Giugno 10, 2026
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Elezioni Enasarco, “Fare Presto” attacca, la maggioranza incassa. Fino a quando?

Enasarco, comunicato stampa della lista unitaria “Fare Presto!”, candidata alla guida della cassa di previdenza privata degli agenti di commercio e dei consulenti finanziari alle prossime elezioni del 24 Settembre.

Dopo pochissimi giorni dalla fissazione della data delle tanto attese elezioni, la campagna elettorale è già entrata a pieno regime in Enasarco. Lo testimoniano i post “vittoriosi” – per la verità un pò esagerati, e per questo pesantemente criticati, anche con qualche insulto, sui social – di alcuni audaci rappresentanti delle liste che hanno sostenuto la tesi del “giusto rinvio”, ma anche le dichiarazioni di “belligeranza elettorale” delle liste che, invece, hanno attaccato la serie di decisioni adottate, con i voti della sola maggioranza, nelle ultime settimane, ed in particolar modo quella del ricorso al TAR.

Su quest’ultimo punto, in particolare, si sono scagliati i rappresentanti della lista “Fare Presto!”, candidata alla guida di Enasarco e sostenuta da ANASF, Federagenti, FIARC e Confesercenti. Già all’indomani dell’ultimo CdA (quello in occasione del quale sono state fissate le elezioni del prossimo 24 Settembre), “Fare Presto” aveva diffuso un comunicato nel quale si affermava che “Anche stavolta l’attuale Governance della Fondazione ha perso l’occasione per rispettare le regole e i propri iscritti – fanno sapere i 5 Consiglieri – e anziché convocare le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea dei Delegati nei tempi (31.07.2020) indicati  dai Ministeri che vigilano su Enasarco hanno preferito stabilire una data “motu proprio” che, di fatto, prolunga per altri mesi questa gestione illegittima, come affermato in ben tre lettere dai Dicasteri….Si tratta di comportamenti dilatori che non nascondono arroganza nella gestione dell’Ente, che però non appartiene a questi signori ma agli iscritti….”.

Alfonsino Mei, candidato alla presidenza di Enasarco per la lista “Fare Presto!”

Nella giornata di oggi, la stessa lista ha messo in Rete un altro comunicato, in cui viene rincarata la dose di critiche che, in tutta probabilità, costituiranno il leitmotiv della campagna elettorale delle attuali sigle di opposizione.  “Apprendiamo“, si legge nel comunicato, “che nella giornata di ieri, 23 luglio, diverse sigle che sostengono l’attuale maggioranza del CdA in capo a Enasarco hanno inteso intervenire nel procedimento dinanzi al TAR promosso dal presidente Gianroberto Costa nei confronti del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Economia, che sono i dicasteri vigilanti della Fondazione. Le sigle sono Fnaarc, Ugl, Usarci, Uiltucs e Confartigianato. Tali Sigle appoggiano e sostengono, quindi, l’iniziativa di Costa che, con un atto irrituale senza precedenti,  ha disconosciuto e contestato l’azione dei Ministeri Vigilanti e presentato un ricorso senza informare preventivamente il Consiglio di Amministrazione  e successivamente l’Assemblea dei Delegati, dimostrando così una palese assenza di considerazione nei confronti di chi siede, in Consiglio ed in Assemblea, non per sorteggio o per caso ma perché eletto democraticamente da migliaia di agenti di commercio e consulenti finanziari.”.

Ecco“, aggiunge la nota, “spiace proprio questo: che tali sigle, con il loro sostegno a Costa, abbiano firmato in calce e sposato la condotta di chi, con quell’azione, ha dimostrato di non avere nella corretta considerazione agenti e consulenti, non solo non informandoli di quanto stava facendo ma soprattutto non facendo nulla che consentisse loro di avere realmente aiuti importanti a seguito dell’emergenza sanitaria. A nostro avviso, il sostegno di tali sigle significa, ancora una volta, sostegno di un atteggiamento autoritario ed inefficiente….“. 

Gianroberto Costa

È un peccato”, conclude il comunicato congiunto, “che si consumi una partita basata sulla conservazione delle posizioni e non sui contenuti. Chi ha adito il TAR e chi ora ne sostiene la causa contro i Ministeri – e quindi contro lo Stato e il Governo – sono gli stessi che ad aprile avrebbero dovuto essere sottoposti alla verifica del voto: quello degli iscritti, non il loro. Costoro hanno invece preferito spostare la tornata elettorale con un atto che non ha precedenti ed adducendo come pretesto l’emergenza Covid-19. Peccato però che in Enasarco il voto, da statuto, sia online e che la tutela abbia invece riguardato – come chiaro a chiunque – solo chi ha continuato a occupare una poltrona che avrebbe dovuto lasciare molti mesi prima. Costoro non dicono come le altre Casse (come Enasarco) iscritte all’Adepp abbiano consentito lo svolgimento del voto online per il rinnovo dei propri organismi, in piena pandemia, così come Inarcassa, Enpam ed altre. Solo per Enasarco non si poteva votare, per la pandemia, da casa e dal proprio pc o telefonino. La decisione di queste sigle ha un forte significato e sposa il senso di superiorità di chi ha creduto di ricoprire un incarico per vocazione divina e non per rappresentanza degli iscritti.”.

A prescindere dai toni utilizzati, normalissimi in un clima infuocato come quello che persisterà in Enasarco fino alle elezioni, rimane il mistero di certe decisioni assunte dalla maggioranza nelle ultime settimane, e senza spiegazioni – che non sono mai arrivate, nonostante siano state chieste da più parti – la diffidenza si è fatta largo tra gli aventi diritto al voto, la maggior parte dei quali non ha affatto gradito il rinvio sine die e “sine explicandum” (oggettivamente, la motivazione della pandemia non ha retto moltissimo).

Sarà un “Agosto caldo”. Non ci rimane che stare alla finestra, e raccontare.

Elezioni Enasarco, intervista a Valerio Giunta. “Un albero che cade fa più rumore di una foresta che cresce”

Gli agenti di commercio ed i consulenti finanziari hanno una grande responsabilità, quella di portare una mentalità nuova in ogni azienda e avventura imprenditoriale. Fondamentale, per il futuro, realizzare un centro studi universitario per agenti di commercio e per consulenti finanziari, allo scopo di far conoscere la bellezza di queste professioni e dar loro dignità accademica.

Prosegue il ciclo di interviste di Patrimoni&Finanza sulle vicende di Enasarco, la cassa di previdenza privata degli agenti di commercio e dei consulenti finanziari che, da qualche mese, è al centro di durissime polemiche per via del lungo rinvio, da parte della maggioranza del CdA, delle elezioni inizialmente fissate per il 17 Aprile.

Valerio Giunta, imprenditore riminese attivo nel settore della selezione di agenti di commercio e consulenti finanziari, è candidato nella lista “Consulenti finanziari uniti in Enasarco” alle prossime elezioni (24 Settembre – 7 Ottobre 2020) per il rinnovo dell’Assemblea dei delegati della Cassa di previdenza.

Lo abbiamo intervistato.

Un imprenditore in cima ad una lista di candidati consulenti finanziari alle elezioni di Settembre in Enasarco: come è nata questa apparente “invasione di campo”?

La mia storia professionale, da ormai 30 anni, ruota nell’ambito delle risorse umane: prima nel mondo cooperativo e poi nelle agenzie per il lavoro. Da 10 anni ho una mia azienda (Start Up Italia Srl), specializzata nel mondo del personale di vendita e nel settore delle reti di consulenza finanziaria. In un lavoro delicato, come quello della ricerca e selezione del personale, occorre una certificazione che il lavoro sia svolto bene e senza arrecare danni all’elemento debole della triangolazione agenzia-azienda-candidato, che è appunto il candidato. Per questa ragione, ho aperto dal 2011 diversi gruppi social (“AAAgents e ”Consulenti Bancari e finanziari”, con rispettivamente 46 mila e 17 mila aderenti su Linkedin) e, all’inizio della pandemia, ho realizzato delle videoconferenze dedicate agli agenti e ai consulenti finanziari, denominate “S.O.S. Agenti”. Da qui i punti di contatto con il mondo dei consulenti finanziari che, come del resto gli agenti di commercio, sono un elemento fondamentale per rilanciare l’economia italiana.

Come nasce, invece, il suo interesse a partecipare in prima persona, candidandosi, alla vita di Enasarco?

Innanzitutto , nello svolgimento del mio lavoro ho sempre seguito il principio dell’attenzione concreta per chi svolge un lavoro di natura commerciale, e mi sono spesso accostato a varie formazioni sindacali attive nella tutela dei lavoratori autonomi, cercando di trasferire nella mia attività il meglio delle loro esperienze consolidate. Inoltre, formalmente Startup Italia è anche una società di rappresentanza con diritto di voto per la componente agenti in Enasarco. In quest’ambito, ma in un secondo momento, ho conosciuto USARCI, dopo non aver trovato uguale apertura nella dirigenza di ANASF, a cui mi ero rivolto in prima battuta. Tuttavia, dato l’attuale cambio dei vertici, mi farebbe piacere incontrare la nuova dirigenza per conoscere la loro disponibilità ad una collaborazione. Mi sono trovato bene con USARCI e non sono mancate collaborazioni anche con FNAARC e con CISL, ma sfortunatamente ho trovato porte chiuse da parte degli organizzatori di Forum Agenti.

Quali sono i suoi punti di contatto con il resto dei candidati? Non teme di essere considerato una sorta di “corpo estraneo” dai suoi potenziali elettori iscritti all’Organismo Unico dei consulenti finanziari?

Lavoro nell’interesse della categoria da almeno 8 anni, in maniera piuttosto visibile, ed il primo obiettivo è dare priorità ai consulenti per migliorare la loro posizione lavorativa. Tramite la mia azienda ritengo di aver migliorato la posizione di tantissimi colleghi, e di recente ho avviato una proficua collaborazione con un’importante scuola di formazione per mettere in piedi il primo percorso di formazione per giovani consulenti finanziari, anche con il supporto di Istituzioni e sindacati. Ho partecipato allo sviluppo e al lancio del primo corso universitario per agenti di commercio e consulenti finanziari, che ha dato la possibilità a tanti professionisti affermati di potersi laureare anche in età avanzata.

In tema di elezioni, il rinvio sine die aveva suscitato polemiche durissime, così come la decisione della maggioranza e della presidenza di rivolgersi al TAR per chiedere una sospensiva dopo aver ricevuto una diffida da parte dei ministeri vigilanti. Qual è la sua sensazione generale sulla faccenda?

La mia sensazione è che potrebbe esserci in atto un tentativo di scalata per mettere le mani sul patrimonio di Enasarco. Infatti, i messaggi populisti che arrivano dalle liste in opposizione all’attuale maggioranza non fanno altro che accrescere il malessere che al momento vive la categoria, di fatto “avvelenando il pozzo” della conversazione elettorale, che al contrario dovrebbe essere costruttiva e non distruttiva. Non vorrei che tali soggetti stiano conducendo solo una guerra di potere, mossi dalla preoccupazione di prendere in mano la gestione dei risparmi della categoria, e non da quella di concentrarsi per sbloccare le risorse da destinare alla stessa. Peraltro, Enasarco è un ente previdenziale e non è delegato a rilasciare fondi fuori dai parametri di bilancio, come anche previsto dalle regole dei ministeri vigilanti. Quindi certe polemiche mi sono sembrate strumentali, e non rispecchiano in alcun modo la reale natura dell’ente. Per onestà intellettuale, vorrei ricordare che chi spingeva per fare elezioni subito è responsabile dei rapporti istituzionali di una importante banca di investimenti, e quindi, in linea del tutto teorica, nel momento in cui si dovrà decidere a chi affidare la gestione delle disponibilità liquide della Cassa (più di 7 miliardi), costui si potrebbe trovare in una palese situazione di conflitto di interesse. Il mio non è un attacco personale, ma una doverosa precisazione, nell’interesse degli iscritti, su potenziali rischi che meritano attenzione.

Perché, secondo lei, la circostanza del ricorso al TAR e del successivo rigetto non era stata comunicata agli altri delegati e consiglieri nè in occasione dell’Assemblea dei delegati del 30 Giugno scorso, né immediatamente dopo?

Il TAR ha sospeso l’efficacia dell’intimazione ministeriale al CdA. Io credo nella legittimità delle istituzioni e credo che debbano essere le persone preposte a giudicare a dirci chi ha sbagliato e chi ha operato legittimamente. Ciò che mi domando, onestamente, è perché alcuni giornali abbiano interesse a far uscire articoli che anticipano pretestuosamente decisioni giudiziarie che poi alcuni candidati, in fretta e furia, condividono ovunque sul web, come in una sorta di schema che alimenta la diffusione di informazioni parziali. Questo, ripeto, è un danno innanzitutto per la categoria. Il resto lo devono giudicare i giudici, non altri.

A suo avviso, date le circostanze che si sono venute a creare con l’ultima pronuncia del TAR e con la fissazione della data delle elezioni, è ancora attuale parlare del commissariamento di Enasarco? Se ciò avvenisse, quali sarebbero le conseguenze?

Francamente non credo, anche se è difficile fare previsioni su situazioni così complesse, attorno alle quali orbitano così tanti interessi e stakeholder. Sinceramente mi auguro di no, poiché sarebbe una sconfitta per gli agenti di commercio e per i consulenti finanziari, i quali invece devono essere sensibilizzati a partecipare alla vita dell’Ente ed esercitare il voto, democraticamente, al fine di dotarsi della migliore amministrazione possibile. 

Se dovesse avere successo alle elezioni di Settembre, ritiene di avere i numeri in Assemblea dei delegati per candidarsi al Consiglio di Amministrazione?

Chi si candiderebbe senza la confidence di sapere di poter incidere concretamente sulla vita dell’Ente? A prescindere dal mio risultato personale, le nostre istanze saranno presenti in consiglio di amministrazione, per via indiretta o diretta. Sicuramente noi ci saremo. Mi piacerebbe molto entrare nel consiglio di amministrazione, temo però che, per farlo, mi dovrei dimettere da delegato. Di certo, posso dire che al momento non tengo ad ottenere poltrone.

Qual è lo stile distintivo che intende imprimere in Enasarco, qualora eletto? Quali obiettivi guiderebbero principalmente le sue azioni?

Il mio stile sarebbe improntato alla assoluta trasparenza e alla condivisione democratica di qualunque iniziativa. Così come già avviene nelle aziende, sui gruppi social, nelle video conferenze che gestisco, lascerei spazio a tutti coloro che si vogliono impegnare per il bene della categoria. Gli agenti di commercio ed i consulenti finanziari hanno una grande responsabilità, quella di portare una mentalità nuova in ogni azienda e avventura imprenditoriale. Il mio primo obiettivo è quello di promuovere e realizzare un centro studi universitario per agenti di commercio e per i consulenti finanziari, allo scopo di far conoscere fino in fondo la bellezza di queste professioni e dar loro dignità accademica mediante specifici corsi universitari di specializzazione nell’ambito delle vendite e della consulenza finanziaria. Il valore della professione di venditore, se ben sviluppata tra i giovani, potrebbe rilanciare l’economia del nostro Paese e incrementare l’occupazione anche in ambito femminile, ma tutto ciò andrebbe accompagnato da misure statali favorevoli come la riduzione della pressione fiscale ed i maggiori sgravi per l’auto.

In occasione della tornata elettorale del 2016, gli iscritti che votarono furono poco più di 25.000, pari all’11,34% degli aventi diritto. Secondo lei, le prossime elezioni vedranno un maggiore afflusso, oppure no?

Secondo me vedranno maggiore afflusso, perché la scorsa tornata elettorale è stata la prima volta che gli agenti votavano i propri rappresentanti e non erano a conoscenza di quello che succedeva. Il lockdown ha portato maggiore attenzione alle problematiche di Enasarco, e quindi ritengo che ci sarà maggiore affluenza. 

Sui social, a causa della sospensione delle elezioni e delle mille polemiche che sono scaturite, gli iscritti mostrano oggi una certa diffidenza, mista a rabbia. Che messaggio si sente di mandare a coloro che lanciano critiche durissime un pò a tutti i candidati nei gruppi e nelle pagine dedicate agli agenti?

Penso che abbiano ragione, anche se ritengo non siano stati adeguatamente informati. Fa più rumore un albero che cade, che una foresta che cresce, e con ciò voglio dire che chi fomenta il malessere sui social ha più seguito di chi prova a costruire. Nei gruppi che gestisco personalmente, ho sempre lasciato spazio a tutti, anche ai cosiddetti silenti, che paradossalmente potrebbero essere quelli più “arrabbiati” per una situazione che si trascina da tempo e che deve poter trovare una soluzione. Ho lasciato spazio anche alle tematiche della lista “Fare presto”, ma mi piacerebbe ricevere maggiore reciprocità, perché spero tanto di poter collaborare anche con loro. A chi lancia critiche, vorrei dirgli di approfondire la conoscenza della storia di Enasarco. La nostra Cassa, peraltro, ha un bilancio in attivo, ma molti vorrebbero che fosse assorbita dall’INPS, il quale viceversa non ha un bilancio in attivo e ciò metterebbe in pericolo le pensioni della categoria. Inoltre, il 50% dei contributi maturati in Enasarco sono versati dalle mandanti. A chi è spazientito dagli eventi, direi di avere fiducia in Enasarco come istituzione che supera persino le singole persone che l’amministrano, e sopravvive ad esse.

Enasarco, parla Alfonsino Mei. “Comportamento inspiegabile ed irresponsabile della maggioranza”

P&F intervista Alfonsino Mei, candidato alla presidenza di Enasarco per la lista “Fare Presto!”: “….Il ricorso al Tribunale Amministrativo è stato presentato con l’intento di allungare i tempi di una decisione e per prolungare quanto più possibile gli incarichi e le influenze connesse…”.

In questa estate dominata dalle conseguenze sociali ed economiche della pandemia, le vicende di casa Enasarco si sono ritagliate uno spazio notevole – in negativo, purtroppo – nel panorama delle casse di previdenza. Dalla decisione della maggioranza di rinviare sine die le elezioni, e fino ad oggi, alle polemiche di quanti chiedevano di ripristinare il processo democratico delle elezioni è seguita una serie di colpi di scena e di passi falsi della Presidenza che oggi fanno temere, quale logico risultato, il commissariamento (previsione che P&F aveva già fatto in tempi non sospetti).

Nell’intento di dare una spiegazione ad un atteggiamento in apparenza “suicida”, Patrimoni&Finanza ha inviato alla Presidenza di Enasarco, nei giorni scorsi, una serie di domande che non hanno ancora ricevuto risposta (ma si rimane fiduciosi). Nel frattempo, abbiamo intervistato Alfonsino Mei, candidato alla Presidenza di Enasarco, nella prossima tornata elettorale, per la coalizione “Fare Presto!”, composta dalle sigle Federagenti, ANASF, FIARC, Confesercenti e ANPIT.

La decisione della maggioranza del CdA di rinviare sine die la tornata elettorale era già stata oggetto di robuste polemiche, anche perché, nel frattempo, le altre casse di previdenza (come Inarcassa, EMPAM, EPAP) avevano regolarmente votato online, come Enasarco nel 2016, in piena pandemia. Adesso qual è lo stato dell’arte, alla luce del ricorso al TAR contro la diffida dei dicasteri vigilanti ad effettuare le elezioni entro il 10 Agosto?

Nonostante gli inviti prima e la diffida poi, che i vigilanti hanno inviato all’Ente, la Governance attuale invece di indire le elezioni online e ripristinare l’immediata legittimità in Enasarco (legittimità non solo delle cariche, ma anche degli atti assunti), ha preferito ricorrere al TAR contro i ministeri e i vigilanti, quindi contro il Governo e lo Stato, e nonostante il Tribunale Amministrativo avesse già comunicato il rigetto lo scorso 29 Giugno, nulla era stato portato all’attenzione del CdA. E’ un atteggiamento che è davvero difficile giustificare e che desta preoccupazione: a oggi, quindi, gli agenti e i consulenti non hanno ancora idea di quando potranno votare. Anche se c’è stata una nuova nota che diffida e emette un termine più stringente al 31.07.2020 la conclusione delle procedure elettorali.

Perché, secondo lei, si sarebbe resa necessaria questa iniziativa così sorprendente e, a parere di molti, diretta in senso contrario proprio allo svolgimento delle elezioni in tempi rapidi?

L’iniziativa ha un intento dilatorio: si ricorre al Tribunale Amministrativo a mio avviso con l’intento di allungare i tempi di una decisione e per prolungare quanto più possibile gli incarichi e le influenze connesse. Così facendo si mantiene però l’Ente in un regime di prorogatio: significa non avere la possibilità giuridica di emettere atti di straordinaria amministrazione, tanto più necessari quando si gestisce, specie in tempi di (e post) Covid-19, un Ente da oltre 220mila iscritti.

Come può spiegarsi, secondo lei, la circostanza che la presidenza di Enasarco non ha ritenuto opportuno comunicare il ricorso al TAR a tutti i delegati di maggioranza ed opposizione, in occasione della assemblea del 30 Giugno?

E’ una bella domanda: a primo impatto le direi semplicemente che non so spiegarmelo. Perché è un’azione veramente inspiegabile. Quello fatto dalla presidenza, andare contro i ministeri, è un atto fortissimo, la cui assunzione ricade però su tutti gli Organi della Fondazione e non averlo comunicato né al CdA né all’Assemblea dei Delegati è, a mio avviso, al di là dell’opportunità, semplicemente inspiegabile e irresponsabile.

A suo parere, date le circostanze, esiste oggi il rischio di un commissariamento di Enasarco? Se sì, quali conseguenze avrebbe per la Cassa e per gli iscritti?

Il rischio c’è ed è concreto. Ma si tratterebbe di un commissariamento “ad acta”, per portare la Fondazione a svolgere in pochissimo tempo quelle libere elezioni che i nostri iscritti si sono faticosamente guadagnati, a partire dal 2016, dopo anni di gestione calata dall’alto.

I risultati di bilancio sembrano confortanti. Nel complesso, però, non sono mancate le lamentele degli iscritti sulla scarsa prontezza e concretezza delle misure economiche urgenti adottate dalla Governance di Enasarco a favore degli agenti in grave difficoltà.  Tutti attendono, in particolare, il momento in cui sarà operativa la procedura per beneficiare dell’anticipazione del FIRR. Visti i tempi non proprio rapidi già osservati in occasione dell’erogazione dei contributi straordinari, intendete dare battaglia per ridurre i tempi per l’anticipazione del FIRR?

Occorre premettere una cosa: quella che l’attuale maggioranza spaccia per una grande vittoria, l’anticipo del FIRR, altro non è che fumo negli occhi per gli agenti. Fermo restando che la Lista unitaria che rappresento, “Fare Presto!”, ha tra i propri punti programmatici l’erogazione dell’anticipo del FIRR su base volontaria, quello che questa maggioranza ha deliberato è solo il 10% dell’anticipo del proprio FIRR per il 2020 e in tempi, come lei ha detto, tutt’altro che rapidi. Per rispondere alla sua domanda, le dico, impegnando uno spettro anche più ampio, che noi ci battiamo esclusivamente per sostenere i diritti dei nostri iscritti: noi siamo agenti e consulenti, non politici; e, con tutto il rispetto per i politici veri, con cui dialogare è necessario e prezioso, le esigenze dei nostri colleghi le conosciamo perché ci confrontiamo con loro ogni giorno.

Anche alla luce dell’avanzo di gestione (233 milioni) conseguito, come giudica la decisione di limitare l’anticipazione del FIRR al solo 10%, e rinviare il rimanente 20% a data da destinarsi?

Come detto poco fa, giudico il provvedimento insufficiente. L’impressione, non solo mia ma di migliaia di iscritti, è che si tratti di una mera operazione di facciata. Agli agenti in difficoltà per i danni sociali ed economici derivati dall’Emergenza Covid-19 serviva qualcosa di più; questo non è stato fatto durante la cosiddetta Fase 1, che l’Italia ha vissuto, né si sta facendo ora, questo perché non si può impegnare la futura governance da delibere di impegni presi da questo CdA in prorogatio : manca, spiace dirlo, un contatto con le realtà che agenti e consulenti vivono nel quotidiano.

In caso di una vittoria elettorale della coalizione di cui è candidato presidente, come pensa di affrontare il futuro della Cassa durante il nuovo mandato, anche in considerazione della progressiva diminuzione di iscritti che puntualmente si verifica anno dopo anno?

Negli ultimi tempi abbiamo, di media, perso 5mila iscritti all’anno: questa emorragia va dapprima tamponata per poi invertire la rotta e attrarre i giovani alla nostra, che è una professione bellissima. Coinvolgeremo i giovani con campagne mirate; intensificheremo i rapporti con le istituzioni per riconoscere tutele, agevolazioni e diritti ai nostri iscritti, spesso schiavi di un rivale oggi fuori concorso, come l’e-commerce. Ci occuperemo dei silenti, che meritano finalmente giustizia; riqualificheremo e valorizzeremo il patrimonio dell’Ente; effettueremo una spending review in relazione a certe spese, penso a esempio a quelle legali, che oggi costituiscono un macigno per le casse della Fondazione: risorse che devono essere destinate agli agenti. Questo e molto altro, con un intento chiaro: mettere persone competenti nei ruoli chiave e non vivere alla giornata, come a molti è parso sia stata fatto in questi anni. 

Esiste la necessità di rilanciare il lavoro autonomo, in tutte le sue forme, dotandolo di incentivi per fermare la fuoriuscita di professionisti, favorire il necessario ricambio generazionale e consolidare la sostenibilità economico-finanziaria di Enasarco? Che ruolo dovrebbero giocare, in tal senso, le società preponenti e lo Stato?

Sì: sono necessità non più rinviabili. Nessuno ha la bacchetta magica, ma noi a questo piano di rilancio della professione e dell’Ente pensiamo da tempo e abbiamo le idee chiare. Con società preponenti e Stato è poi indispensabile avere un rapporto più cementato di quello di questi anni, senza dimenticare che noi abbiamo bisogno di loro e loro hanno bisogno di noi, riscrivendo con il legislatore quella riforma tanto attesa delle casse di previdenza.

Qual è la sua opinione relativamente al corposo numero di delegati che lo statuto di Enasarco assicura alle società preponenti? Lei è tra coloro che ritengono di dover attribuire maggiore influenza agli agenti, cui alla fine sono destinati i servizi assistenziali e previdenziali della Cassa, oppure no?

La mia opinione è che agenti e consulenti devono essere al centro della rappresentatività di Enasarco: Enasarco nasce per loro e la loro voce deve essere la prima a essere ascoltata.

Enasarco, altro passo falso del Presidente. Il TAR rigetta, probabile il commissariamento

Senza fine, ormai, i colpi di scena in casa Enasarco. Ecco i dettagli di quella che sembra essere una “strategia suicida” dell’attuale maggioranza, cui va rimproverato un atteggiamento che soltanto i suoi componenti (e soprattutto il presidente Costa) potrebbero spiegare. L’ipotesi di un commissariamento ad acta adesso si fa più concreta.

Ennesimo colpo di teatro nella vicenda Enasarco, l’Ente di assistenza per agenti e rappresentanti di commercio (e dei consulenti finanziari). Dopo gli inviti (e in ultimo la diffida) dei vigilanti Ministeri di Lavoro ed Economia a ripristinare le procedure per il regolare svolgimento delle elezioni online  e le conseguenti indagini della Corte dei Conti, il TAR del Lazio, con apposito decreto, ha rigettato la richiesta di sospensiva del ricorso a suo tempo presentato in maniera irrituale e unilateralmente  dal presidente pro-tempore della Fondazione, Gianroberto Costa, in contrapposizione ai rilievi dei due dicasteri.  Un rigetto, quello del Tribunale Amministrativo, del quale Costa era venuto a conoscenza già dal 29 giugno u.s. e del quale non aveva creduto opportuno informare né l’Assemblea, né tantomeno il  CdA, esponendo colpevolmente entrambi gli Organi ai conseguenti danni erariali rinvenienti dalle delibere adottate.

Infatti nelle molteplici note inviate dai Ministeri e in quella della Corte dei Conti, si fa riferimento all’illegittimità degli atti straordinari assunti nell’attuale regime di prorogatio e  votati inopinatamente e inconsapevolmente sia dalla maggioranza dell’Assemblea dei Delegati sia da quelle del CdA.

La vicenda. Il voto online per il rinnovo delle cariche in Fondazione, in agenda per il 17-30 aprile 2020, a pochi giorni dal suo svolgimento viene rinviato “sine die” con una delibera votata a maggioranza dal presidente della Fondazione e da 10 dei 15 consiglieri in carica. Quella decisione viene contestata a più riprese dalle opposizioni e dai vigilanti ministeri di Lavoro ed Economia, che in questi mesi inviano a Enasarco più note (e in ultimo una diffida) per riattivare immediatamente le procedure del voto.

Il 25 giugno il presidente di Enasarco, Gianroberto Costa, senza informare né il CdA dell’Ente né l’Assemblea dei Delegati, decide di ricorrere al TAR contro i due ministeri vigilanti. Il 29 giugno il TAR rigetta con decreto  la sospensiva del ricorso richiesta dai legali di Costa;  il rigetto dà quindi il via agli adempimenti di quanto rilevato dai ministeri vigilanti e, finalmente, allo svolgimento delle agognate elezioni. Va segnalato però che, in occasione della riunione dell’Assemblea dei Delegati, Costa non comunica ai presenti, né il ricorso al TAR presentato unilateralmente 5 giorni prima, né tantomeno il decreto del Tribunale che rigettava la richiesta di sospensiva, mettendo così i delegati a rischio di danno erariale. Tale colpevole atteggiamento del presidente veniva reiterato anche nei confronti del CdA,  quando il Costa si limitava a comunicare solo la data del giudizio, ma non il rigetto della sospensiva.

LEGGI ANCHE: Speciale Enasarco. Dal rinvio delle elezioni di Aprile 2020 all’assemblea del 30 Giugno

Il TAR si esprimerà in maniera definitiva il 4 agosto, ma non è però detto che nel frattempo Enasarco non venga commissariata ad acta per lo svolgimento delle regolari legittime consultazioni elettorali, con apposito decreto ministeriale, stante l’attuale condizione di anarchia con gli Organi dirigenti che continuano ad essere arroccati sulle loro posizioni  di privilegio, con atteggiamenti dilatori e addirittura di ammutinamento nei confronti dei ministeri vigilanti.

Fonte: Metro News