Secondo Andrea Siviero di Ethenea, il successo del presidente USA è dovuto alle vaccinazioni di massa e al sostegno fornito all’economia del paese con l’American Rescue Plan. La luna di miele di Biden proseguirà una volta superata la pandemia?
“Joe Biden ha posto molta enfasi sull’agire rapidamente durante i suoi primi 100 giorni di presidenza. Le sue priorità sono state quelle di combattere la pandemia di Covid-19 e fornire assistenza economica alle famiglie americane, oltre che far riacquisire credibilità internazionale al paese”, sottolinea Andrea Siviero, Investment strategist di Ethenea Independent Investors.
“Sul fronte della pandemia, Biden ha posto alla sua amministrazione l’obiettivo di vaccinare 100 milioni di americani nei suoi primi 100 giorni di mandato: ci sono voluti solo 50 giorni per mantenere quella promessa. Il rilancio dell’economia ha ricevuto una spinta decisiva dal pacchetto di aiuti da 1,9 trilioni di dollari per il coronavirus, l’American Rescue Plan, a cui ora potrebbe aggiungersi l’American Jobs Plan. A livello internazionale, Biden ha rifocalizzato la politica estera degli Stati Uniti sulla diplomazia e il multilateralismo, facendo un passo oltre all’era dell’imprevedibilità”.
Con l’appoggio di un Congresso favorevole, Biden ha avuto un particolare successo nel realizzare le sue priorità politiche nei primi 100 giorni di mandato. I progressi nella lotta contro la pandemia, con la velocizzazione delle vaccinazioni e lo sfondamento di quota 100 milioni di dosi
somministrate, sono stati un fattore chiave a sostegno della ripresa degli Stati Uniti, poiché hanno permesso una graduale riapertura dell’economia. Questo rilancio economico ha ricevuto una spinta decisiva dal pacchetto di aiuti dell’American Rescue Plan. Il programma non comprende solo pagamenti diretti ai cittadini statunitensi, integrazioni ai sussidi di disoccupazione e un ampliamento dei crediti d’imposta per i minori, ma anche un finanziamento supplementare destinato al piano vaccinale. Oltre a questo, Biden ha presentato un piano di investimenti infrastrutturali una tantum di oltre 2 trilioni di dollari, l’American Jobs Plan, che mira a ricostruire strade, riparare ponti, accelerare la lotta contro il cambiamento climatico e investire nella ricerca, creando milioni di posti di lavoro.
“Assieme all’American Rescue Plan, questo piano in attesa di approvazione avrà un notevole impatto sulla ripresa economica e sulla competitività a medio termine degli Stati Uniti, con rilevanti conseguenze che andranno a beneficio dell’economia globale”, sottolinea Siviero.
A livello internazionale, Biden ha sfruttato i suoi primi 100 giorni di mandato per fare alcuni passi simbolici nell’arena internazionale, tra cui la revoca delle politiche isolazioniste di Trump per rientrare sia nell’Organizzazione Mondiale della Sanità che nell’accordo sul clima di Parigi, oltre all’apertura a rientrare nell’accordo sul nucleare iraniano.
I risultati del presidente in riferimento alle priorità della sua amministrazione di combattere la pandemia di Covid-19 e di far ripartire l’economia statunitense non solo hanno alimentato ulteriormente il rally del mercato azionario avviatosi con la sua elezione, ma hanno anche portato a un rapido aumento dei rendimenti del Treasury Usa a 10 anni. Le aspettative di una solida ripresa statunitense e l’aumento dei rendimenti dei bond sovrani degli Stati Uniti hanno anche portato a un allargamento del gap con i rendimenti dei titoli sovrani europei e a un rafforzamento del dollaro statunitense, che (contrariamente alle previsioni) si era apprezzato nei confronti della maggior parte delle valute durante i primi tre mesi del 2021.
“Joe Biden ha iniziato la sua presidenza affrontando una serie di problematiche straordinarie”, conclude Siviero (nella foto). “In linea con lo spirito del New Deal di Franklin D. Roosevelt, l’ex vice presidente ha elaborato un programma ambizioso per i suoi primi 100 giorni di mandato. Anche se, finora, ha avuto successo nel realizzare le sue principali priorità – combattere la pandemia di Covid-19 e far ripartire l’economia – sta ancora affrontando sfide estremamente difficili per realizzare le promesse della sua campagna. Una volta che l’emergenza pandemica sarà sotto controllo e il periodo di luna di miele sarà finito, Joe Biden avrà bisogno di tutta la sua esperienza per portare avanti la sua agenda politica”.



di una politica della banca centrale ancora molto favorevole e di altri pacchetti fiscali, le prospettive degli utili delle imprese non solo dovrebbero stabilizzarsi l’anno prossimo, ma potrebbero anche riservare sorprese positive.
Purchase Programme (PEPP) continueranno almeno fino a giugno 2021. I principali pagamenti dei titoli in scadenza saranno reinvestiti in obbligazioni almeno fino a giugno 2022. I programmi di acquisto di importi inferiori continueranno anche fino a quando non saranno introdotte le misure della Banca centrale e l’inflazione non si avvicinerà al livello target.
una mancanza di crescita strutturale. Dall’altro queste aziende devono confrontarsi con nuovi dirompenti concorrenti che guadagnano quote di mercato in modo aggressivo e vengono costantemente riforniti con nuovo capitale. Inoltre, i bassi tassi d’interesse mettono sotto pressione anche la valutazione dei titoli value. Dal nostro punto di vista, nessuno dei tre fattori menzionati si tradurrà in un cambio sostenibile a favore dei titoli value nel prossimo futuro. Pertanto, in termini assoluti, le prospettive da medio a lungo termine di molti titoli value possono essere classificate come piuttosto modeste. Nel lungo termine, la crescita strutturale delle aziende rimane un fattore decisivo e necessario per una performance azionaria positiva e duratura. Le ultime settimane, durante le quali ci sono state notizie positive riguardo i vaccini, hanno dimostrato agli investitori che anche la sovraperformance dei titoli growth rispetto ai titoli value non è una strada a senso unico.
Nelle prossime settimane, sarà importante essere preparati alla fase critica della campagna elettorale, con la maggiore volatilità che ne deriverà. Pertanto, è opportuno adeguare i portafogli in modo leggermente anticiclico, così che eventuali battute d’arresto temporanee nei mercati possano essere utilizzate per acquisizioni piuttosto che per disinvestimenti. Inoltre, è consigliabile astenersi dal riposizionare i portafogli rispetto al dollaro fino a quando non saranno noti i risultati delle elezioni. Guardando al futuro, ci sono in effetti argomenti sia a favore che contro lo sviluppo del dollaro. Mentre la combinazione del disavanzo e, soprattutto, della maggiore portata delle misure di quantitatve easing costituiscono argomenti contro il dollaro, a favorire quest’ultimo nel futuro saranno il vantaggio relativo degli Stati Uniti in termini di crescita e il ritorno quasi certo del rischio politico in Europa. Al momento, tuttavia, il vento contrario è ancora troppo forte, quindi è opportuno attendere gli sviluppi futuri.
Guardando ai mercati, non ci aspettiamo che le turbolenze degli ultimi sei mesi, in termini positivi o negativi, continuino. Tuttavia, resta il fatto che nell’attuale contesto le banche centrali e i governi faranno tutto il possibile per stimolare la crescita economica. Con questo in mente, c’è più ottimismo rispetto a tre mesi fa. Naturalmente, non è un segreto che i maggiori guadagni proverranno dalle azioni, qualora si concretizzasse uno scenario con dati di crescita migliori. Anche in uno scenario positivo, c’è solo una probabilità limitata di aumenti sostenuti dei tassi di interesse.







