Maggio 1, 2026
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Le sfide vinte da Biden nei suoi primi 100 giorni. Vaccinazioni di massa e sostegno all’economia

Secondo Andrea Siviero di Ethenea, il successo del presidente USA è dovuto alle vaccinazioni di massa e al sostegno fornito all’economia del paese con l’American Rescue Plan. La luna di miele di Biden proseguirà una volta superata la pandemia?

Joe Biden ha posto molta enfasi sull’agire rapidamente durante i suoi primi 100 giorni di presidenza. Le sue priorità sono state quelle di combattere la pandemia di Covid-19 e fornire assistenza economica alle famiglie americane, oltre che far riacquisire credibilità internazionale al paese”, sottolinea Andrea Siviero, Investment strategist di Ethenea Independent Investors.

“Sul fronte della pandemia, Biden ha posto alla sua amministrazione l’obiettivo di vaccinare 100 milioni di americani nei suoi primi 100 giorni di mandato: ci sono voluti solo 50 giorni per mantenere quella promessa. Il rilancio dell’economia ha ricevuto una spinta decisiva dal pacchetto di aiuti da 1,9 trilioni di dollari per il coronavirus, l’American Rescue Plan, a cui ora potrebbe aggiungersi l’American Jobs Plan. A livello internazionale, Biden ha rifocalizzato la politica estera degli Stati Uniti sulla diplomazia e il multilateralismo, facendo un passo oltre all’era dell’imprevedibilità”.

Con l’appoggio di un Congresso favorevole, Biden ha avuto un particolare successo nel realizzare le sue priorità politiche nei primi 100 giorni di mandato. I progressi nella lotta contro la pandemia, con la velocizzazione delle vaccinazioni e lo sfondamento di quota 100 milioni di dosi somministrate, sono stati un fattore chiave a sostegno della ripresa degli Stati Uniti, poiché hanno permesso una graduale riapertura dell’economia. Questo rilancio economico ha ricevuto una spinta decisiva dal pacchetto di aiuti dell’American Rescue Plan. Il programma non comprende solo pagamenti diretti ai cittadini statunitensi, integrazioni ai sussidi di disoccupazione e un ampliamento dei crediti d’imposta per i minori, ma anche un finanziamento supplementare destinato al piano vaccinale. Oltre a questo, Biden ha presentato un piano di investimenti infrastrutturali una tantum di oltre 2 trilioni di dollari, l’American Jobs Plan, che mira a ricostruire strade, riparare ponti, accelerare la lotta contro il cambiamento climatico e investire nella ricerca, creando milioni di posti di lavoro.

“Assieme all’American Rescue Plan, questo piano in attesa di approvazione avrà un notevole impatto sulla ripresa economica e sulla competitività a medio termine degli Stati Uniti, con rilevanti conseguenze che andranno a beneficio dell’economia globale”, sottolinea Siviero.

A livello internazionale, Biden ha sfruttato i suoi primi 100 giorni di mandato per fare alcuni passi simbolici nell’arena internazionale, tra cui la revoca delle politiche isolazioniste di Trump per rientrare sia nell’Organizzazione Mondiale della Sanità che nell’accordo sul clima di Parigi, oltre all’apertura a rientrare nell’accordo sul nucleare iraniano

I risultati del presidente in riferimento alle priorità della sua amministrazione di combattere la pandemia di Covid-19 e di far ripartire l’economia statunitense non solo hanno alimentato ulteriormente il rally del mercato azionario avviatosi con la sua elezione, ma hanno anche portato a un rapido aumento dei rendimenti del Treasury Usa a 10 anni. Le aspettative di una solida ripresa statunitense e l’aumento dei rendimenti dei bond sovrani degli Stati Uniti hanno anche portato a un allargamento del gap con i rendimenti dei titoli sovrani europei e a un rafforzamento del dollaro statunitense, che (contrariamente alle previsioni) si era apprezzato nei confronti della maggior parte delle valute durante i primi tre mesi del 2021.

Joe Biden ha iniziato la sua presidenza affrontando una serie di problematiche straordinarie”, conclude Siviero (nella foto). “In linea con lo spirito del New Deal di Franklin D. Roosevelt, l’ex vice presidente ha elaborato un programma ambizioso per i suoi primi 100 giorni di mandato. Anche se, finora, ha avuto successo nel realizzare le sue principali priorità – combattere la pandemia di Covid-19 e far ripartire l’economia – sta ancora affrontando sfide estremamente difficili per realizzare le promesse della sua campagna. Una volta che l’emergenza pandemica sarà sotto controllo e il periodo di luna di miele sarà finito, Joe Biden avrà bisogno di tutta la sua esperienza per portare avanti la sua agenda politica”.

Mercati, le attese di Ethenea per i prossimi tre mesi: USA e Cina in tensione, ma volatilità sotto controllo

Previsioni del comitato investimenti di Ethenea: dal confronto Usa-Cina alle prospettive di azioni e obbligazioni in vista della chiusura del 2020 e l’avvio del 2021.

A breve, i rapporti Usa-Cina non miglioreranno, ma avremo meno volatilità (Andrea Siviero, Investment Strategist di Ethenea Independent Investors Sa). Le tensioni tra Stati Uniti e Cina, così come l’incremento dei dazi commerciali, hanno posto grossi problemi all’economia globale nel 2018. Non solo ha ridotto la crescita di Stati Uniti e Cina, ma hanno influito sulla crescita globale stravolgendo le value chain in tutto il mondo. Un’escalation di questa situazione, attualmente non prevista, metterebbe certamente a dura prova la debole e incerta ripresa globale nel 2021. 

Per il futuro, ci aspettiamo che l’amministrazione del presidente Joe Biden adotti un approccio più moderato e meno conflittuale alle relazioni internazionali. Tuttavia, dal momento che l’opposizione all’espansionismo cinese è stata una delle poche questioni (se non l’unica) a ricevere il sostegno bipartisan nel Congresso statunitense, non prevediamo un significativo cambiamento nell’atteggiamento degli Stati Uniti nei confronti della Cina, almeno non a breve termine. L’amministrazione Biden probabilmente si asterrà da azioni imprevedibili nei confronti della Cina, ma non sarà in grado di invertire facilmente la rotta intrapresa dall’amministrazione Trump. La fine della politica di Trump, a volte instabile e impulsiva, significherà in primo luogo meno volatilità e più sicurezza nella pianificazione

Mercato positivo per i prossimi tre-sei mesi (Michael Blümke, Senior Portfolio manager Ethenea). A nostro avviso, ci sono le condizioni per un mercato positivo per i prossimi tre-sei mesi.  Tuttavia, nessuno sa se ciò si rifletterà in un aumento dei prezzi alla fine dell’anno. L’incertezza legata alle elezioni americane è stata eliminata, ma un presidente democratico che opera con una Camera divisa non potrà cambiare né il sistema fiscale né il quadro normativo. Inoltre, con la prospettiva di un vaccino efficace nel 2021, molti operatori del mercato sono pronti a guardare oltre l’attuale situazione pandemica e alle misure di contenimento che sono state attuate, e con il sostegno di una politica della banca centrale ancora molto favorevole e di altri pacchetti fiscali, le prospettive degli utili delle imprese non solo dovrebbero stabilizzarsi l’anno prossimo, ma potrebbero anche riservare sorprese positive.

L’importanza di un’asset allocation strategica per controllare il rischio a lungo termine (Michael Blümke, Senior Portfolio manager Ethenea). Sia l’asset allocation a lungo termine sia la selezione di singoli titoli fungono da generatori di alfa nella costruzione delle performance. Si tratta di due approcci che non sono in competizione l’uno con l’altro, ma possono essere utilizzati in parallelo. Tuttavia, va da sé che l’asset allocation strategica ha di gran lunga il maggiore effetto leva, ed è lo strumento più efficace per avere rendimenti interessanti a rischio controllato nel lungo termine. Se l’obiettivo è generare questo tipo di rendimenti con un livello di rischio gestibile, diventa essenziale adottare questo tipo di approccio.

Obbligazioni ancora affidabili grazie ai piani di acquisti di BCE e Fed (Volker Schmidt, Senior Portfolio manager Ethenea). Durante la riunione di fine ottobre, la BCE ha chiaramente dichiarato di non avere alcuna intenzione di diventare più restrittiva. Gli acquisti effettuati durante il temporaneo Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP) continueranno almeno fino a giugno 2021. I principali pagamenti dei titoli in scadenza saranno reinvestiti in obbligazioni almeno fino a giugno 2022. I programmi di acquisto di importi inferiori continueranno anche fino a quando non saranno introdotte le misure della Banca centrale e l’inflazione non si avvicinerà al livello target.

La BCE ha inoltre annunciato ulteriori misure, che saranno adottate già a dicembre. Ciò mostra chiaramente che la BCE resterà un acquirente di obbligazioni per i prossimi 18 mesi almeno, e che non ha nessuna intenzione di vendere i titoli obbligazionari, se non eliminando gradualmente i suoi investimenti esistenti. Lo stesso vale per la Federal Reserve.

Negli Stati Uniti le discussioni circa ulteriori spese pubbliche per rilanciare l’economia americana sono in pieno svolgimento. Per quanto riguarda il rifinanziamento, è probabile che la Fed intensifichi nuovamente i suoi acquisti in Treasuries statunitensi.

Titoli growth a quello value? Come prepararsi al nuovo scenario dalla primavera 2021 (Christian Schmitt, Senior Portfolio manager Ethenea). Dal 2007 circa, abbiamo costantemente registrato una performance migliore dei titoli growth a rapida crescita rispetto ai titoli value low-rated. Questo sviluppo disomogeneo si è addirittura rafforzato negli ultimi tre anni e ancora di più nel 2020. Chi parte dal presupposto che nei prossimi anni ci sarà un’inversione di tendenza sostanziale, rimarrà deluso in questo senso. Per definizione, i titoli value sono caratterizzati da una bassa valutazione, ed il mercato dei capitali è in linea di massima efficiente. Pertanto nulla è economico senza motivo.

Sono tre le ragioni principali della bassa valutazione delle società in termini di valore. Da un lato, siamo di fronte a una mancanza di crescita strutturale. Dall’altro queste aziende devono confrontarsi con nuovi dirompenti concorrenti che guadagnano quote di mercato in modo aggressivo e vengono costantemente riforniti con nuovo capitale. Inoltre, i bassi tassi d’interesse mettono sotto pressione anche la valutazione dei titoli value. Dal nostro punto di vista, nessuno dei tre fattori menzionati si tradurrà in un cambio sostenibile a favore dei titoli value nel prossimo futuro. Pertanto, in termini assoluti, le prospettive da medio a lungo termine di molti titoli value possono essere classificate come piuttosto modeste. Nel lungo termine, la crescita strutturale delle aziende rimane un fattore decisivo e necessario per una performance azionaria positiva e duratura. Le ultime settimane, durante le quali ci sono state notizie positive riguardo i vaccini, hanno dimostrato agli investitori che anche la sovraperformance dei titoli growth rispetto ai titoli value non è una strada a senso unico.

Per fortuna, il mercato azionario non è solo bianco e nero – value o growth – ma offre una varietà di sfumature importanti e di fattori in grado di influenzarlo. Partendo da questo presupposto, è consigliabile spostare l’attenzione su quelle società che, pur subendo nel breve periodo gli effetti del lockdown, continuano a mostrare una crescita strutturale convincente a lungo termine.

Blümke, Ethenea: dalle elezioni Usa nessun impatto sui mercati a lungo termine

La volatilità della fase elettorale USA suggerisce di adeguare i portafogli in modo anticiclico. È presto per capire dove andrà il dollaro, mentre l’oro tornerà a salire.

“Come quattro anni fa, i sondaggi sulle elezioni presidenziali americane indicano di nuovo un risultato incerto. Se dovesse essere rieletto il presidente Donald Trump, questa volta le sue politiche, per quanto imprevedibili, non sarebbero più una sorpresa. Se tuttavia a vincere le elezioni dovesse essere l’avversario democratico Joe Biden, c’è motivo di credere che non solo saranno revocate parti della riforma fiscale di Trump, ma che inevitabilmente vi sarà l’introduzione di nuove regolamentazioni”, spiega Michael Blümke, portfolio manager del fondo Ethna-Aktiv di Ethenea.

“Questi fattori, insieme all’incertezza generale che circonda il tema della nuova presidenza, suggeriscono che una rielezione di Trump potrebbe avere un impatto più positivo che negativo sui mercati dei capitali, almeno nel breve termine. Tuttavia, a nostro avviso, il risultato delle elezioni non avrà un impatto importante sui mercati nel lungo termine“.

Nelle prossime settimane, sarà importante essere preparati alla fase critica della campagna elettorale, con la maggiore volatilità che ne deriverà. Pertanto, è opportuno adeguare i portafogli in modo leggermente anticiclico, così che eventuali battute d’arresto temporanee nei mercati possano essere utilizzate per acquisizioni piuttosto che per disinvestimenti. Inoltre, è consigliabile astenersi dal riposizionare i portafogli rispetto al dollaro fino a quando non saranno noti i risultati delle elezioni. Guardando al futuro, ci sono in effetti argomenti sia a favore che contro lo sviluppo del dollaro. Mentre la combinazione del disavanzo e, soprattutto, della maggiore portata delle misure di quantitatve easing costituiscono argomenti contro il dollaro, a favorire quest’ultimo nel futuro saranno il vantaggio relativo degli Stati Uniti in termini di crescita e il ritorno quasi certo del rischio politico in Europa. Al momento, tuttavia, il vento contrario è ancora troppo forte, quindi è opportuno attendere gli sviluppi futuri.

Guardando ai mercati, non ci aspettiamo che le turbolenze degli ultimi sei mesi, in termini positivi o negativi, continuino. Tuttavia, resta il fatto che nell’attuale contesto le banche centrali e i governi faranno tutto il possibile per stimolare la crescita economica. Con questo in mente, c’è più ottimismo rispetto a tre mesi fa. Naturalmente, non è un segreto che i maggiori guadagni proverranno dalle azioni, qualora si concretizzasse uno scenario con dati di crescita migliori. Anche in uno scenario positivo, c’è solo una probabilità limitata di aumenti sostenuti dei tassi di interesse.

“Questo è il motivo per cui, in linea con il nostro concetto multi-asset, sovrappesiamo attualmente le azioni, ma continuiamo a mantenere una posizione neutra nelle obbligazioni societarie, che – grazie all’aggiunta di alcune interessanti obbligazioni ad alto rendimento – genera ancora un ritorno positivo”, conclude Blümke. “Riguardo all’oro, sebbene si stia attualmente consolidando dopo un rally significativo, prevediamo che i suoi prezzi continueranno a salire nel lungo termine. Attualmente, nel nostro fondo Ethna-AKTIV abbiamo ridotto l’allocazione in oro al 5%, ma siamo pronti ad aumentarla nuovamente fino al 10%”.