Luglio 28, 2026
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Imprese e insolvenze commerciali, di nuovo in crescita il rischio default sui pagamenti nel 2021

Le previsioni di Atradius sull’andamento dei tassi d’insolvenza delle imprese nelle principali economie mondiali. La situazione peggiora in maniera significativa ed è destinata a non migliorare per tutto il 2021, Italia compresa.  

Attesa per il 2021 una significativa inversione di tendenza del rischio di default sui pagamenti per molte imprese a livello globale. Da un complessivo -14% dei livelli d’insolvenza registrato lo scorso anno, il rischio default sui pagamenti ha ripreso a correre in tutte le principali economie mondiali. Secondo le stime di Atradius, azienda leader tra gli assicuratori del credito a livello mondiale, le insolvenze potrebbero riprendere a correre velocemente e nel 2021 potrebbero attestarsi su un +26% a livello globale, da cui resterebbe fuori solo la Turchia, dove le insolvenze apparivano già in peggioramento dallo scorso anno. 

In testa alla classifica mondiale dei Paesi dove si attendono gli aumenti più significativi dei livelli d’insolvenza si posizionano Australia (+88%) e Singapore (+75%). In Europa, la Francia (+80%) guida la classifica, seguita da Austria (+73%), Belgio (61%) e Regno Unito (+56%). A metà della classifica, e comunque sotto la media del 50%, seguono la Spagna (+49%), l’Italia (+48%) ed i Paesi Bassi (+44%).  Chiude la classifica l’Irlanda (+3%), dove i tassi d’insolvenza sui pagamenti delle imprese avevano ripreso la loro corsa già dallo scorso anno, seppur in maniera modesta e comunque in netta controtendenza rispetto a quanto registrato a livello mondiale.   

I motivi alla base di tali previsioni – spiegano gli economisti di Atradius – sono sostanzialmente da ricercare nel graduale ritorno delle economie a quanto in essere prima della pandemia. Questo riguarda in particolare la gestione legale delle procedure fallimentari, oltreché la progressiva eliminazione delle misure fiscali e di sostegno alle imprese adottate dai governi locali. Per questi motivi, numerose imprese con forti pressioni sulla liquidità, che hanno potuto beneficiare delle misure di sostegno, si troverebbero più esposte al rischio di default sui pagamenti, con evidenti effetti a cascata sulle catene di fornitura e sul sistema economico locale e globale.  

Massimo Mancini

Massimo Mancini, Country Director di Atradius per l’Italia, ha commentato: “Quanto oggetto delle nostre previsioni risulta dalla valutazione di tre elementi determinanti per l’evoluzione del rischio di default sui pagamenti delle imprese. Il primo elemento è la portata della ripresa economica, nonché la sua ampiezza a livello locale e mondiale. Segue la graduale eliminazione delle misure fiscali e di governo a sostegno delle imprese, e da ultimo la ripresa delle attività di gestione delle procedure fallimentari, la cui sospensione ha di fatto cristallizzato situazioni di difficoltà di molte imprese, destinate a tornare alla luce una volta superata l’emergenza pandemica. Soprattutto tali ultimi due elementi, se non incontreranno ulteriori proroghe, come in dibattito attualmente, produrranno notevoli ripercussioni sul rischio di credito commerciale e sull’andamento dei tassi d’insolvenza già per questo anno”. 

Il report è disponibile in lingua inglese a questo link.

Atradius: riparte l’economia globale nel 2021, ma gli scenari rimangono incerti

Lo sviluppo dei vaccini e le politiche di sostegno fiscale dei governi lasciano ben sperare per una ripresa dell’economia, che dovrebbe riacquistare slancio nel 2021, ma molto dipenderà dall’efficacia della vaccinazione e dall’assenza di nuove ondate di contagio.

(Comunicato Stampa) Roma, 02 marzo 2021 – L’economia, grazie ai programmi di vaccinazione di massa e agli aiuti fiscali, dovrebbe riprendersi, sebbene rimanga incerta l’efficacia dei vaccini e, per alcuni Paesi, la stabilità degli effetti positivi sul PIL anche per il 2022. Questo lo scenario delineato dall’Economic Outlook, il documento di previsione economica di Atradius, società leader mondiale nell’assicurazione del credito commerciale, recupero crediti e fideiussioni assicurative. L’outlook, sulla scia del PIL mondiale in aumento (+5%) nel 2021, mostra previsioni fiduciose anche per il commercio globale (+7-8% nel 2021).

Sono i paesi emergenti dell’Asia, guidati da Cina e India, a riprendersi più rapidamente, essendo tornati già a fine 2020 ai livelli del 2019; Europa Occidentale e America Latina appaiono invece in ritardo, e si riprenderanno solo nel 2022, mentre USA ed Est Europa si collocano a metà strada e supereranno la crisi entro fine 2021.

Andando più nel dettaglio, le economie avanzate stanno iniziando a riprendersi dalla recessione e dovrebbero registrare una crescita media del PIL del +3.9% nel 2021, dopo un calo del -5% nel 2020 e ancora un punto in meno rispetto al 2019, anche se rimangono alcune incertezze nelle due aree principali. Gli Stati Uniti  dovrebbero cresecre del +4.2% nel 2021 , ma il rischio di un nuovo aumento della disoccupazione e dei contagi riduce al +3,4% la crescita nel 2022; per l’Eurozona la ripresa sarà più lenta, dovendo recuperare il crollo dell’economia nel 2020 (-7,1%), e nonostante la previsione di un aumento del 4.2% nel 2020, dovrà aspettare il 2022 (previsione: +4,9%) per tornare ai livelli pre-pandemici (possibili anche due scenari, vedi tabella sotto).

Nel Regno Unito, a causa soprattutto dell’imposizione di un terzo lockdown nazionale, la ripresa si mostra più lenta e la crescita del +4,5% del 2021 coprirà solo la metà delle perdite del PIL nel 2020 a causa della pandemia (-10,3%), mentre un recupero sostanziale potrebbe arrivare nel 2022 (+6.4%). In Giappone, la forte recessione innescata dalla pandemia nel 2020 (-5,3%), potrebbe essere recuperata grazie alle Olimpiadi estive, che fanno prevedere una prudenziale stima del +2,7% nel 2021 e altrettanto nel 2022.

La crescita economica nei mercati emergenti (Pil a -1.9% nel 2020, +6.3% nel 2021) è peggiorata drasticamente nel 2020 e staziona ancora in una fase critica, seppure con trend differenti tra i diversi Paesi. L’Asia Emergente (Pil a -0.3% nel 2020 e +7.4% nel 2021) si trova nella posizione più alta tra i Paesi che hanno saputo contenere meglio la diffusione del virus, grazie soprattutto alla performance di Cina (Pil a -1.8% nel 2020 e +8.8% nel 2021), con la gestione dei contagi sotto controllo e una forte politica di sostegno monetario, e India (PIL a -7.6% nel 2020 e +10.2% nel 2021), caratterizzata da previsioni più deboli. Viceversa, l’America Latina (Pil a -7.1% nel 2020 e +5.4% nel 2021) si colloca nella posizione più bassa, con le sue economie trainanti, Brasile (Pil a -4.7% nel 2020 e +4.0% nel 2021) e Messico (Pil a -8.7% nel 2020 e +6.1% nel 2021), che mostrano entrambe una performance di crescita ancora debole.

Massimo Mancini

Massimo Mancini, Country Director di Atradius per l’Italia, ha commentato: “Le previsioni sulla ripresa economica nel corso del 2021 restano ancora incerte, a causa dei dubbi sulla diffusione dei vaccini e sul reale controllo dei contagi. In molti mercati, anche fra quelli avanzati, permangono inoltre incognite sull’evoluzione politica dei governi e sulle decisioni che verranno adottate nei rapporti commerciali tra Stati. In questa fase, è ancora fortemente necessaria un’attenzione particolare alla gestione del credito, verso tutti i mercati che si stanno ancora riprendendo dagli effetti devastanti della pandemia”.

Atradius: la crisi allunga i tempi di pagamento nel B2B in Europa. PIL mondiale a -4%, insolvenze a +26%

Attesa una contrazione di oltre il 4% del PIL mondiale nel 2020 e insolvenze aziendali a +26%. Mentre sono quasi raddoppiati i tempi medi di attesa per l’incasso delle fatture, il 45% delle aziende europee pensa alla ripresa, anche se in tempi non brevissimi. I più ottimisti in Italia e Germania. 

Il PIL mondiale in contrazione di oltre il 4% nel 2020 produrrà in Europa una crescita delle insolvenze aziendali del 26%. Aumentano le aziende che concedono credito ai propri clienti e si allungano i tempi di pagamento delle fatture; inoltre cresce il numero delle imprese che si cautelano assicurando i propri crediti ma, alla fine, sono più numerosi gli imprenditori ottimisti sul futuro dell’economia che quelli che vedono nero. Sono questi, in sintesi, i principali risultati del sondaggio condotto durante la pandemia da Atradius su un campione di aziende dell’Europa occidentale. I risultati del sondaggio sono pubblicati nel “Barometro Atradius sui comportamenti di pagamento” – edizione novembre 2020.

Poiché gli effetti dei blocchi alle attività si sono fatti sentire dappertutto, molte aziende hanno usato il credito commerciale per incoraggiare le vendite, in particolare sul mercato domestico. A livello europeo lo ha fatto il 53% delle aziende, con punte del 72% in Francia, 65% nel Regno Unito, 61% in Irlanda e Italia. Se la maggior parte delle aziende (66%) ha però fissato il limite di pagamento delle fatture a 30 giorni, le altre hanno concesso dilazioni più lunghe e ben l’11% oltre i 90 giorni. In Italia, rispetto lo scorso anno, il numero di imprese che ha concesso dilazioni superiori ai 90 giorni è quasi raddoppiato (dall’8% del 2019 al 15% nel 2020). In totale le dilazioni medie di pagamento concesse in Europa sono salite da 34 giorni del 2019 ai 46 giorni attuali.

A prescindere dal limite di tempo concesso, le fatture scadute sono aumentate notevolmente durante la pandemia: nel 2019 il valore delle fatture non pagate alla scadenza nell’Europa occidentale è stato del 29% del valore totale delle vendite a credito tra aziende, nel 2020 ha raggiunto il 47% (in Italia il dato sale al 55%) pari a un aumento annuo del 62%. E ancora, nel 2019 la proporzione dei crediti inesigibili si è fermata al 2% del valore delle fatture, mentre quest’anno la stessa percentuale ha ripreso la corsa, arrivando al 7%. Lo studio condotto da Atradius ha evidenziato che i tempi medi di incasso delle fatture per le aziende dell’Europa occidentale è aumentato del 94%. 

Causa principale del ritardo nei pagamenti delle fatture per operazioni commerciali tra aziende è la crisi di liquidità, lamentata dal 43% delle imprese. Di converso, il 37% ha dichiarato di aver speso più tempo e risorse di prima della pandemia per gestire le criticità relative alle fatture non pagate (in Italia la percentuale scende leggermente al 33%). Per tutelarsi, molte imprese hanno deciso di fare ricorso all’autoassicurazione: erano il 56% prima della crisi economica, oggi salite all’82%. Un terzo delle aziende europee (34%) ha invece aumentato il ricorso all’assicurazione tradizionale dei propri crediti commerciali (in Italia circa il 20%).

Andreas Tesch

Nonostante la situazione attuale, il 45% delle aziende ritiene che l’economia globale migliorerà nei prossimi sei mesi, con punte del 50% in Germania e Italia, mentre il 35% pensa che si deteriorerà. Per quanto riguarda le prospettive del commercio mondiale, il 49% delle imprese dell’Europa occidentale pensa che miglioreranno, il 35% si dice più pessimista.

Massimo Mancini

Andreas Tesch, Chief Market Officer di Atradius, ha dichiarato: “Il commercio mondiale dovrebbe subire una contrazione di circa il 15% quest’anno. I ritardi di pagamento su fatture tra aziende sono aumentati in media di due terzi rispetto ai dati pre-pandemici. Nei prossimi anni molte economie dovranno far fronte agli effetti di questa crisi, che ci si attende abbia un forte impatto sulle insolvenze aziendali. Guardando al 2021, fa ben sperare il fatto che molte aziende intendano continuare ad utilizzare l’assicurazione del credito, restando ottimiste sul futuro”.

Massimo Mancini, Country Director di Atradius per l’Italia, ha aggiunto: “Come per il resto d’Europa, la crisi economica innescata dalla pandemia ha avuto un impatto devastante sul tessuto imprenditoriale italiano. Proteggere il proprio business dal rischio d’insolvenza dei clienti appare oggi per molte aziende una scelta obbligata. Questo trova conferma nel fatto che molti imprenditori abbiano modificato le proprie strategie di business attraverso un maggior ricorso a tutele di carattere strategico, come appunto l’assicurazione del credito commerciale. Il nostro auspicio è che questa tendenza si rafforzi, soprattutto alla luce dell’ottimismo espresso dal business nei confronti di una ripresa, ancorché in tempi non brevissimi, delle principali componenti di mercati ed economie”.

Piccole imprese e recupero crediti commerciali, nuova copertura assicurativa di Atradius

Il problema del recupero dei crediti commerciali è molto sentito dalle piccole imprese. Sorge l’esigenza di una polizza assicurativa specifica, da modulare in base alle esigenze di copertura e di spesa dell’azienda.

Nel quadro della crisi economica innescata dalla pandemia di Coronavirus aumenta l’attenzione delle imprese italiane, in maniera trasversale nei vari comparti del sistema Paese, sul tema della tutela della propria attività dai mancati pagamenti ed insolvenze dei clienti. Questo perché i significativi cali di fatturato registrati in questi ultimi mesi hanno messo a dura prova interi settori, colpendo soprattutto le imprese più piccole del sistema, alle prese con problemi di liquidità a cascata nelle rispettive filiere produttive.

Vuoti di liquidità che possono portare, se non gestiti in maniera attenta, a compromettere l’esistenza stessa dell’impresa, fino alla sua uscita dal mercato.   

Nell’ottica di fornire una soluzione assicurativa specifica per il segmento delle piccole imprese, Atradius, gruppo internazionale attivo nell’assicurazione dei crediti commerciali, recupero crediti e cauzioni, ha recentemente presentato Modula FREEDOM, la polizza di assicurazione dei crediti commerciali rivolta esclusivamente alle piccole imprese italiane con fatturato annuo fino a 3 milioni di euro, con la quale l’impresa ha la piena libertà di scegliere fra 5 diverse combinazioni predefinite di premio assicurativo in funzione dell’ indennizzo di polizza scelto in relazione alle proprie capacità di spesa ed esigenze di copertura assicurativa

Modula FREEDOM si distingue sul mercato italiano per una serie di caratteristiche che la rendono un prodotto facile da gestire e pienamente rispondente alle necessità della piccola impresa che intende attribuire una copertura assicurativa ai propri crediti commerciali.

La polizza, inoltre, riduce al minimo i tempi e le modalità di sottoscrizione del contratto assicurativo, grazie alla semplice compilazione e invio di un modulo di richiesta emissione, comprensivo di tutte le condizioni di polizza, espresse in modo chiaro e trasparente.

La copertura dei crediti assicurati è pari al 90% per le vendite effettuate in Italia e nei Paesi dell’Unione Europea e dell’area OCSE, i diritti di istruttoria per le richieste di limite di credito sono gratuiti per l’intera durata della polizza, e viene data la facoltà di recesso dalla polizza entro 30 giorni. Il rimborso del 100% dei costi sostenuti per le azioni di recupero dei crediti assicurati gestite da Atradius Collections, la società internazionale di recupero crediti del gruppo Atradius, completa l’offerta della Modula Freedom.

Massimo Mancini

Secondo Massimo Mancini, Country Manager di Atradius per l’Italia, “Si tratta dell’unica polizza di assicurazione dei crediti commerciali sul mercato italiano che consente all’assicurato di scegliere l’importo di rimborso massimo desiderato in funzione della propria capacità di spesa. Inoltre, l’Assicurato mantiene il diritto di recedere dal contratto entro 30 giorni qualora non sia soddisfatto del livello di copertura della sua polizza.  “L’elevata flessibilità offerta da Modula Freedom – sottolinea Mancini – conferma la volontà di Atradius di proporre al mercato soluzioni ad hoc, al contempo flessibili e modulari, definite tenendo conto delle esigenze della eterogena platea di imprese assicurande, e delle peculiarità del sistema economico nazionale, anche in periodi di incertezza e difficoltà come quello attuale”.

Atradius, nuovi lockdown e vaccino determineranno la durata della recessione economica

Qualunque previsione di ripresa economica è fortemente dipendente dalla rapidità con la quale il vaccino verrà fabbricato e diffuso in tutto il mondo, al netto di possibili nuovi lockdown. Cina e India in testa a tutti nel 2021.

Amsterdam/Roma – 1 luglio 2020 – A prescindere dagli effetti che il Covid-19 sta avendo nel quotidiano, ci si attende che il suo impatto sulle economie di tutto il mondo provochi la peggiore recessione dal 1980. A rendere questo scenario di previsione ancor più a tinte fosche è la sua vastità, che interessa il mondo intero con quasi tutti i Paesi che dovrebbero registrare una crescita economica negativa nel 2020.

Poiché la recessione interessa le catene di fornitura a livello mondiale, Atradius prevede per quest’anno una contrazione del 15% del commercio globale, il che è storicamente un calo drammatico. Sebbene una concreta ripresa economica non sia stata ancora esclusa per il 2021, il ritmo della crescita resterà piuttosto incerto e dipenderà molto da come si agirà in termini di contenimento dei contagi. Il costo economico di questa recessione sarà elevato, dato il suo impatto sui mercati del lavoro, i fallimenti delle imprese e la posizione fiscale dei Paesi. I governi di tutto il mondo stanno implementando consistenti pacchetti fiscali e una politica monetaria intesa ad aiutare il sistema economico a superare tale recessione nel modo migliore possibile.

Le economie avanzate dovrebbero subire il peso della recessione con un calo cumulativo del PIL del 6,6%. Il Regno Unito, già gravato dalla sua uscita dall’Unione Europea, sta registrando un declino del 10,8%, mentre non si prevede che l’Eurozona si adegui molto meglio, mostrando un calo del PIL dell’8,0%. Si prevede che gli Stati Uniti e il Giappone registreranno cali leggermente meno drammatici rispettivamente del 6,1% e 6,0%.

Anche la crescita nei mercati emergenti diminuirà drasticamente. Il recente e rapido aumento della diffusione del Coronavirus in molte delle grandi economie emergenti dimostra come le previsioni potrebbero peggiorare nei prossimi mesi. La Cina potrebbe essere l’unica grande economia in grado di evitare la recessione quest’anno, tuttavia, con una crescita modesta attesa, potrebbe unirsi al resto del mondo con un trend negativo.

La Russia, che è stata colpita da Covid-19 mentre si trovava in mezzo ad una guerra dei prezzi con l’Arabia Saudita, è gravemente colpita dal basso prezzo del petrolio, la sua principale fonte di reddito e dai blocchi che spingono la domanda di petrolio. La combinazione di tali fattori ha ridotto le sue previsioni di crescita del PIL al -6,2%. Il Brasile ha reagito molto tardi al Covid-19 e ora sta vivendo il più rapido aumento dei contagi di qualsiasi Paese del mondo; dal punto di vista economico, non si prevede un miglioramento, poiché si attende che il PIL diminuirà del 7,5%.

Il Messico, sta vivendo un calo significativo della domanda da parte dei suoi principali partner di esportazione negli Stati Uniti e in Canada. Questo in sintesi il quadro dell’Economic Outlook di Atradius disponibile in lingua inglese sul sito www.atradius.com

Andreas Tesch, Chief Market Officer di Atradius, ha commentato: “I provvedimenti di lockdown adottati in tutto il mondo, ove necessari, hanno avuto un impatto enorme sull’economia globale. È chiaro tuttavia che la loro efficacia sarà un requisito fondamentale per consentire al mondo di tornare più rapidamente alla crescita. Durante questo periodo eccezionale, un’attenzione particolare alla gestione del credito è essenziale per il successo”.