Giugno 10, 2026
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Indebitamento UE di nuova generazione: una prima valutazione

Il programma Next Generation EU sta cambiando radicalmente il modo in cui l’UE si finanzia e interagisce con i mercati finanziari. Caratteristiche delle emissioni, potenziali rischi e opportunità legate all’indebitamento dell’UE.

Di Adriana Cardinale*

Il programma Next Generation EU (NGEU) sta cambiando radicalmente il modo in cui l’Unione Europea interagisce con i mercati finanziari a causa del suo ambizioso e innovativo programma sul debito pubblico.

Negli ultimi due anni, la Commissione Europea ha adottato una nuova strategia di prestito diversificata, simile a quella di altri grandi emittenti, per raccogliere denaro in modo sicuro, affidabile e conveniente, in moda tale da diventare “attraente” per i mercati finanziari e mantenere un solido rating creditizio. In particolare, l’UE prevede di costruire una curva dei rendimenti di riferimento completa, emettendo una gamma diversificata di titoli di debito con scadenze comprese tra tre mesi e trenta anni, da distribuire attraverso una rete di operatori bancari primari idonei a sostenere il programma di emissione, che avverrà principalmente per mezzo di aste e transazioni sindacate. Una rete di concessionari ben funzionante, infatti, è fondamentale per aiutare l’UE a vendere il debito senza intoppi, mantenere il livello di liquidità e adeguare i piani di prestito alle condizioni di mercato.

Finora, le prime emissioni dell’UE hanno mostrato un forte interesse da parte degli investitori e l’UE ha ottenuto buoni rating e prezzi relativi elevati rispetto ai suoi omologhi sovrani e sovranazionali. Il prestito NGEU rappresenta un’opportunità unica per gettare le basi per un asset sicuro europeo, che potrebbe aiutare a risolvere alcuni problemi di vecchia data con l’architettura finanziaria europea. Affinché abbia successo, il debito dell’UE dovrà avere prestazioni almeno pari a quelle degli altri principali emittenti dell’area dell’euro in termini di emissioni primarie e sui mercati secondari. La Commissione Europea, poi, dovrà monitorare la sua rete di concessionari per assicurarsi che sia ben posizionata per supportare le operazioni di mercato. Dovrebbe anche fare attenzione che la selezione di banche con cui lavorare nelle operazioni finanziarie sia considerata equa, trasparenti e imparziale.

Grazie a questo nuovo approccio, si prevede che l’UE diventerà presto il più grande emittente di obbligazioni verdi nell’ambito del mandato di Next Generation EU, arrivando ad emettere fino a un terzo del suo debito in questo segmento di mercato. In caso di successo, ciò potrebbe ulteriormente rafforzare il ruolo internazionale dell’euro  in tema di Sostenibilità Ambientale, e ciò richiederà all’Unione Europea di bilanciare il suo impegno nei confronti dei nuovi standard climatici, adattandosi alle attuali condizioni di mercato per garantire che il debito NGEU sostenga le nuove regole di finanziamento del clima e attiri un sufficiente interesse degli investitori.

Nel complesso, il debito a livello dell’UE dovrebbe avvantaggiare i mercati dei capitali dei Paesi aderenti e rafforzare l’architettura finanziaria dell’area dell’euro. Tuttavia, per trarre pieno vantaggio dai prestiti obbligazionari, il programma dovrebbe essere reso permanente e il suo volume aumentato sensibilmente, in modo da fornire una affidabile curva dei rendimenti di riferimento e un’attività sicura a lungo termine.

* Segreteria di redazione P&F

Ethenea, con i green bond “gemelli” la Germania risparmia 25 milioni l’anno sugli interessi

Con l’introduzione dei green bond governativi, la Germania ha avviato la politica dei titoli gemelli, con sconto sugli interessi rispetto ai titoli sovrani. Grazie alla domanda del mercato pari a 5 volte l’offerta, il governo tedesco risparmierà 2,5 milioni di euro all’anno per i prossimi 10 anni 

La politica dei titoli gemelli prevede la possibilità, per l’acquirente, di scambiare in qualsiasi momento il suo green bond con il gemello tradizionale. Tuttavia, saranno in pochi a farlo, poiché si può presumere che il gemello green avrà sempre un valore più alto del suo corrispettivo tradizionale. Quest’ultimo, a sua volta, dovrebbe essere leggermente più liquido, a causa del volume di emissione più elevato: un piccolo svantaggio per il green bond che viene però compensato dall’opzione di scambio.

Con l’introduzione dei green bond governativi, la Germania ha avviato la sua politica dei titoli gemelli. Infatti, il green bond a 10 anni ha esattamente la stessa scadenza e la stessa cedola dell’obbligazione sovrana ordinaria a 10 anni: entrambe scadranno il 15 agosto 2030 e hanno una cedola dello 0%. Tuttavia, una differenza esiste, visto che al momento dell’emissione il green bond tedesco offriva un rendimento negativo del -0,46%, leggermente inferiore al -0,45% del bond convenzionale. “In altri termini”, spiega Volker Schmidt, Senior portfolio manager ed esperto obbligazionario di Ethenea Independent Investors Sa, “questo è esattamente l’importo a cui gli investitori sono disposti a rinunciare per sostenere gli obiettivi di protezione del clima della Germania”.

Volker Schimdt

“Sulla base del volume di emissione iniziale di green bond pari a 6,5 miliardi di euro, e con un rendimento che oggi è inferiore di due punti base rispetto ai titoli governativi convenzionali, il Governo tedesco risparmierà 650mila euro all’anno per i prossimi 10 anni”, aggiunge Schmidt. “Se ipotizziamo che il Governo tedesco possa emettere un totale di 50 miliardi di euro in obbligazioni verdi e che lo sconto sui tassi di interesse possa salire a cinque punti base, il risparmio in termini di interessi per il Governo tedesco salirebbe a 25 milioni di euro l’anno”.

Entro la fine del 2020, il governo tedesco prevede di collocare presso gli investitori un totale di 11 miliardi di euro in obbligazioni verdi ed emetterà quindi un green bond quinquennale nell’ultimo trimestre dell’anno, con un differenziale di rendimento, rispetto ai governativi classici, che potrebbe collocarsi ancora tra 1 e 2 punti base. È probabile inoltre che lo sconto di rendimento tra uno a due punti base visto finora rappresenti soltanto l’inizio, data la domanda elevata di investimenti green.

Il Governo tedesco si è confrontato con una domanda di 33 miliardi di euro per il suo primo green bond, quindi non stupirebbe se lo sconto si allargasse rapidamente verso i cinque punti base. Ora sarà interessante vedere quali sconti gli investitori sono disposti ad accettare a lungo termine nel momento in cui investono in titoli sovrani green.