Aprile 21, 2026
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Roma, nel 2024 prezzi delle case come nel 2023. In aumento il comparto delle case vacanza

Il comparto degli acquisti della casa vacanza nella Capitale è il più vivace di tutti, anche in vista del Giubileo del 2025. Aumenta il divario tra i diversi quartieri.

Nel primo semestre del 2023 le compravendite delle case a Roma hanno fatto registrare un calo del 10,3% a fronte di un rialzo medio dell’1,2% del costo delle abitazioni. È quanto emerge dal secondo osservatorio sul mercato immobiliare 2023 di Nomisma. Relativamente allo sconto medio in trattativa, in Centro e nelle zone di pregio si ferma a 9 punti percentuali, ma nelle periferie arriva anche al 16%. I tempi di vendita si aggirano intorno ai 5-6 mesi, sia che si tratti immobili usati sia che si tratti di quelli nuovi e ristrutturati.

Tuttavia, a fronte di una forte flessione in ambito residenziale si registra un incremento davvero importante in quello della locazione, che non raggiungeva un picco così alto da oltre dieci anni ma che in realtà aveva iniziato il trend già alla fine del 2021, facendo registrare una variazione annuale del più 1,8%. I canoni di locazione si confermano in crescita, con un incremento semestrale pari allo 0,9%, poichè la domanda elevata si scontra con una bassa offerta, dovuta anche al fatto che molti proprietari praticano gli affitti brevi. Per il 2024, le previsioni parlano di dati sostanzialmente invariati rispetto al 2023, anche rispetto al numero delle compravendite e ai contratti di locazione. Le esigenze degli acquirenti su Roma saranno quelle di una ricerca più forte di spazi ampi in cui poter anche lavorare da remoto, mentre per gli acquirenti più giovani appartamenti di taglio più piccolo, sotto i 100 mq.

Secondo l’Ufficio studi di Tecnocasa – che ha effettuato uno studio accurato sui singoli quartieri – sono poche le famiglie che scelgono il centro storico. Nell’area Prati Cavour le soluzioni di prestigio, con affacci, spazi esterni, box auto e metrature di almeno 180-250 mq costano circa 6.500 euro al mq, mentre ci vogliono 8.000 euro al mq per monolocali e bilocali o per le soluzioni che godono della vista sul Tevere. Nelle zone più centrali si toccano anche i 10 mila euro al mq. Le soluzioni signorili non registrano importanti aumenti di prezzo, dal momento che l’imposizione fiscale si fa sentire. L’esplosione degli affitti brevi sta portando a una riduzione dell’offerta residenziale, anche se si riescono a trovare i bilocali a 1.200 euro al mese nel quartiere Prati e a 1.400 euro al mese nelle zone centrali. Attualmente si stipulano soprattutto contratti a canone concordato con cedolare secca oppure contratti transitori.

Nel quartiere di San Lorenzo-Università i prezzi sono in leggero aumento: a muovere il mercato sono soprattutto investitori che comprano per affittare a studenti o genitori di studenti.  Si cercano dal bilocale al taglio più ampio per affittare da un minimo di 450 euro a stanza. Il quartiere si divide in due parti (via Tiburtina divide appunto lo storico Rione): quella compresa tra viale dello Scalo di San Lorenzo, dove troviamo il dipartimento di psicologia dell’università degli studi La Sapienza e via dei Volsci dove in base alla dimensione e al piano, un appartamento in buone condizioni costa 3.000-3.500 euro al mq e l’area compresa tra Tiburtina e piazzale Aldo Moro (via dei Dauni, via dei Liburni, via dei Ramini, via dei Taurini). Quest’ultima è la più apprezzata perché tranquilla e signorile: gli stabili ex Ferrovie sono stati realizzati negli anni ’20-’30 e sono dotati di corte interna, motivo per cui i prezzi salgono a 4.000 euro al mq. Qui sorge anche il complesso “La risorgente”. Nella parte finale di via dei Sabelli ci sono villini il cui valore si aggira intorno a 300 mila euro. 

A Monteverde Nuovo il parco immobiliare di recente costruzione si caratterizza per la presenza di condomini degli anni ’60-’70 che si scambiano a 3.000-3.500 euro al mq. Ci sono anche ville d’epoca degli anni ’30 che si scambiano a prezzi medi di 4.000-4.500 euro al mq. Punte di 5.000 euro al mq si raggiungono per le case che hanno affaccio su Villa Pamphili. Sul mercato delle locazioni si segnalano valori intorno a 1.000-1.100 euro al mese anche per i bilocali a causa di una domanda elevata che trova poca offerta in un quartiere in cui converge la richiesta di chi non riesce ad accedere al mutuo e di chi cerca per motivi di studio. 

Stabili i prezzi nell’area di Roma Sud (+0,2%) anche se vale la pena citare il trend dei quartieri Ostiense e Eur. A Ostiense, soprattutto i piccoli tagli, sono molto richiesti per investimento e hanno subito un rialzo dei valori. Crescono, infatti, nel quartiere i bilocali da mettere a reddito come casa vacanza. Questo ha ridotto la differenza tra il prezzo di un bilocale e quello di un trilocale. Tra gli investitori si contano genitori che comprano per i figli che arrivano dal Sud Italia per studiare (c’è l’università di “Roma Tre”). E’ un quartiere della città che, negli ultimi anni, è stato riscoperto soprattutto da un target molto giovane che si orienta su bilocali e trilocali su cui investire fino a 350 mila euro.

È un mercato stabile quello in zona Eur, dove vanno avanti i lavori per la ristrutturazione di tre importanti Torri del Ministero delle Finanze, dove si trasferirà la sede di Trenitalia con circa 3.000-4.000 persone. I lavori dovrebbero finire nel 2024. Questo crea aspettative positive per il mercato delle compravendite e delle locazioni. Si nota anche un maggiore interesse da parte di chi vuole avviare un’attività di ristorazione. Al momento gli operai che lavorano al progetto e le società interessate hanno alimentato il mercato delle locazioni, con una domanda importante di case in affitto. Si sono stipulati soprattutto contratti a canone libero e per un bilocale si sono registrati canoni medi di 800-1.000 euro al mese. L’aumento dei tassi di interesse non ha impattato sul mercato di Eur Centro, dove insiste una clientela caratterizzata da un’ottima disponibilità di spesa e che acquista tagli ampi, 120-140 mq, per avere una stanza in più. Si tratta quasi sempre di famiglie che lavorano nelle aziende della zona e che hanno la possibilità di lavorare in smart working. I prezzi medi si aggirano intorno a 4.000 euro al mq. Si segnala una maggiore sofferenza, soprattutto in termini di aumento dei tempi di vendita, nella zona di Eur Dalmata dove c’è un maggiore ricorso al credito. Le case sono meno costose e hanno valori medi di 3.500 euro al mq. In entrambe le aree non si segnalano interventi di nuova costruzione ma c’è sicuramente un maggior apprezzamento per le soluzioni in buono stato maggiormente apprezzate soprattutto alla luce dell’aumento dei costi delle materie prime.

Nelle zone di Tuscolana, Appio Claudio e Prenestina i valori immobiliari sono in leggera diminuzione. L’aumento dei tassi di interesse si è fatto sentire e questo determina un minore accesso al credito soprattutto nelle zone più popolari dove si ricorre spesso a mutui Consap. Parliamo in particolare dei quartieri di Cinecittà est, Sub Augusta, Don Bosco, Quadraro: l’offerta è di tipologia più popolare e i valori si aggirano intorno a 3.000 euro al mq. Minore difficoltà per la parte più signorile che sorge a ridosso del parco della Caffarella e del parco degli Acquedotti dove ci sono immobili di ampia metratura che toccano 4.000 euro al mq. Nelle aree a ridosso della metro “A” sulla Tuscolana, si registra un aumento di domanda per investimento che si orienta su bilocali da destinare a casa vacanza e B&B e per i quali si impiegano intorno a 180-200 mila euro, rivolgendosi soprattutto alle zone più popolari.

Genitori di studenti e investitori acquistano anche nel quartiere Tor Vergata. Soluzioni più signorili degli anni ’70 sono disponibili in zona Appio Claudio ed acquistabili a prezzi medi di 4.000-4.500 euro al mq. Si segnala, in generale, una preferenza per le soluzioni ristrutturate e che non necessitano di lavori e per le nuove costruzioni che si trovano a Lunghezza, Ponte di Nona e Castelverde e che si scambiano a prezzi medi di 3.000 euro al mq.  Si nota anche una maggiore attenzione alla classe energetica. Sul segmento della locazione c’è una forte domanda e bassa offerta. Per un bilocale si spendono da 600 a 800 euro al mese.   

In leggera diminuzione i valori della macro-area di Villa Ada-Monte Sacro (-0,9%), dove si mette in evidenza il ribasso del quartiere di Trieste-Villa Ada, che individua un’area medio alta di Roma, i cui prezzi sono rimasti stabili nella prima parte dell’anno. Continua l’interesse per le soluzioni già ristrutturate che non necessitano di interventi, al contrario si assiste a una maggiore negoziazione sui prezzi delle soluzioni da ristrutturare di ampia dimensione alla luce degli aumentati costi di ristrutturazione e dei tassi di interesse dei mutui. Si segnalano però imprese edili che cercano queste tipologie da frazionare e poi rivendere a prezzi medi intorno a 8.000-9.000 euro al mq. La parte più signorile è compresa tra le vie Arbia e limitrofe, dove ci sono immobili prestigiosi, talvolta realizzati anche da famosi architetti, che si valutano, in buono stato, intorno a 7.000 euro al mq. Prezzi simili in via Chiana nel tratto verso la Salaria. Sul mercato delle locazioni c’è domanda da parte di studenti universitari vista la vicinanza della “Luiss” ma poca offerta alla luce del fatto che le famiglie preferiscono affittare a famiglie. Un bilocale nella parte signorile si affitta a circa 1.200 euro al mese, una stanza anche 650 euro al mese.  

Locazioni, risalgono i valori degli affitti. Omicron incombe sui contratti dei fuori sede

Dopo un 2020 dai contorni negativi, il 2021 ha manifestato una ripresa nei valori dei canoni di locazione. Gli studenti si riaffacciano sul mercato, ma molto dipenderà dalla incidenza della nuova ondata pandemica.

Uno dei segmenti di mercato immobiliare su cui si è avvertito maggiormente l’impatto del Covid è quello delle locazioni residenziali. Il ricorso alla didattica a distanza e allo smart working ha tenuto nei loro luoghi di origine molti studenti e lavoratori fuori sede, determinando così un’offerta maggiore e una minore domanda. Ad alimentare l’offerta ci sono anche numerosi immobili che, affittati negli anni scorsi tramite short rent, sono adesso immessi sul canale residenziale al fine di recuperare parte delle spese. 

Dopo un 2020 che ha chiuso con un importante calo dei canoni residenziali, – afferma Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa – nel 2021 si iniziano a vedere i primi segnali di inversione di tendenza: stabili i canoni dei monolocali, +0,4% il rialzo dei canoni dei bilocali e +0,3% quello dei trilocali. Si riscontrano comunque valori in diminuzione in città come Milano, Bologna, Roma e Firenze, le metropoli che più di tutte le altre hanno sofferto il ridimensionamento dei flussi turistici, degli studenti e dei lavoratori fuori sede. Nei capoluoghi di provincia, al contrario, i valori degli affitti hanno invece continuato a crescere”. Inoltre, si conferma la maggiore facilità di affitto per le soluzioni di “qualità”, ben arredate, posizionate in zone servite e luminose. Sempre elevata l’attenzione ai costi condominiali.

Nel 2021, il 73,8% degli inquilini ha compiuto una scelta abitativa, optando volutamente per la locazione o non potendo acquistare. C’è una lieve diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando la percentuale era del 74,7%. Diminuiscono anche i lavoratori fuori sede che passano da 22,6% a 22,4%. Nel periodo pre-Covid la percentuale si attestava a 25,9%. Aumenta invece la percentuale di chi affitta per studio, il 3,8% dei contratti stipulati.

La pandemia ha accentuato la domanda di chi cerca casa in affitto tra chi ha lavori precari o a termine e in chi stava valutando l’acquisto immobiliare ma si è fermato per timori legati alle incertezze del mondo del lavoro. Il ribasso dei prezzi immobiliari e i mutui più vantaggiosi stanno spingendo verso l’acquisto della casa ma, nonostante questo, la domanda di locazione è sempre elevata, in particolare tra le fasce di età più giovane. Il 43,8% di chi ha preso casa in affitto ha un’età compresa tra 18 e 34 anni. I dati sui contratti stipulati nella prima parte del 2021 vedono una contrazione dei contratti a canone libero (passati in due anni da 55,1% al 45,6%) ed un aumento del canone concordato (da 29,5% a 32,2%) e del contratto transitorio che aumenta da 15,4% a 22,2%. Questo risultato, molto interessante, evidenzia una delle conseguenze della pandemia, e cioè l’aumento del ricorso a contratti più brevi: tutti coloro che avevano acquistato una casa da destinare all’affitto turistico e che hanno deciso di collocarla sul settore residenziale, hanno optato per la formula del contratto transitorio per non vincolare l’immobile per troppo tempo e riaverlo a disposizione per ritornare agilmente allo short-rent appena i flussi turistici torneranno ai livelli standard.

Interessante anche i dati sul contratto a canone concordato, che potrebbe rivelarsi una buona soluzione per inquilini timorosi degli effetti del lockdown e proprietari che ottengono un vantaggio fiscale e una maggiore possibilità di “sostenibilità” del contratto grazie ai canoni calmierati. 

Tra le metropoli, la città in cui è più alta la percentuale di chi affitta per motivi di lavoro è Milano (40,0%), a seguire Roma (22,5%). Milano primeggiava in questa classifica anche negli anni precedenti, ma a partire dal 2020 ha segnato comunque un ribasso di contratti stipulati con lavoratori trasfertisti, nel 2019 infatti si superava quota 51% sul totale. Anche a Roma si registra una contrazione, seppur meno consistente, delle percentuali di affitti a lavoratori trasfertisti, si passa infatti dal 24,7% del 2019 all’attuale 22,5%. È evidente come lo smart working stia incidendo su questo segmento di mercato, soprattutto in città come Milano dove la componente legata al lavoro è sempre stata predominante.

L’analisi delle grandi città mostra come a Milano ci sia una netta prevalenza del contratto a canone libero (71,7%), mentre a Roma è il contratto a canone concordato ad essere più utilizzato (71,0%). In tutte le metropoli considerate, così come abbiamo riscontrato a livello nazionale, in questo 2021 aumentano le percentuali di stipule di contratti a canone concordato e a carattere transitorio, e la tipologia più affittata è il bilocale, con il 39,7% delle scelte, seguita dal trilocale con il 32,3%, confermando così la tendenza che ha visto anche nel 2020 e nel 2019 i bilocali e i trilocali come le tipologie più affittate a livello nazionale. La maggior parte degli inquilini ha un’età compresa tra 18 e 34 anni, pari al 43,8% sul totale degli affitti stipulati.

Indagine sui flussi nelle grandi città: i danni del Covid al mercato delle locazioni

A Torino, Milano e Bologna le percentuali più alte di inquilini da altre province. La pandemia e lo smart working hanno diminuito i flussi di lavoratori e studenti fuori sede molto più di quanto non dicano gli stessi dati. Al Sud affittano quasi esclusivamente persone già residenti.

Grazie ad alcuni studi delle grandi reti di compravendita e locazione immobiliare, oggi è possibile analizzare gli spostamenti sul territorio da parte di chi affitta casa in alcune grandi città italiane nel 2020. L’Ufficio Studi Tecnocasa, per esempio, ha calcolato per ogni grande città la percentuale di inquilini già residenti, in arrivo dall’hinterland ed in arrivo da altre province italiane, mettendo in evidenza che Torino, Milano e Bologna sono le città con le percentuali più alte di affitti da parte di inquilini in arrivo da altre province (rispettivamente 28,3%, 25,6% e 22,2%).

In ogni caso, si tratta di percentuali che risentono dell’arrivo della pandemia, che ha costretto lavoratori e soprattutto studenti a cambiare le proprie abitudini e, grazie allo smart working a all’apprendimento a distanza (anche universitario), a rimanere presso la propria località di provenienza almeno fino al periodo corrente, dove si intravede un graduale ritorno degli studenti presso le grandi città universitarie ed al lavoro in presenza che, com’è noto, aumenta la produttività, in particolar modo nella Pubblica Amministrazione. Infatti, nel 2019 a Torino gli inquilini in arrivo da altre province si attestavano al 31,2%, a Milano al 35,2% e a Bologna al 30,0%. Il dato effettivo dei flussi del 2020, inoltre, potrebbe essere ancora peggiore se consideriamo che molti contratti di affitto hanno continuato a vivere “sulla carta” – magari in conseguenza di un accordo di riduzione e/o di temporanea sospensione – ma gli appartamenti sono rimasti vuoti per gran parte dell’anno precedente, per cui è presumibile che la percentuale di svuotamento degli appartamenti per studenti sia stata maggiore dei dati calcolati sui soli contratti ufficiali.

Relativamente ai dati, a Milano si registra il 69,2% di affitti da parte di residenti, il 5,1% in arrivo dall’hinterland e il 25,6% in arrivo dalle diverse province dello stivale. Queste ultime sono così suddivise: il 15,4% proviene dal Nord Italia, il 7,7% dal Sud e il 2,6% dal Centro. Le regioni più attive sono la Lombardia, il Piemonte ed il Veneto per quanto riguarda il Nord, la Puglia per il Sud ed il Lazio per il Centro. A Torino, invece, il 60,6% delle locazioni riguarda inquilini già residenti in città, l’11,0% riguarda inquilini in arrivo dall’hinterland ed il 28,3% riguarda persone in arrivo dalle altre province italiane. Queste ultime arrivano nel 13,4% dei casi dal Sud Italia, nel 9,1% dal Nord e nel 5,9% dal Centro. Le regioni più attive sono la Puglia, la Sicilia, la Campania e la Calabria per quanto riguarda il Sud, la Lombardia, il Piemonte e la Liguria per il Nord ed il Lazio per il Centro.

A Torino, in particolare, si registra un sorpasso degli acquirenti provenienti dal Sud rispetto a quelli in arrivo dal Nord. Per quanto riguarda Bologna, si registra un 69,4% di locazioni effettuate da persone già residenti in città, un 8,3% di affitti conclusi da inquilini in arrivo dall’hinterland ed un 22,2% di contratti stipulati da persone in arrivo dalle altre province d’Italia. Seguono le altre grandi città che hanno una più bassa percentuale di contratti di locazione stipulati da persone in arrivo da altre province: Verona 18,7%, Roma 17,6%, Firenze 10,7%, Palermo 5,2% e Napoli 3,9%.

Spesso chi arriva da fuori è un lavoratore. A Milano ad esempio il 42,2% degli inquilini che arriva da altre province si trova in città per motivi di lavoro, a Torino il 23,4%. Buone anche le percentuali di studenti universitari in arrivo da altre province: a Milano si tratta del 20,5% sul totale delle locazioni, mentre a Torino si arriva al 22,8%. In alcune delle grandi città del Sud Italia, invece, ad affittare sono quasi esclusivamente persone già residenti: a Palermo ben l’89,8%, a Napoli l’87,5% e a Roma il 79,6%. Questo dato percentuale, almeno fino al primo semestre dell’anno in corso, si prevede essere ancora più elevato, poiché l’emergenza Covid ha messo in luce un calo generalizzato e “strutturale” di almeno trenta punti percentuali relativamente agli inquilini in arrivo da altre province.

Mercato immobiliare, primo semestre 2021 oltre le aspettative. Studenti, locazioni in ripresa

Tecnocasa fotografa il mercato immobiliare 2021. Nel complesso, una prova di grande recupero dopo le pessime aspettative del primo lockdown, con un ritorno di interesse degli acquirenti verso le realtà più piccole. Gli studenti cominciamo a ripopolare le città universitarie.

“Nel corso del 2020 il mercato immobiliare ha dato prova di grande recupero – afferma Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa – e ha superato di gran lunga le aspettative che si erano create subito dopo il lockdown. I dati sull’anno dell’Agenzia delle Entrate, infatti hanno confermato un recupero delle transazioni che chiudono con un ribasso del 7,6%, meno consistente di quello atteso. I primi sei mesi del 2021 hanno poi registrato un aumento dei volumi del 38,6% che ha interessato, in modo particolare, le realtà più piccole rispetto ai capoluoghi a conferma di un fenomeno che ha visto post pandemia un mercato più vivace proprio nelle città più a misura d’uomo”.

Questa la fotografia dello stato di salute del mattone italiano realizzata dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa nei primi sei mesi del 2021 e per l’intero 2020. Nel 2020 era aumentata la domanda di abitazioni indipendenti e semi-indipendenti grazie anche alla spinta del superbonus, e la tendenza si conferma anche nel 2021, coinvolgendo la domanda di case con spazi esterni e dalla metratura più ampia. Peraltro, il mercato dei mutui decisamente favorevole consente di tentare l’acquisto migliorativo, ma bisognerà fare i conti con l’atteggiamento degli istituti di credito che pur propensi ad erogare si stanno muovendo con prudenza.

Secondo Fabiana Megliola, sia il 2020 sia i primi mesi del 2021 segnalano una tenuta del segmento della prima casa e della casa vacanza ma una contrazione del segmento dell’investimento. Gli investitori, infatti, soprattutto nelle metropoli e se indirizzati verso gli affitti brevi, si sono fermati. Si stanno però attivando piccoli investitori che considerano il mattone ancora una valida modalità di impiego del capitale, meno volatile di altre forme di investimento e, soprattutto, in grado di essere un vero bene rifugio. E questo è un importante segnale di fiducia nel settore.  

Il 2020 ha visto chiudere i prezzi degli immobili con -1,5%, ma il 2021 registra segnali di crescita in quasi tutte le grandi città, a cominciare da Milano che, insieme a Verona e Bari, avevano chiuso in positivo anche il 2020. Un leggero recupero delle quotazioni interessa anche realtà più piccole che offrono una vita più a misura d’uomo. Alcune realtà dell’hinterland sembrano uscire a testa alta da questo periodo, soprattutto se ben collegate con le metropoli.  Bene anche le periferie delle grandi città, dove si conferma la rivalutazione degli immobili dotati di spazi esterni.

Il mercato delle locazioni, che aveva chiuso il 2020 con canoni in ribasso (-1,6% il ribasso dei canoni di locazione dei monolocali, -2,2% il ribasso dei canoni di locazione dei bilocali e dei trilocali), appare in ripresa grazie ad un discreto aumento della domanda di immobili soprattutto nelle grandi città, ma l’offerta residenziale risente della destinazione di molti appartamenti al segmento degli affitti brevi. Altro aspetto da valutare sarà un possibile aumento della domanda da parte di chi non dovesse più essere in grado di accedere al credito per le peggiorate condizioni economiche. Invece il segmento delle case vacanze, che era stato colpito in pieno dalla pandemia nel corso del 2020, sta recuperando lentamente, con diverse località di mare e montagna che sono state sold out già da gennaio. Anche sulla casa vacanza si registra un aumento delle preferenze per le soluzioni indipendenti così come una riscoperta di alcune località minori che consentono l’acquisto anche a chi ha budget più contenuti.  

Sempre sul fronte delle locazioni, buone notizie dal mercato degli affitti agli studenti, che è stato tra i più colpiti dalla pandemia per via della chiusura degli atenei. A partire da giugno, infatti, si è registrato un incremento di richieste che però restano ancora un po’ distanti dai livelli pre-pandemia, a testimonianza di un graduale rientro nelle città universitarie. Nel secondo trimestre del 2021 la percentuale di chi ha cercato casa in affitto per motivi di studio è stata del 4,7%, in aumento rispetto al 2,7% registrato nello stesso periodo dell’anno scorso. “Con l’avanzamento della campagna vaccinale si iniziano a vedere una ripresa della domanda di immobili in affitto soprattutto in quelle realtà in cui le università hanno già deciso le modalità di frequenza – afferma Fabiana Megliola. Non tutti gli atenei hanno definito come sarà il rientro ma in alcune città come Napoli, Roma, Torino e Milano si stanno già stipulando contratti di locazione con studenti”.

Le caratteristiche dell’immobile richieste sono sempre quelle della vicinanza alla facoltà universitaria, la presenza dei mezzi pubblici, un buon arredamento e la presenza del collegamento ad internet. Si è rafforzato il trend che vede una preferenza per il posto letto singolo rispetto alla condivisione che rimane solo in caso di studenti appartenenti allo stesso nucleo familiare. Nel 2020, a causa della bassa domanda, i canoni di locazione sono diminuiti e, al momento, nonostante un aumento della domanda, non sembrano esserci tensioni sui valori.

Abitazioni, gli under44 preferiscono acquistare soluzioni indipendenti

Secondo l’Ufficio Studi Tecnocasa, il 70,9% degli under 44 ha comprato casa, mentre il 29,1% è andato in affitto. Rispetto al 2019 si registra un lieve aumento della percentuale di coloro che hanno scelto l’acquisto, incentivati da tassi sui mutui convenienti.

Tecnocasa ha analizzato di recente le scelte abitative (acquisto e locazione) degli under44 a livello nazionale, effettuate nel 2019 e nel 2020. Ne è emerso che il 70,9% degli under44 ha comprato casa ed il 29,1% è andato in affitto. Rispetto al 2019, nonostante l’emergenza sanitaria ancora in atto, si registra un lieve aumento della percentuale di coloro che hanno scelto l’acquisto, probabilmente incentivati da tassi sui mutui sempre più convenienti.

Gli under44 hanno comprato soprattutto l’abitazione principale (86,5% dei casi), mentre sono basse le percentuali di acquisti per investimento e per case vacanza (rispettivamente il 10,2% ed il 3,3%). Un anno fa si registravano percentuali sostanzialmente uguali, con una lieve flessione degli acquisti per investimento (da 10,9% a 10,2%) ed un leggero aumento della percentuale di compravendite di casa vacanza (da 2,7% a 3,3%). L’emergenza sanitaria ha determinato una leggera frenata degli acquisti per investimento ed una maggiore vivacità sul settore della casa vacanza.

Nel 2020 la tipologia più scambiata dagli under44 si conferma il trilocale con il 35,4% delle scelte, ma si segnala un aumento della percentuale di acquisti di soluzioni indipendenti e semi-indipendenti che si attestano al 22,6% (si fermavano al 19,6% un anno fa). L’emergenza sanitaria ed i periodi di lockdown, infatti, hanno determinato un maggior interesse per abitazioni più ampie e dotate di spazi esterni.

Il 30,9% degli acquirenti under44 è single, mentre per il 69,1% dei casi si tratta di coppie e famiglie. Anche nel 2019 si registravano percentuali simili.

Nel 2020 il 64,4% degli acquirenti under44 ha comprato casa con l’ausilio di un mutuo, percentuale in crescita rispetto al 2019 quando si fermava al 62,6%. Il dato conferma una maggiore propensione al credito anche degli acquirenti più giovani, determinata dai tassi di interesse sui mutui ai minimi storici.

Analizzando il mercato delle locazioni, emerge che il 68,0% degli under 44 ha optato per questa soluzione come scelta abitativa, il 26,3% per motivi legati al lavoro e il 5,8% per motivi legati allo studio, sebbene rispetto al 2019 questa tipologia di affitti diminuisca sensibilmente (un anno fa rispettivamente erano al 29,0% e all’8,3%). Anche in questo caso lo stato di emergenza sanitaria, con il ricorso allo smart working ed alla Dad, ha inciso negativamente sul numero di stipule di contratti di locazione da parte di lavoratori trasfertisti e di studenti universitari.

La tipologia più affittata dagli under44 è il bilocale con il 41,9% delle scelte, a seguire i trilocali che si attestano al 31,0%. Gli inquilini under44 sono single nel 42,4% dei casi, mentre sono coppie e famiglie nel 57,6% dei casi.

Tecnocasa, indagine socio-demografica sul mercato immobiliare: acquirenti e inquilini

L’analisi delle compravendite e delle locazioni evidenzia un mercato in buona salute che, in seguito all’emergenza sanitaria, ha segnalato alcune nuove tendenze. Bisognerà comunque aspettare i prossimi mesi per scoprire se si tratta di trend temporanei oppure di importanti cambiamenti delle abitudini di acquirenti ed inquilini.

Di Piero Terranova, Analista Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa

In Italia nei primi 9 mesi del 2020 si evidenzia una leggera flessione della percentuale di acquisti per investimento, che si attesta sul 16,8%, contro il 17,5% registrato nello stesso periodo del 2019. Il ribasso mette in luce le incertezze legate all’emergenza sanitaria che ha frenato sia gli acquisti di abitazioni da affittare, sia gli acquisti di soluzioni da trasformare in B&B ed affittacamere. Sempre nel 2020, da segnalare un aumento della percentuale di acquisti di case vacanza, soprattutto nel periodo post-lockdown caratterizzato da un particolare interesse verso questo segmento.

I primi 9 mesi del 2020 hanno poi segnalato un aumento della percentuale di acquisti di soluzioni indipendenti e semindipendenti, si passa infatti dal 19,2% del 2019 al 21,1% attuale. Il rialzo si focalizza principalmente nel secondo e nel terzo trimestre quando, terminato il periodo di lockdown, molti acquirenti hanno deciso di comprare abitazioni più ampie e dotate di spazi esterni. La ricerca di tipologie immobiliari con queste caratteristiche, inoltre, ha determinato un maggiore flusso di acquirenti verso l’hinterland e verso le province adiacenti alle grandi città italiane.

L’emergenza sanitaria ha segnato in modo importante il mercato delle locazioni, che nei primi 9 mesi del 2020 evidenzia un calo della percentuale di contratti stipulati da lavoratori trasfertisti e da studenti universitari. I lavoratori fuori sede passano dal 25,9% del 2019 all’attuale 23,3%, gli studenti passano dal 6,0% al 4,4%. Un forte impatto sui numeri è dovuto al periodo di lock-down, allo smart working e alla chiusura degli atenei, fenomeni tutt’ora presenti ed in evoluzione. Queste problematiche hanno impattato anche sulla scelta dei contratti stipulati che, nonostante la diminuzione di lavoratori e studenti, segnalano un aumento delle percentuali di contratti a canone concordato ed a carattere transitorio. Molti proprietari, infatti, stanno optando per tipologie contrattuali più flessibili in attesa di capire come evolverà il mercato delle locazioni nei prossimi mesi.

In conclusione, l’analisi delle compravendite e delle locazioni evidenzia un mercato in buona salute che, in seguito all’emergenza sanitaria, ha segnalato alcune nuove tendenze. Bisognerà comunque aspettare i prossimi mesi per scoprire se si tratta di trend temporanei oppure se stiamo effettivamente assistendo ad importanti cambiamenti delle abitudini di acquirenti ed inquilini.

Le analisi esposte sono state realizzate grazie ad una base dati composta da 25.488 compravendite e 9.247 contratti di locazione. Si tratta di operazioni concluse nei primi 9 mesi del 2020 attraverso le agenzie del Gruppo Tecnocasa presenti su tutto il territorio nazionale.

MIP Milano e Ascofind lanciano il corso di “Introduzione alla professione di consulente finanziario”

Il programma di formazione è mirato alla preparazione dei candidati alla prova valutativa per l’accesso all’Albo Unico dei Consulenti Finanziati (OCF).

Il MIP, Politecnico di Milano Graduate School of Business, lancia ufficialmente il nuovo corso di “Introduzione alla professione di consulente finanziario”, in collaborazione con Ascofind – Associazione per la Consulenza Finanziaria Indipendente.

Il corso verrà presentato ufficialmente il prossimo 14 settembre alle ore 17,30, e si svolgerà da ottobre 2020 a febbraio 2021, in modalità online. A una valutazione iniziale delle conoscenze dei partecipanti, seguiranno 14 lezioni da 3 ore ciascuna con frequenza settimanale.

Durante il percorso, saranno forniti agli studenti gli strumenti e le indicazioni bibliografiche utili alla preparazione dell’esame finale, oltre che 3 preziose testimonianze specialistiche dirette del settore.

Massimo Scolari (Ascofind)

L’obiettivo del corso è garantire agli studenti le conoscenze utili a muoversi in maniera consapevole nel contesto contemporaneo, nel quale i consulenti finanziari sono chiamati a rispondere a esigenze specifiche e a garantire protezione e valorizzazione al risparmio delle famiglie.

Agli operatori dell’industria dei servizi finanziari è richiesta una preparazione adeguata anche rispetto all’incertezza del mercato attuale. In questo senso, il corso si focalizza sull’insegnamento delle nozioni per ottimizzare il processo di pianificazione finanziaria, assicurativa e previdenziale e per approfondire le normative che disciplinano la consulenza finanziaria.

Al termine delle lezioni, gli studenti potranno sostenere la prova valutativa indetta dall’Organismo di vigilanza e di tenuta dell’Albo (OCF). Il superamento del test costituisce uno dei requisiti per l’iscrizione all’Albo dei consulenti finanziari e per lo svolgimento della professione. L’esame è composto da un unico modulo che combina i concetti teorici e le nozioni pratiche, con 60 quesiti totali a risposta multipla.

Giancarlo Giudici (Polimi)

La domanda di partecipazione va presentata attraverso l’applicazione disponibile sul portale dell’OCF (L’iscrizione alla prova e il perfezionamento dell’iscrizione all’Albo competono autonomamente al singolo candidato).

La direzione del corso è affidata a Giancarlo Giudici, professore associato di Corporate Finance presso il Politecnico di Milano, School of Management, e a Massimo Scolari, Presidente di Ascofind, l’Associazione per la consulenza finanziaria indipendente, nonché membro del Consiglio Direttivo dell’Organismo di Vigilanza e di Tenuta dell’Albo dei Consulenti Finanziari (OCF).

Per avere maggiori informazioni sulle iscrizioni, inviare una e-mail all’indirizzo executive@mip.polimi.it.

Il progetto “Finanza Elementare” di P&F. La scuola veicolo di trasmissione delle conoscenze

A distanza di tre anni dall’entrata in vigore della legge 15/2017, il livello di educazione finanziaria degli italiani risulta essere ancora tra i più bassi al mondo, e questo non aiuta certamente le future generazioni, al pari dei genitori, a maturare scelte più consapevoli in materia di investimenti finanziari o di gestione degli obiettivi.

Con la legge del 17 febbraio 2017, n. 15 (“Disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio“), in Italia si era finalmente cominciato a porre le basi per una campagna nazionale di sensibilizzazione verso i benefici dell’Educazione Finanziaria. La norma, infatti, pone particolare attenzione al ruolo delle scuole, e non v’è dubbio che il contesto scolastico è sempre stato un canale privilegiato per veicolare conoscenze e competenze in ogni materia dello scibile, e per favorire anche la trasmissione di sapere all’interno dello stesso nucleo familiare.

Inoltre, i programmi didattici di Educazione Finanziaria producono, per mezzo di un processo di comunicazione dal basso verso l’alto, (dai figli ai genitori che, per esempio, li aiutano nei compiti a casa) una maggiore attenzione degli adulti ai temi della Finanza.

Sfortunatamente, a distanza di tre anni dall’entrata in vigore della legge, il livello di Educazione Finanziaria degli italiani risulta essere tra i più bassi al mondo, e questo non aiuta certamente le future generazioni a maturare, a differenza dei genitori, scelte più consapevoli in materia di investimenti finanziari o di gestione degli obiettivi.

Da questi principi nasce il progetto di Family Financial Training denominato FINANZA ELEMENTARE©, pensato da PATRIMONI&FINANZA® per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado e per quelli del biennio universitario.

L’obiettivo è fornire ai giovani la conoscenza di base – elementare, appunto – della Finanza, coinvolgendo alunni e scuola in un lavoro di gruppo condiviso anche con i genitori.

Il progetto traccia un percorso di cultura familiare che valorizza il ruolo degli obiettivi e illustra, in maniera semplice, i processi della pianificazione finanziaria e la scelta dei mezzi necessari per raggiungerli. I principi su cui si fonda il progetto sono contenuti nell’e-book gratuito “Dalla Finanza Complicata alla Finanza Elementare, destinato a docenti, genitori, studenti e giovani adulti (per scaricarlo è sufficiente registrarsi qui).

Ogni programma di educazione finanziaria viene concordato con la scuola, e si articola in un numero di moduli variabile, a seconda della disponibilità di tempo dei docenti e dei genitori coinvolti. Il numero minimo è di due moduli di due ore ciascuno, ed i contenuti potranno essere integrati nel curriculum di ogni studente.

I formatori sono professionisti della consulenza patrimoniale (consulenti finanziari, avvocati, notai e commercialisti), regolarmente iscritti agli ordini di appartenenza, a cui PATRIMONI&FINANZA® rilascia un attestato aggiuntivo di idoneità a svolgere l’incarico nell’ambito del progetto.

Se sei uno studente maggiorenne, un docente, un consulente finanziario, un avvocato, un notaio o un commercialista, e vuoi segnalare la tua disponibilità nella tua città, scrivi a info@patrimoniefinanza.com, oppure clicca qui per compilare la scheda di contatto e comunicare l’interesse ad essere messo in contatto con l’Area Formazione di PATRIMONI&FINANZA®.

Finanza Elementare: al via il progetto di Educazione Finanziaria di Patrimoni&Finanza

Combattere l’analfabetismo finanziario degli adulti educando gli alunni delle scuole superiori ai principi basilari della Finanza.

Una volta gli italiani accedevano in banca per fruire di servizi semplici (mutui per acquistare la casa, prestiti con cambiali, prelievi e versamenti di contanti…), che tutti comprendevano bene.
Oggi il contesto è radicalmente cambiato, l’home banking ha preso piede e l’offerta del sistema bancario ha virato decisamente la rotta verso gli utili assicurati dai servizi di investimento e dal risparmio gestito.
Così, i costi dell’analfabetismo finanziario hanno finito con il pesare anche sullo stesso tenore di vita degli utenti, costretti come sono stati a subire costi bancari elevati senza averne mai piena consapevolezza.
Con la legge del 17 febbraio 2017, n. 15 (“Disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio“), in Italia finalmente si parla di Educazione Finanziaria. La nuova norma pone particolare attenzione al ruolo delle scuole. Infatti, il contesto scolastico è un canale privilegiato per veicolare le conoscenze e competenze in materia di educazione finanziaria e favorire la trasmissione di sapere all’interno del nucleo familiare.
Inoltre, i programmi didattici di Educazione Finanziaria producono, per mezzo di un processo di comunicazione dal basso verso l’alto, (dai figli ai genitori che li aiutano nei compiti a casa) una maggiore attenzione degli adulti ai temi della finanza.
Da questi principi nasce il progetto di Family Financial Training denominato FINANZA ELEMENTARE©, pensato da PATRIMONI&FINANZA® per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado e per quelli del biennio universitario.
L’obiettivo è fornire ai giovani la conoscenza di base – elementare, appunto – della finanza, coinvolgendo alunni e scuola in un lavoro di gruppo condiviso anche con i genitori.
Il progetto traccia un percorso di cultura familiare che valorizza il ruolo degli obiettivi e illustra, in maniera semplice, i processi della pianificazione finanziaria e la scelta dei mezzi necessari per raggiungerli. I principi su cui si fonda il progetto sono contenuti nell’e-book gratuito “Dalla Finanza Complicata alla Finanza Elementare”, destinato a docenti, genitori, studenti e giovani adulti (per scaricarlo è sufficiente registrarsi qui)
Ogni programma di educazione finanziaria viene concordato con la scuola, e si articola in un numero di moduli variabile, a seconda della disponibilità di tempo dei docenti e dei genitori coinvolti. Il numero minimo è di due moduli di due ore ciascuno, ed i contenuti potranno essere integrati nel curriculum di ogni studente.
I formatori sono professionisti della consulenza patrimoniale (consulenti finanziari, avvocati, notai e commercialisti), regolarmente iscritti agli ordini di appartenenza, a cui PATRIMONI&FINANZA® rilascia un attestato aggiuntivo di idoneità a svolgere l’incarico nell’ambito del progetto.

Se sei un consulente finanziario, un avvocato, un notaio o un commercialista, e vuoi segnalare la tua disponibilità nella tua città, scrivi a formazione@patrimoniefinanza.com.

Se sei un docente, o un dirigente scolastico, e stai valutando di inserire le tue classi in questa attività di formazione scrivi a scuole@patrimoniefinanza.com.

Per chiunque (docenti, genitori, formatori, studenti maggiorenni) cliccare qui per compilare la scheda di contatto e comunicare l’interesse ad essere messi in contatto con l’Area Formazione di PATRIMONI&FINANZA®.