Il concetto di smart home è conosciuto dalla stragrande maggioranza dei single (96%). I c.d. “tech enthusiasts” sono coloro che considerano la tecnologia come una parte preponderante della propria vita, e la utilizzano diffusamente in casa.
Secondo i dati dell’indagine dell’osservatorio CasaDoxa, i single in Italia, ossia quella fascia di popolazione composta da single propriamente detti, divorziati, separati e vedovi, corrispondono all’11% della popolazione totale e sono in prevalenza uomini (il 54%). La stragrande maggioranza di loro vive in appartamento, e con l’emergenza sanitaria anche i single più giovani sono sempre più spinti a uscire fuori dalla famiglia di origine e vivere la propria abitazione.
Secondo alcune recenti ricerche, chi vive da solo è più propenso a individuare eventuali migliorie per la propria casa, soprattutto quando si trasforma in un ambiente di lavoro e c’è sempre più bisogno di acquisire dimestichezza con i concetti di “smart home”, di sostenibilità ambientale e di vocazione al digitale. Il concetto di “casa intelligente”, infatti, è conosciuto dalla stragrande maggioranza dei single, e tra di loro prevale chi sa che cosa possono fare queste tecnologie, anche se non resta aggiornato rispetto alle ultime novità. Però i c.d. “tech enthusiasts”, ossia coloro che considerano la tecnologia come una parte preponderante della propria vita la utilizzano diffusamente in casa, sono ancora l’11% del totale, ma si tratta di giovanissimi (tra i 18 e i 34 anni), e quindi la loro influenza sui costumi e gli usi è destinata a crescere.
Secondo l’indagine CasaDoxa, la quasi totalità dei single italiani mostra una certa sensibilità verso i principi ESG di sostenibilità ambientale, e solo il 6% non ne ha mai sentito parlare; questo indicatore la dice lunga sulle nuove tendenze dell’industria della Finanza e di quasi tutti i settori merceologici, i cui messaggi pubblicitari sono talmente “spostati” verso la Sostenibilità ed il clima da condizionare le attività di comunicazione di altri settori commerciali che, invece, non avrebbero alcun collegamento diretto – come nell’industria – con tale problematica.
In relazione al mercato immobiliare, la presenza sempre più massiccia dei single sta gradualmente cambiando le caratteristiche del mercato. L’ufficio studi Tecnocasa, di recente, ha analizzato le compravendite realizzate nelle grandi città italiane nel 2020, al fine di stilare una classifica con le percentuali di acquisto da parte di single. Dalle analisi emerge che le prime tre città per compravendite di single sono Milano, Bologna e Torino, tre realtà in cui la popolazione single è cresciuta molto nel corso degli ultimi anni. Sono città con un’elevata attrattività lavorativa e la presenza di importanti atenei, con una forte prevalenza di studenti universitari e di lavoratori fuori sede che, quasi sempre, dopo un periodo in affitto acquistano l’abitazione.

Anche nel 2020 Milano si conferma la città con la percentuale più alta di acquisti da parte di single, arrivando al 46,5% sul totale delle compravendite. Si tratta di una quota in crescita rispetto al 2019 quando si fermava al 41,5%. Il capoluogo lombardo, durante l’anno della pandemia, ha registrato una perdita di abitanti ma le famiglie monocomponenti sono aumentate.
Al secondo posto si piazza Bologna con il 41,5%, sul podio anche Torino con il 38,9%.
Le grandi città del Nord primeggiano in questa classifica, eccezion fatta per Roma che si inserisce al quarto posto con il 37,6% di compravendite concluse da single. A seguire Genova, Verona e Firenze che evidenziano percentuali comprese tra il 37,0% ed il 34,9%.
Chiudono la lista tre città del Sud Italia: Bari con il 32,5%, Palermo con il 26,4% e Napoli, dove solo il 25,1% delle compravendite è stato concluso da acquirenti single e si nota una prevalenza di acquisti da parte di famiglie/coppie.










