Maggio 25, 2026
Home Posts tagged pasquale corvino

Corvino, Zest: è il momento di essere selettivamente contrarian

In 12 mesi cancellato più di un decennio di sovraperformance dei titoli azionari con alti tassi di crescita. La curva dei tassi statunitense adesso prezza 2/3 tagli a seguito del rallentamento economico. 

“Nel contesto attuale appare appropriato mantenere un atteggiamento contrarian sfidando il mercato e costruire posizioni su titoli azionari dalle buone opportunità di crescita, le cui valutazioni sono diventate relativamente attraenti. Questo perché i timori, seppur fondati, appaiono ragionevolmente prezzati”. È l’analisi di Pasquale Corvino, gestore di Zest.

Il conflitto in Ucraina ha esacerbato i timori inerenti  due grandi  punti di discontinuità rispetto al  passato recente, ossia minore globalizzazione e maggiori pressioni inflazionistiche. A  corollario di  tutto questo diventa inevitabile, da parte delle principali banche centrali e in primis della Fed, porre in essere politiche monetarie restrittive volte a calmierare la dinamica dei prezzi e di conseguenza raffreddare la crescita economica. Per tali ragioni la curva dei tassi statunitense ha iniziato a muoversi con maggiore violenza e incorporare fino a otto rialzi da 0.25% sull’anno per poi prezzare 2/3 tagli a seguito del conseguente rallentamento economico. 

“L’inversione della curva, e cioè con tassi governativi di breve periodo più elevati dei tassi di lungo periodo, storicamente ha dimostrato un certo valore predittivo per recessioni e/o correzioni  di mercato ma alcune precisazioni sono doverose”, continua Corvino. “In primo luogo, anche nei casi in cui l’indicatore è stato accurato, l’intervallo di tempo intercorso tra “segnale” e “bear market“/recessione è talmente variegato da essere poco utile come strumento di market timing, e cioè uscire dal mercato evitando fasi ribassiste. In secondo luogo, la parte di curva più informativa per la Fed, ossia la parte breve, non mostra segnali preoccupanti. In ultimo, la correzione dei titoli azionari dalle valutazioni più elevate, associate a tassi di crescita più elevati, può già ritenersi drammatica, avendo cancellato in 12 mesi oltre un decennio di sovraperformance”.

Aziende USA: utili annuali da record, ma serve cautela. Sugli scudi titoli energetici e gaming

Secondo Pasquale Corvino di Zest, le elevate valutazioni del mercato americano iniziano a costituire motivo di cautela anche a fronte di risultati positivi. L’aumento della volatilità potrebbe portare a vendite forzate con pesanti effetti sul mercato.

“Tra le classi interessanti del mercato statunitense in questa fase, vedo potenziale di rialzo su titoli energetici e principalmente sui raffinatori come Valero, che coniuga buona crescita e alta efficienza operativa a valutazioni ragionevoli. In parallelo, ci sono buone prospettive su titoli tra i consumi discrezionali legati a Casino&Gaming, come Las Vegas Sands, che beneficeranno della migliorata situazione pandemica in Asia nonché delle opportunità derivanti dall’online gaming”. È la view di Pasquale Corvino, gestore di Zest.

A oggi oltre il 60% delle società statunitensi hanno pubblicato i risultati trimestrali mostrando risultati superiori alle aspettative. Analizzando i dati risulta che a livello di utili per azione l’86% delle società ha battuto le stime con una magnitudine tra utili attesi e realizzati che ha toccato quasi il 23%. Tutto ciò ha portato alla crescita degli utili annuali al livello record del 46% grazie alla forte crescita e alla bassissima base di partenza. Anche i fatturati sono stati superiori alle attese per il 78% delle società. Nonostante questo, in aggregato le reazioni dei singoli titoli alle trimestrali è stata misurata in termini di incremento dei prezzi, a testimonianza che le elevate valutazioni iniziano a costituire motivo di cautela anche a fronte di risultati positivi.

Guardando al futuro,  anche il prossimo trimestre presenta uno scenario simile: basse aspettative, raffronti favorevoli rispetto allo scorso anno, ma valutazioni ancora elevate. Il mercato sta scontando come strutturali o comunque sostenibili nei trimestri futuri i tassi di crescita recentemente osservati, a seguito dei rimbalzi dalla fase pandemica più acuta, quando  invece andrebbero considerati come transitori e irripetibili in condizioni  normalizzate. I prossimi mesi saranno fondamentali  per valutare la consistenza della ripresa economica e la capacità delle leve monetarie e fiscali di soddisfare le aspettative incorporate nei prezzi di mercato, che al momento appaiono elevate e scontano uno scenario estremamente positivo.

“Intanto la volatilità nell’ultimo anno si è costantemente ridotta e meno volatilità significa maggiori posizioni a leva”, conclude Corvino (nella foto). “Se aumenta la volatilità il broker richiede maggiori margini e questo potrebbe far scattare delle vendite forzate in una situazione di eccessi. Se l’aumento della volatilità avviene gradualmente le posizioni vengono gestite, se dovessero esserci movimenti violenti allora scattano smobilizzi simultanei con pesanti effetti sul mercato. Nelle ultime settimane il Vvix, vale a dire la volatilità della volatilità, è tornato a salire”.

Pasquale Corvino: complicato estrarre valore dai bond, meglio le forme ibride. Commodity per diversificare

L’Asia si pone in posizione favorevole per poter beneficiare delle dinamiche del global trade. Forme di investimento ibride a metà tra azionario puro e obbligazionario possono offrire rendimenti discreti.

 “I titoli esposti a tecnologia e consumo discrezionale sono forti negli indici americani ma non in quelli europei. La carenza di performance di questi comparti potrebbe allora agevolare una sovra-performance dell’Europa nel prossimo futuro”. È l’analisi di Pasquale Corvino, gestore di Zest, società di gestione indipendente svizzera.

Nelle ultime settimane è iniziata una rotazione molto forte da titoli value verso una parte più esposta a cicli di crescita sostenuta, è un trend suscettibile di proseguire nel caso la situazione globale si normalizzi e si vada verso una maggiore apertura di tutte le economie. In Europa il miglioramento della situazione economica è il principale driver di una migliore performance finanziaria. Tecnologia e apparecchiatura medicale non sono presenti in maniera massiccia negli indici europei, espressione di un modo di generare innovazione molto lento. Il processo primario da intraprendere dovrebbe allora essere volto a rimediare a queste carenze, in seguito il miglioramento delle economie e i possibili sforzi della banca centrale europea di reflazionare il sistema cercando di supportare l’economia e ridurre la sofferenza NPL nel settore finanziario potrebbero avere un impatto benefico, visto che il mercato europeo è incentrato su questo tipo di società.

Intanto la politica Usa, con l‘elezione di Biden, si preannuncia più partecipativa e quindi meno sfavorevole a un mondo globalizzato come quello attuale. L’Asia allora si pone in posizione favorevole per poter beneficiare delle dinamiche del global trade, dal momento che si prevede una crescita interna sana e robusta, una situazione sanitaria favorevole a livello relativo e un contesto internazionale più cooperativo rispetto all’ultimo quadriennio.

“L’investimento in attività passive oggi è rischiosa. I tassi sono quasi negativi per i governativi a parte i paesi periferici, quindi diventa molto complicato estrarre valore. Per il futuro esistono forme ibride a metà tra azionario puro e obbligazionario che consentono di ottenere rendimenti discreti e che non sono così irragionevoli in termini di rischi”, sottolinea Corvino. “Per quanto riguarda le commodity, in questa fase è utile averle come strumento di diversificazione. Il maggior motivo per i detrattori dell’oro è che si tratta di uno strumento perpetuo che non paga cedola ma ora, in regime di tassi quasi negativi in cui quasi tutti gli strumenti finanziari sono perpetui, il discorso non attecchisce più. A livello di valute, il franco continua a essere un bene rifugio. Siamo a un punto di equilibrio tollerabile e riteniamo che rimarrà tale a meno che non ci siano nuovi scompensi internazionali forti tali da giustificare un flusso di domanda di franco svizzero che tenderebbe a farlo apprezzare”.