Maggio 31, 2026
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Healthcare, il mercato mondiale dei servizi di consulenza sanitaria decolla grazie al digitale

Un recente rapporto spiega come la digitalizzazione contribuisca a spingere in modo significativo la crescita del mercato dei servizi di consulenza in ambito healthcare.

Vola il mercato globale dei servizi di consulenza in ambito sanitario: secondo il rapporto stilato dal The Business Research Center, il settore nel 2024 supererà i 28 miliardi di dollari di valore – dai 25 miliardi di valore del 2023 – per arrivare poi a sfiorare entro il 2028 i 50 miliardi di dollari, con un tasso di crescita annuale aggregato del 13,9%. Tra le regioni è il Nord America l’area guida, a livello mondiale, del mercato dei servizi di consulenza sanitaria mentre le stime vedono nell’Asia-Pacifico la regione più promettente in termini di crescita nel periodo di previsione oggetto dell’indagine di mercato (2024-2033).

La forza trainante dietro questa ondata di crescita è rappresentata, in primis, dall’impatto della digitalizzazione sui servizi di consulenza sanitaria. L’impiego e l’utilizzo del digitale e delle sue applicazioni, infatti, è in grado di trasformare i modelli di business, contribuendo a generare valore e favorendo la scoperta di preziose informazioni sulla gestione e il monitoraggio delle patologie. Ciò ha applicazioni dirette anche sulla rapida espansione del mercato globale dei programmi di supporto al paziente (PSP) che, secondo quanto riportato da un’analisi svolta da Insight Ace Analytic, raggiungerà i 64,36 miliardi di dollari di valore entro il 2031 con un tasso annuo di crescita del +16,62%. I PSP sono molto richiesti all’interno dell’industria farmaceutica in quanto l’assistenza sanitaria è sempre più incentrata sul paziente che ora non vuole più solo farmaci ma anche ricevere informazioni, supporto, risorse e strumenti per poter gestire efficacemente i problemi di salute. Questi strumenti sono molto utilizzati nel trattamento di malattie croniche come il diabete, il cancro e i disturbi autoimmuni, in quanto possono migliorare l’aderenza terapeutica dei pazienti, i risultati complessivi in termini di salute e l’esperienza sanitaria, diventando così sempre più una parte importante della moderna assistenza sanitaria.

Un trend, quello dell’espansione del mercato dei programmi di supporto al paziente, che sta guidando il mercato dei servizi di consulenza sanitaria anche in Italia, come confermato anche dal parere degli esperti. “La centralità del paziente è uno degli obiettivi principali che dovrebbe perseguire il nostro Servizio Sanitario Nazionale, perché ciascun soggetto è portatore di una propria complessità e necessita di risposte specifiche lungo il percorso di cura e assistenza sanitaria – spiega Davide Lucano (nella foto), amministratore delegato di OPT Spa (optsalute.it), società di consulenza e formazione che, dal 1994, opera all’interno del sistema sanità italiano per promuovere lo sviluppo di progetti ad alto valore aggiunto. Uno dei primi passi in questo senso è quello di garantire una presa in carico multidisciplinare che abbatta gli steccati tra le varie discipline, attuando un cambiamento organizzativo nei modelli di cura. È necessaria poi anche una rivoluzione culturale, con medici, infermieri e operatori sanitari che devono ribaltare il loro punto di vista, imparando a utilizzare le tecnologie digitali a sostegno della cura clinica. Solo così avremo persone in grado di sfruttare al massimo le potenzialità offerte dalle apparecchiature digitali in ambito sanitario e che siano davvero orientati al soddisfacimento della patient experience”.

In Europa è la Germania il principale mercato europeo dei servizi di consulenza sanitaria, che arriverà a toccare i 4 miliardi di dollari di valore entro il 2030 con un tasso di crescita annuale del 10,6%, di poco inferiore a quello fatto registrare da Regno Unito (10,9%) e Francia (12,7%) nel medesimo periodo. In Italia, invece, il settore della consulenza in ambito sanitario non ha ancora espresso le sue piene potenzialità e ha degli importanti margini di miglioramento. Anche in Italia, infatti, si prevede che nei prossimi anni la frequenza dei tumori e delle malattie croniche aumenterà, e si registra un costante aumento della popolazione anziana. Per questi motivi è probabile un aumento della digitalizzazione nelle soluzioni di information technology sanitarie e un aumento della spesa pubblica e del settore privato in questo tipo di infrastrutture, al fine di favorire nei grandi ospedali le reti sanitarie integrate e migliorare il coordinamento dell’assistenza al paziente.

L’espansione del mercato dei servizi di consulenza sanitaria, per via delle notevoli implicazioni a livello informatico, aumenta le preoccupazioni sulla privacy dei dati dei pazienti. Sincronizzare l’infrastruttura IT dei grandi ospedali, infatti, è un compito molto difficile per gli specialisti, e ciò rappresenta un ostacolo significativo all’espansione del mercato, dal momento che tutti i vecchi sistemi devono essere modificati quando vengono utilizzati con sistemi incompatibili. Inoltre, la carenza di professionisti IT qualificati nel settore sanitario potrebbe rappresentare un ulteriore barriera allo sviluppo dei servizi di consulenza sanitaria, soprattutto nei paesi a basso reddito e in via di sviluppo, che non hanno accesso all’assistenza sanitaria di base. I questi paesi, tuttavia, l’impennata dei progressi tecnologici nel campo degli smartphone e della connettività Internet accelereranno la crescita del mercato nei prossimi anni e creeranno un’attività redditizia.

 

Healthcare, l’intelligenza artificiale rivoluziona la sanità

Con un mercato da 188 miliardi di dollari entro il 2030 e un tasso di crescita annuo del 37%, la tecnologia promette di salvare oltre 250.000 vite ogni anno.  

Secondo un recente report di Statista, il mercato globale dell’Intelligenza Artificiale nel settore sanitario, che nel 2021 valeva circa 11 miliardi di dollari, si stima possa raggiungere quasi i 188 miliardi di dollari nel 2030 con un tasso di crescita annuo del 37%.

Dunque un mercato sempre più in espansione, che trova ragione nei notevoli miglioramenti che l’IA apporta al settore sanitario, permettendo sia di ridurre i costi sanitari sia di supportare i medici nell’analisi diagnostica del paziente. “Intelligenza Artificiale e Machine Learning analizzano enormi quantità di dati in tempi brevissimi: per sfruttarne al massimo le potenzialità è importante sviluppare delle software suite modulari che consentano di creare architetture cloud-native e che attraverso l’IA permettano di ridurre il time to market semplificando la vita di chi deve andare a sviluppare le applicazioni”, ha commentato Marzio Ghezzi, CEO di Mia-Care.

Il 94% delle organizzazioni sanitarie ha dichiarato di utilizzare l’Intelligenza Artificiale o il Machine Learning, secondo i dati riportati da un sondaggio di Morgan Stanley Research; ugualmente il 40% dei dirigenti sanitari prevede un aumento degli investimenti nell’IA nei prossimi cinque anni. Dati, questi, che ben evidenziano il ruolo sempre più centrale che l’automazione e le applicazioni dell’IA svolgeranno nel settore sanitario, migliorando la vita dei pazienti e consentendo una significativa riduzione dei costi. Per esempio, è possibile ridurre di 16 miliardi di dollari i costi sanitari legati alle cosiddette “riammissioni”, che si verificano quando un paziente precedentemente ricoverato necessita di cure aggiuntive o affronta complicazioni che richiedono un nuovo ricovero. Ugualmente le Unità di terapia intensiva Intelligente, oltre a permettere un monitoraggio costante e in tempo reale e aiutare il personale medico a prendere decisioni più informate e tempestive, potrebbero comportare, per le strutture sanitarie, un risparmio annuo di circa 323.000 dollari per posto letto.

Questi risparmi avrebbero un impatto anche nel settore farmaceutico: i costi legati alla scoperta di farmaci potrebbero infatti ridursi di oltre 70 miliardi di dollari entro il 2028 grazie all’impiego di algoritmi di Machine Learning che accelerano lo sviluppo di nuovi farmaci e dunque riducono tempi e costi. “L’IA sta trasformando il modo in cui la Sanità viene erogata, portando a un sistema sanitario più efficiente con benefici significativi per pazienti, medici e fornitori di servizi sanitari. Da un lato, infatti, l’IA consente ai professionisti di risparmiare tempo, accedere rapidamente all’intera storia clinica dei pazienti e quindi effettuare diagnosi più precise e prendere decisioni più informate, in tempo reale; dall’altro, per i pazienti, l’esperienza sanitaria è assolutamente migliorata, con cure di alta qualità fornite in modo più rapido ed efficace”, ha aggiunto Marzio Ghezzi (nella foto).

Secondo quanto riporta Statista, prima dell’implementazione dell’IA i medici in Europa dedicavano metà del loro tempo alle attività amministrative e l’altra metà all’assistenza ai pazienti. Tuttavia, con l’IA si prevedeva che avrebbero potuto dedicare quasi il 20% in più del loro tempo all’assistenza diretta ai pazienti, fornendo cure più personalizzate e di alta qualità. L’IA infatti permette di raccogliere, archiviare e analizzare le informazioni, oltre che semplificarne la condivisione: le organizzazioni sanitarie possono collegare informazioni provenienti da fonti diverse, offrendo una visione più olistica dello stato di salute dei pazienti e contribuendo a migliorare il trattamento e la gestione delle malattie. Ad esempio, l’Intelligenza Artificiale può raccogliere dati dai dispositivi, analizzando i parametri vitali dei pazienti e i risultati di screening preventivi per individuare problemi, consigliare terapie e monitorare costantemente livelli di glucosio, salute cardiaca e neurologica, riducendo dell’86% gli errori commessi dagli operatori sanitari, e salvando così oltre 250.000 vite ogni anno.

Se prendiamo in considerazione uno studio recentemente pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology e ripreso dalla CNN, che ha coinvolto 80.000 donne in Svezia, si evidenzia come l’assistenza dell’Intelligenza Artificiale abbia supportato il personale sanitario nell’individuare il 20% in più di casi di carcinoma mammario, contribuendo peraltro a non aumentare i falsi positivi e riducendo il carico di lavoro dei medici, nella lettura delle mammografie, del 44%. D’altro canto anche i pazienti sembrano apprezzare l’uso dell’IA, per cui la maggior parte si trova a proprio agio nell’utilizzare assistenti virtuali (chatbot e app) in grado di gestire domande sui farmaci, inviare report ai medici e supportare i pazienti nella prenotazione di visite. “In quest’ottica l’Intelligenza Artificiale applicata in ambito sanitario fornisce strumenti che permettono di affiancare il medico nelle sue attività giornaliere di supporto al paziente, migliorando l’interazione e la qualità dell’assistenza grazie alla tecnologia Speech-to-Text, che è in grado di trascrivere il parlato in forma scritta su supporti digitali in modo semplice e veloce. Inoltre, permette di unificare il lavoro di professionisti sanitari, sviluppatori software e data scientist mettendo a disposizione un ambiente di sviluppo efficiente per creare e gestire algoritmi finalizzati all’IA”.