Giugno 6, 2026
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Andrea Scauri: nel 2021 l’healthcare potrebbe rendere meno dei titoli industriali o finanziari

Per le Big Pharma il vaccino a prezzo di costo comporterà pochi profitti. Le prospettive di ripresa nel 2021 restano positive.

«Se nei primi mesi del 2021 proseguirà la rotazione dei portafogli dai titoli a crescita elevata (growth) a quelli con buoni fondamentali ma sottovalutati (value), il settore dell’healthcare potrebbe sottoperformare in generale il settore più ciclico del mercato, rappresentato ad esempio dagli industriali o dai finanziari», sostiene Andrea Scauri, gestore del fondo Lemanik European Dividend Preservation. «Al contempo, la vittoria dei democratici in Georgia potrebbe mitigare questa rotazione e quindi il settore healthcare potrebbe beneficiare in parte dei temi più vicini all’agenda di Biden».

Pensare che i titoli farmaceutici possano produrre facili guadagni trainati dai vaccini anti Covid19 potrebbe quindi rivelarsi una pericolosa illusione – spiega Scauri – perché nel 2020 il tema del vaccino ha sostenuto soprattutto quei titoli come Biontech o Moderna che avevano il vaccino stesso come core business, con produzione e commercializzazione affidate a terzi. Diverso il discorso per le big pharma come Pfizer, Sanofi o AstraZeneca: in questi casi, la produzione non comporterà profitti se non in maniera molto limitata, perché il prodotto sarà venduto a un prezzo molto vicino a quello di costo. Il beneficio arriverà soprattutto a livello reputazionale, anche perché questi giganti farmaceutici hanno un portafoglio di prodotti molto ampio e la parte di business legata al coronavirus è soltanto una piccola parte dell’intera offerta.

«Allargando l’orizzonte, i vaccini in corso di lancio e la graduale eliminazione delle restrizioni di viaggio nel corso dell’anno potrebbero portare a una normalizzazione della situazione sanitaria e a uno slancio molto positivo degli utili», aggiunge Scauri, «e, nonostante il recente forte rally, le ragioni per rimanere più costruttivi sul mercato restano invariate: la politica monetaria e fiscale continuerà a essere accomodante nei prossimi mesi e le banche centrali difficilmente aumenteranno i tassi d’interesse nel 2021; le valutazioni azionarie sono più appetibili delle obbligazioni; e gli utili nel 2021 potrebbero sorprendere al rialzo e tornare a livelli pre-Covid, considerando che i recuperi sono tipicamente più forti delle recessioni. Del resto, nel rimbalzo post-lockdown abbiamo assistito a un grande appetito dei consumatori, in parte alimentato dai risparmi accumulati durante il blocco».

Patrimoni&Finanza, i contenuti della settimana tra il 23 ed il 29 Novembre

Questa settimana ci occupiamo dei risultati prospettici di Big Pharma in relazione al business dei vaccini, diventati ormai certezza. Parliamo anche della posizione di debolezza economica dell’Italia, stretta nella morsa di possibili acquisizioni delle migliori PMI da parte del capitale straniero. Infine, tra le altre cose, ci chiediamo quale sia lo stato di salute del mercato immobiliare italiano.  

Coronavirus: Big Pharma spinge sul vaccino, ma il problema è la terapia. Fatturati da capogiro

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Come sta il mercato immobiliare italiano? Vive, ma è molto malato

Dal sogno del mattone all’incubo dei prezzi in discesa ormai da anni, è evidente che in Italia esiste un problema di offerta abbondante, che non può essere assorbita agli attuali livelli di reddito e da un numero inadeguato  di “non proprietari”. Le crisi del 2008 ed il Coronavirus, poi, hanno fatto il resto. LEGGI

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Le statistiche rivelano  come l’Italia si trovi, più che in passato, nelle  condizioni per essere aggredita economicamente dalle potenze straniere. Il reddito pro-capite ed i prezzi del patrimonio immobiliare privato sono talmente bassi da far gola al Nord Europa, e  la voglia di shopping di Francia, Olanda e Germania potrebbe coinvolgere diffusamente  anche le nostre PMI migliori. LEGGI

Compravendita abitazioni, in calo la percentuale degli acquisti per investimento

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Economia e mercati, previsioni in dieci punti dai portfolio manager di Ethenea

Nel 2021 i tassi resteranno bassi, ma si manifesteranno anche alcune inversioni di tendenza che guideranno le scelte di investimento. In particolare, le banche centrali potrebbero rallentare il QE e lo spread potrebbe risalire. LEGGI

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