 le persone guarite, con un aumento di 2.099 unita' rispetto a ieri. I deceduti sono 17.669, 542 in piu' rispetto al dato complessivo alla data di ieri, ma questo numero potra' essere confermato solo dopo che l'Istituto Superiore di Sanita' avra' stabilito la causa effettiva del decesso.
I ricoverati con sintomi sono 28.485, in terapia intensiva 3.693,
in isolamento domiciliare 63.084. I tamponi effettuati in totale
sono 807.125.
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Confindustria, l’appello del Nord “Aziende riaprano presto in sicurezza”

MILANO (ITALPRESS) – Appello delle imprese del Nord per la ripartenza delle attivita'. Dalla Confindustria di Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto arriva un'agenda per la riapertura delle imprese. "Dobbiamo tuttavia essere consapevoli che all'emergenza sanitaria seguira' una profonda crisi economica: dobbiamo quindi essere in grado di affrontarla affinche' non si trasformi in depressione e per farlo abbiamo bisogno innanzitutto di riaprire in sicurezza le imprese – si legge nel documento congiunto -. Se le quattro principali regioni del Nord che rappresentano il 45% del PIL italiano non riusciranno a ripartire nel breve periodo il Paese rischia di spegnere definitivamente il proprio motore e ogni giorno che passa rappresenta un rischio in piu' di non riuscire piu' a rimetterlo in marcia. Prolungare il lockdown significa continuare a non produrre, perdere clienti e relazioni internazionali, non fatturare con l'effetto che molte imprese finiranno per non essere in grado di pagare gli stipendi del prossimo mese. Chiediamo quindi di definire una roadmap per una riapertura ordinata e in piena sicurezza del cuore del sistema economico del Paese. E' ora necessario concretizzare la 'Fase 2'".
"Per farlo – continua la nota – bisogna realizzare un percorso chiaro e decisioni condivise con una interlocuzione costante tra Pubblica Amministrazione, Associazioni di rappresentanza delle imprese e Sindacati che indichi le tappe per condurre il sistema produttivo verso la piena operativita'. La salute e' il primo e imprescindibile obiettivo: le imprese devono poter riaprire, ma e' indispensabile che lo possano fare in assoluta sicurezza, tutelando tutte le persone. Le aziende sicure devono poter lavorare. Chi non e' in grado di assicurare la sicurezza necessaria nei luoghi di lavoro non puo' aprire. Bisogna quindi definire un piano di aperture programmate di attivita' produttive mantenendo rigorose norme sanitarie e di distanziamento sociale".
Nello specifico per Confindustria "bisogna mettere le imprese nelle condizioni di reperire tutti i dispositivi di protezione individuale e garantire il loro approvvigionamento mediante un agevole percorso di fornitura che passi da un flusso costante e prioritario nelle procedure doganali. Velocizzare il percorso di autorizzazioni da parte dell'ISS per i dispositivi prodotti in deroga alle normative sanitarie, ma che dimostrino requisiti di protezione soddisfacenti. Mettere in campo un pacchetto di misure di finanziamento a fondo perduto che supportino gli investimenti delle imprese nella sicurezza basato su alcune linee d'azione fondamentali: adozione di protocolli di sanificazione degli ambienti di lavoro; ripensamento degli spazi lavorativi per ridurre al minimo i contatti tra le persone; nuova mobilita' da e per i luoghi di lavoro e all'interno dei siti produttivi; ricorso allo smart working". "Chiediamo – si legge ancora nel documento – un impegno per definire insieme un piano di contenimento del virus sui luoghi di lavoro basato su: una collaborazione tra Autorita' preposte, imprese e sindacati per consentire una efficiente gestione dell'operativita' delle imprese nel periodo di emergenza, funzionale ad evitare pericolose situazioni di contrasto che metterebbero a repentaglio gli sforzi di collaborazione. Cio' deve poter avvenire anche a livello territoriale e regionale per costruire e sperimentare nuovi 'modelli' di lavoro".
(ITALPRESS).

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