Luglio 30, 2026
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Decreto Ristori, dal ministro Patuanelli garanzie per gli agenti di commercio

Sul tema dei ristori le sigle Anasf, Assopam, Federagenti e Fiarc incontrano il Ministro Patuanelli, chiedendo di attivare subito aiuti economici per gli agenti di commercio. Dal ministro arrivano garanzie.

Si è svolto il 16 novembre, in videoconferenza, l’incontro tra il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli e i rappresentanti di Anasf, Assopam, Federagenti e Fiarc che, insieme a esponenti di tutte le altre importanti sigle nazionali, hanno rappresentato al titolare del Dicastero di via Veneto le problematiche degli agenti di commercio, finora esclusi dai benefici del cosiddetto Decreto Ristori.

L’incontro, fortemente sollecitato proprio da Anasf, Assopam, Federagenti e Fiarc – che la scorsa settimana avevano scritto al Presidente del Consiglio e ai ministri dello Sviluppo Economico e dell’Economia – ha consentito di illustrare al Governo le problematiche che i professionisti stanno affrontando in questo periodo di eccezionale contrazione economica, dovuta agli effetti della pandemia da Covid-19

Anasf, Assopam, Federagenti e Fiarc hanno rivendicato il diritto al percepimento del contributo a fondo perduto per agenti e rappresentanti di commercio, agenti in attività finanziaria e consulenti finanziari; il DPCM del 24 ottobre scorso ha infatti individuato i potenziali fruitori in base a determinati codici ATECO, escludendo “in maniera ingiustificata dall’alveo dei beneficiari le nostre categorie“.

Nello specifico le quattro sigle si sono riferite agli operatori cosiddetti “di filiera, le cui attività in questo momento sono oggettivamente limitate in maniera rilevante“. Il riferimento è, in particolare ma non esclusivamente, ad “agenti e rappresentanti di commercio del settore Ho.Re.Ca. (Hotel, Restaurant, Catering); rappresentanti di commercio del settore turismo; rappresentanti di commercio del settore abbigliamento; agenti e rappresentanti collegati ad eventi, manifestazioni e cerimonie; agenti in attività finanziaria , compresi i collaboratori di agenti in attività finanziaria e i collaboratori di società di mediazione creditizia; infine, in generale, alle aziende “di filiera”, le cui attività sono oggettivamente limitate in maniera rilevante dai devastanti effetti della pandemia in corso“. Non solo, le quattro associazioni hanno chiesto “il rinvio a tutto il 2021 dei versamenti fiscali e contributivi Inps/Enasarco“.

Anasf, Assopam, Federagenti e Fiarc hanno quindi illustrato la propria proposta (già anticipata al MISE), sintetizzabile in due azioni: “la costituzione di un fondo ad hoc, destinato all’esclusivo ristoro della categoria degli agenti e rappresentanti di commercio della distribuzione, avente una disponibilità di almeno Euro 300 Milioni; la costituzione contestuale di un tavolo di confronto con le associazioni datoriali e quelle maggiormente rappresentative delle categorie in oggetto, finalizzato al costante dialogo tra le parti per l’ottimizzazione dei criteri di distribuzione dei ristori e la immediata risoluzione di possibili criticità emergenti“. Le sigle hanno anche prodotto un utile documento contenente elementi qualificanti per l’attribuzione del contributo a fondo perduto operanti nelle “zone” a diverso grado di rischio, così come stabilite dall’Esecutivo e modalità di calcolo della stessa.

Il Ministro Patuanelli ha affermato che i ristori ci saranno anche per gli agenti, rinviando approfondimenti di natura tecnica a una successiva riunione che sarà convocata la prossima settimana. 

Il Governo ha commesso un’omissione evidente nell’escludere le nostre categorie dal Decreto Ristori – fanno sapere Anasf, Assopam, Feferagenti e Fiarc in una nota congiunta – ma siamo fiduciosi che il dialogo aperto in queste ore possa portare a una veloce, pronta e sacrosanta inclusione delle nostre professioni nella platea dei beneficiari: perché servono riscontri chiari e immediati, senza rimbalzi di responsabilità o rinvii“.

Enasarco, altro passo falso del Presidente. Il TAR rigetta, probabile il commissariamento

Senza fine, ormai, i colpi di scena in casa Enasarco. Ecco i dettagli di quella che sembra essere una “strategia suicida” dell’attuale maggioranza, cui va rimproverato un atteggiamento che soltanto i suoi componenti (e soprattutto il presidente Costa) potrebbero spiegare. L’ipotesi di un commissariamento ad acta adesso si fa più concreta.

Ennesimo colpo di teatro nella vicenda Enasarco, l’Ente di assistenza per agenti e rappresentanti di commercio (e dei consulenti finanziari). Dopo gli inviti (e in ultimo la diffida) dei vigilanti Ministeri di Lavoro ed Economia a ripristinare le procedure per il regolare svolgimento delle elezioni online  e le conseguenti indagini della Corte dei Conti, il TAR del Lazio, con apposito decreto, ha rigettato la richiesta di sospensiva del ricorso a suo tempo presentato in maniera irrituale e unilateralmente  dal presidente pro-tempore della Fondazione, Gianroberto Costa, in contrapposizione ai rilievi dei due dicasteri.  Un rigetto, quello del Tribunale Amministrativo, del quale Costa era venuto a conoscenza già dal 29 giugno u.s. e del quale non aveva creduto opportuno informare né l’Assemblea, né tantomeno il  CdA, esponendo colpevolmente entrambi gli Organi ai conseguenti danni erariali rinvenienti dalle delibere adottate.

Infatti nelle molteplici note inviate dai Ministeri e in quella della Corte dei Conti, si fa riferimento all’illegittimità degli atti straordinari assunti nell’attuale regime di prorogatio e  votati inopinatamente e inconsapevolmente sia dalla maggioranza dell’Assemblea dei Delegati sia da quelle del CdA.

La vicenda. Il voto online per il rinnovo delle cariche in Fondazione, in agenda per il 17-30 aprile 2020, a pochi giorni dal suo svolgimento viene rinviato “sine die” con una delibera votata a maggioranza dal presidente della Fondazione e da 10 dei 15 consiglieri in carica. Quella decisione viene contestata a più riprese dalle opposizioni e dai vigilanti ministeri di Lavoro ed Economia, che in questi mesi inviano a Enasarco più note (e in ultimo una diffida) per riattivare immediatamente le procedure del voto.

Il 25 giugno il presidente di Enasarco, Gianroberto Costa, senza informare né il CdA dell’Ente né l’Assemblea dei Delegati, decide di ricorrere al TAR contro i due ministeri vigilanti. Il 29 giugno il TAR rigetta con decreto  la sospensiva del ricorso richiesta dai legali di Costa;  il rigetto dà quindi il via agli adempimenti di quanto rilevato dai ministeri vigilanti e, finalmente, allo svolgimento delle agognate elezioni. Va segnalato però che, in occasione della riunione dell’Assemblea dei Delegati, Costa non comunica ai presenti, né il ricorso al TAR presentato unilateralmente 5 giorni prima, né tantomeno il decreto del Tribunale che rigettava la richiesta di sospensiva, mettendo così i delegati a rischio di danno erariale. Tale colpevole atteggiamento del presidente veniva reiterato anche nei confronti del CdA,  quando il Costa si limitava a comunicare solo la data del giudizio, ma non il rigetto della sospensiva.

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Il TAR si esprimerà in maniera definitiva il 4 agosto, ma non è però detto che nel frattempo Enasarco non venga commissariata ad acta per lo svolgimento delle regolari legittime consultazioni elettorali, con apposito decreto ministeriale, stante l’attuale condizione di anarchia con gli Organi dirigenti che continuano ad essere arroccati sulle loro posizioni  di privilegio, con atteggiamenti dilatori e addirittura di ammutinamento nei confronti dei ministeri vigilanti.

Fonte: Metro News