Aprile 22, 2026
Home Posts tagged case nuove

Mercato immobiliare, compravendite e prezzi in calo nel 2023. Quotazioni per città

Compravendite immobiliari in forte calo nel 2023, possibile anche una discesa dei prezzi. Ecco le 5 province più convenienti e le 5 meno convenienti per acquistare un appartamento di 50 mq nel mese di Maggio.

Per gli italiani è sempre più difficile comprare casa. Il numero di compravendite è sempre più basso e i prestiti erogati dalle banche sono sempre di meno: dopo il biennio 2021-2022, che aveva visto una grande crescita nel periodo post-pandemico, il 2023 è iniziato con un forte calo. 

Le compravendite di case nuove, dopo essere cresciute nel 2022 (+10%), aumentano anche nel 2023 (+2,7%). Tuttavia, a fare il mercato sono solo Milano e Roma, dove se ne contano oltre 17.000 (l’80% del totale), mentre l’offerta negli altri grandi centri resta bassa. Sul fronte dei prezzi delle case nuove, in particolare, in Italia negli ultimi anni i prezzi sono cresciuti sensibilmente per via dell’offerta molto bassa e per gli aumenti dei costi delle aree edificabili, delle materie prime e della manodopera. Infatti, negli ultimi due anni i prezzi di vendita delle case nuove sono aumentati mediamente del 3,1 per cento all’anno, e per la fine di quest’anno le previsioni parlano di un ulteriore rialzo, complice l’inflazione, del 4,6 per cento. Al contrario, la guerra, l’inflazione e le difficoltà di accesso al credito saranno nei prossimi mesi un ostacolo alla crescita del mercato immobiliare.

Per il 2023 il mercato immobiliare presenta due scenari possibili, uno con una riduzione di circa il 14% delle compravendite ma una generale stabilità dei prezzi, e un altro che prevede sia una diminuzione delle vendite che dei prezzi. In ogni caso, il 2023 sarà un anno molto negativo per il settore e per gli addetti ai lavori, con un calo delle compravendite del 15% e con le banche più restie a concedere mutui. I prezzi delle case potrebbero aumentare fino all’1%, il mercato delle compravendite diventerà gradualmente poco accessibile per a chi non ha redditi indicizzati all’inflazione e per i giovani. Nomisma, in particolare, prevede una diminuzione delle compravendite di case del 14,6% mentre le nuove erogazioni di mutui subiranno una flessione del 18%; l’aumento dei tassi d’interesse e la maggiore attenzione a concedere finanziamenti da parte delle banche renderanno più difficile l’accesso al credito, producendo una sensibile diminuzione delle intenzioni di acquisto.

Nonostante questi scenari poco confortanti, si tratta comunque di medie statistiche, per cui c’è sempre chi ha la possibilità di vendere o comprare, anche accedendo ad un mutuo. Per costoro, il portale Case in vendita 360 ha rilasciato le sue ultime statistiche sul mercato immobiliare italiano. L’analisi rivela le tendenze e i prezzi delle abitazioni nelle diverse regioni e città d’Italia, offrendo un quadro interessante per chi è alla ricerca di una casa o desidera investire nel settore immobiliare, nonostante il trend negativo. Queste statistiche offrono un quadro dettagliato delle tendenze del mercato immobiliare, evidenziando le zone più convenienti per l’acquisto di un appartamento e quelle meno convenienti. Soprattutto, si evidenziano le differenze regionali e locali nel settore, il che può risultare utile sia per gli acquirenti che per gli investitori.

Tra le province più convenienti per acquistare un appartamento di 50 mq troviamo:
1. Isernia, con una diminuzione del prezzo del -11,85% e un valore medio di 55.793 €;
2. Benevento, con una diminuzione del prezzo del -9,12% e un valore medio di 75.148 €;
3. Varese, con una diminuzione del prezzo del -8,09% e un valore medio di 83.934 €;
4. Piacenza, con una diminuzione del prezzo del -7,88% e un valore medio di 73.314 €;
5. Vercelli, con una diminuzione del prezzo del -6,55% e un valore medio di 52.223 €.
Al contrario, le province meno convenienti, ovvero quelle che hanno registrato un aumento dei prezzi, sono:
1. Napoli, con un aumento del prezzo del +7,61% e un valore medio di 132.366 €;
2. Rieti, con un aumento del prezzo del +6,07% e un valore medio di 59.850 €;
3. Imperia, con un aumento del prezzo del +5,31% e un valore medio di 118.642 €;
4. Potenza, con un aumento del prezzo del +4,39% e un valore medio di 71.860 €;
5. Nuoro, con un aumento del prezzo del +4,33% e un valore medio di 53.880 €.

Le regioni che offrono le migliori opportunità di investimento per un appartamento di 50 mq sono:
1. Abruzzo, con una diminuzione del prezzo del -3,10% e un valore medio di 43.221 €;
2. Calabria, con una diminuzione del prezzo del -1,77% e un valore medio di 47.542 €;
3. Campania, con una diminuzione del prezzo del -1,14% e un valore medio di 56.899 €;
4. Marche, con una diminuzione del prezzo del -3,66% e un valore medio di 83.825 €;
5. Trentino-Alto Adige, con una diminuzione del prezzo del -2,24% e un valore medio di 154.818 €.
Le regioni meno convenienti per investire in un appartamento di 50 mq sono:
1. Basilicata, con un aumento del prezzo del +4,39% e un valore medio di 71.860 €;
2. Emilia-Romagna, con un aumento del prezzo del +0,73% e un valore medio di 80.618 €;
3. Friuli-Venezia Giulia, con un aumento del prezzo del +2,78% e un valore medio di 75.908 €;
4. Lazio, con un aumento del prezzo del +1,80% e un valore medio di 159.521 €;
5. Liguria, con un aumento del prezzo del +0,13% e un valore medio di 85.733 €.

Le città più richieste per l’acquisto di un appartamento di 50 mq sono:
1. Roma, con un valore medio di 159.521 €;
2. Milano, con un valore medio di 259.727 €;
3. Genova, con un valore medio di 85.733 €;
4. Palermo, con un valore medio di 64.278 €;
5. Comacchio, con un valore medio di 97.563 €.
I centri meno richiesti per l’acquisto di un appartamento di 50 mq sono:
1. Capaccio, con un valore medio di 62.931 €;
2. Montecorvino Pugliano, con un valore medio di 0 €;
3. Barcellona Pozzo di Gotto, con un valore medio di 46.452 €;
4. Maiori, con un valore medio di 281.846 €;
5. Brescia, con un valore medio di 95.350 €.

Immobili a confronto: il nuovo arretra e il superbonus tiene su la domanda dell’usato

Secondo i dati di Tecnocasa, gli immobili di nuova costruzione reggono la competizione ma i superbonus danno linfa all’usato. Negli ultimi dieci anni le soluzioni nuove hanno perso il 23,5%, mentre quelle usate il 28,5%.

Che la pandemia abbia portato a un maggiore apprezzamento delle nuove costruzioni da parte dei potenziali acquirenti è ormai una certezza. La possibilità di risparmio energetico, riscoperta durante il lockdown, e che queste tipologie abitative offrono, stanno portando a un interesse verso tutte quelle abitazioni costruite con criteri tecnologici avanzati. A questo aspetto si aggiunge la ricerca di spazi esterni che sono più facilmente reperibili nelle nuove costruzioni, ancora di più se posizionate nei comuni dell’hinterland. Tutto questo ha messo nuovamente in moto nuovi cantieri quando possibile.

In base alle indagini condotte dall’Ufficio Studi Tecnocasa, in questi anni i prezzi delle case nuove hanno comunque subito un ribasso del 23,5%, inferiore a quanto accaduto sulle tipologie usate, e sono state sottoposte ad attività di re-pricing finalizzate a collocare gli immobili sul mercato. 

Le abitazioni usate, i cui valori sono scesi maggiormente, stanno vivendo una riscoperta grazie agli incentivi per le ristrutturazioni, che hanno avuto un ulteriore impulso dal superbonus 110% sia sulle soluzioni indipendenti che su tanti condomini. Le tipologie usate hanno subito naturalmente dei ribassi più importanti che, negli ultimi dieci anni, ne hanno decurtato il valore del 28,5%. Ciò dipende dal fatto che il patrimonio italiano ha un elevato indice di vetustà, e di conseguenza la maggioranza delle abitazioni scambiate sono usate: l’83,1% delle compravendite realizzate rientra in questo target. Inoltre, il 73,6% delle soluzioni usate sono acquistate come abitazione principale, mentre la restante parte come forma di investimento, inclusa la casa vacanza, grazie anche al prezzo più contenuto. La necessità, quasi sempre, di realizzare investimenti di riqualificazione determina un ribasso maggiore dei prezzi in fase di trattativa, pari all’8,5%.       

Le nuove esigenze delineatesi con il Covid hanno indirizzando i costruttori verso un nuovo modo di realizzare le abitazioni, tenendo conto ancora di più della qualità e del benessere di chi ci abita e spesso ci lavora. In particolare, già in fase di progettazione, si punta all’ulteriore ottimizzazione degli spazi sia interni sia esterni, sviluppando soluzioni che sfruttino al massimo la superficie disponibile e organizzando ogni locale affinchè sia funzionale e vivibile fin dall’ambiente di ingresso alla casa, attraverso sistemi che rendano accogliente l’abitazione oltre che a dotarla di piccoli vani da sfruttare per riporre oggetti o indumenti. Balconi e terrazzi, inoltre, vengono resi ancora più ampi e profondi, a corredo anche di tagli medio-piccoli come i bilocali, e gli spazi condominiali sono più curati e resi fruibili per svolgere attività di coworking, con idonei distanziamenti e con una connessione Wi-Fi dedicata.

Inoltre, gli immobili di nuova costruzione vengono inoltre apprezzati perchè rispondono a criteri di efficienza energetica che consentono importanti risparmi, e questo è un tema sempre più battuto per via dell’aumento generalizzato del costo delle materie prime. Quest’ultimo aspetto incide infatti in maniera importante sul mercato immobiliare in generale: cemento, ferro, materie plastiche in genere e legno hanno prezzi elevati e difficoltà di reperimento. Tale situazione si ripercuote sulla consegna dei materiali, sull’aumento dei costi di appalto, destabilizzando così in parte i programmi delle società di sviluppo immobiliare e di tutta la filiera dell’edilizia.