Gennaio 21, 2026
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Tassi USA, le elezioni frenano il ciclo dei tagli. In esaurimento l’eccesso di risparmio degli americani

La Fed e il governo Usa sono uniti per sostenere l’economia e le borse, e la Bce effettuerà tre tagli entro il 2024. Titoli di Stato ed emittenti investment grade gli investimenti più interessanti tra i bond, il settore energetico e quello sanitario nell’Equity.

di Alberto Conca*

Questo è un anno elettorale per gli Stati Uniti, il che significa che sia la Fed che il governo in carica faranno tutto ciò che è in loro potere per evitare un significativo deterioramento dell’economia o dei mercati finanziari. Ecco perché rimaniamo dubbiosi sul fatto che l’inflazione scenderà con la rapidità prevista dal consenso e quindi crediamo che i tassi di interesse rimarranno elevati più a lungo di quanto attualmente scontato da molti operatori di mercato, il che ci porta a prevedere alcuni problemi in futuro.

L’economia statunitense è in una forma migliore di quella che molti di noi avevano previsto un anno fa. Le aspettative che la Fed iniziasse a tagliare i tassi già quest’estate hanno avuto un effetto positivo sia sulle imprese che sui consumatori. Da un lato, ha alimentato il miglioramento su base trimestrale degli indici dei responsabili degli acquisti (Pmi). Vedremo nel corso dell’anno se questi dati saranno seguiti da effettive spese in conto capitale. Dall’altro, anche i consumatori sembrano credere che le prospettive economiche siano rosee, dato che le vendite al dettaglio hanno recentemente e ancora una volta sorpreso in positivo. Tuttavia, alcuni pezzi del puzzle iniziano a staccarsi dal quadro generale. L’inflazione è tornata a salire, con diverse misure alternative del fenomeno che indicano una ripresa dei prezzi.

L’eccesso di risparmio, uno dei principali fattori che hanno contribuito all’aumento della spesa negli ultimi anni, si sta rapidamente esaurendo e si prevede che sarà prosciugato del tutto entro l’estate. Non c’è quindi da sorprendersi se i tassi di insolvenza delle carte di credito continuano a crescere, così come il numero di richieste di fallimento. Inoltre, il mercato del lavoro non può più essere considerato “surriscaldato”, il che è sicuramente positivo. Tuttavia, l’aumento del numero di licenziamenti di lavoratori temporanei in corso è sempre stato di cattivo auspicio per l’economia; le aziende prima smettono di assumere, poi iniziano a licenziare i lavoratori part-time e infine tagliano i dipendenti a tempo pieno, il che di solito coincide con l’inizio di una recessione.

La resilienza dell’economia statunitense è notevole. Spinta da condizioni di lavoro molto flessibili e da un’eccezionale propensione alla spesa, è stata in grado di resistere a uno dei più vertiginosi aumenti dei tassi di interesse degli ultimi decenni. Se i tassi scenderanno nei prossimi mesi, i rischi per l’economia rimarranno contenuti. Se invece l’inflazione costringerà la Federal Reserve a mantenere i tassi al livello attuale, allora dobbiamo presumere che i danni per l’economia saranno significativi. L’incidenza della rata del mutuo (capitale e interessi) per l’acquisto della prima casa sul reddito

di un cittadino americano medio ha superato il 40%, un livello che riteniamo insostenibile e che potrebbe bloccare il mercato immobiliare. Inoltre, le aziende americane (e non solo loro), che hanno approfittato di un’epoca caratterizzata da bassi tassi d’interesse e da aliquote fiscali vantaggiose per ottenere margini di profitto eccellenti, e che sono state abbastanza sagge da rifinanziare il proprio debito man mano che la pandemia prendeva il sopravvento, dovranno affrontare il problema di richiedere nuovi prestiti a costi maggiori, nel caso in cui i tassi dovessero rimanere a questo livello per un periodo più lungo.

Al di fuori degli Stati Uniti, il contesto presenta un quadro misto. In Europa, compresa la Svizzera, l’economia continua a rallentare e ciò ha indotto la Banca Nazionale Svizzera (Bns) a tagliare i tassi di interesse. La Bns è ufficialmente la prima banca centrale tra i paesi sviluppati ad avviare il ciclo di tagli. L’Europa dovrebbe seguirla a breve, poiché la crescita lenta e il rapido calo dell’inflazione consentiranno alla Banca Centrale Europea di attuare il suo primo taglio durante i mesi estivi. Ad oggi, si prevede che la Bce effettuerà tre tagli prima della fine dell’anno, e questo dovrebbe aiutare l’economia ad evitare una grave recessione.

La Cina deve ancora riprendersi dal duro colpo subito dal settore immobiliare. Questo comparto soffre ancora di un calo dei prezzi delle case e di una decelerazione delle vendite di nuove abitazioni. Tuttavia, le autorità centrali hanno iniziato ad attuare misure di sostegno: i tassi di interesse sono stati abbassati, il che ha portato il tasso dei mutui per chi acquista per la prima volta una casa al minimo decennale, inoltre il livello di acconto iniziale è stato ridotto per incentivare gli acquirenti. Anche al di fuori del mercato immobiliare le condizioni sono leggermente migliorate. I dati legati al turismo sono ai massimi dai livelli pre-pandemia e le esportazioni del paese, nonostante l’andamento traballante dell’Europa, sono aumentate grazie all’indebolimento della valuta e alla riduzione dei prezzi. I prezzi più bassi sono però un’arma a doppio taglio, poiché il paese sta lottando contro le tendenze disinflazionistiche fin dall’inizio del 2023. Tuttavia, pur non essendo ancora fuori pericolo, c’è un barlume di speranza.

In questo contesto generale, i titoli di Stato e gli emittenti investment grade restano gli investimenti più interessanti in termini di rischio/rendimento nel reddito fisso. Per quanto riguarda l’equity, se da un lato riteniamo che i servizi di comunicazione e l’informatica rimarranno la fonte principale di crescita nei prossimi anni, dall’altro pensiamo che le valutazioni costose rendano questi due settori meno attraenti di quanto il loro profilo di crescita lascerebbe intendere. Alla luce del nostro atteggiamento conservativo e tenendo conto delle prospettive di crescita dei componenti sottostanti, riteniamo che il settore energetico e quello sanitario siano più interessanti nel breve termine.

* gestore di fondi Zest Asset management Sicav e responsabile investimenti Lfg+Zest

Mercati globali: timori sui tassi di interesse, occhi puntati sulla Fed

I timori che la Federal Reserve dovrà agire in modo aggressivo per frenare l’inflazione incombono sempre di più sul sentiment. I futures scontano la previsione di un aumento di 100 punti base nel 2022, e di 50 punti base a Marzo.

I timori sui tassi di interesse in aumento e le preoccupazioni sulla crescita hanno spinto l’indice S&P 500 al suo più grande calo in più di 14 mesi durante la settimana “corta” americana (i mercati sono stati chiusi lunedì in osservanza della festività di Martin Luther King Jr.). L’indice Nasdaq Composite, infatti, è crollato di circa il 7,5%, il più grande calo settimanale dall’inizio della pandemia. La debolezza delle azioni dei semiconduttori ha pesato sui titoli tecnologici, mentre la debolezza delle case automobilistiche e dei rivenditori di articoli per la casa ha trascinato al ribasso il settore dei beni voluttuari. Il declino dei giganti finanziari JPMorgan Chase e Goldman Sachs hanno messo a dura prova le azioni dei servizi finanziari, e il calo di oltre il 20% delle azioni Netflix – dopo il rapporto sugli utili del quarto trimestre – ha contribuito pesantemente alle perdite degli indici.

Cosa è successo nel dettaglio? Molti analisti hanno notato che gran parte della volatilità della settimana sembrava essere dovuta a fattori tecnici. I forti flussi in entrata e in uscita dagli ETF (Exchange-Traded Fund) incentrati su indici hanno indicato che molti investitori negoziavano le azioni come una classe di attività complessiva, invece di basarsi sui rapporti sugli utili della settimana o su altri fondamentali. E così, il Nasdaq ha superato la sua media mobile a 200 giorni per la prima volta da aprile 2020, e i ribassi hanno lasciato il Nasdaq in territorio di correzione, in calo di oltre il 10% dai massimi di metà novembre. Nel frattempo, i timori che la Federal Reserve dovrà agire in modo aggressivo per frenare l’inflazione incombono sempre di più sul sentiment. I trader riportano crescenti speculazioni secondo cui la Fed annuncerà un aumento di 50 punti base (0,50%) nella sua riunione di marzo, invece degli aumenti incrementali di 25 punti base che hanno caratterizzato l’azione della Fed in anni recenti. Inoltre, secondo numerosi analisti i mercati dei futures stanno attualmente scontando quasi due terzi di possibilità che i tassi ufficiali a breve termine aumentino di almeno 100 punti base nel 2022.

Le previsioni di crescita in USA, in particolare sul mercato immobiliare, sono contrastanti. L’indice delle nuove abitazioni e i permessi edilizi a dicembre hanno sorpreso al rialzo, mentre le vendite di case esistenti sono crollate nel corso del mese. Relativamente all’occupazione, c’è stato un aumento inaspettato delle richieste di sussidi di disoccupazione in USA, e questo ha avuto un impatto maggiore sui mercati e soprattutto hanno provocato l’appiattimento della curva dei rendimenti dei treasury. Infatti, il rendimento del titolo di riferimento del Tesoro statunitense a 10 anni ha raggiunto l’1,90%, il livello più alto dalla fine del 2019, ma è sceso bruscamente sulla scia del rapporto sulle richieste di sussidi di disoccupazione più debole del previsto.

I fattori tecnici supportano il mercato delle obbligazioni societarie – Gli spread delle obbligazioni societarie investment grade si sono inizialmente ampliati in risposta ai rapporti sugli utili. Tuttavia, un movimento dei tassi ha contribuito all’aumento della domanda overnight, che ha sostenuto l’asset class dal punto di vista tecnico. Diverse banche statunitensi sono arrivate sul mercato con nuove emissioni, generalmente ben sottoscritte. Le obbligazioni ad alto rendimento sono state scambiate al ribasso a causa della debolezza delle azioni e del sell-off nel mercato dei Treasury. Tuttavia, l’area successiva all’investment grade è rimasta  stabile, con gli acquirenti che hanno mostrato un sano interesse per le nuove operazioni a breve scadenza.