Aprile 19, 2026
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Enasarco, sul voto lo spettro dell’astensione. I candidati: capire le ragioni e coinvolgere gli iscritti

Siamo quasi alla fine della tornata elettorale di Enasarco, e la “lista dell’astensione” si conferma quella dominante, con una percentuale che potrebbe raggiungere l’85% degli aventi diritto al voto. Parola d’ordine per chi governerà: capire i motivi del disagio di una categoria.

Mancano ancora 2 giorni al termine della tornata elettorale di Enasarco, e chi sperava in una partecipazione massiccia alle votazioni – peraltro con modalità online – si sta rapidamente ricredendo. Infatti, mentre scriviamo, pare abbiano votato (tra agenti e ditte) poco più di 28.000 iscritti, e quindi si stima che il totale dei votanti, la sera del 7 Ottobre, potrà essere pari a circa 30.000 o poco più, su un numero complessivo di aventi diritto al voto pari a circa 220.000 iscritti alla cassa di previdenza complementare di agenti di commercio e consulenti finanziari.

Nonostante ci sia un leggero aumento rispetto alle elezioni del 2016 (meno di 26.000 votanti allora), non si può certo essere soddisfatti di una astensione di proporzioni davvero enormi. La base elettorale di una istituzione così importante, infatti, dovrebbe essere in grado di esprimere mediamente almeno 50-60.000 voti (e continuerebbero ad essere pochi…) per legittimare la governance nei quattro anni successivi.

Pertanto, a prescindere dal risultato che verrà evidenziato dalle urne, quello del coinvolgimento degli iscritti alla vita dell’Ente – da richiedere non solo in occasione delle elezioni – sembra accomunare diversi candidati “di peso”, pronti a rivestire il ruolo di delegati in assemblea oppure ad ambire a quello di consigliere in C.d.A..

Secondo Valerio Giunta (lista Consulenti Finanziari Uniti in Enasarco) “ad oggi ha votato una percentuale esigua rispetto ai 220mila agenti attualmente attivi. Ciò che più mi ha impressionato è che in questa tornata elettorale i toni accesi e le vicendevoli azioni a tratti diffamatorie hanno impedito uno svolgimento costruttivo del dibattito interno, con una conseguente disaffezione degli iscritti verso la partecipazione al voto. Sinceramente, a volte mi è sembrato di leggere le pagine di Novella 2000 invece dei contenuti di un confronto costruttivo e professionale, come sarebbe dovuto essere. Peraltro, è mancato totalmente il racconto dei risultati ottenuti fin ora da ciascuna lista, e un dibattito sui rispettivi programmi, cioè gli elementi fondamentali di una discussione elettorale. In una situazione di tensione come questa, è facile che la cosiddetta maggioranza silenziosa, e cioè coloro che credono in un confronto sano, si disinteressi all’Ente e non vada a votare. Dal momento che è proprio ciò che sta avvenendo, contiamo davvero che questi ultimi due giorni di voto possano coinvolgere coloro che agiscono con il cuore e la testa, sperando che scelgano come potenziale rappresentante in Assemblea chi abbia lavorato a favore della categoria con passione e dedizione”.

Manlio Marucci, segretario di Federpromm e candidato presso la lista “Enasarco Libera”, ritiene che “la bassa partecipazione alle votazioni per la elezione degli organi statutari di Enasarco, sebbene superiore rispetto a quella precedente, è la dimostrazione che il problema della Governance interessi poco gli aventi diritto al voto. Capirne le ragioni sarà elemento di analisi politica del voto a chiusura delle urne (mercoledì 7 ore 18). Significativo, invece, il dato riguardante le case mandanti, che hanno votato in percentuale quasi doppia rispetto alla partecipazione del voto 2016”.

Antonio Fricano, candidato nella lista “Fare Presto!”, afferma che “il dato parziale sui votanti rivela, sopra ogni cosa, un mancato coinvolgimento degli iscritti durante tutto il periodo in cui la precedente Governance ha amministrato Enasarco. Infatti, ricordiamo che gli aventi diritto al voto sono circa 220.000, e si è cercato di dialogare con loro soltanto nel periodo immediatamente precedente alla tornata elettorale. Questo atteggiamento non è stato produttivo, e oggi conferma il risultato di una sostanziale astensione dal voto degli iscritti. Pertanto, chiunque sarà alla guida nel prossimo quadriennio, se vorrà perseguire l’obiettivo di una maggiore partecipazione da parte di agenti e consulenti finanziari dovrà mettere in campo progetti per il loro coinvolgimento lungo tutta la durata del mandato, e non solo alla fine di essa. Per fare questo, potrebbe essere di aiuto coinvolgere l’assemblea dei delegati, riconoscendo ai suoi componenti un ruolo di impulso in alcuni progetti territoriali che coinvolgano la base e portino nuova fiducia nella Fondazione”.

Alfonsino Mei, candidato alla presidenza di Enasarco per la lista “Fare Presto!”, si dichiara “moderatamente soddisfatto per l’aumento dei votanti, il cui numero potrebbe complessivamente arrivare a circa 30.000 a chiusura delle votazioni, contro i 26.000 del 2016”. “Sono allo stesso tempo rammaricato”, aggiunge, “perché questa cifra è troppo esigua in proporzione al totale degli aventi diritto al voto, che sono 220.000. Pertanto, qualunque sia la Governance che uscirà fuori dalla tornata elettorale in corso, dovrà lavorare moltissimo in futuro per coinvolgere gli iscritti nella vita dell’Ente e portare alle prossime elezioni un numero finalmente significativo di votanti, affinchè chi governa sia maggiormente legittimato a farlo”.       

Elezioni Enasarco, i certificati elettorali non arrivano. Assopam: uno scandalo, a pochi giorni dal voto

A pochi giorni dalle elezioni per il rinnovo dell’assemblea dei delegati dell’ente previdenziale Enasarco, fissata per il 24 settembre, si stima che circa l’80% degli agenti aventi diritto al voto non abbiano ancora ricevuto il certificato elettorale. Marucci (Federpromm): il problema dovrebbe essere risolto dalla direzione dell’ente nei prossimi giorni.

Come se non fossero bastate le polemiche – ancora in corso, naturalmente – tra opposte fazioni in lizza per il rinnovo dell’assemblea dei delegati e per la governance di Enasarco, negli ultimi giorni qualcuno si è accorto che la gran parte degli aventi diritto al voto non era in possesso dei rispettivi certificati elettorali.

In verità, Anasf aveva annunciato lo scorso 2 Settembre la spedizione dei certificati a quanti ne avevano fatto richiesta all’associazione dei consulenti finanziari, ma con le elezioni alle porte (24 Settembre – 7 Ottobre), la sensazione che si fosse in ritardo era piuttosto forte.

Secondo Assopam (l’associazione per agenti e mediatori creditizi, che sostiene la lista “Enasarco Libera“) “Il sistema iniquo, farraginoso e anti democratico scelto per svolgere le imminenti elezioni Enasarco è disincentivante. Sistema che molto probabilmente impedirà a numerosi agenti di poter esprimere liberamente il proprio consenso, in quanto costretti a rivolgersi a terzi per essere guidati al voto, creando così un’ulteriore falla di mancata Democrazia all’interno di un ente che ha più nei che pelle“, dicono ad Assopam in un recente comunicato.

Al termine delle consultazioni elettorali“, prosegue l’associazione dei mediatori, “noi di Assopam faremo aprire un’accurata inchiesta per comprendere come mai a ridosso delle elezioni non siano stati ancora recapitati tutti i 230.000 certificati elettorali degli aventi diritto al voto, e non per ultimo dovranno spiegarci il motivo della scelta di adottare tale sistema disincentivante anzichè quello di inserire il certificato elettorale, come avviene per il pagamento dei Mav, nella pagina personale Enasarco di agenti e mandanti“.

Ad allarmare Assopam, sono intervenuti i dati secondo i quali solo il 20% di agenti e consulenti finanziari sia in possesso dei certificati elettorali, e questo certamente contrasta con i buoni propositi, sbandierati da molte liste, relativi all’auspicato maggiore afflusso di votanti in questa importante tornata elettorale.

Sul punto, Manlio Marucci di Federpromm getta acqua sul fuoco: “abbiamo chiesto chiarimenti e ci è stato riferito che la direzione di Enasarco sta affrontando la questione molto seriamente, e che esistono le risorse, anche in smart-working, che potranno permettere l’invio di tutti i certificati entro l’inizio delle votazioni. Chi non dovesse ricevere il certificato in tempo utile, acceda all’area riservata e mandi una comunicazione, in modo da risolvere rapidamente il problema“.

Fare Presto: Enasarco verrà governato da un agente o un consulente. Chi ci diffama ha paura della verità

Clima infuocato in vista delle elezioni per il rinnovo dell’assemblea dei delegati di Enasarco, previste per il il prossimo 24 Settembre (con termine il 7 Ottobre). Botta e risposta tra opposte fazioni.

Si surriscalda il clima pre-elettorale in casa Enasarco, con le elezioni al via tra una settimana e circa 220.000 iscritti al voto per eleggere la governance di un ente con oltre 80 anni di storia. Gli aventi diritto al voto, dal 24 settembre al 7 ottobre 2020, sono chiamati a votare seguendo diverse modalità. Potranno farlo via PEC oppure tramite il cedolino con QR Code spedito dall’Ente per posta. Si può votare online dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 18 e il sabato e la domenica dalle ore 9 alle ore 20. 

Negli ultimi giorni, la lista denominata “Fare Presto!” (sostenuta da ANASF, Federagenti, FIARC e Confesercenti) ha diramato due comunicati stampa dai toni eloquenti, che fanno seguito a quelli delle liste che gravitano attorno ad USARCI.

Dal 24 settembre al 7 ottobre la Fondazione gioca una partita cruciale per il suo futuro e per quello dell’intero sistema pensionistico italiano”, affermano a “Fare Presto!”, “…e dopo anni di gestione molto discussa e spesso fonte di scandali giornalistici, l’Ente ha bisogno ORA di essere governato da chi conosce il nostro mestiere: da chi, per intenderci, come noi versa i propri contributi in Enasarco da una vita”.

Tra i punti del programma di “Fare Presto!” , infatti, c’è quello di assegnare la presidenza dell’Ente ad un agente o consulente iscritto alla Fondazione da almeno 10 anni “perché solo chi conosce realmente i sacrifici di queste professioni può davvero rappresentarci e mettere in campo la ripartenza tanto attesa”.

I rappresentanti di Fare Presto puntano soprattutto, oltre che alla trasparenza, anche alla efficienza nella gestione del “tesoretto” della Fondazione; “ Al centro del nostro programma ci sono le competenze: siamo l’unica, tra le liste candidate, ad avere in organico le persone con le skills adeguate per produrre un aumento delle rendite del patrimonio dell’Ente, per raggiungere una pensione  all’altezza delle aspettative”.

Un comunicato proveniente da FIARC (facente parte di “Fare Presto!”) ha rincarato la dose in relazione alle uscite di USARCI. “La coalizione intorno all’Usarci, invece di parlare di programmi, di futuro o di mostrare i risultati che hanno ottenuto governando l’ente da molti anni, preferiscono la bassa polemica, la diffamazione e le false rappresentazioni, perché devono distogliere l’attenzione dal loro fallimento o peggio”.

FIARC rimprovera all’attuale governance di Enasarco di avere “preso in giro gli iscritti”, soprattutto mediante gli annunci sui supporti economici che, a dire di FIARC, sono stati deludenti e, pertanto, devono essere in tutti i modi nascosti. “Gli agenti, i consulenti finanziari e i mediatori del credito come le aziende proponenti non devono sapere, ad esempio, che sul FIRR Fnaarc, Uiltucs, Fisascat Cisl, Ugl e Usarci hanno deliberato solo un anticipo del 10 per cento del depositato. Ciò significa che, nella stragrande maggioranza dei casi, solo qualche centinaio di euro e nei casi più fortunati poco più di mille euro saranno erogati in favore dei richiedenti”. 

Inoltre, secondo FIARCFare Presto, la delibera approvata dalla maggioranza prevede che “le anticipazioni saranno erogate nella misura del 10% nel più breve tempo possibile comunque entro il 31.12.2020”. “Se tutto andrà bene, insomma, per l’erogazione di una minima parte del FIRR (che sono poi soldi di noi agenti, che vanno però “liberati” dall’Ente) saranno passati almeno sei mesi (se non di più) dall’inizio dell’emergenza Covid-19. Altro che 450 milioni, si tratta di una presa in giro, come gli annunci sugli aiuti stabiliti dalla dichiarazione dello stato di emergenza Covid- 19, che dopo oltre 5 mesi dalla prima delibera (aprile 2020), e a fronte degli oltre 200.000 agenti iscritti, sono stati erogati a pochissimi di loro, e più esattamente:  12 domande per decesso Covid-19 per un totale di 96.000 euro, 173 domande per  contagio da Covid- 19, per un totale di 173.000 euro, e 1786 domande per calo provvigioni, per un totale di 1.786.000 euro”.

Infine, secondo FIARCnel CdA della Fondazione non hanno neanche preso in considerazione la proposta del nostro Presidente Marcianò di avviare una riflessione unitaria affinché si individuassero le giuste correzioni alle scelte adottate dalla maggioranza, che sono risultate insoddisfacenti oltre che tardive.

Perché in un periodo di crisi economica e sanitaria così pesante, invece di pensare alle loro poltrone rinviando le elezioni, era urgente una Fondazione che fosse in grado di essere nella pienezza dei poteri deliberativi, e non in prorogatio”.

Valerio Giunta: agenti e consulenti finanziari rilanciano l’Economia. Giusto il riconoscimento accademico

I consulenti finanziari  e gli agenti di commercio, con le dovute differenze, oggi lavorano già sfruttando  una notevole competenza sul corretto utilizzo di prodotti e servizi la cui conoscenza richiederebbe normalmente  una preparazione universitaria. Pertanto, serve una rapida rivoluzione in senso accademico della formazione che dà l’accesso a queste due professioni.

Valerio Giunta, imprenditore riminese attivo nel settore della selezione di agenti di commercio e consulenti finanziari, è candidato nella lista “Consulenti finanziari uniti in Enasarco” alle prossime elezioni (24 Settembre – 7 Ottobre 2020) per il rinnovo dell’Assemblea dei delegati della Cassa di previdenza.

Il suo programma elettorale è fondato sul pragmatismo più estremo – ben lontano dal clima infuocato che ha caratterizzato le ultime settimane di campagna elettorale tra gli agenti di commercio ed i consulenti finanziari – e rispetto a quello di molti altri candidati si distingue per peculiarità ed originalità: innalzare a rango accademico la professione di “venditore evoluto”, ossia di quella figura professionale che in Italia non ha trovato la stessa dignità di altri paesi industrializzati (USA in primis), che hanno basato sulla vendita l’ossatura principale della propria Economia.

La sua azienda (Startup Italia), vicina al milione di fatturato e condivisa con 21 collaboratori, è un agenzia di rappresentanza e da dieci anni è specializzata nel mondo del personale di vendita e nel settore delle reti di consulenza finanziaria. Già nel 2011 Giunta ha aperto diversi gruppi social (“AAAgents” e ”Consulenti Bancari e finanziari”, con rispettivamente 47 mila e 18 mila aderenti su Linkedin), che in occasione della sua candidatura all’Assemblea di Enasarco gli hanno consentito di amplificare la diffusione delle sue iniziative, trasformandolo da “outsider” a candidato con buone probabilità di successo. Di lui P&F ha già pubblicato una lunga intervista nel mese di Luglio, che riprendiamo lì da dove si è interrotta.

Dott. Giunta, come si è sviluppata l’idea di una dignità universitaria della professione di venditore?

La mia storia professionale, ormai da trent’anni, ruota attorno alle risorse umane, prima nel mondo cooperativo e poi nelle agenzie per il lavoro. Da 10 anni la mia azienda (Start Up Italia Srl) lavora in un settore molto delicato, quello della ricerca e selezione del personale, e durante il mio cammino imprenditoriale io e i miei collaboratori abbiamo potuto constatare che le aziende richiedono sempre di più una sorta di certificazione esterna del candidato. Nell’ambiente della Vendita, infatti, il diploma di laurea non è molto diffuso, e si sente l’assenza di quel circuito accademico che culmina con una laurea e che consentirebbe maggiore specializzazione e, di conseguenza, maggiore “peso” ai curriculum dei candidati, siano essi agenti o consulenti. Tale percorso accademico permetterebbe di dare la giusta dignità alla professione di Consulente Commerciale e, nell’immaginario collettivo, non la farebbe più percepire come un mestiere che richiede scarsa specializzazione e bassa qualità. La professione del venditore non è affatto alla portata di tutti! La riprova è che molti professionisti di altre categorie, pur essendo molto competenti nelle loro materie, non sanno “vendere sé stessi” e patiscono una bassa fortuna. Altri, invece, pur non avendo la stessa preparazione accademica, eccellono nella capacità di sviluppare nuove relazioni ed hanno successo.

Come hai sviluppato la tua visibilità come candidato alle elezioni in Enasarco durante gli ultimi mesi?

Dopo l’annuncio del rinvio sine die da parte del CdA della Fondazione, mi sono rimboccato le maniche e, all’inizio della pandemia, ho realizzato delle videoconferenze dedicate agli agenti e ai consulenti finanziari, denominate “S.O.S. Agenti”. Da qui i punti di contatto con il mondo dei consulenti finanziari che, come del resto gli agenti di commercio, sono un elemento fondamentale per rilanciare l’economia italiana. Inoltre, attraverso i gruppi social di cui sono amministratore (AAAgents, Consulenti Bancari e Finanziari), ho prestato sempre grande attenzione al ruolo sociale del consulente finanziario visto anche come procacciatore proattivo della propria clientela e, quindi, come venditore evoluto.

Che ruolo possono avere agenti di commercio e consulenti finanziari in questo particolare momento della nostra Storia Economica e sociale?

Innanzi tutto si assumano la responsabilità di guidare le PMI italiane, in un percorso di adeguamento al mercato e al cliente. Essendo queste figure in costante contatto con il cliente, devono acquisire l’autorevolezza per dire cosa produrre in azienda. Sono di fatto l’Alfa e l’Omega di ogni processo aziendale di successo, soprattutto nella valorizzazione dei quattro settori di eccellenza italiana, e cioè artigianato, agricoltura, turismo e servizi. Per spiegare meglio l’importanza che agenti di commercio e consulenti finanziari rivestono per il rilancio del paese, userò le parole che Mario Draghi ha pronunciato durante il Meeting di Rimini dello scorso 18 agosto, e cioè che “In questo susseguirsi di crisi, i sussidi che vengono ovunque distribuiti sono una prima forma di vicinanza della società a chi è stato più colpito, specialmente a coloro che hanno tante volte provato a reagire. Ma i sussidi servono a sopravvivere, a ripartire, mentre ai giovani bisogna dare di più. I sussidi, infatti, finiranno, e resterà la mancanza di una qualificazione professionale, che potrà sacrificare la loro libertà di scelta e il loro reddito futuro“. Si tratta di un concetto ben centrato, in un momento come questo dove tanti colleghi agenti e consulenti sono arrabbiati con Enasarco, perché non sta distribuendo sussidi a pioggia, senza nemmeno approfondire la natura di questo ente che è esclusivamente un ente previdenziale.

In che modo il mondo universitario potrebbe contribuire al rilancio della professione di venditore?

Da tempo sto esponendo quella che è la mia idea. Per me la formazione dei giovani da avviare al mestiere della vendita, nonché la qualificazione di chi già opera in questo settore, devono essere una priorità per le istituzioni, e ritengo che gli si debba dedicare più ampie risorse. Per questa ragione sono impegnato da anni nella formazione dei giovani e nella qualificazione professionale dei consulenti finanziari e degli agenti di commercio. Ciò che mi sta a cuore è trasmettere il concetto che i venditori evoluti, tra cui rientrano anche i consulenti finanziari, sono coloro che possono far ripartire l’Italia grazie alla competenza e all’esperienza già acquisita negli anni. Se è vero che l’asset più importante per le aziende sono i propri clienti, ne consegue che la figura del venditore-gestore della relazione, ossia di colui che mantiene il rapporto con questi, è fondamentale nell’organizzazione aziendale.

Come sarà possibile avvicinare i consulenti finanziari al cosiddetto self-marketing di matrice universitaria?

Non basta un cambio di nome (da promotore finanziario a consulente finanziario) per cambiare la professionalità di una categoria. So che qualche consulente storce il muso a sentirsi definito quale venditore, ma ciò dipende dal fatto che a tale nobile parte della professione, e cioè quella della “vendita di sé stessi” o della “Vendita Evoluta”, le istituzioni e il mondo accademico hanno riservato scarsa attenzione e, di conseguenza, una bassa considerazione sociale. Anzi, a pensarci bene, tra tutte le professioni quella del consulente finanziario e del venditore in generale ha sempre avuto un periodo di avviamento breve, 24 mesi al massimo, proprio grazie alla formazione aziendale sulle strategie di vendita e di relazione, che abbattono i tempi per costruire un portafoglio clienti e dei ricavi annuali soddisfacenti. Le altre professioni, quelle cosiddette intellettuali, hanno invece un avviamento lunghissimo, di solito da dieci a quindici anni, e ciò è dovuto alla totale assenza della filosofia di vendita di sé stessi, che invece negli Stati Uniti è prevalente in tutte le professioni intellettuali. Il consulente finanziario, se prima vendeva solo strumenti finanziari, oggi vende consulenza di investimento molto evoluta (si parla infatti di Wealth Management), e spesso consiglia i clienti anche sulla pianificazione patrimoniale e sulle problematiche del passaggio generazionale, senza che queste nuove aree di intervento trovino un saldo ancoraggio in una specifica preparazione universitaria. Identiche considerazioni possono essere fatte, con le dovute differenze, per gli agenti di commercio, che devono avere una competenza superiore, da trasmettere alla propria clientela, sul corretto utilizzo di prodotti la cui conoscenza richiederebbe una preparazione accademica.

Che parte potrà avere Enasarco in questo progetto di valorizzazione della figura del Venditore Evoluto?

La Fondazione eroga pensioni e servizi di assistenza a circa 220.000 famiglie, per cui deve obbligatoriamente fare la sua parte. Non è ammissibile che si ritardi ancora in tal senso. In linea con questo principio, mi sono impegnato per la promozione del primo corso universitario in “Intermediazione Commerciale”, ed oggi sto studiando, insieme ad alcuni autorevoli docenti universitari, il percorso accademico relativo al corso di laurea in “Consulenza Finanziaria Evoluta”, nella quale le strategie di marketing operativo e di vendita, mixate alle discipline macro economiche, hanno una parte molto importante. Del resto, so bene che il mondo della Consulenza Finanziaria, quando i consulenti di oggi si chiamavano ancora promotori, dava moltissima attenzione al personal marketing, soprattutto ai giovani che si avvicinavano alla professione e che non trovavano le attuali e insormontabili barriere all’entrata fondate sul portafoglio medio. In pratica, propongo di tornare prepotentemente al passato, in quanto a sforzi nella formazione, adattando le metodologie didattiche di ieri al presente iper-tecnologico in cui viviamo.

Concretamente, sappiamo che il mondo universitario è piuttosto difficile e pieno di insidie di natura politica, per usare un eufemismo. Quali strumenti adotterebbe per passare dalla teoria alla pratica?

Il mio primo obiettivo è quello di promuovere e realizzare un modello unico di “centro studi universitario”, che localmente, e cioè in ogni sede di ateneo, verrà partecipato in qualità di formatori anche da docenti di quelle facoltà, con i quali i giovani agenti di commercio e consulenti finanziari potrebbero confrontarsi e, allo stesso tempo, conoscere fino in fondo la bellezza di queste professioni. Infatti, il valore della professione di venditore, se ben sviluppata tra i giovani, potrebbe rilanciare fortemente l’occupazione, anche quella femminile. Inoltre, Start Up Italia ha da poco iniziato una partnership con Et Labora, un ente di formazione di secondo livello, con cui si sta portando avanti progetti con le principali banche di rete per inserire in azienda giovani consulenti finanziari attraverso un accurato processo di selezione, formazione e avviamento professionale sul territorio.

Che posto avrà la tecnologia nella futura formazione di agenti di commercio e consulenti finanziari?

In misura sempre maggiore, il telefono e lo schermo del computer stanno diventando uno strumento imprescindibile per l’attività di vendita. Oggi, più che mai, anche chi ne faceva a meno è venuto incontro all’esigenza di dover spostare la maggior parte della propria attività dal “faccia a faccia” al “contatto da remoto”. Per questa ragione ho preso contatto alcuni docenti universitari specializzati in informatica per raggiungere gli obbiettivi sopra descritti ed integrare la futura offerta accademica da riservare ad agenti e consulenti. (ac)

Enasarco Libera, lettera aperta ai ministeri vigilanti: inerzie e ritardi dei vostri dirigenti

“Agenti di commercio e consulenti finanziari pagano sulla loro pelle (e su quella delle loro famiglie) i ritardi e le inerzie dei dirigenti ben remunerati dei vostri ministeri…”

Gentili Ministri, siamo agenti di commercio e consulenti finanziari, partecipi della Lista Enasarco Libera, impegnati ogni giorno, come milioni di lavoratori, nello svolgimento di un’attività autonoma che si trova esposta da mesi alle conseguenze nefaste e funeste dell’emergenza Coronavirus. Un’emergenza che si è aggiunta in maniera devastante alla crisi strutturale e alle rapide e continue trasformazioni tecnologiche che investono i nostri settori.

Purtroppo, dobbiamo fare i conti, nello nostre sfide quotidiane, con una Pubblica Amministrazione e, più in generale, con un potere pubblico che ha finito per far aumentare  le difficoltà, le incertezze, gli ostacoli di chi, come noi, opera come lavoratore autonomo, sottoposto a una tassazione svantaggiosa, e privo di adeguate politiche di sostegno e di supporto al credito, alla formazione, alla strumentazione e quindi alla competitività.

Nonostante questo quadro non favorevole, la lista Enasarco Libera, unitamente alla UILTuCS, si è fatta promotrice presso l’attuale Consiglio di amministrazione della Fondazione di un’iniziativa per ottenere, in via del tutto straordinaria, delle anticipazioni su conti FIRR «nella misura lorda massima del 30% delle somme accantonate dall’agente presso il fondo FIRR», subordinatamente alla valutazione di sostenibilità economica e finanziaria della proposta.  La soluzione indicata prevede, nello specifico, che le anticipazioni saranno erogate nella misura del 10% nel più breve tempo possibile e comunque entro il 31 dicembre 2020. Mentre ulteriori due erogazioni, ognuna fino al massimo del 10%, potranno essere effettuate previa verifica di solvibilità e specifiche approvazioni con successive deliberazioni a cura del Consiglio di Amministrazione.

Ebbene, egregi Ministri, sappiate che dal 9 giugno si attende l’approvazione della determina, deliberata in Consiglio di amministrazione della Fondazione, da parte dei ministeri vigilanti, che peccano ancora una volta di mancanza di attenzione e tempestività, particolarmente grave in un momento di emergenza come quello attuale.

Non è ammissibile che, in presenza di una crisi drammatica economica e sociale come quella che viviamo, i dirigenti dei vostri ministeri agiscano con tale ritardo nella valutazione e approvazione di un atto che permette di garantire a migliaia di agenti di commercio e consulenti finanziari un minimo di ristoro con risorse che, per di più, sono il frutto di versamenti a favore degli stessi iscritti alla Cassa.

Ma i ritardi e le inadempienze non finiscono certo qui. Il Consiglio di amministrazione della Fondazione, con la delibera n. 59 del 10 giugno 2020, ha autorizzato lo stanziamento straordinario di natura assistenziale di una ulteriore somma di 16 milioni di euro per interventi e misure di assistenza e supporto per gli iscritti alla Cassa più in difficoltà. Ebbene, anche su questa iniziativa della Fondazione si attende il provvedimento autorizzativo dei ministeri vigilanti. Anche su questa iniziativa, insomma, si è accumulato un ritardo intollerabile a danno di una categoria che vive sulla propria pelle un grave disagio economico.

Gentili Ministri, a questo punto riteniamo urgente che prendiate in mano voi direttamente le questioni che abbiamo denunciato.

Ma l’occasione torna propizia e utile per sottolineare come queste nostre proposte siano coerenti con la visione del welfare che riteniamo opportuno debba essere assicurato dalla Fondazione Enasarco. Un welfare a supporto dell’attività lavorativa, perché deve essere chiaro anche ai ministeri vigilanti e alla politica che senza il lavoro e senza redditi adeguati è inutile parlare di sostenibilità previdenziale.

Per questo il secondo pilastro previdenziale Enasarco deve essere più flessibile e venire incontro ai bisogni di vite lavorative sempre più lunghe ed incerte.

Per questo la “nostra” Fondazione Enasarco dovrà essere in grado di assicurare un welfare attivo e adeguato al nuovo contesto economico e sociale.

E, dunque, nella nuova consiliatura che verrà scelta dagli iscritti nelle elezioni di queste settimane, una volta eletti, lavoreremo per far partire anche i seguenti servizi:

  • aumento del credito in favore degli iscritti alla Fondazione;
  • aumento del sostegno all’acquisto della strumentazione (auto, computer, etc.);
  • previsione di contributi per la formazione e l’aggiornamento professionale;
  • attivazione della sanità integrativa;
  • mobilitazione politica per misure fiscali in favore della platea degli iscritti alla Fondazione.

L’iscrizione alla Fondazione Enasarco, insomma, non deve costituire uno svantaggio competitivo, un maggior costo, ma diventare il volano, la leva, lo strumento per un sostegno più efficace e per servizi più efficienti.

Silenti Enasarco, il 16 Settembre manifestazione a Roma. Conferenza stampa in Senato

La manifestazione indetta da Federcontribuenti sarà divisa in tre momenti: alle 10.00 di fronte la sede di Enasarco, alle 13 presso la Sala Nassiriya del Senato per una conferenza stampa, e subito dopo a Piazza Monte Citorio.

Come abbiamo già avuto modo di scrivere, quella dei c.d. agenti (o ex agenti) “silenti” di Enasarco – agenti senza più mandato che non sono riusciti ad arrivare ai 20 anni obbligatori di contribuzione, perdendo così sia il diritto alla pensione che i versamenti effettuati  – sembra essere non solo una profonda ingiustizia sociale, ma anche un “rimpicapo” di difficile soluzione, che la politica sta accuratamente evitando di risolvere in questo momento delicatissimo per via dell’imminente “test” elettorale e del referendum confermativo.

Da anni, però, alcune organizzazioni (Federcontribuenti, in particolare, con Cosimo Lucaselli, responsabile dei rapporti con il Parlamento della Federazione) hanno portato il problema all’attenzione dei media. Secondo Lucaselli “….i bilanci tecnici, fin da quelli del triennio 2014-2017, ci dicono che i “silenti” oggi ammonterebbero a circa 690.000, ed il tesoro raccolto fino ad oggi da Enasarco ammonterebbe, secondo le medesime stime, a circa 9,2 miliardi di euro…tra i silenti c’è anche chi si è visto accantonare a fondo perduto decine di migliaia di euro, e non intende rinunciarvi“.

Cosimo Lucaselli

A causa della regola dei 20 anni di contribuzione minima, pertanto, un vero e proprio fiume di denaro è confluito nella Cassa durante gli ultimi decenni, costituendo una dotazione finanziaria che oggi stride rumorosamente con alcuni dati relativi al patrimonio ed alle modalità di contribuzione. Uno fra tutti: la consistenza patrimoniale complessiva di Enasarco, che è pari a circa 8 miliardi (a fronte dei 9,2 miliardi rivendicati dai “silenti”).

Pertanto, le organizzazioni che sostengono i silenti hanno posto alla politica nazionale molte domande: dov’è finito questo fiume di denaro? Come è stato speso negli anni, e chi ne ha beneficiato? Senza i versamenti dei silenti, la Cassa sarebbe stata ugualmente in equilibrio finanziario? Fino a che punto è giuridicamente sostenibile che dei contribuenti versino delle somme destinate ad alimentare prestazioni previdenziali di cui sarebbero i beneficiari, e poi debbano accettare passivamente di perdere il denaro accantonato?

Si tratta di domande rimaste fino ad oggi senza risposta. Da qui nasce, a pochi giorni dalle elezioni per il rinnovo della Governance di Enasarco (24 Settembre – 7 Ottobre), la protesta organizzata per il 16 Settembre da Federcontribuenti insieme al Movimento Partite IVA. Infatti, le precedenti richieste di intervento inviate al ministro Catalfo, al Premier Conte e al Presidente Mattarella non hanno avuto alcun riscontro. Troppo, per 690.000 contribuenti che si sentono traditi, oggi, anche dalle Istituzioni.

In sintesi, Federcontribuenti chiede che i fondi amministrati da Enasarco vengano veicolati all’interno della gestione INPS e gestiti da Cassa Depositi e Prestiti, con l’obiettivo di apportare benefici immediati alle casse dello Stato che, in cambio, dovrà farsi carico del trattamento pensionistico integrativo dei silenti, in base ai contributi versati, al raggiungimento dell’età pensionabile, superando così l’attuale disciplina che attribuisce al denaro versato dai silenti l’implicita qualità di “versamenti a fondo perduto”.

Enasarco, “Fare Presto!”: più giovani per stabilizzare iscritti, e una commissione per fare luce sul passato

Due comunicati stampa della lista “Fare Presto!” (Anasf, Federagenti, Fiarc e Confesercenti) in vista del rinnovo delle cariche in seno all’Assemblea del Delegati di Enasarco e, successivamente, della nomina dei 15 membri del CdA che governeranno l’Ente fino al 2024.

Mancano poco più di due settimane all’avvio della tornata elettorale che dal 24 settembre al  7 ottobre prossimi porterà al rinnovo delle cariche in seno all’Assemblea del Delegati di Enasarco e, successivamente, alla nomina dei 15 membri del CdA che poi governeranno l’Ente per il prossimo quadriennio. Un  quadriennio che “se la guida verrà affidata a noi, sarà di rilancio e ripresa, nonché di piena sostenibilità e totale trasparenza” dicono i rappresentanti della lista unitaria “Fare Presto!”, sostenuta da Anasf, Federagenti, Fiarc  e Confesercenti.

Alfonsino Mei (Fare Presto)

Negli ultimi 10 anni, Enasarco ha registrato una perdita media di 5.000 iscritti l’anno “e questa rotta va assolutamente invertita: serve una ripartenza. Per questo tra i primi punti del nostro programma ci sono i giovani, che intendiamo coinvolgere con un progetto-lavoro i cui benefici cadranno su tutto il sistema Paese“. Tra i progetti della lista “Fare Presto!”, i giovani ricoprono un ruolo centrale: “L’Ente registra un calo di iscritti, mediamente, di 5mila unità l’anno: un dato allarmante, figlio di scarsa strategia da parte delle gestioni passate e di poco dialogo con le istituzioni: questo non deve più accadere. Dobbiamo, a questo riguardo, avere molta attenzione per i nuovi iscritti che devono essere ‘inclusi’ nella nostra professione e non rischiare di disamorarli dopo pochi anni. Questo è successo in passato, proprio per l’incapacità di attuare una politica di avvicinamento alla professione: deve essere ben chiaro non può esserci nessuna Enasarco del domani senza i giovani agenti di oggi“. Tra i progetti a tema “giovani” che “Fare Presto!” promette di mettere in campo, “quello di portare Enasarco nelle scuole, di dare il via a una campagna di informazione mirata, di consentire l’acquisizione gratuita dell’abilitazione, garantendo un tutoraggio attento e, non in ultimo, di coinvolgere le mandanti: “perché agenti e mandanti hanno l’uno bisogno dell’altro“. Per la lista unitaria è necessario aiutare i giovani a intraprendere una professione che può tornare ad essere il lavoro più bello del mondo.

Tra gli altri punti in agenda della lista unitaria “Fare Presto!”: l’aumento delle rendite dal patrimonio, la diminuzione dei costi di gestione, la diminuzione delle spese legate a consulenze esterne in carico alla Fondazione e l’efficientamento dei servizi rivolti alla categoria. 

Enasarco deve rispondere ai bisogni degli iscritti e lavorare a vere misure di sostegno in favore delle categorie rappresentate, con un’idea chiara di futuro”, affermano a “Fare Presto”. “In passato sono state fatte alcune scelte discutibili; per questo, se e quando saremo eletti, costituiremo una Commissione Consiliare per fare luce, a esempio, sulla vendita degli immobili Enasarco e sulle consulenze affidate all’esterno“, aggiungono.

E’ nostro convincimento – si aggiunge nella seconda delle due note – fare una verifica di tutte le scelte compiute in passato: non solo per capire gli errori commessi ed evitare che possano essere perpetrati, ma anche per salvaguardare il patrimonio dell’Ente che, ricordiamolo, è proprio degli iscritti ed è degli iscritti che dobbiamo fare gli interessi. Prevediamo, inoltre, l’attivazione di uno sportello reclami per i contribuenti della Cassa”.

 

Elezioni Enasarco, ecco il programma della lista “Enasarco Libera”

Prosegue la pubblicazione dei programmi delle liste che si confronteranno, dal 24 Settembre al 7 Ottobre, per la governance di Enasarco. Marucci (“Enasarco Libera”): se lo Stato non applicasse agli investimenti delle Casse di previdenza la tassazione propria dei fondi speculativi, avremmo circa 400 milioni di euro l’anno in più da destinare al welfare per agenti e consulenti.

La Fondazione Enasarco, Cassa di previdenza integrativa obbligatoria degli agenti, dei rappresentanti di commercio e dei consulenti finanziari, svolge la sua mission istituzionale in un settore dell’economia in continua evoluzione, che negli anni ha subito profondi cambiamenti socio-economici con effetti su molteplici ambiti, dalle regole fondanti della stessa economia ai comportamenti degli operatori dei diversi mercati, passando dall’offerta e dalla domanda di welfare, assistenza e previdenza.

Gli enti deputati ad assicurare, con la contribuzione, forme di previdenza e assistenza obbligatori, si devono confrontare quotidianamente tale contesto, orientandosi costantemente alla innovazione per dare continuità di adattamento alle variabili che influiscono sulle esigenze degli iscritti.

Non sono sufficienti, infatti, le riforme pensionistiche (es. allungamento età di pensione, l’adozione del sistema contributivo o modifica coefficienti di trasformazione) per trovare soluzioni efficaci nell’era della trasformazione continua del lavoro. Per avere pensioni adeguate, occorre che i giovani entrino prima nel mercato del lavoro, altrimenti si troveranno con pensioni deboli per via dell’aumento dell’aspettativa di vita. Allo stesso modo, occorre aiutare i meno giovani che dovessero rimanere senza lavoro a poter contare su adeguati sostegni nelle fasi di non attività o di transizioni da un mandato all’altro.

Uno degli obiettivi essenziali – se non il primo di tutti – per garantire un futuro adeguato alla Fondazione Enasarco è quello del rilancio dell’attività di agente e di consulente attraverso la predisposizione di una strategia complessiva e di strumenti di welfare attivi, includendo nella platea dei soggetti obbligati ai versamenti anche i procacciatori e gli intermediari online. Vanno sviluppati anche l’intensificazione dei controlli contro le evasioni contributive e opportuni interventi, nell’ipotesi di mancato versamento dei contributi da parte delle ditte mandanti, diretti a evitare l’annullamento delle prestazioni previdenziali degli agenti e dei consulenti finanziari.

La Fondazione non può fare a meno di affiancarsi agli agenti e ai consulenti durante tutto il loro iter lavorativo, fornendo un percorso formativo continuo e strumenti al passo con le nuove tecnologie. In tale contesto, sarà opportuno proporre la costituzione in ambito Enasarco di un Osservatorio permanente sul mercato del lavoro degli agenti e dei consulenti, avente il compito di analizzare le tendenze attuali e, in un’ottica previsionale, i mutamenti futuri.

La garanzia di tutele sanitarie che valorizzino un’adeguata assistenza integrativa, di servizi a favore dello sviluppo professionale, di accesso al credito agevolato, di politiche a favore dei giovani, rappresentano un concreto impegno per Enasarco, anche alla luce delle difficoltà economiche di sistema degli agenti e dei consulenti, e dei cambiamenti che aumentano i periodi di interruzione e di non-lavoro per gli agenti e i consulenti stessi. Di conseguenza, sarebbe opportuno garantire agli iscritti una polizza sanitaria che possa offrire loro ulteriori e più ampie tutele, superando anche l’attuale polizza infortuni legata solo a particolari eventi. A tal riguardo si propone anche la creazione di una Enasarco Card per gli iscritti che, oltre a essere utilizzabile per i rapporti con la Fondazione, permetta anche di usufruire delle migliori convenzioni per il lavoro, la famiglia, le esigenze di vita degli agenti e dei consulenti.

Una delle missioni essenziali della Fondazione dovrà essere diretta a rafforzare e implementare i propri presidi e le competenze in materia di governance, controllo e finanza, al fine di garantire una sana e prudente gestione finanziaria a tutela dei propri iscritti. Pertanto, sarà necessario anticipare le migliori regole di gestione e trasparenza attraverso l’aggiornamento costante dei regolamenti interni e una continua attenzione all’etica, alla competenza e alla prevenzione del conflitto di interessi dei componenti degli organi e dei responsabili dei servizi e delle strutture.

Nella selezione degli investimenti deve essere ugualmente assicurata la trasparenza, correttezza e diligenza professionale, nonché la diversificazione dei prodotti selezionati. Pur considerando i criteri di rischio che saranno previsti dal regolamento specifico del Ministero dell’Economia e delle Finanze, sarà importante continuare a investire nei settori avanzati in cui è più forte la spinta verso lo sviluppo, nei settori in cui già opera o si può sviluppare il mercato dell’intermediazione a favore degli agenti di commercio, ponendo dunque attenzione all’impatto occupazionale.

Secondo Manlio Marucci, segretario di Federpromm-Uiltucs e candidato nella Lista Enasarco Libera, “va osservato che se lo Stato non applicasse agli investimenti delle casse di previdenza, finalizzati a valorizzare i contributi degli iscritti, la tassazione che si applica ai fondi speculativi, si disporrebbe di circa 400 milioni di euro l’anno in più da destinare al welfare volto a promuovere il lavoro e/o l’assistenza alla professione. Del resto, i valori mobiliari nella disponibilità di Enasarco, così come delle altre casse di previdenza, non sono semplici risparmi accantonati in un ottica individualistico-speculativa, bensì servono a coprire anche i costi di fondamentali servizi di assistenza che definiscono le finalità puramente sociali e collettive della Cassa. Per cui, lo Stato dovrebbe ridurre il livello di tassazione”.

Le sfide che coinvolgono oggi casse di previdenza come Enasarco, la seconda cassa d’Italia per dimensione e patrimonio, richiedono una forte accelerazione nel processo di modernizzazione. In tale contesto la riduzione dei costi e l’ottimale allocazione delle risorse diventano condizioni imprescindibili al fine di garantire un incremento dei servizi e una maggiore qualità degli stessi nei confronti degli iscritti. La riqualificazione delle competenze, sempre più tecniche e meno generaliste, e l’introduzione massiccia delle nuove tecnologie dovranno costituire le linee guida verso l’innovazione di una struttura che deve essere sempre più adeguata ai bisogni dei propri contribuenti.

Elezioni Enasarco, i programmi delle liste. Ecco quello di “Fare Presto!”

Si scaldano i motori per le elezioni del 24 Settembre alla nuova governance di Enasarco, la cassa di agenti di commercio e consulenti finanziari. Patrimoni&Finanza pubblicherà i programmi delle liste in corsa per la maggioranza del consiglio di amministrazione, insieme ad una serie di interviste.

Tra il 24 settembre e il 7 ottobre 2020, agenti di commercio, consulenti finanziari e rappresentanti delle imprese saranno chiamati a scegliere l’Assemblea dei 60 delegati Enasarco che, di lì a breve, eleggerà poi i 15 componenti del consiglio di amministrazione di Fondazione Enasarco per il quadriennio 2020/2024.

Nelle scorse settimane, non sono mancate le polemiche, che anzi hanno riempito le cronache economiche per via di azioni e reazioni da parte degli opposti schieramenti, anche con probabili strascichi legali. Poi, da più parti, la scorsa settimana è arrivato un richiamo ad abbassare i toni della contesa, che rischiava di allontanare gli oltre 220.000 agenti e consulenti dalle urne.

La lista unitaria “Fare Presto!” (sostenuta da Anasf, Federagenti, Fiarc e Confesercenti) dichiara di voler rilanciare la mission della Fondazione. “Nella nostra coalizione ci sono agenti di commercio e consulenti finanziari, due mondi che hanno scelto un progetto unitario per le sfide che Enasarco è chiamata ad affrontare: su tutte la previdenza, un piano per i giovani e la valorizzazione delle risorse finanziarie di cui dispone l’Ente”, recita una nota congiunta trasmessa dalla lista. “Ci presentiamo per governare la Fondazione e invertire la tendenza negativa messa in atto da gestioni, presenti e passate, che hanno portato Enasarco a un lento e inesorabile declino: su tutti, la perdita media di 5.000 iscritti l’anno”. “La nostra proposta riguarda un metodo di lavoro più moderno, al passo con le nuove dinamiche del settore dell’intermediazione, al fine di garantire ai circa 220.000 agenti e consulenti una pensione e un’assistenza degne di questo nome.

Il comunicato di “Fare Presto!” non fa mancare un affondo competitivo rivolto alle altre liste “…Lo scenario economico si trasforma velocemente, e in questi anni la governance di Enasarco non ha saputo intercettare quei cambiamenti: noi abbiamo intenzione di farlo, mettendo in campo competenze e serietà.

Entrando nel dettaglio del programma di lista, si parte da un assunto imprescindibile: il Presidente deve essere un agente di commercio o un consulente finanziario. “Mai più presidenti burocrati e sindacalisti che non hanno versato i loro contributi nelle casse dell’Ente, oppure iscritti furbescamente pochi mesi prima di essere eletti. Il Presidente deve essere un vero agente di commercio oppure un consulente finanziario, in attività o in pensione, iscritto ad Enasarco da almeno 10 Anni! Solo chi vive e conosce realmente i sacrifi­ci di queste professioni può davvero rappresentarci”.

E poi eliminazione dei 20 anni di contributi obbligatori, mai più agenti c.d. silenti, mai più discriminazioni. “Nessun iscritto ad Enasarco ancora attivo rischierà mai più di diventare silente. La giustizia e l’equità sarà ristabilita, attraverso il riconoscimento di una rendita contributiva con cinque anni di versamenti anche a chi si è iscritto prima del 2012, purché ancora in attività”.

Se avrà la maggioranza, “Fare Presto!” dichiara di voler mettere in atto tutta una serie di procedure e accorgimenti che permettano l’anonimato a quegli agenti di commercio che decidono di segnalare le aziende che non versano i contributi Enasarco, al fine di non ricevere ritorsioni sul lavoro. “Istituiremo una task force per lo sviluppo e il perfezionamento di algoritmi che consentano di individuare automaticamente tutte le aziende che non versano i contributi Enasarco. Per un’azienda che paga regolarmente i contributi Enasarco, le aziende che non li pagano rappresentano concorrenza sleale. Tanti milioni di euro sono venuti a mancare dalle casse di Enasarco per evasione contributiva. Troppe aziende estere evadono impunemente i contributi Enasarco, arrecando un danno enorme agli agenti di commercio italiani”.

Relativamente alle pensioni erogate dalla Fondazione, la lista dichiara di voler porre un termine all’ingiustizia di essere pensionato INPS e dover continuare a pagare i contributi Enasarco. “Sarà sufficiente essere pensionato INPS per poter smettere di lavorare e percepire immediatamente anche la pensione Enasarco e/o la rendita contributiva”.

La lista promette anche l’attivazione di uno “sportello reclami” più efficiente per gli iscritti alla Cassa, e di un Contact Center che fornirà informazioni telefoniche. Inoltre, sarà attivo un servizio legale composto da avvocati che si occuperanno di recuperare i contributi non versati dalle aziende mandanti, nonchè di tutte le problematiche inerenti le società immobiliari che gestiscono le case dell’Ente.

Un punto innovativo del programma è rappresentato dalla pretesa che Enasarco debba poter incamerare tutti i contributi generati dall’attività dei giganti dell’E-Commerce, che saranno fondamentali per il risanamento dei conti dell’Ente. “Le regole devono essere uguali per tutti, ed Enasarco deve poter incamerare tutti i contributi generati dai giganti del Web”, dichiarano.

Altro punto fondamentale è quello di rafforzare l’azione di attrazione dei giovani verso la professione di agente o consulente finanziario. Si tratta, per “Fare Presto!”, dell’unica garanzia per i pensionati di domani nel ricevere le future pensioni. “Non ci sarà nessuna Enasarco del domani senza i giovani agenti di commercio di oggi, per cui sarà necessario elaborare programmi per consentire ad Enasarco di entrare nelle scuole, per insegnare ai giovani una strada diversa, quella della vendita, e garantire alla categoria un ricambio generazionale”.

Federpromm su acquisizione UBI Banca. “Nessuna penalizzazione per i consulenti IWBank”

“Con l’acquisizione da parte di Intesa del gruppo UBI si pone una seria riflessione sulla futura collocazione dei colleghi della rete di IWBANK nel quadro delle strategie del gruppo Intesa. Per Federpromm occorre  affrontare in termini sindacali la tutela dei diritti soggettivi dei propri associati”.

(COMUNICATO FEDERPROMM-UILTUCS – 25.08.2020) Le grandi manovre che in questi ultimi anni hanno interessato le reti dei consulenti finanziari hanno una ragione storica ben visibile: la crisi dei mercati finanziari susseguita tra alti e bassi del ciclo economico. Nessuno degli addetti ai lavori pensava che tale crisi durasse così a lungo e avesse ragioni di natura strutturale, ancorché di natura speculativa. Non ultimo avvalorata dalla situazione di emergenza determinatasi con il blocco delle attività da parte del Coronavirus.

La logica sottostante che ha pervaso l’ambito della consulenza finanziaria – dopo il boom degli anni novanta e duemila – è stata quella di ridurre i costi, azzerare le perdite, accaparrarsi una forza lavoro a costi insignificanti che portasse nei portafogli delle aziende patrimoni degli investitori in maniera considerevole. Soprattutto nel risparmio gestito.

Di fronte ad una crisi ciclica di così lungo periodo era inevitabile che le strutture aziendali di grandi dimensioni – forti della congiuntura negativa – tese ad acquisire nuovi spazi di mercato e allargare la loro rappresentanza sul territorio fagocitassero le realtà aziendali di piccole e medie dimensioni non in grado di competere sul mercato e resistere alla concentrazione dei gruppi monopolistici, sia di origine bancaria che assicurativa.

In questo breve quadro abbiamo assistito nell’arco di circa venticinque anni alla scomparsa di molte piccole realtà, anche se presentavano uno standing di alto contenuto professionale, come Banca Idea, Banca Manager, On Banca, Banca Crt ex Fida, Banca delle Rete, Nascent Sim, Genercomit, Altinia Sim, Cortal Sim, banca Bibiellenet, Xelion, Bipop City, Euroconsult Sim, Area Banca, Banca personale, Banca Sara per citarne alcune, ed assorbite dai grandi gruppi bancari che parallelamente, tra acquisizioni, ristrutturazioni ed incorporazioni hanno ridisegnato la mappa del sistema bancario ed assicurativo italiano. Tale scenario purtroppo sta coinvolgendo in questa recente fase anche una realtà solida di un forte gruppo nazionale quale il gruppo UBI, di cui IWBANK, la rete dei consulenti finanziari ne è parte integrante con i suoi  circa 750 professionisti di alto livello che andrebbero – si ipotizza –  a rinforzare la rete di Fideuram-Ispb.

Su tale operazione di ampia portata politica e finanziaria, Federpromm in rappresentanza di molti associati, con il sostegno della UIltucs ed Uilca, ha manifestato alcune perplessità, intervenendo subito con un comunicato stampa e chiedendo un incontro con  le rappresentanze delle due aziende per aprire un tavolo di confronto  tale da verificare che la fase di transizione non abbia a penalizzare nessun consulente finanziario, nessun area manager, nessun private banker. Soprattutto che vengano riconosciuti tutti i diritti acquisiti sia in termini economici, professionali che contrattuali. In particolare si vuole verificare “dal di dentro” se vi sono le condizioni per mantenere per  IWBANK la completa autonomia organizzativa e gestionale o nell’ipotesi di assorbimento nella realtà Fideuram o Ispb come verranno codificati nel nuovo contratto gli elementi legati al riconoscimento del portafoglio, i parametri provvigionali, le sedi ed uffici di lavoro, gli incentivi economici e di crescita professionale, i parametri tabellari, i ruoli e funzioni dei consulenti e delle figure di coordinamento. Ed ancora il maturato economico ai fini previdenziali (fondo Enasarco e FIRR) e, non ultimo, sapere come sarà liquidato il piano di fidelizzazione cosiddetto Simpro.

Esistono poi istanze che travalicano l’aspetto strettamente contrattuale e remunerativo. Si tratta di promuovere un riaccreditamento della figura “centrale” del consulente sul mercato dando loro una rappresentanza forte ed incisiva sia sotto l’aspetto contrattuale, economico che professionale.

Prevale purtroppo al momento fra i consulenti di Iwbank un diffuso sentimento di insoddisfazione, una forte richiesta di una tutela più attenta e puntuale di istanze che non possono essere sottovalutate. Per questo, la Segreteria Generale di Federpromm, sostenuta dalle organizzazioni Uilca e Uiltucs, attraverso i propri dirigenti e gli uffici di assistenza legale e sindacale – fornirà tutte le informazioni necessarie e il sostegno che si riterrà necessario affinché i diritti soggettivi di tutti i consulenti non vengano ad essere lesi e “depauperati” del ruolo acquisito.