Tra Italia e Stati uniti calano meno del resto del mondo le esportazioni, grazie a farmaceutica e alimentari in crescita. Nell’export tengono Veneto, Toscana e Campania, crescono Liguria, Abruzzo e Molise. Tiene Milano.
Valgono 57 miliardi gli scambi per l’Italia con gli USA nel 2020, su un totale di 804 miliardi di scambi internazionali nell’anno, secondo un’elaborazione di Promos Italia su dati Istat. In calo rispetto ai 63 miliardi dell’anno precedente, il 2019. Si tratta di 14,8 miliardi di import, in calo del 13 percento in un anno e di 42,5 miliardi di export, in calo di 6,7 percento. Rispetto al dato mondiale, la situazione per l’import è simile mentre le esportazioni verso gli Stati Uniti tengono un po’ di più, il calo rispetto al mondo è del 9,7 percento.
Gli USA sono il terzo tra i partner commerciali dell’Italia e assorbono oltre il 9% delle nostre esportazioni.
“Gli Stati Uniti – ha dichiarato Alessandro Gelli, Direttore di Promos Italia – si confermano un mercato strategico per i rapporti economici del nostro Paese. Sono infatti il terzo mercato a livello internazionale per esportazioni e anche nel periodo del Covid hanno rafforzato questa posizione. Detto ciò, nell’ultimo anno si è registrato un calo generale negli scambi tra Italia e Stati Uniti, anche se inferiore rispetto al resto del mondo. Un andamento che è accompagnato da effetti molto diversificati, per settore e per regione, con aumenti elevati in alcuni casi e diminuzioni improvvise in altri. Il 2020 – conclude Gelli – ha quindi modificato le tipologie di rapporti commerciali degli Stati Uniti con il nostro Paese e con le diverse realtà territoriali. Sarà interessante verificare, quando la pandemia sarà finita, se questo shock ha modificato in maniera perenne i trend commerciali tra i due Paesi o se si è trattato solo di dinamiche temporanee”.

Alessandro Gelli
Tra i settori principali di esportazione negli USA, i macchinari che vedono un export di 8,6 miliardi calano del 9 percento, i mezzi di trasporto con 8,2 miliardi calano del 5 percento, la farmaceutica con 5,8 miliardi cresce di 1 percento, gli alimentari con 4,5 miliardi crescono del 5,8 percento, la moda con 4 miliardi cala del 27 percento, i metalli con 3 miliardi calano del 10 percento.
Tra le principali regioni per export la Lombardia con 9,4 miliardi rispetto ai 10 miliardi del 2019, in calo del 6 percento, Emilia Romagna con 6 miliardi in calo dell’8 percento. Tiene il Veneto con 5,5 miliardi in calo di 1,2 percento. Poi seguono Toscana con 3,8 miliardi, in crescita dello 0,4 percento, Piemonte con 3,7 miliardi, in calo di 15,6 percento e Lazio con 2,8 miliardi, in calo del 36 percento. Il Friuli con 2,3 miliardi cala dell’8%. Forte la crescita per la Liguria con 1,6 miliardi, +95%.

Tiene la Campania con 1,2 miliardi, in calo dello 0,9 percento. Tra le regioni in crescita da segnalare Abruzzo con 933 milioni, +66 percento e Molise con 447 milioni, + 86 percento.
Tra le province, prima Milano con 4,7 miliardi, in calo di 1,3 percento, Torino con 1,9 miliardi in calo del 20 percento, Bologna con 1,7 miliardi in calo del 10,9 percento, Modena con 1,5 miliardi in calo di 12,2 percento, Vicenza con 1,5 miliardi in calo del 6 percento, Latina con 1,4 miliardi in calo del 49 percento. Cresce Genova, con 1,4 miliardi, + 117 percento.
Tra le prime anche Firenze con 1,4 miliardi, in calo del 15 percento.



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