Aprile 29, 2026
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Ascofind: dal 10 Marzo nuove norme sulla trasparenza per i mercati e i consulenti finanziari

Ascofind, Associazione che rappresenta le società di consulenza finanziaria (SCF), informa con un comunicato stampa sugli sviluppi normativi e regolamentari in materia di trasparenza sui fattori di sostenibilità nei servizi di investimento.

(Comunicato Stampa) Milano, 1 Marzo 2021 – Il prossimo 10 marzo entra in applicazione il Regolamento UE 2019/2088 relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR – Sustainable Finance Disclosure Regulation), che stabilisce norme armonizzate sulla trasparenza per i partecipanti ai mercati finanziari e i consulenti finanziari.

Il nuovo Regolamento costituisce una tappa importante del Piano d’azione per la finanza sostenibile della Commissione europea nel quale vengono delineate la strategia e le misure da adottare al fine di promuovere uno sviluppo sostenibile sotto il profilo economico, sociale e ambientale, orientando gli investimenti verso un’economia sostenibile e contribuendo così all’attuazione dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.

Il regolamento SFDR stabilisce norme armonizzate sulla trasparenza per i partecipanti ai mercati finanziari e i consulenti finanziari per quanto riguarda l’integrazione dei rischi di sostenibilità e la considerazione degli effetti negativi per la sostenibilità nei loro processi e nella comunicazione delle informazioni connesse alla sostenibilità relative ai servizi di investimento.

L’art. 3 del Regolamento prevede che i soggetti che svolgono l’attività di consulenza in materia di investimenti o di assicurazioni forniscano informazioni circa le rispettive politiche sull’integrazione dei rischi di sostenibilità nella loro attività di consulenza.

La Consob, nel richiamo di attenzione n. 1/20 pubblicato il 12 marzo 2020, sottolineava la necessità che i soggetti abilitati ai servizi di investimento (tra i quali sono incluse anche le società di consulenza finanziaria ed i consulenti finanziari autonomi) prendessero in considerazione le indicazioni contenute nella normativa vigente al fine di:

 fornire agli investitori informazioni corrette, chiare e non fuorvianti in merito all’integrazione dei rischi di sostenibilità nella prestazione dei servizi di investimento;
 fornire agli investitori una descrizione della natura e dei rischio degli strumenti finanziari, inclusi i fattori di sostenibilità;
 valutare gli elementi non finanziari al momento della raccolta delle informazioni sugli obiettivi di investimento del cliente, acquisendo notizie anche in merito alle preferenze del cliente sui fattori ambientali, sociali e di governance;
 nell’ambito degli obblighi di product governance, considerare le specifiche preferenze della clientela in materia di sostenibilità.

Massimo Scolari, Ascofind

Ascofind, nella piena consapevolezza che le informazioni relative all’integrazione dei fattori di sostenibilità nella consulenza in materia di investimenti debbano tenere debitamente conto delle dimensioni, della natura e dell’ampiezza delle attività e della tipologia dei servizi di investimento, invita le società di consulenza finanziaria ad integrare i rischi di sostenibilità nella propria attività di consulenza e a fornire ai clienti informazioni corrette, chiare e non fuorvianti in merito alle caratteristiche di sostenibilità dei servizi di investimento e degli strumenti finanziari raccomandati.

Economia e Ambiente possono prosperare insieme nell’Europa post Covid. Ecco come

In mezzo allo sconvolgimento generale, diventa indispensabile per l’Europa sfruttare l’opportunità di avvicinarsi ancora di più agli obiettivi di sostenibilità globale. I governi in Europa e nel mondo stanno preparando piani di ripresa economica che possono accelerare la transizione verso un’Europa climaticamente neutra.

Dall’emergere della pandemia di Covid-19, le buone notizie sono diventate merce rara, ed è tutto un susseguirsi di notizie negative che – bisogna dirlo – fanno audience nel pubblico. Di giorno in giorno, le enormi conseguenze sociali ed economiche della pandemia stanno diventando sempre più chiare, e gli effetti sulle nostre vite e sui nostri mezzi di sussistenza si sentiranno per i decenni a venire. Eppure, in mezzo all’immenso tributo umano ed economico versato, si intravede chiaramente un miglioramento, altrettanto invisibile come il virus: la vita senza auto o viaggi aerei ha permesso alla natura di riaffermarsi, lasciando più pulito il cielo sopra le città, grazie alla diminuzione delle emissioni.

Il consumo di energia industriale è in calo, e le persone stanno riscoprendo la vita a piedi, passeggiando all’aria aperta tra le strade deserte. Il Covid-19, pertanto, potrebbe rappresentare una finestra di opportunità – forse irripetibile – per accelerare notevolmente i progressi verso il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità globale, come gli obiettivi di sviluppo sostenibile (ESG) delle Nazioni Unite.

Infatti, questi vantaggi per l’ambiente potrebbero rivelarsi presto fugaci: una volta tolte le restrizioni, il ritorno alla “normalità” è assicurato, e l’unica domanda possibile è quando si riprenderà a condurre le attività economiche e a rovinare il pianeta. In sintesi, siamo stretti in un rebus di difficile soluzione, perché crediamo che esista un’opportunità per accelerare il raggiungimento degli obiettivi climatici, ma non possiamo allentare le politiche economiche o gli obiettivi esistenti per evitare l’impoverimento generale.

RISCHI E OPPORTUNITÀ – A causa del calo della domanda di energia e della riduzione della produzione, il dato a consuntivo sulle emissioni di CO2 nell’ambito del sistema ETS (Emission Trading System) dell’UE dovrebbe diminuire di quasi 400 milioni di tonnellate nel 2020, secondo una previsione preliminare pubblicata da ICIS. Tuttavia, come hanno dimostrato le crisi precedenti, questi miglioramenti ambientali temporanei tendono ad essere di breve durata senza cambiamenti strutturali più ampi per le nostre società. In effetti, mentre l’UE ha mantenuto le emissioni su una traiettoria generalmente discendente dalla crisi finanziaria del 2008, le emissioni globali sono diminuite solo temporaneamente durante quel periodo prima di tornare rapidamente a livelli record.

Se gli incentivi economici relativi al consumo e alla produzione rimarranno gli stessi, le imprese ei cittadini adotteranno le pratiche (eccessive) di consumo che ci hanno portato a livelli insostenibili di inquinamento e di esaurimento delle risorse in primo luogo. Inoltre, l’attuale urgenza di occuparsi della salute e delle relative questioni economiche determina la minaccia implicita di favorire soluzioni economiche a breve termine che rischiano di promuovere industrie e tecnologie tradizionali, ritardando così il processo di trasferimento di risorse verso le aziende che beneficiano dei progressi nella lotta ai cambiamenti climatici.

Pertanto, poiché i leader pubblici stanno riesaminando le priorità alla luce della crisi attuale, è fondamentale che gli obiettivi di sostenibilità rimangano incorporati nell’agenda strategica.

L’Europa è riuscita a ridurre strutturalmente le sue emissioni di CO2 nell’ultimo decennio, grazie a una combinazione di politiche, progresso tecnologico e mutevoli preferenze dei consumatori; e sebbene i progressi non siano stati così rapidi come si sperava, questo calo costante mostra che è possibile ottenere riduzioni delle emissioni mediante la creazione di programmi su larga scala e mediante decisioni politiche audaci.

Chiaramente, i responsabili politici devono affrontare l’attuale crisi sanitaria a breve termine. Tuttavia, la priorità a lungo termine per un’Europa sostenibile e vivibile rimane fondamentale. La Commissione di Ursula von der Leyen ha posto il Green Deal dell’UE al centro della sua visione futura per l’Europa. Prima del Covid-19, l’ambizione della Commissione era quella di rendere l’Europa un continente a emissioni zero entro il 2050. Questa ambizione adesso non può essere accantonata. Del resto, imprese e cittadini sono costretti a nuovi modi di lavorare, ed esiste una finestra politica di opportunità per promuovere l’innovazione e incorporare pratiche sostenibili. Raggiungere questo obiettivo richiederà una combinazione di misure politiche, come gli stimoli finanziari per includere condizioni ambientali da incorporare nei pacchetti di salvataggio per i settori pesantemente colpiti dalla crisi, come le compagnie aeree, la produzione di automobili e il settore tessile. Inoltre, si potrebbe agire assicurando linee di credito per progetti di energie rinnovabili e soluzioni di mobilità sostenibile, nonché l’assunzione di partecipazione al capitale di rischio per le aziende in fase iniziale che sviluppano tecnologie “verdi” innovative.

Un altro stimolo importante potrebbe essere quello degli incentivi fiscali. I governi possono spostare la tassazione da ciò che può essere visto come “positivo” (lavoro, reddito, innovazione) alle aree tipicamente “negative” (inquinamento ambientale, energia da combustibili fossili, esaurimento delle risorse materiali e spreco), premiando con incentivi aziende e cittadini per comportamenti virtuosi.

LAVORARE PER UN’ECONOMIA CIRCOLARE – Un’economia completamente circolare sarebbe utile a preservare l’ambiente naturale, rafforzare la competitività economica e raggiungere la neutralità climatica in circa trent’anni. Il piano d’azione per l’economia circolare dell’UE, per esempio, presenta iniziative lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti, promuovendo processi di produzione dell’economia circolare e la sostenibilità del consumo. Queste azioni potrebbero essere accelerate con il supporto del piano di salvataggio dal Covid -19.

I governi in Europa e nel mondo stanno preparando piani di ripresa economica. Se le priorità del Green Deal dell’UE sono pienamente attuate, questi piani possono accelerare, piuttosto che ritardare, la transizione verso un’Europa climaticamente neutra.

ARTICLE REFERENCES
https://www.ey.com/en_vn/eu-institutions/how-europe-s-post-covid-19-economy-and-environment-can-both-prosper
https://www.worldometers.info/co2-emissions/co2-emissions-by-year/