Febbraio 14, 2026
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La casa immaginata dagli italiani: grande, luminosa e in periferia

Terza edizione de “La casa che immagino” di Casa.it. Come le persone immaginano la loro futura casa, i loro desideri e le loro esigenze nei diversi contesti storici che stiamo vivendo.

Pubblicata di recente la terza edizione della ricerca di Casa.it, “La casa che immagino”, che ha coinvolto oltre 3.200 persone tra novembre 2022 e gennaio 2023 ed ha fornito spunti molto interessanti sul comportamento dei consumatori di fronte il principale degli obiettivi che ogni persona e/o famiglia si pone nella vita, e cioè l’acquisto o la locazione di una casa.

Secondo lo studio, gli anni di pandemia hanno portato ad un profondo cambiamento nei desideri delle persone e nel loro approccio alla ricerca della casa, e ciò è confermato dai risultati della, fornendo l’identikit della casa ideale: grande, già abitabile, in periferia, vicina a negozi e servizi e agli spazi verdi, con garage, luminosa e con riscaldamento autonomo.  “Questa indagine – commenta Daniela Mora, Head of Consumer & Brand Marketing di Casa.it – “mostra come cambia la domanda di chi cerca casa, ed è utile ad intercettare i trend interessanti per il mercato e per i professionisti del Real Estate”. La visita online delle case prima della visita di persona, per esempio, è diventata normalità, soprattutto tra le fasce più adulte. L’86% degli utenti intervistati da Casa.it, prima di visitare di persona una casa la visiterebbe online, con un dato stabile rispetto alle due rilevazioni precedenti, ed è la fascia 65+ quella con la propensione più elevata alla visita online delle case con il 92%, seguita da quella dai 45 ai 54 anni con l’89%.

L’acquisto della casa è il motivo principale per cui le persone cercano una nuova casa oggi. Infatti, l’86% delle persone intervistate da Casa.it vuole acquistare una casa e il 14% è interessato ad una casa in affitto. L’interesse per le case in vendita è maggiore nelle fasce d’età 35-44 e 55-65 anni, dove il 90% degli intervistati in queste fasce cerca una casa da acquistare, mentre quello per le case in affitto è più alto, oltre che nella fascia 18-25 anni (37% degli intervistati) anche in quella 65+ (18% degli intervistati). In particolare, l’acquisto della prima casa e la sua sostituzione restano i principali motivi per cui le persone oggi vogliono comprare casa. Il 31% degli intervistati comprerebbe per possedere una casa per la prima volta (-8% rispetto al 2021), il 30% per sostituire la prima casa per una più grande (+6%) e il 12% per sostituire la prima casa per una più piccola. L’acquisto per investimento, invece, resta su un valore del 10% simile a quello registrato nelle rilevazioni precedenti.  

L’affitto è principalmente una scelta provvisoria in attesa dell’acquisto e legata a motivi di lavoro. La maggior parte di chi intende prendere in affitto una casa oggi la considera una scelta momentanea in attesa di acquisto (22%). Seguono i motivi di lavoro con il 19%, la libertà di poter cambiare appartamento e indirizzo a seconda delle necessità con il 14%, il disinteresse verso la proprietà della casa con l’11%, la necessità di familiari con il 9%, la possibilità di verificare la piacevolezza della città/quartiere con l’8%. Meno rilevanti l’affitto di una casa vacanze (3%) o i motivi di studio (2%).  

La classifica delle tipologie più richieste vede al primo posto l’appartamento, che ha raccolto il 41% delle preferenze, la casa indipendente al secondo posto con il 25% e l’attico-mansarda al terzo posto con l’8%. Per tutte le fasce d’età l’appartamento è la tipologia preferita; la casa indipendente ha raccolto preferenze superiori alla media nelle fasce 18-25 (26%), 26-34 (27%), 35-44 (30%) e 45-54 (27%), mentre l’attico-mansarda ha raccolto preferenze superiori alla media presso le fasce più adulte: 55-65 anni (11%) e 65+ (10%). In cima alle preferenze c’è il trilocale, seguito dal quadrilocale e dal penta locale.

Su tutto, la casa ideale dovrebbe essere grande: l’89% delle persone intervistate da Casa.it desidera case di ampia metratura: il 33% vorrebbe che la propria casa avesse trilocali, il 30% 4 locali e il 26% 5 locali o più, con una crescita del +1% rispetto alla rilevazione precedente per i quadrilocali e per i pentalocali. Con il 10% delle preferenze, cala di due punti la percentuale di persone che desidera un bilocale, mentre restano stabili i monolocali con l’1%. Per quanto riguarda le fasce d’età, i trilocali raccolgono le preferenze maggiori tra i 26-34enni (40%), i 4 locali tra i 35-44enni e 45-54enni (32%), i 5 locali o più tra i 35-44enni e 45-54enni (30%). I bilocali raccolgono le preferenze più elevate tra le fasce d’età agli estremi, 18-25 anni (17%) e +65 anni (13%).

Le persone preferiscono case già abitabili o nuove. Infatti, nonostante i bonus messi a disposizione per le ristrutturazioni, la percentuale di persone che vorrebbe acquistare una casa da ristrutturare resta al 12%, in calo di un punto rispetto alla rilevazione precedente. È netta la preferenza per case già abitabili con il 63% delle risposte (+2% rispetto all’anno scorso) e per le case nuove con il 25% (-1%). La netta preferenza per le case già abitabili è trasversale a tutte le fasce d’età, le case nuove sono preferite soprattutto dai più giovani, 18-25 anni (33%) e 26-34 anni (30%), mentre è la fascia 55-65 anni ad avere la preferenza più alta per quelle da ristrutturare (15%).

La ricerca della casa è concentrata soprattutto in periferia, con il 41% delle preferenze. Segue il centro (28%), le località di mare (13%), i piccoli borghi (11%), i paesini in montagna (4%) e le località sul lago (3%). Ad avere una preferenza più alta per la periferia sono per lo più i giovani adulti che vanno dai 18 ai 44 anni con una preferenza per la periferia del 50% per i 18-25enni, del 61% per i 26-34enni e del 50% per i 35-44enni. La preferenza più alta per il centro appartiene alle fasce 18-25 anni (36% degli intervistati), 45-54 anni (29%) e 55-65 anni (28%). La fascia d’età maggiormente interessata ai piccoli borghi è quella 45-54 (13%), quella più interessata alle località di mare quella degli ultrasessantacinquenni (25%).

La vicinanza a negozi e servizi risulta importantissima per chi cerca casa, con il 57% delle risposte raccolte e con una crescita del +3% rispetto alla rilevazione precedente. Seguono a poca distanza le preferenze verso gli spazi verdi, giardini e parchi con il 55% (+2%), i supermercati con il 50% (+2%), i mezzi pubblici con il 41% (+2%), il luogo di lavoro con il 26% (-1%) e, non meno importante, i luoghi per il tempo libero (con il 26%), che salgono di 3 punti rispetto alla rilevazione precedente e superano la preferenza verso la vicinanza alla scuola, che scende di 2 punti percentuali.

Ovviamente, le priorità cambiano a seconda delle fasce d’età: per i 18-25enni al primo posto troviamo i supermercati (65%), per i 26-34enni gli spazi verdi, giardini e parchi (66%) e a poca distanza i supermercati (64), per i 35-44enni gli spazi verdi, giardini e parchi (60%), per le fasce più adulte al primo posto ci sono i negozi-servizi (per i 45-54enni rappresentano il 55% delle preferenze, per i 55-64enni il 60%, mentre per gli ultrasessantacinquenni il 66%). Inoltre, a quasi 3 anni dal primo lockdown, il giardino privato resta importante come spazio essenziale nella casa ideale, ma scende al quarto posto delle preferenze con il 48%, superato da box-garage che è al primo posto con il 54%, soggiorno al secondo con il 51%, cucina abitabile al terzo con il 50%.

Superano il 40% di preferenze anche il terrazzo, con il 48%, a pari merito con il giardino privato, e 2 o più bagni con il 47%. Seguono il balcone (35%), la cameretta per i figli (34%), il ripostiglio (33%), il locale lavanderia (30%), la camera per gli ospiti (25%), la cantina (25%), la cucina a vista (23%), lo studio o lo spazio per lo smart working (21%), la cabina armadio (19%), la stanza/luogo per le passioni (17%), l’area palestra (5%).

Compravendite immobiliari, le grandi città guidano la ripresa. Prima casa in testa

Il 70% degli agenti immobiliari dichiara che ha avuto difficoltà ad acquisire nuovi mandati, a dimostrazione della contrazione avvenuta nell’offerta. Il 97% degli acquisti residenziali  riguarda la prima casa.

Il mercato immobiliare, fino ad oggi, ha dato forti segnali di ripresa nel post pandemia, con numeri al di sopra delle aspettative di quasi tutte le reti di intermediazione presenti in Italia. Su tutto, le grandi città guidano la ripresa delle compravendite, con Milano che si conferma regina assoluta del mercato. Oggi, infatti, il divario nelle quotazioni delle case tra la capitale lombarda ed il resto d’Italia è piuttosto evidente, ma allo stesso tempo sottolinea il ritardo non più tollerabile di molte regioni – soprattutto di quelle del Meridione – in termini di infrastrutture e sviluppo economico.

Secondo i dati diffusi di recente dall’Osservatorio del mercato immobiliare, anche Roma detiene una buona performance in termini di compravendite, che nella capitale è cresciuto del 9% su base annua (contro il +17,5% di Milano). Di tutto rispetto anche le percentuali delle prime otto città italiane – Torino, Napoli, Palermo, Genova, Bologna e Firenze – nelle quali in media gli scambi immobiliari sono aumentati del 7,2% nel primo semestre 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021. Sul tema, l’Ufficio Studi del network Gabetti ha pubblicato una analisi socio-demografica sulle tendenze in atto nella ricerca della casa, secondo la quale  nei primi 9 mesi del 2022 la fascia di acquirenti più ampia è rappresentata dalle famiglie (56%), seguita dalle giovani coppie (38%) e dai single (6%). Il 46% delle agenzie intervistate riferisce che la domanda di abitazione è in aumento, il 44% che è stabile e il 10% che è in diminuzione. L’offerta di abitazioni, invece, sarebbe diminuita per il 42% del campione, è stabile per il 38% e in aumento per il 20%.

Il 70% degli agenti immobiliari intervistati dichiara che ha avuto difficoltà ad acquisire nuovi mandati di vendita, a dimostrazione della contrazione avvenuta nell’offerta. In ogni caso, il 97% degli acquisti di immobili residenziali ha riguardato la prima casa. Alla stessa conclusione è giunto l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, che ha analizzato le compravendite effettuate attraverso le agenzie affiliate nel primo semestre del 2022. Lo studio rileva che nel 68,1% dei casi le compravendite sono state realizzate da famiglie (coppie e coppie con figli), mentre il 31,9% degli acquirenti è single. Rispetto agli ultimi anni si si registra una costante contrazione della percentuale di compravendite da parte di famiglie, aumenta infatti la componente di acquirenti single anche grazie alle agevolazioni sui mutui per i giovani.

Focalizzando l’analisi solo sugli acquisti da parte di famiglie, si evidenzia come la tipologia più scambiata sia il trilocale, scelto nel 34,6% dei casi. Al secondo posto si piazzano le soluzioni indipendenti e semi-indipendenti che segnalano una contrazione rispetto all’anno scorso. Nel 2020 e nel 2021 infatti le tipologie indipendenti avevano evidenziato un netto aumento di richieste e di compravendite in seguito alla comparsa della pandemia, mentre in questa prima parte dell’anno si registra un rallentamento di questa tendenza, si resta comunque al di sopra delle percentuali che si registravano prima dell’arrivo del virus.

Le famiglie comprano l’abitazione principale nel 73,3% dei casi, gli acquisti per investimento si attestano al 17,7% e le compravendite di case vacanza compongono il 9,0% delle operazioni. In questa prima parte del 2022 si registra un aumento della percentuale di acquisti per investimento rispetto al 2021, anche se non si è ancora tornati ai livelli del 2019, quando si arrivava al 18,8%. Continua la crescita della casa vacanza, in questa prima parte dell’anno il 9,0% delle compravendite da parte di famiglie ha riguardato questo segmento di mercato che, dall’arrivo della pandemia, ha evidenziato un netto aumento di richieste e di compravendite.

Relativamente all’accesso al credito, nel primo semestre del 2022 il 52,9% delle famiglie ha comprato grazie all’ausilio di un mutuo bancario, percentuale in calo rispetto al 2020 e al 2021.  

Mutui, nel 2022 pesano inflazione, guerra e aumento dei tassi

Secondo Renato Landoni , il mercato dei mutui continua la sua crescita, seppur in maniera più contenuta rispetto a quanto fatto registrare nel 2021. Per il 2022 previsioni incerte. Banche più severe nell’accesso al credito.

Di Adriana Cardinale*

I recenti dati di Kiron (gruppo Tecnocasa) confermano che l’acquisto della prima casa è la motivazione principale per la quale si sottoscrive un mutuo e rappresenta il 92,6% del totale delle richieste. Chi opta per la sostituzione o la surroga rappresenta il 3,5%, mentre le operazioni di consolidamento dei debiti costituiscono lo 0,5%. Chi invece fa ricorso al finanziamento per ottenere maggiore liquidità, per motivazioni diverse da quelle dell’acquisto dell’abitazione a fronte di garanzie patrimoniali, rappresenta lo 0,8% del totale. E’ pari allo 0,5% la percentuale di coloro che accendono un mutuo per costruire o ristrutturare la propria abitazione. Interessante analizzare anche quanti scelgono un finanziamento per l’acquisto della seconda casa e che costituiscono il 2,2%. Rispetto al 2020 si rileva una crescita per l’acquisto della prima casa del +4,0% e un calo per consolidamento del -0,4%, sostituzione e surroga del -3,2%; pressoché invariate le altre finalità.

Le dinamiche degli indici di riferimento evidenziano tassi in aumento e un costo del prodotto (spread) medio più contenuto rispetto agli anni passati. In questo periodo il 91,3% dei mutuatari ha optato per un prodotto a tasso fisso. La seconda scelta è stata quella per il prodotto a tasso variabile con il 6,6% delle preferenze. Rispetto al periodo precedente si rileva una crescita per i prodotti a tasso fisso del +4,6% e un calo per i prodotti a tasso variabile con CAP del -3,4%. A livello nazionale la durata media del mutuo è di 25,2 anni, mentre nel 2021 era pari a 24,8 anni. Segmentando per fasce di durata, emerge che il 43,8% dei mutui ha una durata compresa tra 26 e 30 anni, il 30,7% si colloca nella fascia 21-25 anni, il 9,0% rientra nella fascia 10-15 anni e i mutui di durata inferiore a 10 anni rappresentano solamente lo 0,1% del totale, a causa dei costi elevati della rata mensile.

Nel 2021 l’importo medio di mutuo erogato sul territorio nazionale è stato pari a 115.600 euro, mentre nell’anno precedente ammontava a 114.100 euro. Suddividendo il campione per fasce di erogato, si nota come la ripartizione sia più sbilanciata verso importi di medio-bassa entità. Infatti, il 41,3% dei mutui erogati ha un importo appartenente alla fascia ≥ 50.000 e < 100.000 €, il 35,4% da 100.000 € a 150.000 €, il 12,6% si colloca nella fascia successiva, ≥ 150.000 e < 200.000 € e la percentuale dei mutui che superano i 200.000 € è pari a 6,4%.

Analizzando il quarto trimestre 2021, le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 15.913 milioni di euro. Rispetto allo stesso trimestre del 2020 si registra una crescita delle erogazioni pari a +2,7 %, per un controvalore di oltre 425 milioni di euro. È quanto emerge dai dati riportati nel report Banche e istituzioni finanziarie – IV trimestre 2021 pubblicato da Banca d’Italia a fine marzo ed elaborati da Kìron. Approfondendo nel dettaglio i dati trimestrali, si mantiene nel quarto trimestre la tendenza che ha caratterizzato l’intero anno 2021. Si nota la costante crescita delle operazioni a supporto di un acquisto immobiliare: nel quarto trimestre hanno segnato +13,9%. Sempre in calo invece le operazioni di surroga che, anche in virtù del rialzo dei tassi di interesse, fa crollare il dato rispetto allo stesso trimestre del 2020 del -52,1%. Pertanto, si conferma un mercato forte, incentrato in particolare sulle operazioni di acquisto che rappresentano ormai 9 operazioni su 10.

Nonostante il delicato contesto economico generale, le banche dispongono comunque di forte liquidità ed hanno continuato ad erogare credito alle famiglie, ponendo ancora più attenzione alla qualità del credito concesso.  Le agevolazioni a beneficio dei giovani previste nel PNRR hanno fatto il resto, facendo accelerare ulteriormente la concessione di credito finalizzata all’acquisto immobiliare. L’andamento dei tassi medi relativi ai mutui casa ha registrato un aumento, soprattutto dopo il mese di Febbraio 2022, a causa dell’inasprirsi dell’inflazione e delle aspettative negative derivanti dalla guerra in Ucraina, ma nel 2022 il mercato del credito alle famiglie continuerà ad essere un settore interessante e in moderata crescita rispetto al 2021, sebbene al momento si registrino segnali di un moderato irrigidimento dei parametri di valutazione da parte degli istituti di credito nella valutazione del merito creditizio.

Le scelte politiche che il nostro Paese adotterà in termini di sostegno all’economia, saranno determinanti soprattutto per dare slancio all’occupazione e per tutelare il reddito delle famiglie. Le previsioni per il 2022 indicano che la crescita dell’attività economica per i prossimi mesi sarà in parte condizionata  dagli eventi in corso in Ucraina, ma gli effetti del pacchetto di stimoli all’economia che ha interessato il nostro Paese si rifletteranno sulle condizioni finanziarie e sul clima di fiducia delle famiglie stimolando il ricorso al credito.

* Segreteria di redazione P&F

Mutuo per acquisto seconda casa: criteri delle banche più rigidi sia sul reddito che sull’immobile

Il mutuo per la seconda abitazione viene spesso utilizzato, oltre che per la casa vacanza, per l’acquisto di un immobile da destinare alla locazione e da mettere a reddito. Valutazioni più restrittive del rapporto rata/reddito.

L’acquisto della prima casa è la motivazione principale per la quale si sottoscrive un mutuo e, secondo le analisi di Kìron Partner sulle scelte delle famiglie nel 2020, rappresenta l’88,6% del totale delle richieste. Coloro che invece scelgono un finanziamento per l’acquisto della seconda casa costituiscono il 2,2%.

Quando si decide di acquistare una seconda casa sia essa per uso vacanza o per investimento ed accendere un finanziamento, è importante fare le dovute considerazioni affidandosi a consulenti specializzati nel credito per individuare la soluzione più idonea, capirne le condizioni, la durata del piano di ammortamento e tutti i costi ad esso correlato. “E’ necessario infatti conoscerne modalità e dinamiche – afferma Renato Landoni, Presidente Kìron Partner – anche perchè le banche tendono a valutare con criteri più rigidi le richieste di mutuo seconda casa. Come ad esempio attuando valutazioni più restrittive del rapporto rata/reddito o valutazioni maggiormente critiche sulla solidità del datore di lavoro, nonché ponendo ancora più attenzione all’immobile in oggetto e alla sua commerciabilità. Il motivo è da ricondursi al fatto che il rischio di insolvenza sul mutuo seconda casa è ritenuto maggiore e di conseguenza gli istituti bancari esaminano con più cautela le richieste con tale finalità”. “Inoltre – spiega Landoni – i tassi praticati sono in media più elevati (+0,15/+0,40 punti) rispetto ai mutui destinati all’acquisto della prima casa. Il maggior costo riguarda sia i tassi fissi che i tassi variabili”.

E’ possibile quindi richiedere un mutuo seconda casa per acquistare immobili nello stesso comune di residenza, ma anche per acquistare una casa vacanza o fare un investimento mettendo poi a reddito l’abitazione. In questi casi non esistono limiti sulla categoria catastale dell’immobile, così come invece sono presenti per ottenere le agevolazioni previste per i mutui prima casa, estendendo il finanziamento anche ad immobili di lusso o case al di fuori del comune di residenza.

“Cambia anche il discorso in termini di agevolazioni – specifica Landoni – che vengono meno nel caso di acquisto della seconda casa. A partire dall’imposta sostitutiva del mutuo: coloro che acquistano una prima casa pagano un’imposta sostitutiva pari allo 0,25% dell’importo erogato (salvo nei casi previsti dal nuovo decreto Sostegno BIS per i giovani under 36 dove l’imposta è azzerata), mentre per chi acquista la seconda casa l’imposta salirà al 2%. Sul mutuo seconda casa, inoltre, non è possibile beneficiare della detrazione sugli interessi passivi prevista appunto per il finanziamento della casa principale”.

Il mutuo per la seconda abitazione viene spesso utilizzato, oltre che per la casa vacanza, per l’acquisto di un immobile da destinare alla locazione e quindi da mettere a reddito. In questo caso l’investitore destina una parte dei risparmi per pagare l’anticipo e poi accende un mutuo che verrà rimborsato, in una quota variabile, dai proventi dell’affitto ricavato. Tale modalità è praticata in un momento in cui i prezzi di acquisto sono interessanti e tassi di interesse ancora molto vantaggiosi.

Il mercato dei rustici e gli effetti del lockdown. Crescono gli acquisti dei casali

Secondo i dati dell’ufficio studi di Tecnocasa, il lockdown ed il successivo desiderio di abitazioni con spazi esterni così come le limitazioni alla mobilità hanno portato più acquirenti a prendere in considerazione anche queste tipologie immobiliari come casa vacanza o come forma di investimento.

I rustici hanno sempre suscitato fascino ed interesse tra i potenziali acquirenti, e spesso tra questi ultimi si contavano gli stranieri da sempre desiderosi di avere una dimora nelle campagne italiane. Per questo negli anni scorsi molti di loro si erano indirizzati nelle nostre regioni alla ricerca di casa in pietra con terreno circostante e soprattutto in posizione panoramica e se possibile con piscina. Erano acquistati come casa vacanza, e talvolta anche come prima casa, in particolare da persone ormai avanti con l’età che trascorrevano interi periodi dell’anno nel nostro Paese.

Anche gli acquirenti italiani hanno sempre apprezzato questo tipo di immobile, pur avendo budget più contenuti e mirando soprattutto alla vicinanza del luogo di residenza nell’ipotesi di casa vacanza, o alla facile accessibilità ai servizi se acquistato come prima casa.

La pandemia, il lockdown ed il successivo desiderio di abitazioni con spazi esterni così come le limitazioni alla mobilità hanno portato più acquirenti a prendere in considerazione anche queste tipologie immobiliari come casa vacanza o come forma di investimento. La percentuale di chi ha acquistato rustici nel 2019 era pari all’8,6%, si sale al 10% nel 2020. In aumento dell’1,1% chi lo ha comprato come seconda casa.

Parliamo di tipologie che hanno spesso specifiche caratteristiche architettoniche che necessitano di importanti interventi di ristrutturazione in grado di preservarle, per questo motivo i bonus sulle ristrutturazioni stanno dando una spinta a questo tipo di mercato. Inoltre, la possibilità di poterli acquistare a prezzi contenuti sta spingendo i potenziali acquirenti a prendere in considerazione zone limitrofe al comune di residenza oppure all’interno della stessa regione ma con buoni collegamenti.

“Il fenomeno è abbastanza generalizzato sul territorio, anche se spiccano le regioni con una certa concentrazione di questa tipologia immobiliare: Puglia, Piemonte, Umbria, Lazio per citarne alcune”, afferma Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa.

PUGLIA – In Puglia, una delle località gettonate dagli stranieri è sempre stata Locorotondo, terra di trulli e lamie, dove si è registrato un incremento di richieste di queste tipologie tipiche, da utilizzare come casa vacanza da parte di acquirenti residenti nelle altre province della Puglia e di altre regioni d’Italia, in particolare dal centro-nord. La soluzione media ricercata è di 3-4 coni (metrature minima da 60 mq ad un massimo di 100 mq) con un terreno di minimo 2000 mq ad un massimo 5000 mq. Una soluzione di questo tipo, ristrutturata e con piscina, parte da un minimo di 180.000 euro ad un massimo di 250.000 euro.

LAZIO – E’ il frusinate una delle aree riscoperte negli ultimi anni, ancora di più col lockdown, in particolare la Ciociaria. Primo fra tutti il comune di Arpino, conosciuto per aver dato i natali a Cicerone, ha conquistato il cuore di inglesi e americani e si conferma come uno dei luoghi preferiti per acquistare una seconda casa. Ad acquistare persone della provincia, spesso imprenditori profondi conoscitori delle agevolazioni. A titolo di esempio, una casa colonica da ristrutturare di 150 mq con 20 mila mq di terreno annesso si può acquistare con una cifra di poco superiore a 100 mila euro. Lo stesso tipo di abitazione nel comune di Arpino costerebbe 150 mila euro.

PIEMONTE – In Piemonte si sono riscoperti piccoli borghi, dove case che da tempo erano invendute sul mercato sono state acquistati da persone del posto sia come casa vacanza ma soprattutto come prima casa. Tra i tanti citiamo Giaveno, in provincia di Torino, dove da maggio ad agosto si è registrato un incremento delle richieste di soluzioni indipendenti e semi-indipendenti con giardino e spazi esterni. Un’abitazione di 120/130 mq con giardino circostante, situata a circa 2/3 km dal centro abitato, si acquista a 70 – 80 mila euro se da ristrutturare, e a 120 – 130 mila euro se già ristrutturato.

EMILIA ROMAGNA – In Emilia-Romagna si registrano incrementi di vendite di soluzioni indipendenti in Valsamoggia e nell’appennino parmense. I prezzi sono decisamente accessibili, e per una soluzione indipendente in campagna libera su 4 lati di 150 mq con 500-600 mq di giardino si spendono mediamente 150 mila euro se da ristrutturare, per arrivare anche a 400 mila euro se già ristrutturata.

VENETO – Il Veneto offre molte opportunità di acquisto in campagna. Si spazia dalla Valpolicella, famosa per i vini e che attira proprio perché offre la possibilità di essere circondati da vigneti ai colli Euganei con le sue colline e suoi borghi storici ricchi di patrimonio artistico e culturale. Senza dimenticare le colline moreniche con la loro vicinanza al lago di Garda e alle piste ciclabili lungo quest’ultimo che piacciono sempre più a turisti italiani e stranieri. Infine, la Valdobbiadene, terra di prosecco e colli da due anni Patrimonio Unesco. In Valpolicella, i prezzi variano molto a seconda che l’immobile si trovi in zona urbana e quindi prossima ai servizi, oppure nelle zone collinari. Nel primo caso si può andare da 900 a 1100 euro al mq per le soluzioni da ristrutturare fino a 2000 – 2200 euro al mq per quelle già ristrutturate, nel secondo caso i valori scendono e si portano intorno a 600- 700 euro al mq.

LOMBARDIA – Anche in Lombardia la ricerca dei rustici è aumentata dopo il lockdown, e tra le zone interessate c’è sempre l’Oltrepò pavese. Interesse anche nelle campagne Bresciane e mantovane. L’introduzione del superbonus sta spingendo molti investitori ad acquistare per poi ristrutturare, ricavare porzioni di case e rivenderle. Una cascina in discreto stato in centro paese oscilla intorno a 400-800 euro al mq. Nelle campagne ci sono rustici più grandi, anche centinaia di mq, con giardino circostante da 2000 mq. Da ristrutturare partono da 60-70 mila euro. 

LIGURIA – Anche la Liguria offre possibilità di acquisto di rustici, nella Valpocevera dove si stanno indirizzando anche acquirenti di Genova che cercano soluzioni indipendenti a prezzi contenuti e l’entroterra imperiese. Nell’entroterra imperiese il mercato dei rustici ha avuto un’esplosione dopo il primo lockdown. Infatti, in estate c’è stata una forte richiesta di queste tipologie concentrate soprattutto nei borghi storici di Cipressa, Costarainera, Lingueglietta e Civetta. Si tratta di abitazioni tipiche in pietra e legno che si sviluppano su più livelli ed hanno pavimentazione in cotto e finiture in legno. Queste caratteristiche tipiche, oltre al fatto di essere situate in comuni con vincoli architettonici, fanno si che i costi di ristrutturazione si aggirino intorno a 1000 € al mq. Un rustico di 100-150 mq in buono stato si aggira intorno a 200-250 mila euro, e può arrivare a 350 mila euro se in ottimo stato.

Mercato immobiliare Milano, +2,8% nel 2020. Il Centro soffre la mancanza di investitori

Secondo le analisi di Tecnocasa, i valori immobiliari a Milano chiudono l’anno  con un +2,8%,  rallentando il ritmo di crescita del 13% che la città aveva segnato nel 2019.

Negli ultimi 10 anni, i prezzi degli immobili a Milano hanno performato in aperta controtendenza rispetto alla media delle grandi città (+2,1% Milano contro il -30% delle grandi metropoli). Oggi, le ultime indagini sull’andamento del mercato immobiliare di Milano sono uno specchio degli effetti della pandemia: le zone semicentrali e periferiche, infatti, hanno avuto risultati migliori rispetto a quelle centrali che hanno risentito della mancanza di investitori, passati dal 26,8% del 2019 al 24,1% del 2020. Tra le macro-aree che hanno subito questo trend ci sono Stazione Centrale-Fulvio Testi (-1,7%) e Navigli-Famagosta (-2,2%).

Segno negativo invece per le compravendite che chiudono il 2020 con un calo del 17,6% rispetto al 2019 e si portano a 21.625. CENTRO, immobili di prestigio e prima casa alimentano il mercato – Nel centro della città, nelle zone di corso Genova-De Amicis, Savona e Tortona, dove era presente soprattutto una componente di acquisto ad uso investimento, i prezzi sono in diminuzione, e i tempi di vendita in leggero aumento. Tengono gli acquisti di prima casa, in modo particolare il segmento del lusso. I valori più elevati, di 7000-8000 euro al mq, si registrano per le soluzioni d’epoca ristrutturate signorili, e nelle restanti zone si va dai 5600 euro fino a 4100 euro al mq. Sull’immobiliare di prestigio resta la preferenza per le ampie metrature e gli spazi esterni; i prezzi possono arrivare a 9000 euro al mq se in ottime condizioni e con spazi esterni o begli affacci, e a 10.000 euro al mq per le nuove costruzioni.

VERCELLI-LORENTEGGIO, effetti positivi dall’arrivo della metropolitana – Aumento dello 0,9% dei prezzi, con un buon andamento delle aree interessate dai lavori della metropolitana 4. Sono aumentati in particolare i prezzi delle soluzioni che hanno spazi esterni, molto ricercate ma di cui c’è bassa offerta. I prezzi vanno da 4000 euro al mq fino a 5500 euro al mq per le soluzioni top in zona Gambara. Valori più bassi in Bande Nere, 4000 euro al mq.

BOVISA-SEMPIONE/FIERA-SAN SIRO, le riqualificazioni danno linfa al mattone – Nelle macro-aree di Bovisa-Sempione e Fiera-San Siro (+3,6%) si continuano ad avvertire gli effetti delle future riqualificazioni dello Scalo Farini e dell’area intorno allo Stadio, grazie ai quali San Siro ha visto un crescente apprezzamento negli anni dopo l’arrivo della metropolitana. I valori arrivano intorno a 4000 euro al mq. 

A Bovisa-Sempione sono le zone periferiche a trainare, e si registra un ritorno all’acquisto da parte di immigrati, complici i mutui convenienti. I valori medi si aggirano intorno a 1500 euro al mq se l’immobile è da ristrutturare, 1800 euro al mq per i contesti economici e 2500-3000 euro al mq per le costruzioni più recenti.  Attualmente è fermo il segmento degli studenti, ma tiene quello dei lavoratori fuori sede che apprezzano la presenza della metropolitana e dei tre parchi, tra cui Parco Nord. Tra i progetti che interessano il quartiere c’è il restyling delle piazze. Si segnalano diverse operazioni di cambio di destinazione d’uso di vecchi box in abitazione.  I quartieri limitrofi vedono un aumento dei valori. Si tratta prevalentemente di giovani al primo acquisto che si finanziano con mutuo e di acquisti migliorativi. Qui un buon usato costa intorno a 3000 euro al mq, e si segnalano casi di investitori che comprano, ristrutturano e rivendono. Sono previsti due importati progetti di Student Housing a Villapizzone e alla stazione Bovisa.  Continua il buon andamento di tutta l’area a ridosso di City Life (Piazza Firenze, Fiera-Monte Rosa) e di Paolo Sarpi. 

STAZIONE CENTRALE-GIOIA-FULVIO TESTI, in arrivo nuovi interventi edilizi – Prezzi in ribasso nella macro-area di Stazione Centrale-Gioia-Fulvio Testi (-1,7%). Il venire meno degli investitori si è sentito in modo importante in quelle aree che, negli ultimi anni, hanno visto un’importante presenza di acquisti con finalità turistica. Ora si muovono soprattutto gli acquisti di prima casa.  Gli stabili vanno dai primi anni del 1900 fino agli anni ’60 e in buono stato hanno quotazioni medie di 5000 euro al mq, per scendere sotto i 3000 euro al mq oltre via Galvani. Il segmento signorile in via Vittor Pisani ha quotazioni di  6000-7000 € al mq.

CITTA’ STUDI-INDIPENDENZA-LODI CORSICA – Crescono dell’1,2% le quotazioni delle zone di viale Padova e di piazza Piola. Bene anche corso XXII Marzo dove c’è attesa per l’arrivo della linea 4 della metropolitana e per la nascita di aree verdi che dovrebbero sorgere non lontano dal complesso di Porta Vittoria. C’è un’ottima offerta sia per immobili di prestigio sia di tipo civile. Questi ultimi si valutano mediamente intorno a 4000 (da ristrutturare) e 4500 euro al mq (per i tagli più piccoli). Si segnalano punte di 6500 euro al mq per le soluzioni di prestigio che si affacciano su piazza Grandi (lato Fontana-Bunker). Nella macro-area di Lodi-Corsica le attese sono tutte per la riqualificazione dello Scalo di Porta Romana e i lavori per le Olimpiadi, in particolare in corso Lodi-San Luigi dove sono già iniziati i lavori che porteranno alla nascita del Villaggio Olimpico.

NAVIGLI-FAMAGOSTA, investitori fermi in attesa della ripartenza delle Università – Nella macro-area di Navigli-Famagosta il ribasso dei prezzi (-2,2%) ha interessato l’area di via Ripamonti- Spadolini e la zona a ridosso della Bocconi, Tibaldi, San Gottardo e Cermenate.  Fermi gli investitori che sono sempre stati attivi in zona e per cui si sono scambiate soprattutto prime case in Tibaldi-Cermenate dove i prezzi sono più contenuti. A San Gottardo i prezzi sono alti e i proprietari sono restii a ridurre i prezzi, perché incombono diversi interventi di Student housing e il campus della Bocconi. Infatti, le quotazioni sono più elevate e per una soluzione di piccolo taglio e in ottimo stato si parte da  5500 euro al mq, per scendere a valori intorno a 4000 euro al mq nella parte più popolare. Si superano i 3000 euro al mq nelle traverse di via Ripamonti, e si scende a 2800 euro al mq su via Ripamonti.

Mercato immobiliare, in lieve aumento le quotazioni nelle località di lago italiane

Secondo le analisi dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, nel 2020 i prezzi degli immobili turistici hanno evidenziato variazioni contenute: -0,3% il ribasso nelle località di mare, in aumento del +0,5% le quotazioni di quelle di montagna, mentre per il lago l’incremento è del +0,3%.

LAGO DI GARDA – A Desenzano del Garda si evidenzia un mercato dinamico. Il rialzo dei valori si attribuisce ad una buona domanda e ad una bassa offerta, in particolare per unità immobiliari usate inserite in piccoli condomini con ingresso indipendente e privi di spese condominiali.  Ambiti gli appartamenti ai piani alti dotati di balconi e terrazzo. In questo momento si fanno ricerche mirate, e si muovono solo coloro che hanno reale necessità e intenzione di acquistare la casa, ed il budget medio è compreso tra 150 e 300 mila euro. I prezzi delle abitazioni in buono stato vanno da 3500 a 4500 euro al mq, con punte di 7000-8000 euro al mq per le soluzioni con finiture di pregio in centro storico. Le abitazioni prive di vista lago scendono a 2500 euro al mq.

A Sirmione, dopo il primo lockdown si è registrato una ripresa della ricerca da parte di investitori che hanno impiegato capitali e di persone desiderose di una casa vacanza da usare anche nei week end. A Sirmione si ultimano soprattutto acquisti turistici. Ad acquistare a Sirmione sono prevalentemente acquirenti italiani, ma c’è anche una discreta presenza di tedeschi, belgi e, sporadicamente, russi. La richiesta tipo è il bilocale o piccolo trilocale da 120 a 250 mila euro.  I prezzi vanno mediamente da 2000 euro al mq per l’usato a 2700 euro al mq per il nuovo. Sul fronte lago della Penisola le soluzioni usate oscillano da 3000 fino a 5000 euro al mq a seconda dello stato d’uso e delle finiture. Le abitazioni da ristrutturare fronte lago in Lugana hanno prezzi che variano da 2500 euro a 3500 euro al mq. Nel centro storico di Sirmione, dove sorge il Castello, l’offerta immobiliare è molto ristretta così come nella zona della Penisola. Chi volesse delle soluzioni indipendenti può optare per la zona di Brema. 

A Salò, a partire da giugno 2020 c’è stato un forte interesse per la prima casa, la casa vacanza, la casa ad uso investimento da destinare alla locazione settimanale turistica. Dopo il secondo lockdown si segnala un rallentamento perché gli acquirenti spesso arrivano da fuori regione. La zona più richiesta è quella del centro storico, anche e soprattutto per la presenza dei servizi. I valori immobiliari sono molto variabili e le soluzioni nuove possono andare da 3000 fino a 7000 euro al mq per le tipologie fronte lago. Gli appartamenti con vista lago sono quelli più ambiti. Nelle zone collinari ci sono ville singole con vista lago.  

A Padenghe si è riscoperta la voglia e la necessità di avere una seconda casa nelle vicinanze (a non più di un’ora di strada) che abbia determinate caratteristiche: giardino o terrazzo, in residence con piscina e possibilmente vicina al lago. Anche per la prima casa ci si orienta su tipologie che abbiano più indipendenza e con sfoghi esterni. Per un bilocale si registrano budget da 140 a 170 mila €, per un trilocale si oscilla da 180 a 300 mila euro. Le ville singole vanno da 500 a 800 mila euro. A Padenghe ci sono prezzi medi intorno a 2500 euro al mq. Sul fronte lago l’offerta è molto bassa.  Non ci sono nuove costruzioni in corso.

LAGO D’ISEO – A Sale Marasino, Sulzano e Marone in estate il mercato aveva segnalato un buon trend con richieste sia per prima casa sia per investimento da parte di italiani e, solo in minima parte, di acquirenti stranieri del Nord Europa. La richiesta si orienta su residence con piscina o soluzioni indipendenti vista lago o vicine al lago. Il budget medio oscilla da 100 a 200 mila euro, con punte più elevate per le ville singole.  I prezzi vanno da 500 a 2500 euro al mq, non si registrano transazioni sul fronte lago e non si segnalano interventi importanti a livello di urbanistica, ma solo la nascita di piccoli complessi abitativi.

Ad Iseo si registra una maggiore domanda ed una minore offerta. Il mercato della casa vacanza è alimentato prevalentemente da italiani residenti nelle province di Brescia, Bergamo e Milano. Si cercano prevalentemente bilocali con un budget di spesa compreso tra 120 e 160 mila euro e trilocali che, dotati di vista lago, possono arrivare a 200-230 mila euro.  La zona più richiesta è il centro di Iseo, i cui prezzi oscillano da 2500 a 3000 euro al mq, con punte di 3500 euro al mq per le soluzioni in buono stato fronte lago (di cui però c’è bassa offerta). Nelle preferenze dei potenziali acquirenti c’è anche il comune di Monte Isola, che ha valori più contenuti dal momento che, chi decide di vivere in questo paese, deve sostenere costi aggiuntivi (dalla tassa di sbarco alla tassa di circolazione, nonché all’acquisto/affitto di un posto auto da trovare sulla terraferma nei comuni di Sulzano o Sale Marasino). A Monte Isola, per un bilocale o un trilocale di 65-70 mq in buono stato e con vista lago si spendono intorno da 80 a 100 mila euro.

LAGO DI COMO – Nella città di Como, a partire da giugno, si segnala una contrazione della domanda di casa vacanza e una maggiore prudenza per gli acquisti indirizzati sulla prima casa, segmento su cui si stanno muovendo in particolare coloro che sono realmente intenzionati ad acquistare.  Nelle zone centrali di Como la casa vacanza è acquistata prevalentemente da italiani, sporadiche le vendite con tedeschi, inglesi e russi. Il budget medio per un bilocale, tipologia più ricercata con questa finalità è di 250 mila euro. A Città Murata i prezzi medi oscillano intorno a 3000 euro al mq con punte di 5000 euro al mq. A Borghi, Stadio e Valduce un buon usato costa 2500 euro al mq. Nella zona dei Borghi sono in corso degli interventi di nuova costruzione ricavate da ex aree dismesse e scambiate a prezzi medi di 2500 euro al mq, mentre nella Città Murata sono in corso interventi conservativi che toccano i 5000 euro al mq.

LAGO MAGGIORE – Il mercato della casa vacanza a Sesto Calende e Angera vede protagonisti acquirenti che arrivano per lo più dalla Lombardia e dal Piemonte. Cercano bilocali su cui investire da 90 a 130 mila euro, o soluzioni indipendenti su cui impiegare intorno ai 300 mila euro. Si preferiscono tendenzialmente le soluzioni in buono stato in modo da essere utilizzabili. Dopo il lockdown si segnala la ricerca di immobili con spazi esterni anche come prima casa. Le zone preferite di Sesto sono Cocquo e Lisanza, apprezzate per la posizione panoramica con vista lago. Qui un buon usato può arrivare a 2200 euro al mq. Quotazioni simili ad Angera dove le zone più richieste sono il lungolago e zona Altinada.

LAGO DI BRACCIANO – Ad Anguillara Sabazia si registra un discreto mercato: come seconda casa acquistano o investitori del posto che poi mettono a reddito oppure acquirenti di Roma, spesso anche come prima casa (soluzioni indipendenti). Tra le zone più ambite dei comuni lacustri, ci sono prevalentemente le zone centrali per la vicinanza ai servizi e ai collegamenti, la zona del centro storico perché conserva il suo aspetto caratteristico, e la zona del lungo lago perché offre ville di rappresentanza con notevoli affacci sul lago. Nelle zone centrali i prezzi si aggirano intorno ai 2.000 al mq se le abitazioni godono della vista del lago.

LAGO DI ALBANO – A Castelgandolfo-Marino (una parte del lago ricade nel comune di Marino) il mercato è animato da acquirenti di prima casa, spesso provenienti da Roma e alla ricerca di case indipendenti e semi-indipendenti che possono acquistare con un budget medio di 250-300 mila euro. Ci sono anche soluzioni d’epoca e liberty, storiche, ex case papali o della nobiltà romana che arrivano al milione di euro. Presenti investitori che comprano per fare casa vacanza e B&B. Infatti, qui soggiornano spesso turisti in visita alla capitale vista la vicinanza a quest’ultima e all’aeroporto di Ciampino. Piacciono naturalmente le soluzioni sul lago. In centro paese si trovano soprattutto appartamenti. La vista lago può toccare da 3000 euro a 5000 euro al mq.