L’intelligenza artificiale rimane un importante motore delle esportazioni a Taiwan e in Corea del Sud, ma altri segmenti della produzione mostrano segni di debolezza.
di Marcel Zimmermann, gestore del fondo Lemanik Asian Opportunity di Lemanik
Nel corso del mese, l’andamento geografico regionale in Asia è stato positivo in Corea del Sud, Hong Kong/Cina e Taiwan, mentre Giappone e Sud-Est asiatico hanno sottoperformato l’indice regionale. L’andamento dei settori regionali è stato nuovamente influenzato dal forte interesse per l’intelligenza artificiale e il segmento delle risorse, che ha beneficiato del continuo rialzo dei prezzi di oro e argento.
Le prospettive economiche in Asia sono rimaste relativamente contrastanti. Gli indici dei responsabili degli acquisti nella regione continuano a oscillare intorno a 50, indicando un potenziale di crescita limitato. L’intelligenza artificiale rimane un importante motore delle esportazioni a Taiwan e in Corea del Sud, ma altri segmenti della produzione mostrano segni di debolezza. L’incostante politica commerciale degli Stati Uniti continua a limitare la visibilità a lungo termine necessaria per i grandi piani di investimento di capitale.
L’Indonesia ha tagliato il tasso di riferimento dello 0,25% al 4,75% per sostenere l’economia. La Banca Asiatica di Sviluppo ha abbassato le prospettive di crescita per i paesi asiatici in via di sviluppo al 4,8% nel 2025 (-0,1) e al 4,5% nel 2026 (-0,2%) a causa dell’impatto dei dazi statunitensi. Tuttavia, la domanda interna continua a sostenere una crescita del PIL relativamente elevata. Prevediamo che l’intelligenza artificiale, i robot umanoidi e i metalli continueranno a essere i principali temi di investimento. Tuttavia, le valutazioni stanno diventando più estese e stiamo esaminando altri segmenti dell’economia che dovrebbero trarre vantaggio da questo importante flusso di investimenti.
I nostri fondi nelle classi istituzionali hanno raggiunto un nuovo massimo storico durante il mese, ma hanno sottoperformato l’indice nell’ultima settimana a causa delle forti prese di profitto nel segmento dell’intelligenza artificiale e delle risorse. Da inizio anno le classi del nostro fondo registrano un +18,58% e un +17,40%, sovraperformando l’indice di riferimento del 10,09% per la classe istituzionale e dell’8,91% per quella retail. L’indebolimento del won coreano e della rupia indonesiana e la performance piatta dei titoli azionari del fondo hanno ulteriormente penalizzato il risultato. Nel corso del mese abbiamo apportato lievi modifiche agli investimenti del fondo. L’esposizione verso la Thailandia è stata ulteriormente ridotta, ma manteniamo una posizione sovrappesata nella regione del Sud-Est asiatico. Abbiamo realizzato parzialmente i profitti a Hong Kong e in Giappone, ma abbiamo aumentato l’esposizione regionale verso il segmento dei robot e dell’intelligenza artificiale. Le valutazioni regionali continuano ad essere inferiori rispetto a quelle degli Stati Uniti e dell’Europa.



A peggiorare la situazione sono le fatture commerciali non saldate da oltre 90 giorni dalla scadenza originaria della fattura, che ben presto si trasformano in perdite su crediti nonostante i numerosi tentativi di recuperare il pagamento. Chiaro indicatore della situazione di liquidità aziendale a rischio, è il significativo aumento dei crediti incagliati che non è stato possibile più recuperare (+ 60% rispetto ai risultati del sondaggio 2021). È questa la principale preoccupazione riferita dalle aziende intervistate in sette mercati asiatici (Cina, Hong Kong, India, Indonesia, Singapore, Taiwan e Vietnam) e negli Emirati Arabi Uniti, nell’ultima edizione del “
Da Taiwan arriva il segnale più allarmante, con un numero di crediti inesigibili quasi tre volte superiore a quello rilevato nel precedente sondaggio, e ora pari all’8% del valore totale delle fatture B2B. Anche le aziende di Hong Kong e Singapore riferiscono pesanti contraccolpi derivanti dall’aumento dei crediti inesigibili, con una crescita media per entrambi i Paesi del 50%. Altro mercato colpito dal fenomeno è l’Indonesia, con crediti inesigibili in ascesa del 40%. In Vietnam, per la prima volta inserito tra i Paesi oggetto di analisi, le imprese locali hanno riportato una carenza di liquidità causata sia dai crediti inesigibili pari al 6% del valore totale delle fatture commerciali tra aziende.
Ulteriore preoccupazione per le aziende che operano nell’attuale difficile contesto economico e commerciale, è la difficoltà a recuperare i profitti nel momento in cui subiscono forti ricadute dalla cancellazione dei crediti incagliati. Il sondaggio Atradius evidenzia che nel continente asiatico il 20% in più delle aziende rispetto all’anno precedente ha segnalato una maggiore disponibilità a concedere credito ai propri clienti. Questo segnale mostra che esistono condizioni di mercato molto competitive e che le aziende fanno fatica ad ottenere ricavi aggiuntivi che compenserebbero le perdite dovute ai crediti inesigibili.
Tuttavia, queste criticità hanno generato una maggior consapevolezza nella maggioranza delle aziende sull’importanza della gestione strategica del rischio di credito commerciale, con una società su due, tra quelle intervistate, che ha dichiarato di voler assicurare i crediti commerciali per mitigare l’impatto che il rischio di credito del cliente potrebbe avere sulla propria azienda. Andreas Tesch, Chief Market Officer di Atradius, ha commentato: “Le previsioni di crescita in Asia restano relativamente solide, intorno al 5% sia quest’anno che per il 2023. Tuttavia, molte aziende della regione asiatica intrattengono rapporti commerciali in tutto il mondo in un clima di profonda instabilità, in cui gli impatti della pandemia e dello sconvolgimento geopolitico in corso hanno prodotto una revisione al ribasso delle previsioni di crescita globale, a poco più del 3%. Le imprese asiatiche risentono di questa interruzione diffusa nel contesto commerciale globale. L’aumento della cancellazione dei crediti inesigibili può essere segnale di avvertimento di un forte stress finanziario nel contesto in cui operano le aziende”.







