Secondo Andrea Siviero, dalle misure anti-covid e dalla crisi immobiliare dipenderanno le sorti del mercato azionario cinese nel 2023. Il Governo cinese continuerà a stimolare la crescita, ma pesano i consumi interni deboli, la disoccupazione in aumento e il sovra-indebitamento.
“In Cina la possibilità di una recessione nel 2023 dipenderà in larga misura dall’allentamento delle restrizioni anti-Covid e dalla capacità del paese di gestire la crisi del mercato immobiliare“, sostiene Andrea Siviero, Investment Strategist di Ethenea Independent Investors.
Il 2022 cinese si è contraddistinto per il 20° Congresso nazionale del Partito comunista, che ha confermato Xi Jinping alla presidenza del paese, conferendogli un terzo mandato quinquennale. I prossimi cinque anni saranno quindi segnati dagli sforzi di Xi Jinping per mantenere il potere, dalle priorità della sicurezza nazionale, dall’autarchia economica e tecnologica e da un approccio rigido alle relazioni della Cina con l’Occidente, in particolar modo con gli Stati Uniti, verso i quali la tensione è aumentata nell’ultimo anno per via della “questione Taiwan“, considerata ancora apertissima dalla Cina.
Da qualche tempo l’economia cinese è rallentata a causa di norme più severe, nuovi focolai di Covid e lockdown rigorosi nelle principali aree economiche, ma nelle ultime settimane sono stati decisi degli allentamenti alle restrizioni, che fanno prevedere una inversione di tendenza e la fine della politica dei blocchi totali di intere città, fabbriche comprese. Nel terzo trimestre l’economia si è ripresa grazie al supporto politico e alla maggiore attività sul lato dell’offerta. I consumi interni restano tuttavia deboli e la crescita del credito è esigua a causa delle restrizioni
anti-Covid e dell’aumento della disoccupazione. Il settore immobiliare cinese versa in una profonda crisi provocata dal sovrainvestimento e dal sovra-indebitamento, e da una conseguente “bolla” che è già esplosa e deve essere contenuta dal governo per evitare maggiori danni. Le politiche accomodanti continueranno a stimolare la crescita, e il governo ha cominciato a rivedere la politica “zero Covid”. “Nel 2023 saranno necessari ulteriori interventi di allentamento delle restrizioni anti-Covid in Cina e il sostegno della politica per rilanciare l’economia penalizzata da un indebitamento eccessivo e dalla scarsa domanda interna ed estera”, conclude Siviero.



Il sentiment positivo registrato nei
Nel mese di gennaio, i rendimenti governativi sono aumentati in tutto il mondo, a eccezione della Cina, dove governo e banca centrale sono impegnati a contenere le ricadute della
della Corea del Nord. Nel prossimo autunno, il Congresso del Partito Nazionale Cinese dovrebbe rieleggere Xi Jinping come segretario generale e la nomina annullerebbe ufficialmente l’attuale meccanismo di successione che concentra un immenso potere su Xi. Mentre negli
“In questo contesto, abbiamo abbassato l’esposizione del fondo ai settori healthcare, tecnologia ed energia a favore dei titoli finanziari e industriali, da cui ci attendiamo una sovraperformance nella parte finale del ciclo economico”, spiega 








