Maggio 1, 2026
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Azionario Sud-Est Asiatico: cautela in attesa dei dazi Usa

In portafoglio esposizione sovrappesata alla Corea del Sud e al Sud-Est asiatico. Aumentata l’esposizione alla Cina. Ulteriori rischi di ribasso per il dollaro Usa.

di Marcel Zimmermann, gestore del fondo Lemanik Asian Opportunity di Lemanik

Nel mese di febbraio gli investitori esteri hanno venduto le loro posizioni in Indonesia, Thailandia e Filippine. Attribuiamo questa tendenza al continuo timore degli investitori di una possibile espansione dei dazi statunitensi verso altri paesi asiatici. La volatilità dei mercati azionari è aumentata nel corso di febbraio, con un forte sell-off dei mercati globali alla fine del mese, quando il Presidente Trump ha annunciato un aumento dal 10% al 20% delle tariffe sulla Cina. Sono stati confermati anche i dazi annunciati su Messico e Canada.

Il dollaro Usa ha iniziato a indebolirsi quando i dati economici statunitensi hanno iniziato a mostrare la debolezza del mercato del lavoro e la pressione al rialzo sui prezzi. Inoltre, la sua politica estera aggressiva ed espansiva su Ucraina, Panama e Groenlandia ha chiaramente iniziato a minare la fiducia nella politica statunitense di lunga data nei confronti dei suoi alleati. Il flusso di dati economici in Asia ha rallentato un quadro stabile. In Giappone la disoccupazione è scesa a gennaio e la spesa per i consumi è aumentata, mentre l’inflazione sembra ben ancorata. Le banche centrali di Corea del Sud e Thailandia hanno tagliato i tassi di interesse di 25 punti base per sostenere la crescita. L’indice PMI della Corea del Sud è passato in territorio espansivo.

A febbraio abbiamo aumentato ulteriormente la nostra esposizione sulla Cina. Continuiamo a mantenere un’esposizione sovrappesata alla Corea del Sud e al Sud-Est asiatico. Queste regioni rimangono molto interessanti dal punto di vista dei fondamentali e delle valutazioni. Thailandia, Indonesia e Filippine sono economie relativamente chiuse e dovrebbero risentire meno dell’applicazione globale dei dazi statunitensi. Ci aspettiamo che gli investimenti diretti esteri diversifichino ulteriormente i loro impianti di produzione in Asia. Vediamo ulteriori rischi di ribasso per il dollaro Usa se la tendenza negativa dei dati economici statunitensi continuerà a tendere verso l’indebolimento e la fiducia dei suoi alleati politici di lungo termine sarà ulteriormente minata dalla politica commerciale e geopolitica aggressiva degli Stati Uniti. Stiamo valutando di aumentare ulteriormente le coperture valutarie.

RCEP, l’inflazione agricola favorisce i paesi emergenti asiatici. Prezzi delle materie prime in su

Secondo Marcel Zimmermann di Lemanik, l’accordo RCEP firmato con la Cina favorirà l’aumento dei prezzi dei beni agricoli e avrà un impatto positivo sul reddito della popolazione rurale, che nei Paesi dell’Asean è concentrata nelle campagne per il 50%. Le banche asiatiche sono in ritardo, ma appaiono promettenti nel medio termine.

“Nel nostro portafoglio, specializzato sul Sud-Est asiatico, abbiamo aumentato l’esposizione nei Paesi dell’Asean (Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico). Innanzitutto, la regione trarrà vantaggio dal patto RCEP firmato lo scorso anno con la Cina. Inoltre, l’aumento dei prezzi dei beni agricoli avrà un impatto positivo sul reddito della popolazione rurale, che rappresenta ancora circa il 50% della popolazione in paesi come Thailandia, Filippine e Indonesia”. È l’analisi di Marcel Zimmermann, gestore del fondo Lemanik Asian Opportunity.

I casi attivi di Covid-19 sono in calo nelle Filippine, in Indonesia e a Singapore – spiega Zimmermann – ma sono in aumento in Giappone, Corea del Sud e Thailandia. La pandemia continua quindi a influenzare il sentiment degli investitori nella regione, ma lo slancio economico è comunque in aumento, poiché gran parte dell’economia globale si sta lentamente aprendo, grazie ai progressi della vaccinazione. Il miglioramento delle prospettive e il forte apprezzamento dei metalli e delle materie prime agricole stanno spingendo le aspettative di inflazione globale ai massimi pluriennali.

“L’indice Bloomberg Industrial Metals ha raggiunto un nuovo massimo da otto anni grazie alla forte domanda di rame, che ha toccato il massimo da dieci anni sulla base di domanda industriale, scorte inferiori – che fanno surriscaldare i prezzi contribuendo a creare inflazione – e voci di proteste da parte dei sindacati minerari cileni”, sottolinea Zimmermann. “Continuiamo a rimanere positivi nei confronti di questo segmento e ci aspettiamo che gli investimenti infrastrutturali globali sosterranno ulteriormente la domanda di metalli industriali”.

Nell’area, il segmento value continua a sovraperformare rispetto al growth,e riteniamo che questa tendenza possa continuare nel prossimo periodo. La carenza globale di semiconduttori continua a essere un freno non solo per l’industria delle auto elettriche, ma anche per Pc, smartphone, console di gioco e altri dispositivi interconnessi. Gli analisti prevedono che tale carenza si protrarrà per tutto il 2021. “A livello settoriale, abbiamo aumentato l’allocazione nel settore dei prodotti di consumo di base, poiché crediamo che saranno in grado di trasferire l’aumento dei prezzi delle materie prime verso i consumatori”, conclude Zimmermann. “Abbiamo quindi abbassato leggermente l’allocazione nel settore finanziario, che ha continuato a registrare un ritardo rispetto al mercato generale, ma restiamo a medio termine positivi anche per questo settore. L’esposizione valutaria verso lo yen giapponese e il dollaro di Hong Kong rimane coperta poiché prevediamo ancora un ulteriore indebolimento dello yen e del dollaro Usa”.