Giugno 13, 2026
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Box e posti auto, il mercato si ridimensiona. Meglio comprare solo nelle zone con presenza di uffici

Secondo le analisi dell’Ufficio Studi Tecnocasa, i valori immobiliari dei box e dei posti auto hanno registrato nel 2020 una contrazione. Compravendite in calo del 21,3% a livello nazionale e del 24,8% nelle metropoli.

Nelle località più grandi, popolose o turistiche riuscire a trovare un posto auto o almeno un parcheggio dove lasciare la propria auto senza problemi e soprattutto senza il timore di non trovarla più può risultare una vera impresa. Questo vale soprattutto nelle zone più centrali o importanti di tali località.

Se in alcuni casi le difficoltà di trovare un box auto non sono poche, dal punto di vista dei loro prezzi, come vedremo, l’andamento risulta essere costantemente al ribasso, anche se esiste qualche timido segnale di ripresa in questi ultimi mesi.

I dati complessivi dell’ultimo triennio 2017-20 non sono stati positivi. Negli ultimi anni il settore immobiliare ha visto un notevole ribasso dei prezzi. Questo, però, non ha interessato solamente le case, e questa condizione di crisi si è estesa anche ai prezzi relativi all’acquisto dei box auto. Questo trend, quindi, sembra rispecchiare quello che sta accadendo sul mercato delle abitazioni. I dati dell’Agenzia delle Entrate, infatti, segnalano nello stesso arco temporale una diminuzione delle compravendite dei box del 21,3% a livello nazionale e del 24,8% nelle metropoli.  

Segmentando i dati di compravendita, il 68,2% delle operazioni sono state finalizzate all’acquisto, mentre il 31,8 % riguardano operazioni di locazione. La discreta percentuale di chi decide di affittare un box, pertanto, si contrappone in modo equilibrato a quella relativa agli acquirenti (48,6%) che acquistano con la finalità di mettere a reddito l’immobile (anche se prevale l’utilizzo proprio).

Tra i vantaggi del box, c’è sicuramente una maggiore facilità di gestione rispetto all’abitazione, e gli importi investiti risultano generalmente per tutte le tasche. Quando non servono più per un proprio utilizzo, si affittano a terzi ricavando un reddito variabile a seconda della zona, esattamente come per le abitazioni. In ogni caso, nel caso si trovasse un’interessante opportunità per un acquisto, è bene valutare alcuni elementi utili ad effettuare una scelta ponderata. In tal modo, non solo si acquisirà un bene di valore, ma tale valore nel corso del tempo potrà anche accrescersi considerevolmente. In primis, sarà necessario tenere in considerazione la zona e avviare l’investimento in quelle aree dove le possibilità di parcheggio scarseggiano e nelle quali c’è una presenza più bassa di box rispetto alle abitazioni, come accade per esempio nelle aree centrali o semicentrali delle città più grandi. Invece, sono da escludere quelle zone che hanno recentemente vissuto uno sviluppo urbanistico negli ultimi anni in quanto, sicuramente, saranno presenti un numero di box sufficienti a soddisfare la richiesta e le aree in cui sono stati costruiti oppure introdotti nuovi parcheggi per residenti.

Da tenere in considerazione, soprattutto, le zone che hanno un’alta presenza di uffici, specialmente se non sono collegate ottimamente con i mezzi di pubblici e non vi sono molti parcheggi disponibili. Infine, bisogna tenere conto degli oneri di gestione e delle spese condominiali dei box, anche se queste sono generalmente contenute.

Indicativamente, lo spazio di 5 x 2,4 metri è sufficiente per parcheggiare la macchina e muoversi all’interno del box. I box doppi, capaci cioè di parcheggiare due auto (e non auto più motorino), devono essere di almeno 5 x 4 metri. I box, infatti, si vendono secondo il criterio di posti auto disponibili più che per la loro metratura. Quindi, è molto importante il controllo di persona prima di effettuare l’acquisto, allo scopo di valutare se le dimensioni corrispondono a quelle dichiarate nell’annuncio di vendita.

Relativamente al condominio in cui si trova il box, uno sguardo al soffitto può rivelare macchie d’umido che potrebbero diventare un problema, idem per pavimento e muri. Inoltre, sarà bene controllare l’accesso al box e le possibilità di manovrare all’interno dell’area dei box, se si tratta di uno spazio condominiale.

Infine, è bene sapere che l’acquisto di un posto auto o di un box può beneficiare di una agevolazione del 50%, che è riconosciuta:
– Sull’acquisto dei box e dei posti auto pertinenziali che sono già realizzati (soltanto per gli oneri imputabili alla loro costruzione);
– Sulla costruzione delle autorimesse o dei posti auto, anche di proprietà comune (basta che sia presente un vincolo di pertinenzialità fra esso e l’unità immobiliare abitativa).

L’Alfa GT di Pasolini esiste ma non si trova. Misteri e segreti dell’auto d’epoca più “attesa” d’Italia

A più di quarant’anni dalla sua morte, Pierpaolo Pasolini è ancora una figura “scomoda” e misteriosa. Anche la sua Alfa GT 2000, con cui fu ucciso, rimane circondata da profondo mistero.  L’Alfa, però,  sembra essere ancora tra noi, e qualcuno la custodisce gelosamente. Quanto varrebbe oggi, se venisse messa in vendita?

Idroscalo di Ostia, notte tra il 1° e il 2 Novembre 1975. Il poeta, scrittore e regista Pier Paolo Pasolini viene ucciso con la sua stessa auto da almeno cinque persone, mai punite per il delitto e probabilmente legate a mandanti occulti. La cronaca racconta che chi guida la sua Alfa Romeo Giulia 2000 GT Veloce, acquistata da Pasolini nell’Agosto del 1972, gli passa sopra due volte, uccidendolo.

Dopo il delitto, di cui viene accusato un diciassettenne (Pino Pelosi, reo confesso fino al 2005, quando ha raccontato pubblicamente la sua estraneità all’omicidio), l’auto viene tenuta sotto sequestro fino al 1983, e successivamente affidata all’attore Ninetto Davoli, amico intimo di Pasolini, che dichiara di averla rottamata nel 1987.

Dell’auto, quindi, si sarebbero perse le tracce da allora, ma pare che la demolizione non sia avvenuta veramente, ed il veicolo sarebbe rimasto integro nel deposito della ditta demolitrice a cui fu portato. Questo perché nel 1987 si poteva effettuare la demolizione della vettura esibendo al PRA solo le targhe, ed il demolitore avrebbe poi deciso cosa fare del veicolo. Ebbene, chi aveva ricevuto in deposito l’Alfa GT2000 di Pasolini, venuto a conoscenza dell’identità del proprietario, probabilmente preferì conservarla invece che demolirla. E così, al numero di targa RMK69996, fino al 2019, risultava ancora l’intestazione di proprietà di una Alfa GT 2000 Veloce a Pasolini Pier Paolo. Pertanto, fino ad allora, non c’erano stati dopo di lui altri proprietari, non risultava nessuna copertura assicurativa dal Novembre 1975, non risultava nessuna cancellazione dal PRA o cessata circolazione. Finchè nel 2019 qualcuno ha nuovamente immatricolato la targa, come risulta dalle visure.

Di conseguenza, pare che l’auto materialmente esista, ma dove si trova? Chi l’ha custodita fino ad oggi, e perché non si palesa o non la mette all’asta, oppure non la dona al museo intitolato al Poeta? Forse si trova ancora sotto sequestro giudiziario, in qualche deposito delle forze dell’ordine? Se è così, allora, perchè immatricolarla di nuovo?

Un bel mistero – non c’è che dire – che affascina il pubblico di babyboomers  che ha attraversato un’epoca dove le auto protagoniste dei peggiori fatti di sangue o attentati sono sempre state conservate ed esposte anche nei musei, a futura memoria. Un’auto del genere, peraltro, avrebbe un valore storico – e quindi di scambio – davvero notevole, slegato dal semplice modello o dalla categoria (vintage o d’epoca) ed elevato a potenza dall’appartenenza al suo celebre proprietario e dal mistero che avvolge tutta la sua fine.

Qualche anno fa, diversi ambienti culturali e cinematografici (“La Macchinazione”, 2016, regista David Grieco) hanno cominciato ad aprire squarci sulla cortina di segreti che impediscono di conoscere la verità, cercando di dare risposte ad alcune domande. Tra le più importanti, anche quella relativa alla scena del delitto: quante Alfa GT 2000 erano presenti quella notte all’Idroscalo di Ostia, una o due?  

Il mistero delle due Alfa GT – L’auto di Pasolini era stata ritrovata la notte dell’omicidio dalla polizia in una strada del quartiere Tiburtino, dove qualcuno l’aveva abbandonata. Dalle indagini, però, è emerso che, nelle stesse ore, la stessa auto – o meglio, un auto del tutto uguale – sarebbe stata avvistata a grandissima velocità e fermata a Ostia dai carabinieri con alla guida il presunto omicida, Pino Pelosi, che molto tempo dopo, prima di morire, ha raccontato pubblicamente la verità e la sua innocenza. Pertanto, sembra che sul luogo del delitto sarebbe stata presente un’altra Alfa uguale a quella di Pasolini, ed è lecito oggi dubitare se la Alfa GT immatricolata nel 2019 sia quella effettivamente acquistata dallo scrittore, oppure quella guidata dai suoi carnefici ed usata per eseguire materialmente l’omicidio. Secondo una testimonianza del 2010, infatti, la macchina che uccise Pasolini non era quella sua, e fu portata sporca di fango e sangue da due carrozzieri: il primo si rifiutò di lavorarci, il secondo accettò. Da lì in poi se ne sono perse le tracce. Pertanto, quale delle due Alfa GT è quella immatricolata nel 2019?

Questa, in sintesi, è la storia dell’auto che rimane al centro dell’attenzione e che ritenevamo doveroso trattare prima di occuparci del tema principale. Oggi, a distanza di 45 anni, numerosissimi i collezionisti italiani ed internazionali attendono di poter vedere – e sognano di poter far propria, a qualunque prezzo – l’Alfa GT di Pasolini. Sappiamo, infatti, che l’auto (o almeno una delle due usate per compiere il delitto) è ancora esistente, vista l’immatricolazione della sua targa nel 2019. Probabilmente, una indagine accurata, attraverso una visura, potrebbe darci ulteriori indicazioni, ma a noi interessa capire, a beneficio dei collezionisti nostri lettori, quale sarebbe il valore di questa Alfa GT 2000 così piena di fascino e mistero, e soprattutto se potrà mai arrivare ad essere battuta in un’asta di auto d’epoca dove, senza alcun dubbio, sarebbe la regina del mercato (anche in ambito internazionale).

Per arrivare ad una stima, comunque, servirebbe attribuire al numero di telaio di cui oggi si ha notizia l’esatta collocazione nella scena del delitto e, quindi, capire quale delle due Alfa presenti quella notte sia oggi effettivamente in circolazione: se quella effettivamente appartenuta a Pasolini, o quella che lo ha ucciso; servirebbe capire, soprattutto, se entrambe coincidono, come i rapporti dell’Autorità Giudiziaria hanno sempre riferito alla pubblica opinione, oppure no. Infatti, qualora si scoprisse che ad uccidere Pasolini sia stata “l’altra” Alfa GT 2000, quella dello scrittore avrebbe maggior valore e incontrerebbe il favore dei collezionisti, che non amano certamente possedere un auto usata per uccidere.

Non abbiamo notizie di aste precedenti, nel mondo, in occasione delle quali sia stata battuta un’auto usata per compiere un omicidio o un’auto appartenente ad una vittima celebre, uccisa al suo interno. Di solito, queste auto rimangono per un certo periodo (di solito lungo) a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, come mezzo di prova, e raramente vengono restituite alla famiglia della vittima. In tal senso, averla affidata ad un caro amico di Pier Paolo Pasolini (l’attore Ninetto Davoli) è uno dei tanti misteri che rendono quest’auto così affascinante e “attesa”, in un certo qual modo, dal mondo del collezionismo. Il suo valore di aggiudicazione, in una ipotetica asta, a nostro avviso non sarebbe superiore a 100.000 euro, se chi la custodisce oggi non ha effettuato alcuna opera di restauro dopo 32 anni di immobilità (dal 1987, data della presunta rottamazione, al 2019). Sappiamo, però, che la targa è stata nuovamente immatricolata a Maggio del 2019, e quindi chi la detiene potrebbe nel frattempo aver effettuato un restauro conservativo (anche del blocco motore) tale da poterla presentare al mondo perfettamente funzionante. In questo caso, la sua base d’asta potrebbe variare tra 250.000 e 350.000 euro, ed il prezzo di aggiudicazione potrebbe raggiungere valori elevatissimi.

Antonino Auccello

Secondo Antonino Auccello, Presidente del Veteran Car Club Panormus (club che gestisce la kermesse annuale del celebre “Giro di Sicilia“), ““Oggi la passione per il motorismo storico genera un valore economico annuo di 2 miliardi e 200 milioni di euro, contro, ad esempio, i 22 miliardi del calcio e i 900 milioni dell’equitazione. Si tratta di un fenomeno che va oltre il semplice hobby e negli anni ha consentito di ottenere incrementi medi annui di valore del 6 – 7 % rispetto all’investimento iniziale, in relazione alla scelta della vettura restaurata. Ma le auto e le moto d’epoca non sono semplicemente begli oggetti da possedere e ammirare, bensì diretta espressione di creatività, libertà, velocità, dinamismo e soprattutto storia del nostro Paese, come nel caso della macchina di Pasolini. L’Alfa Romeo Giulia GT 2000 Veloce, se fosse appartenuta ad un qualsiasi proprietario e fosse in perfetto stato di conservazione, oggi avrebbe un valore compreso tra 40.000 e 50.000 euro; ma l’Alfa di Pasolini ha un valore incommensurabile, legato com’è alla nota vicenda, che ancora oggi aspetta delle valide risposte”.

Consulenti e agenti, 11.500 firme alla Morani per aumentare la deducibilità del costo auto

Per agenti di commercio e consulenti finanziari l limite di deducibilità del costo del mezzo strumentale all’attività è bloccato da oltre venti anni. Una petizione di Radioagenti.it portata al Sottosegretario Alessia Morani.

Alcuni dei rappresentanti della lista “Fare Presto!” (coalizione unitaria sostenuta da Anasf, Federagenti, Fiarc e Confesercenti alle prossime elezioni di Enasarco) è stata ricevuta lo scorso 8 Luglio al Ministero dello Sviluppo Economico dal Sottosegretario Alessia Morani, per discutere il progetto relativo all’aumento della soglia di deducibilità del costo dell’auto.

Nelle settimane antecedenti al lockdown, infatti, una petizione promossa da RadioAgenti.it aveva raggiunto in pochi giorni 11.517 firme, e ieri è stata portata all’attenzione del Sottosegretario Morani.

La delegazione composta da Fabio D’Onofrio (coordinatore nazionale Fiarc-Confesercenti), Luca Gaburro (segretario generale Federagenti), Alfonsino Mei (consigliere nazionale Anasf), Davide Ricci (Ceo RadioAgenti.it) ha rappresentato al Sottosegretario Morani la necessità di variare il limite di deducibilità attualmente in vigore dell’80% di 25.822,84 euro (bloccato da oltre 20 anni), portandolo almeno all’80% di 50.000,00 euro per gli agenti di commercio e gli intermediari finanziari. “Si tratta di professionisti che percorrono mediamente 50.000 km/anno sulle strade e autostrade italiane, e hanno quindi la necessità di viaggiare su auto che garantiscano elevati standard di sicurezza e che siano in grado di trasportare campionari, talvolta voluminosi e/o pesanti: un’esigenza, non un vezzo per lavoratori che sono il cuore propulsivo del Paese”.

Queste firme, raccolte in pochi giorni, sono segno della grande attenzione sul problema e dovevano essere portate “di persona” al Ministero subito dopo, ma a causa dell’emergenza Coronavirus non era stato ancora possibile farlo”, concludono i rappresentanti della lista.

L’attuale Esecutivo – ha detto il Sottosegretario Moranista mettendo in campo una serie di interventi per incentivare il mercato automobilistico, soprattutto quello nostrano. La proposta di “Fare Presto!” ha il pregio di andare sempre in questa direzione introducendo agevolazioni fiscali per categorie, come quelle degli agenti di commercio e dei consulenti finanziari, duramente colpite dall’emergenza epidemiologica. Lavoratori che hanno visto una forte contrazione dei propri guadagni e che non possono usufruire di cassa integrazione o altri ammortizzatori sociali e che pertanto vanno tutelati in modo diverso, anche attraverso leve fiscali. L’impegno da parte mia sarà quello di  portare questa richiesta all’attenzione delle Istituzioni competenti e tenere un filo diretto con i promotori di questa importante iniziativa”.