Aprile 21, 2026
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Carlo Bonomi: “recupero dell’economia italiana a fine 2022”

I cali più significativi si sono registrati nel settore moda, meccanica, arredo e altri. In particolare, il turismo esce da un anno molto negativo e richiede la massima attenzione sul fronte della politica economica.
 
ROMA (ITALPRESS) – “Le esportazioni di beni e servizi nello scenario di Confindustria dopo una caduta di circa il 14% nel 2020, saliranno di oltre l’11% nel 2021 e del 7% nel 2022. Il mercato internazionale continua a fornire uno slancio rilevante alla ripresa delle aree europee e alla competitività delle merci italiane. Le vendite all’estero di beni, dopo una caduta di circa il 10% nel 2020, sono viste recuperare pienamente nel 2021 con un rimbalzo e ulteriore crescita di circa il 5% nel 2022″. Lo ha sostenuto il Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi in occasione della presentazione del Rapporto di previsione del Centro Studi ConfindustriaLiberare il potenziale italiano. Riforme, imprese e lavoro per un rilancio sostenibile“.
“Il calo dell’Italia nel 2020 – afferma Bonomi – è stato più ampio rispetto a quello del commercio mondiale, circa -5,3%, perchè sostenuto dalla buona dinamica degli scambi nel sud est asiatico dove l’Italia è poco presente. Ciò non vale solo per l’Italia, ma anche per gli altri esportatori di beni europei: -15% la Francia, -10% la Spagna, -8% la Germania. Al contrario nel 2021 l’export italiano è destinato a salire di più rispetto al commercio mondiale anche grazia a un riequilibro della crescita a favore di Europa e Stati Uniti”.
 
Poi ha aggiunto: “Alla fine del biennio previsto l’Italia tornerà vicino alla dinamica mondiale in linea con il trend di medio e lungo periodo. A fine 2022 il pieno recupero dell’economia italiana porterà alla chiusura del gap generatosi con la crisi pandemica. Al quarto trimestre del 2022 il PIL sarà inferiore dello 0,3% rispetto a fine 2019, ma altri paesi europei come la Germania recupererà prima, già a fine 2021″.
 
“Nei servizi – ha proseguito – il calo di fatturato è diminuito del 2,2%. I cali più significativi si sono registrati nel settore moda, meccanica, arredo e altri. In particolare il turismo esce da un anno molto negativo e richiede la massima attenzione sul fronte della politica economica come annunciato dal presidente del consiglio Draghi per assicurarne la tenuta e il rilancio. L’andamento è meno positivo da quanto stimato dal Centro studi di Confindustria a ottobre quando di calcolava un recupero del 4,8%. La revisione al ribasso di circa tre quarti di punto è dovuto al peggioramento della crisi sanitaria a partire da gennaio”. (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

La Nautica riparte. A Genova il primo grande boat show dell’era Covid, Dusseldorf rinviata a Gennaio 2021

La Nautica italiana riesce ad avere numeri incredibili senza perdere la sua vocazione artigianale, grazie alla quale si distingue su scala mondiale. Ma l’aumento dell’Iva al 22% rischia di favorire le aziende estere, e di mettere in crisi gli acquisti di imbarcazioni, che in Italia avviene con la formula del leasing nautico nel 90% dei casi.  

Quello della Nautica è un settore molto importante per un paese come l’Italia, che ha 7914 km di costa e che vanta bellezze naturali uniche al mondo. A ciò si aggiungono, relativamente alla Nautica, competenze ingegneristiche e maestranze specializzati che fanno raggiungere alla cantieristica italiana livelli di eccellenza, grazie anche al contributo di tante piccole aziende di stampo artigianale, molte delle quali non hanno neanche un sito web e lavorano tramite il semplice passaparola.

Nel corso del 2020, il comparto aveva già ricevuto le attenzioni del ministero dello Sviluppo Economico, che a Giugno si era incontrato con i vertici di Confindustria Nautica affrontando i temi delle politiche di sviluppo e sostegno al settore e dell’adozione di nuove misure in ordine al leasing nautico e agli impatti sull’industria italiana e la sua filiera, che riesce ad avere numeri incredibili senza perdere la sua vocazione artigianale, grazie alla quale si distingue su scala mondiale.

Con il ministro Patuanelli si era discusso anche del Salone Nautico internazionale di Genova, che quest’anno compie 60 anni ed ha aperto i battenti l’1 ottobre (chiusura il 6/10). Il Salone di Genova è diventato così il primo grande “boat show” dell’era Covid, con una posizione di rilievo mondiale per via della cancellazione delle esposizioni di Cannes e Montecarlo. L’evento, nonostante le importanti misure di sicurezza (misurazione della temperatura all’ingresso, biglietti acquistabili soltanto online, obbligo di mascherina e distanziamento) è anche un segnale della ripartenza a livello mondiale di un settore che, secondo le previsioni, avrebbe dovuto riportare una perdita di oltre il 13% del fatturato e di circa 5.000 occupati, ed invece è riuscita a contenere i danni grazie alla riapertura nel mese di aprile. “Quello che succederà nei prossimi tre mesi a partire dal Salone di Genova sarà strategico per vedere se riusciremo a mantenere il 2020 come anno di stabilità rispetto al precedente”, ha detto all’Adnkronos Stefano Pagani Isnardi, Responsabile dell’Ufficio Studi di Confindustria Nautica.

Secondo il Rapporto del Sole 24 Ore, sia le aziende della grande nautica che quelle della piccola, sono riuscite a recuperare le produzioni che avevano dovuto interrompere per il lockdown, e non hanno subito grandi cancellazioni, continuando a lavorare, nonostante sui charter e sul leasing nautico pesa (da Novembre) un aumento dell’Iva al 22%, che rischia di favorire le aziende estere e di mettere in crisi gli acquisti di imbarcazioni, che in Italia avviene con la formula del leasing nautico nel 90% dei casi.

La questione dell’IVA non è di poco conto, perché circa 500 milioni di finanziamenti in leasing potrebbero dirottarsi all’estero, ed il solo settore del charter nautico rischia di perdere il 15% dei contratti, mettendo in bilico oltre 5.000 posti di lavoro. 

Dopo il Salone di Genova, sarà la volta di “Boot Düsseldorf”, la più grande piattaforma al mondo per gli sport acquatici, che è prevista dal 23 al 31 gennaio 2021 e, nell’intenzione degli organizzatori, dovrebbe preparare il settore ad un anno 2021 di piena ripresa. I 17 padiglioni espositivi del quartiere fieristico ospiteranno una manifestazione in cui le norme vigenti in materia di igiene e protezione dalle infezioni cambieranno poco, e si ritiene che gli espositori riusciranno ad ottenere notevoli risultati economici anche con le nuove regole. Le adesioni a Boot 2021 sono complessivamente in linea con quello del 2019, e saranno nuovamente presenti quasi tutti i produttori di barche e yacht che si erano iscritte all’edizione di quest’anno, poi rinviata al prossimo Gennaio.

A Boot Düsseldorf parteciperanno aziende produttrici di yacht, barche, tavole, attrezzature da sub, nonché società di charter e operatori di viaggio specializzati in destinazioni turistiche per sport acquatici.