Aprile 29, 2026
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Box e posti auto, valori e scambi in recupero. Residenziale, rendimenti al 7.8%

Nella maggioranza dei casi chi acquista un box lo fa per utilizzarlo, ma c’è comunque una discreta percentuale che lo acquista per metterlo a reddito, vista la maggiore facilità di gestione dell’immobile e i rendimenti interessanti.

La ripresa del mercato immobiliare, sia di prezzi sia di volumi delle case, fa sentire i suoi effetti anche sul segmento dei box e posti auto. Nel 2021, infatti, secondo le analisi condotte dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, i prezzi dei box nelle grandi città sono cresciuti dello 0,5% mentre quello dei posti auto sono rimasti stabili. Allo stesso modo le compravendite, aggiornate dall’Agenzia delle Entrate ai primi nove mesi del 2021, evidenziano un recupero degli scambi dei box del 41,9% a livello nazionale e del 39% per le grandi città; l’aumento si conferma anche se si effettua il confronto con i primi nove mesi del 2019, anno non interessato dalla pandemia.

Nel 2021 il 73% delle operazioni ha riguardato la compravendita e il 27% la locazione di box. Il dato sulle transazioni immobiliari è in crescita e questo ha trascinato anche i box. anche questa tipologia. Rispetto allo stesso periodo del 2020 c’è un incremento del 4,8%. Nella maggioranza dei casi chi acquista un box lo fa per utilizzarlo, ma c’è comunque una discreta percentuale che lo acquista per metterlo a reddito (44,1%) vista la maggiore facilità di gestione dell’immobile e i rendimenti interessanti, che però restano i più bassi per gli investitori, anche se è il prodotto immobiliare con la crescita maggiore anno su anno. In questo caso sono Roma e Firenze a offrire le migliori prospettive di rendimento, la prima con un 6,8%, la seconda con il 6,6%. Milano e Palermo, si fermano al 6%, mentre Bologna (5,4%) e Catania (5,3%) precedono Napoli (4,7%) fanalino di coda della graduatoria dei ritorni per quanto riguarda i box auto.  Anche in questo caso, comunque, il ritorno sarebbe ben più alto di quello dei Btp a 10 anni.

Il rendimento lordo dato dall’acquisto di una casa per metterla sul mercato degli affitti è salito al 7,8% nell’ultimo anno. Nel quarto e ultimo trimestre del 2020, il rendimento offerto era stato del 7,5%.

È quanto emerso dall’ultimo studio condotto da Idealista, portale immobiliare che mette in relazione i prezzi di vendita e di locazione dei diversi prodotti immobiliari per calcolare la loro redditività lorda. Secondo lo studio i locali commerciali (negozi) si confermano il prodotto immobiliare più profittevole, con rendimento dell’11,6% (come 12 mesi fa). Alle loro spalle crescono gli uffici, che stanno vivendo una profonda trasformazione per via della pandemia, e vedono salire i loro rendimenti fino al 9,2%, mentre i box arrivano a toccare il rendimento record di 7,2% a fronte di un rendimento dei Btp 10 anni che risale oltre l’1%. Tra i capoluoghi italiani, Taranto e Siracusa diventano i più redditizi, con un indice di rendimento pari all’11,6%. Seguono Biella (10,6%), Ragusa (9,7%) e Trapani (9%). Dall’altro lato, i rendimenti più bassi d’Italia spettano ai proprietari di case in affitto a Siena (3,1%), Salerno (3,2%) e Venezia (4,1%). A Roma la redditività lorda sale al 4,6%, mentre Milano si attesta al 5,6%.

Compravendite immobiliari 2021, transazioni in aumento. Performance e dati

L’Agenzia delle Entrate ha diramato i dati dei primi nove mesi del 2021 sulle compravendite immobiliari. Ovunque dati in crescita. Tecnocasa: a fine anno il totale degli scambi a circa 700 mila unità. Idealista: aumentano le quadrature medie delle abitazioni.

L’Ufficio Studi Tecnocasa ha analizzato i dati diramati dall’Agenzia delle Entrate sui primi nove mesi del 2021: in Italia sono state scambiate 536.022 abitazioni, con una crescita del +43,1% rispetto allo stesso periodo del 2020 e del +23,0% rispetto ai primi nove mesi del 2019. Continua quindi la crescita delle compravendite, anche rispetto ai mesi precedenti all’arrivo della pandemia, confermando un andamento nettamente positivo del mercato immobiliare nazionale.

Considerando solo il terzo trimestre del 2021 in Italia sono state scambiate 172.272 abitazioni residenziali con un aumento del +21,9% rispetto allo stesso periodo del 2020 e del +25,5% rispetto al terzo trimestre del 2019. È ancora una volta evidente la migliore performance dei comuni non capoluogo che mettono a segno un incremento del +31,6% rispetto al terzo trimestre del 2019, mentre i capoluoghi crescono del +13,6%. Quest’ultimo trend conferma il buon andamento delle realtà più piccole che stanno attirando acquirenti per la loro offerta immobiliare in linea con le richieste scaturite post lockdown e, naturalmente per i prezzi più convenienti.

Tra le grandi città italiane spiccano le performance di Bari con +21,7% e Genova con +19,6% rispetto allo stesso periodo del 2019. Bene Verona con +16,3%, Roma con +15,3%, Torino e Firenze con percentuali superiori al 10%. Prendendo in considerazione solo il terzo trimestre del 2021, è Roma la grande città con l’aumento maggiore rispetto al 2019 (+16,5%), seguita da Genova (+15,7%).

Bene anche il settore terziario-commerciale, che fa segnare un incremento del 26,9%, e quello produttivo, dove la crescita supera il 47%. In particolare, il mercato del comparto terziario-commerciale è aumentato del 26,9%, soprattutto al nord. Infatti, gli scambi di uffici e studi privati sono aumentati del 18%, sfiorando il +30% nel nord-est; un +22,7%, invece, per le transazioni immobiliari su negozi e laboratori; le compravendite di depositi commerciali sono balzate in avanti del 30,6%, mentre le autorimesse e i capannoni industriali del 47,1%; il settore produttivo agricolo, infine, è cresciuto del 19,3%.

Alla luce dei dati attuali, pertanto, Tecnocasa prevede per la fine dell’anno in corso un numero totale di compravendite intorno alle 700 mila unità. Idealista, invece, si concentra sul dato delle quadrature medie delle abitazioni scambiate, che aumenta di 1,6 mq rispetto al 2020 e di 1,8 mq rispetto al 2019. Tale aumento si riscontra in tutte le aree tranne al Sud, dove rimane stabile, ma solo rispetto al 2019.

In ogni caso, la ripresa degli scambi coinvolge tutti i segmenti, e Idealista rileva una crescita più ampia per le abitazioni nella classe di quadratura più grande, oltre 145 mq, per le quali si rilevano i picchi dei rialzi nel Centro. La quadratura media, da 85mq fino a 115mq, seppur in crescita di oltre il 20%, presenta il tasso di variazione minore rispetto al 2019.