Maggio 26, 2026
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La casa immaginata dagli italiani. Una ricerca svela come cambiano le preferenze

Casa.it presenta i risultati della ricerca “La casa che immagino”, con cui ha dato voce ai propri utenti per capire come sono cambiate le loro aspettative e priorità immobiliari. Ecco dove le persone sognano la loro futura abitazione.

Sulla scorta dei profondi cambiamenti avvenuti nella domanda di abitazioni post-pandemia, il portale Casa.it ha coinvolto 3.600 persone nella ricerca denominata “La casa che immagino”, concepita per comprendere come le persone immaginano oggi la loro futura casa, le loro aspirazioni e priorità quando la cercano, e come queste siano cambiate negli ultimi due anni.

“Sono cresciuti la necessità e il desiderio di avere case grandi, luminose e confortevoli, vicino a spazi verdi e soprattutto vicino ai punti d’interesse utili per la vita quotidiana”, commenta Daniela Mora di Casa.it. In termini di obiettivi, l’acquisto della prima casa è quello principale per chi cerca casa oggi (39% degli intervistati), seguito da chi la comprerebbe per sostituire la prima casa con una più grande (27%) e da chi, al contrario, la comprerebbe per sostituire la prima casa con una più piccola (9%). Di contro, il 17% degli intervistati prenderebbe una casa in affitto quale scelta momentanea in attesa di acquisto (23% delle preferenze), oppure per motivi di lavoro (19%).

L’appartamento e la casa indipendente sono le tipologie più richieste; le persone cercano soprattutto case grandi e già abitabili o nuove. In dettaglio, il 42% degli intervistati cerca un appartamento, il 25% una casa indipendente, il 7% un attico, il 6% una villa, il 6% una villetta a schiera, il 5% una casa bifamiliare/tri familiare, il 4% un rustico/casale, e a seguire le altre tipologie. I trilocali, i quadrilocali e gli appartamenti con più di cinque locali sono in cima alle preferenze con rispettivamente il 33%, 29% e 25%. Il bilocale ottiene il 12% delle preferenze e il monolocale soltanto l’1%. Il 61% preferisce una casa già abitabile, il 26% una casa nuova, solo il 13% una casa da ristrutturare.

Le giovani coppie sognano la casa in periferia (44%), mentre i giovani single e le persone più adulte preferiscono il centro città (27%). Preferite anche le località di mare (13%), i piccoli borghi (10%), i paesini in montagna (4%) o sul lago (2%). A preferire maggiormente la casa in periferia sono maggiormente le coppie con o senza figli, rispettivamente 46% e 44%, ma anche i giovani adulti dai 26 ai 34 anni (55% del gruppo specifico) e dai 35-44enni (51%). Salendo con l’età, la preferenza per la periferia cala: solo il 40% dei 45-54enni cerca casa in periferia, il 34% dei 55-64enni e il 30% degli ultrasessantacinquenni. Invece il centro città è preferito soprattutto dai 18-25enni (37%) e dagli over 65 (31%), ma anche dai single (33%) e dalle famiglie monoparentali (28%). Una casa in un piccolo borgo è desiderata soprattutto dai 35-44enni (12%). Al crescere dell’età aumenta, quindi, il desiderio di abitare fuori città, al mare, in montagna e al lago.  

In testa alla classifica dei contesti di maggiore interesse ci sono negozi e servizi (54%), con un cambio rispetto ad un anno fa quando gli spazi verdi, giardini e parchi erano al primo posto con il 60% delle preferenze (oggi al secondo posto con il 53%). Di alto gradimento, naturalmente, anche la presenza di supermercati (48%), mezzi pubblici (39%), lavoro (25%), scuola e luoghi per il tempo libero (23%) e il mare (18%). Abitare vicino alla casa dei nonni (9%) è più importante di abitare vicino alla montagna (6%) o al lago (5%).

Dopo la pandemia, per gli italiani gli spazi essenziali nella futura casa sono il giardino privato e il box/garage a pari merito, al contrario di un anno fa quando l’esperienza del lockdown aveva portato al primo posto il giardino privato con il 58% delle preferenze con +7% rispetto al box/garage. Oggi gli altri spazi essenziali sono il soggiorno (49%), la cucina abitabile (47%), il terrazzo (46%), 2 o più bagni (45%), la cameretta per i figli (37%), il balcone (34%), il ripostiglio (31%). Seguono il locale lavanderia (26%), la camera per gli ospiti e la cantina (23%), la cucina a vista (21%), la cabina armadio (18%), lo studio o spazio per lo smart working (17%), la stanza/luogo per le passioni (14%) e l’area palestra (4%). La cabina armadio, in particolare, è essenziale soprattutto per single e coppie senza figli, mentre il box/garage soprattutto per le coppie che siano con figli o senza, rispettivamente 54% e 53%.

Tra le caratteristiche o i servizi che la futura casa dovrebbe avere, al primo posto troviamo la luminosità, con il 71% delle preferenze, al secondo il riscaldamento autonomo (62%), al terzo una bella vista (46%), al quarto l’aria condizionata (38%), al quinto la connessione Internet veloce (32%), al sesto una casa più grande di quella attuale (30%), al settimo l’accessibilità con il resto della città e l’esterno (28%), all’ottavo l’elevata classe energetica (27%), al nono l’isolamento acustico (25%), al decimo il cortile (18%), all’undicesimo la domotica (9%), al dodicesimo la casa modificabile con pareti mobili (6%), al tredicesimo il servizio di portineria (5%), al quattordicesimo i locker per le consegne a domicilio (3%).

Mercato immobiliare, profilo degli acquirenti. Avanzano ancora i single, preferito il trilocale

Secondo l’Ufficio Studi Tecnocasa, si evidenzia a livello nazionale un aumento delle compravendite sia rispetto al 2020 che rispetto al 2019. Diminuisce l’età media, il 28,9% ha meno di 35 anni, e cambiano le preferenze sulla quadratura media.

La crescita è più sostenuta sui segmenti dell’abitazione principale e della casa vacanza, mentre è più contenuta sul versante degli acquisti per investimento. Attualmente in Italia il 77,3% delle compravendite riguarda l’abitazione principale, il 16,3% l’investimento ed il 6,4% la casa vacanza. La percentuale di acquisti per investimento cresce sensibilmente se si considerano solo le grandi città, con una media che si attesta al 23,2% su totale delle compravendite. Tra le città più attive su questo segmento da segnalare Napoli, con il 35,0% di compravendite concluse per investimento, a seguire Palermo con il 31% ed al terzo posto Bologna con il 30,5%”.

PROFILO ACQUIRENTI
La tipologia più scambiata in Italia rimane il trilocale, che compone circa un terzo sul totale degli acquisti (34,0%). Anche nel 2021 al secondo posto si piazzano le soluzioni indipendenti e semi-indipendenti che, come già successo nel 2020, superano quota 22% e confermano il gradimento degli acquirenti grazie alla presenza di spazi esterni e di ampie metrature. Diminuisce l’età media degli acquirenti, nel 2021 ben il 28,9% delle compravendite è stato concluso da persone con un’età inferiore ai 35 anni. Si tratta di una percentuale in costante crescita negli ultimi semestri, spinta anche dai bassi tassi sui mutui presenti sul mercato. Nei prossimi mesi, inoltre, questa tendenza potrebbe ricevere ulteriore slancio grazie alle garanzie statali sui mutui agli under 36.

L’analisi dei flussi in entrata nelle grandi città per l’acquisto dell’abitazione principale non ha segnalato inversioni di tendenza negli ultimi tre anni: la percentuale di acquirenti in arrivo da fuori città si conferma sempre intorno al 15% sul totale delle compravendite concluse in città. L’analisi dei flussi in uscita ha invece evidenziato, tra il 2019 ed il 2021, un aumento della percentuale di coloro che hanno deciso di acquistare l’abitazione principale al di fuori della città di residenza. Nel 2021 ben il 32,0% dei residenti in una grande città ha comprato casa nell’hinterland o in un’altra provincia, mentre nel 2019 la percentuale di residenti che si spostava fuori città era solo del 25,0%. Questi numeri ci confermano come, con l’arrivo della pandemia, sia aumentata la propensione a spostarsi fuori dalle grandi città.

E’ importante osservare anche i comportamenti e le scelte dei single sul mercato immobiliare italiano. La classe dei “single” presa in considerazione in questa analisi è composta da single, divorziati, separati e vedovi. Nel primo semestre del 2021, il 70,0% dei single ha acquistato casa, mentre il 30,0% ha preso casa in affitto. Rispetto allo stesso periodo del 2019 e del 2020 si registra un aumento della percentuale di single che acquistano, si passa infatti dal 67,7% all’attuale 70,0%. La prima parte del 2021 in generale ha evidenziando un aumento del numero di compravendite, sia rispetto al 2020 sia rispetto al 2019, tendenza che si rispecchia anche nei single, dove la componente acquisto sta conquistando ancora più rilevanza rispetto agli affitti. In totale, in Italia nel 2021 il 30,4% delle compravendite è stato concluso da single, percentuale in leggera crescita rispetto al 2019 ed al 2020 quando non si superava il 29,5%. Prendendo in considerazione solo le grandi città italiane la percentuale di acquirenti single sale al 36,1%, anche in questo caso con numeri in crescita rispetto agli stessi semestri degli anni precedenti.

Ma quali sono le motivazioni che spingono i single all’acquisto? Nell’82,4% dei casi la compravendita riguarda l’abitazione principale, il 14,3% dei single acquista per investimento mentre il 3,3% compra la casa vacanza. Rispetto al primo semestre del 2019 si evidenzia un calo della percentuale della componente per investimento, con l’arrivo della pandemia infatti sono cresciute le compravendite di abitazioni principali e di case vacanza, che aumentano quindi le proprie quote rispetto alla prima parte del 2019. La maggioranza degli acquirenti single ha un’età inferiore ai 35 anni (37,0%), con percentuali in graduale diminuzione all’aumentare dell’età. In generale le compravendite da parte di under 35 sono in aumento grazie ai bassi tassi sui mutui e potrebbero crescere ulteriormente con l’introduzione delle garanzie statali sui mutui agli under 36. 

Le tipologie più scambiate dai single nel 2021 sono il trilocale, con il 37,7% delle scelte, seguito dai bilocali che arrivano al 32,5%, mentre al terzo posto si trovano le soluzioni indipendenti e semi-indipendenti, che in questo 2021 hanno evidenziato una ulteriore crescita delle preferenze e che si attestano all’11,9%. In generale quest’ultimo segmento abitativo con l’arrivo della pandemia ha visto crescere il numero di compravendite ed anche i single stanno apprezzando maggiormente soluzioni ampie e dotate di spazi esterni. L’analisi si conclude con i numeri che riguardano il ricorso al credito: nel 47,4% dei casi i single acquistano con l’ausilio di un mutuo, percentuale in crescita rispetto al 2019 ed al 2020.

Chi compra un attico poi ci abita dentro, ma c’è chi investe e ne fa una casa vacanza

Dall’analisi dei dati di Tecnocasa, chi acquista un attico ne fa soprattutto l’abitazione principale, ma sono in aumento coloro che comprano per farci una casa vacanza e ricavarne un reddito, soprattutto nelle grandi città.

Com’è noto, l’attico è un’abitazione all’ultimo piano, nel sottotetto di un edificio, e la sua particolare posizione comporta una serie di vantaggi e svantaggi che dovranno essere necessariamente esaminati prima di lanciarsi in un acquisto.

In estrema sintesi, i vantaggi di abitare in un attico sono la luminosità, il silenzio, il panorama ed il prestigio, tutti benefici che aumentano considerevolmente se l’attico è anche dotato di un terrazzo dove trascorrere le serate estive. Gli svantaggi, di contro, non sono meno importanti: ambiente più freddo degli altri in inverno, e molto caldo in estate, che costringono a maggiori costi di climatizzazione in tutte le stagioni e una spesa notevole per l’isolamento termico; e poi le possibili infiltrazioni d’acqua dal tetto, che spesso interessano gli inquilini dei piani inferiori, con relativo risarcimento del danno da umidità o altro. Il valore di un attico, naturalmente, cambia a seconda della sua quadratura e delle eventuali rifiniture e pertinenze, come qualunque altro appartamento, ma a differenza di questo sconta un “sovrapprezzo” per via della sua tipologia. Inoltre, il valore cambia notevolmente a seconda della città e della zona: un attico a Milano costa mediamente il 22% in più delle altre unità immobiliare (a parità di elementi), e uno a Roma il 20% in più. 

Interessante l’analisi degli scambi su questo segmento di mercato immobiliare. Secondo i dati di Tecnocasa, circa lo 0,7% delle compravendite totali riguarda gli attici. I tagli maggiormente scambiati sono quelli compresi tra 51 e 150 mq, che compongono in totale il 78,2% delle transazioni. A seguire, con il 22,7% delle scelte, ci sono gli attici con ampiezza compresa tra 151 e 200 mq. In crescita la percentuale di acquisti di attici compresi in quest’ultima fascia, che nel 2019 si attestavano al 12,7% e nel 2020 al 19,7%. Anche gli attici risentono quindi della tendenza all’acquisto di tipologie più ampie, trend evidenziato in seguito alla pandemia anche su altre tipologie immobiliari.   

Gli attici si acquistano soprattutto come abitazione principale (84,0%). Bassa la percentuale di compravendite per investimento che si attesta all’8,6%, mentre gli attici adibiti a casa vacanza sono il 7,4% del totale, in notevole aumento rispetto al 2020 e al 2019, quando si attestavano al 4,8% del totale. Il settore della casa vacanza, infatti, si è subito dimostrato estremamente vivace in seguito ai primi lockdown, e questo fermento ha coinvolto anche gli attici acquistati nelle località di mare, montagna o lago, coinvolgendo soprattutto gli under 35, che formano il 29,0% del campione, e a seguire gli under 44 (24,4%). Infine, quelli tra 45 e 54 anni sono il 22,2%.

L’abbassamento dell’età media degli acquirenti di attici sembra essere spinta anche dai bassi tassi sui mutui. Cresce infatti la percentuale di ricorso al mutuo per l’acquisto di un attico: nella prima parte del 2021 ben il 61,6% delle compravendite di queste tipologie è stato realizzato grazie all’accensione di un mutuo. Nel primo semestre del 2019 la quota di mutui si fermava al 45,5% e nel primo semestre del 2020 al 51,7%. A comprare attici sono soprattutto coppie e coppie con figli che in totale compongono il 72,2% degli acquirenti, mentre sono single il 27,8% degli acquirenti. Questi valori sono sostanzialmente invariati rispetto al 2020, mentre rispetto al 2019 cresce la percentuale di coppie e diminuisce la percentuale di acquirenti single.

L’avanzata dei single nelle grandi città. A Milano, Bologna e Torino guidano la classifica di chi acquista casa

Il concetto di smart home è conosciuto dalla stragrande maggioranza dei single (96%). I c.d. “tech enthusiasts” sono coloro che considerano la tecnologia come una parte preponderante della propria vita, e la utilizzano diffusamente in casa.

Secondo i dati dell’indagine dell’osservatorio CasaDoxa, i single in Italia, ossia quella fascia di popolazione composta da single propriamente detti, divorziati, separati e vedovi, corrispondono all’11% della popolazione totale e sono in prevalenza uomini (il 54%). La stragrande maggioranza di loro vive in appartamento, e con l’emergenza sanitaria anche i single più giovani sono sempre più spinti a uscire fuori dalla famiglia di origine e vivere la propria abitazione.

Secondo alcune recenti ricerche, chi vive da solo è più propenso a individuare eventuali migliorie per la propria casa, soprattutto quando si trasforma in un ambiente di lavoro e c’è sempre più bisogno di acquisire dimestichezza con i concetti di “smart home”, di sostenibilità ambientale e di vocazione al digitale. Il concetto di “casa intelligente”, infatti, è conosciuto dalla stragrande maggioranza dei single, e tra di loro prevale chi sa che cosa possono fare queste tecnologie, anche se non resta aggiornato rispetto alle ultime novità. Però i c.d. “tech enthusiasts”, ossia coloro che considerano la tecnologia come una parte preponderante della propria vita la utilizzano diffusamente in casa, sono ancora l’11% del totale, ma si tratta di giovanissimi (tra i 18 e i 34 anni), e quindi la loro influenza sui costumi e gli usi è destinata a crescere.

Secondo l’indagine CasaDoxa, la quasi totalità dei single italiani mostra una certa sensibilità verso i principi ESG di sostenibilità ambientale, e solo il 6% non ne ha mai sentito parlare; questo indicatore la dice lunga sulle nuove tendenze dell’industria della Finanza e di quasi tutti i settori merceologici, i cui messaggi pubblicitari sono talmente “spostati” verso la Sostenibilità ed il clima da condizionare le attività di comunicazione di altri settori commerciali che, invece, non avrebbero alcun collegamento diretto – come nell’industria – con tale problematica. 

In relazione al mercato immobiliare, la presenza sempre più massiccia dei single sta gradualmente cambiando le caratteristiche del mercato. L’ufficio studi Tecnocasa, di recente, ha analizzato le compravendite realizzate nelle grandi città italiane nel 2020, al fine di stilare una classifica con le percentuali di acquisto da parte di single. Dalle analisi emerge che le prime tre città per compravendite di single sono Milano, Bologna e Torino, tre realtà in cui la popolazione single è cresciuta molto nel corso degli ultimi anni. Sono città con un’elevata attrattività lavorativa e la presenza di importanti atenei, con una forte prevalenza di studenti universitari e di lavoratori fuori sede che, quasi sempre, dopo un periodo in affitto acquistano l’abitazione.

Anche nel 2020 Milano si conferma la città con la percentuale più alta di acquisti da parte di single, arrivando al 46,5% sul totale delle compravendite. Si tratta di una quota in crescita rispetto al 2019 quando si fermava al 41,5%. Il capoluogo lombardo, durante l’anno della pandemia, ha registrato una perdita di abitanti ma le famiglie monocomponenti sono aumentate.

Al secondo posto si piazza Bologna con il 41,5%, sul podio anche Torino con il 38,9%.

Le grandi città del Nord primeggiano in questa classifica, eccezion fatta per Roma che si inserisce al quarto posto con il 37,6% di compravendite concluse da single. A seguire Genova, Verona e Firenze che evidenziano percentuali comprese tra il 37,0% ed il 34,9%.

Chiudono la lista tre città del Sud Italia: Bari con il 32,5%, Palermo con il 26,4% e Napoli, dove solo il 25,1% delle compravendite è stato concluso da acquirenti single e si nota una prevalenza di acquisti da parte di famiglie/coppie.

In aumento il numero di donne acquirenti di immobili. In crescita il segmento delle single

Interessante analisi sociologica di Tecnocasa sulle caratteristiche dell’acquirente donna. Tanto nelle compravendite quanto nelle locazioni, avanzano le single. Fondamentale la conoscenza preliminare tramite immagini e virtual tour.

Lo sviluppo economico e l’evoluzione della società portano sempre dei cambiamenti anche nelle abitudini di acquisto di qualunque bene, e il mercato immobiliare non fa eccezione. L’emancipazione lavorativa delle donne, certamente, oggi porta ad un allargamento sempre maggiore della platea femminile quale compratore di abitazioni. “Negli ultimi anni sono sempre di più le donne che acquistano casa, grazie anche alla maggiore indipendenza economica raggiunta – afferma Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa. Sul totale delle compravendite realizzate nel corso di buona parte del 2020, infatti, il 28,2% sono attribuibili ad un acquirente donna, mentre la restante parte è equamente divisa tra uomini e coppie”. 

Concentrandosi su questo segmento di mercato, il 77% di esse ha acquistato l’abitazione principale, il 6,1% la casa vacanza e il 16,9% lo ha fatto per realizzare un investimento, quindi con la finalità di conseguire un reddito (una percentuale comunque interessante).

In merito allo stato civile dell’acquirente, il 46,5% delle donne che acquista casa è single, un dato che sembrerebbe confermare come la casa sia un traguardo importante da raggiungere prima possibile, grazie anche a mutui vantaggiosi. Ed infatti la percentuale di donne che fa ricorso al credito è pari al 44%. Percentuale che sale al 47% tra gli uomini.

La tipologia più acquistata dalle acquirenti donne è il trilocale con il 36,6%, a seguire il bilocale con 25,7%. Percentuali abbastanza simili anche tra gli uomini. Un dato che balza all’occhio è la distribuzione per fasce di età, che vede una ripartizione abbastanza equa: 25,6% tra 18 e 34 anni, 23,9% tra 35 e 44 anni e 24,3% tra 45 e 54 anni. Se si analizzano le stesse fasce di età tra gli acquirenti uomini, invece, si nota come le percentuali siano più alte nelle fasce più giovani per poi decrescere andando avanti con l’età.

Spostandosi sul mercato delle locazioni, la ripartizione generale è la seguente: 39,7% è rappresentata da uomini, 31% da donne e 29,3% da coppie. Tra le donne che scelgono la locazione, il 60,9% è single, percentuale che scende al 56,1% tra gli uomini. La tipologia più affittata tra le donne è il bilocale con il 42,3%, a seguire il trilocale con il 27,4%.

“L’analisi condotta sugli utenti che nel 2020 hanno visitato i portali Tecnocasa.it e Tecnorete.it – afferma Alessandro Caglieris, A.D. di Tecnomedia (Gruppo Tecnocasa) – ha fatto emergere una crescita della componente femminile, che è arrivata al 59% del totale navigatori. L’utente donna, in particolare, si sofferma maggiormente sulle immagini dell’immobile e sull’esperienza del virtual tour, alla ricerca di più dettagli possibili, e si concentra su abitazioni con servizi in zona come supermercati, scuole e asili, anche probabilmente nell’ottica di formare una famiglia o di gestire al meglio quella già esistente. Tale tendenza è presente anche nelle donne single, anch’esse comunque interessate alla presenza di servizi nella zona di interesse, probabilmente in ottica di creare un nucleo familiare e, soprattutto, di ottimizzare i tempi necessari per raggiungere il luogo di lavoro”.

Le acquirenti donne, infine, si distinguono per la bassa tolleranza nei tempi di attesa delle risposte da parte degli interlocutori immobiliari. Infatti il 44% di esse si aspetta una risposta immediata da parte dell’agenzia che ha contattato, il 38% entro qualche ora e solo il 18% è disposta ad attendere un giorno.

Single e studenti, sale domanda e propensione all’acquisto di case, canoni di affitto in diminuzione

La chiusura degli atenei, la didattica a distanza e lo smart working hanno  determinato una maggiore offerta di immobili in locazione e una conseguente revisione verso il basso dei canoni,  portando molti fuori sede a risolvere i contratti di affitto, mentre i bassi tassi dei mutui hanno accelerato le decisioni di acquisto da parte dei lavoratori single.

Secondo Tecnocasa, anche il mercato delle compravendite e delle locazioni a single e studenti ha subito gli effetti della pandemia. Infatti, la chiusura degli atenei, la didattica a distanza e lo smart working hanno portato tanti studenti fuori sede e parecchi lavoratori single a risolvere i contratti di affitto, mentre i bassissimi tassi dei mutui hanno accelerato le decisioni di acquisto di immobili di piccola quadratura.

Relativamente agli studenti fuori sede, a partire da giugno e man mano che si definivano le linee guida per il rientro, si è registrato un incremento di richieste, pur restando ancora distanti dai livelli degli anni scorsi. “Sono infatti numerose” , afferma Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa , “le facoltà universitarie che hanno optato per la didattica a distanza.

La richiesta per immobili in affitto arriva soprattutto dagli studenti per i quali il corso di studio prevede lo svolgimento di attività di laboratorio, necessariamente da fare in presenza. Le caratteristiche dell’immobile richieste sono sempre la vicinanza alla facoltà universitaria, la presenza dei mezzi pubblici, un buon arredamento, la presenza del collegamento ad internet.

Si registra un lievissimo aumento di richieste di monolocali per evitare la condivisione. Il posto letto singolo è preferito rispetto alla camera in condivisione, quando le condizioni economiche lo consentono.  In calo anche gli acquisti da parte dei genitori per i figli, che spesso alimentavano la domanda per investimento.

I single rappresentano una fetta ancora più importante del mercato immobiliare; si tratta infatti di una categoria molto attiva sia sul segmento delle compravendite sia su quello degli affitti.

Riguardo alla domanda proveniente dai single, l’analisi degli acquisti e delle locazioni realizzate nel primo semestre del 2020 ha evidenziato che il 67,6% ha acquistato, mentre il 32,4% ha optato per la locazione. Rispetto ad un anno fa, si registra un aumento della percentuale di single che hanno deciso di acquistare, si passa infatti dal 62,7% all’attuale 67,6%.

Circoscrivendo l’analisi alle compravendite complessivamente realizzate nel primo semestre del 2020, il 29,5% è stato concluso da single (questa categoria è composta da celibi/nubili, separati/divorziati e vedovi). La percentuale è leggermente più alta rispetto a quella registrata un anno fa, quando si attestava al 28,5% ed anche rispetto al 2017 quando si fermava al 28,0%. Nelle grandi città la percentuale di single che acquista sale al 34,3%, rispetto ad una media nazionale che, come abbiamo visto, si attesta al 29,5%.

Questi dati evidenziano come sia sempre presente la volontà di acquistare da parte dei monoreddito, anche grazie ai bassi tassi di interesse presenti sui mutui e nonostante l’ultimo semestre sia stato colpito dall’emergenza sanitaria legata al Covid-19.

A livello nazionale la tipologia più acquistata dai single è il trilocale (37,3%), seguita dal bilocale (33,2%), con i 4 locali che si fermano all’11,4%. Ville, villette, rustici, loft, case indipendenti e semi-indipendenti compongono insieme l’11,1% degli acquisti. Rispetto al primo semestre del 2019 da segnalare un lieve aumento della percentuale di acquisto delle tipologie indipendenti e semi-indipendenti che passa dal 10,4% all’attuale 11,1%. Nelle grandi città invece i single acquistano soprattutto bilocali (42,7%), a seguire i trilocali (33,6%).

Il grafico seguente mette a confronto i single e le coppie evidenziando le diverse distribuzioni delle compravendite: naturalmente coppie e famiglie acquistano maggiormente tagli più ampi e tipologie indipendenti e semi-indipendenti.

In Italia il 34,9% dei single che ha comprato ha un’età compresa tra 18 e 34 anni, il 22,4% ha tra 35 e 44 anni, il 20% ha tra 45 e 54 anni, seguiti da percentuali in progressiva decrescita all’aumentare dell’età.

L’83% delle compravendite da parte di single riguarda l’acquisto dell’abitazione principale, il 14,1% l’investimento e il 2,9% riguarda la casa vacanza. Da segnalare, rispetto ad un anno fa, una diminuzione della percentuale di acquisti per investimento passata dal 15,7% all’attuale 14,1%. La contrazione degli acquisti per investimento è comunque un fenomeno generalizzato che riguarda anche le famiglie, si tratta infatti di una delle conseguenze dell’emergenza sanitaria che ha frenato questo tipo di acquisto.

Per quanto riguarda il mercato delle locazioni, il 67,9% degli inquilini single ha preso casa in affitto per scelta abitativa, il 28,4% per motivi di lavoro ed il 3,7% per motivi legati allo studio.

Rispetto ad un anno fa si segnala una contrazione delle percentuali di affitti a lavoratori e studenti, che si attestavano rispettivamente al 33,8% (lavoratori) ed al 4,8% (studenti).