Aprile 21, 2026
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Lemanik: sempre più vicino il picco sui tassi di interesse

Elevata appetibilità dei rendimenti obbligazionari, in particolare sui finanziari. La forte reazione dei mercati al sell-off di settembre è un forte indizio che il picco sui tassi possa essere già stato raggiunto.

Di Alessandro Cameroni, gestore obbligazionario di Lemanik
 
Mercati obbligazionari sulle montagne russe nelle ultime settimane. Pertanto, come interpretare il significativo sell-off di settembre, seguito dal veemente rimbalzo di inizio ottobre?

L’incertezza dei mercati è dovuta ai dubbi sul comportamento che le Banche Centrali, Fed in testa, adotterebbero in caso di persistenza inflattiva accompagnata da un sensibile indebolimento della crescita. Per quanto gli scenari macro siano sfidanti il favorevole andamento di queste due variabili, con spinte deflattive in corso e crescita che mantiene elevati livelli di resistenza, potrebbe rendere superfluo scoprire le carte. La forte reazione dei mercati al sell-off di settembre è un forte indizio che il picco sui tassi possa essere già stato raggiunto. Le stesse Banche Centrali, dopo aver enfatizzato la necessità di dover tenere i tassi alti per un lungo periodo di tempo (per quanto ce lo dirà l’andamento dell’inflazione) stanno già “ammorbidendo” il tenore dei loro messaggi prendendo tempo per valutare gli effetti della stretta.

Alessandro Cameroni

Con cosa si confronta l’investitore? Nel contesto macro, che grazie anche ad un mercato del lavoro in piena occupazione resta favorevole, il livello di appetibilità dei tassi è non solo molto elevato, ma accompagnato da tassi reali positivi che non vedevamo da lunghissimo tempo. L’opportunità di investimento è molto interessante sia sui governativi, ma anche sulle componenti di credito, che abbinano elevati carry alla qualità del rendimento offerto. In particolare i subordinati finanziari sono espressione del settore che più beneficia della fase di tassi elevati, come evidenziato dalla solidità delle metriche e dalla generazione di utili; rendimenti attraenti sono accompagnati da spazi di compressione del premio al rischio, con potenzialità di ritorni interessanti. In particolare il focus è sulle principali  realtà bancarie europee che, sotto l’attento controllo della BCE, stanno mantenendo livelli di capitalizzazione molto elevati e prossimi ai massimi, con crediti deteriorati invece ancora vicini ai minimi storici.

Certificazione etica CEI-Nummus.info per due fondi Lemanik

Secondo la CEI, ogni azienda deve fondare la propria attività sui principi di sostenibilità ambientale, sociale e di governante (ESG). Due i fondi di Lemanik Asset Management recentemente certificati da Nummus SpA.

Con l’affermarsi dei principi di Sostenibilità e Governance degli investimenti (ESG e SRI), si è fatta strada anche la necessità di una certificazione esterna alle società di gestione che confermasse il rispetto di questi criteri. E così, negli ultimi due anni si è fatto sempre più ricorso alla Certificazione di Conformità alle linee guida della CEI (Conferenza Episcopale Italiana), che affianca agli obiettivi di Investimento Sostenibile anche le finalità di protezione della vita, della dignità umana in tutte le sue forme, del sostegno della famiglia, della riduzione della produzione di armi e dell’incoraggiamento della responsabilità aziendale.

Pertanto, secondo la CEI, ogni azienda deve fondare la propria attività sui principi di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (ESG). Su questa base, la certificazione di conformità alle linee guida per gli investimenti della CEI – che sono state pubblicate nel febbraio 2020 – è affidata a Nummus SpA, che analizza in particolare gli strumenti finanziari, i processi di investimento, le restrizioni e le esclusioni, e aggiorna ogni sei mesi il grado di coerenza alle linee guida di ogni azienda certificata.

Recentemente Lemanik Asset Management, società lussemburghese per la gestione del risparmio, ha annunciato che il fondo azionario Global Equity Opportunities e il fondo obbligazionario Selected Bond hanno ottenuto la certificazione Nummus.Info per la conformità alle linee guida per gli investimenti sostenibili ed etici della Conferenza Episcopale Italiana (CEI). In particolare, la certificazione rilasciata da Nummus.Info integra i principi per gli investimenti responsabili dell’Onu (UN-PRI), la normativa europea SFDR (Sustainable Finance Disclosure Regulation) e i principi etici identificati dalla CEI nel documento “La Chiesa cattolica e la gestione delle risorse finanziarie con criteri etici di responsabilità sociale, ambientale e di governance“.

Lemanik Global Equity Opportunities, gestito da Filippo Garbarino (nella foto), è un fondo caratterizzato da una strategia azionaria globale long-only e si confronta con l’indice Msci World. Il portafoglio è altamente concentrato ed investito in titoli azionari quotati a livello globale; gli investimenti vengono detenuti nel lungo periodo, di conseguenza il portafoglio ha una rotazione contenuta. L’approccio d’investimento è di tipo bottom-up, vengono preferite società con alta generazione di cassa e modelli di crescita sostenibili ponendo particolare attenzione alla longevità del business model. Dal lancio avvenuto il 1 gennaio 2015 al 31 gennaio 2022, il fondo ha generato un ritorno annuale medio del 10.3% (classe retail) e un ritorno in eccesso rispetto al benchmark di riferimento del 3.53%.

Lemanik Selected Bond, gestito da Alessandro Cameroni (nella foto), è un fondo obbligazionario caratterizzato da un focus sui subordinati finanziari europei. Vengono selezionate obbligazioni di emittenti ad alta affidabilità creditizia, con duration to call contenuta, tra 2 e tre anni. Il prodotto è caratterizzato da un approccio total return a gestione attiva volto ad ottimizzare il profilo rischio paese/rendimento/duration/emittente. Dal lancio della strategia, avvenuto a gennaio del 2012, al 31 gennaio 2022 il fondo ha generato un ritorno annuale medio del 6.6% (classe retail).

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DISCLAIMER: Le informazioni e le opinioni contenute in questo articolo non costituiscono un’offerta o una sollecitazione all’investimento e non costituiscono una raccomandazione o consiglio, anche di carattere fiscale, o un’offerta, finalizzate all’investimento, e non devono in alcun caso essere interpretate come tali.Prima di ogni investimento, per una descrizione dettagliata delle caratteristiche, dei rischi e degli oneri connessi, si raccomanda di esaminare la documentazione fornita dalle fonti ufficiali e/o dagli organi di controllo che vigilano sulla commercializzazione in Italia, nonché la relazione annuale o semestrale e lo Statuto, disponibili presso i collocatori. Infatti, l’investimento in prodotti finanziari o in partecipazioni societarie è soggetto a fluttuazioni anche di grande entità, con conseguente variazione al rialzo o al ribasso dei prezzi e del valore dell’investimento, ed è possibile che non si riesca a recuperare l’importo originariamente investito.

 

Accelerazione economica e inflazione sotto controllo premiano i subordinati bancari

Secondo Alessandro Cameroni (Lemanik), l’accelerazione economica e l’inflazione sotto controllo potrebbero premiare i titoli subordinati con emittente bancario. Bilanci delle banche in miglioramento e pronti a gestire l’aumento dei crediti deteriorati.

“Lo scenario di ripresa in rafforzamento ha fra i maggiori beneficiari i titoli finanziari subordinati, strettamente legati all’evoluzione macroeconomica. L’irripidimento delle curve avvantaggia la reddititività”: è l’analisi di Alessandro Cameroni, gestore del fondo Lemanik Selected Bond.  “Il rapido sell-off dei governativi riflette il miglioramento delle previsioni macroeconomiche e delle aspettative inflazionistiche. Accelerazione economica, ritorno dell’inflazione e politiche espansive da parte delle banche centrali sono i fattori chiave in questa fase per il premio al rischio e sono tutti favorevoli per il credito a spread, mentre soffrono le componenti a basso rendimento”.

Per tutta la durata della crisi, i titoli finanziari sono stati oggetto di eccessivo pessimismo, legato sia alla qualità dei bilanci sia ai timori che il regolatore presentasse il conto alle banche. Le banche, al contrario, si stanno rivelando parte attiva della soluzione, grazie a solidi livelli di capitale, agli allentamenti regolamentari e allo scudo di moratorie e aiuti di Stato. La capacità di resistenza è stata elevata in ogni fase della crisi e sia gli stress test sia le ultime trimestrali hanno certificato un quadro ben più roseo delle aspettative, con qualità dei bilanci in miglioramento e la conseguente capacità di gestire un aumento dei crediti deteriorati. 

Il premio al rischio è ancora molto generoso sul rischio di estensione, quando è ormai evidente che la maggior parte degli emittenti privilegiano un atteggiamento market-friendly, come riscontrato anche nelle fasi più difficili di marzo 2020. La solidità del capitale progredisce con la qualità del business e del suo ri-orientamento. In diversi casi procede spedita, puntando a riorganizzarsi sulle attività a maggiore redditività.

A sostegno dell’appetito per il rischio, si aggiungono i temi specifici, come l’accelerazione attesa sull’M&A a livello domestico, per accrescere l’efficienza del sistema sfruttando le agevolazioni concesse dal regolatore sui livelli di capitale necessari.

Alessandro Cameroni

“Le valutazioni rischio/rendimento dei subordinati finanziari sono attraenti in particolare sulle componenti a maggior subordinazione”, aggiunge ancora Cameroni: “gli Additional Tier1 in euro non hanno ancora chiuso gli spread pre-Covid e sono in grado di assorbire un ulteriore balzo dei governativi, il carry elevato offre uno sfogo di qualità all’ampia liquidità in circolazione”.

“Specifiche opportunità – conclude Cameroni – sussistono ancora sui subordinati di vecchia generazione, quelli emessi prima del 2013, ma sono legate a tematiche normative ormai quasi definite e che esulano  dalle oscillazioni di mercato”.