Aprile 22, 2026
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Che effetti avrà sui mercati finanziari il voto in Germania?

Secondo Tobias Burggraf di Ethenea Independent Investors, i mercati finanziari sembrano completamente indifferenti all’eccitazione che circonda le elezioni del Bundestag. Tuttavia, con i negoziati di coalizione ancora completamente aperti, si aspetta una maggiore volatilità.

La chiusura delle urne in Germania e i suoi risultati preliminari vedono la SPD con il 25,7%, appena davanti alla CDU con il 24,1%, seguita dai Verdi (14,8%), la FDP (11,5%), l’AfD (10,3%) e la sinistra (4,9%). Stando così le cose, parecchi indizi fanno pensare che i negoziati di coalizione saranno complicati, con tante opzioni sul tavolo a rendere apertissima per ciascun partito la scelta del partner di un possibile governo.

Al momento, si fanno strada tre possibili coalizioni: una tra SPD, FDP e i Verdi (la cosiddetta coalizione “Ampel” che significa “semaforo” per via dei colori dei partiti coinvolti), una tra CDU/CSU, FDP e i Verdi (la cosiddetta coalizione “Jamaica”) o una grande coalizione di CDU/CSU e SPD. La coalizione “Jamaica” sembra essere la più probabile. La CDU/CSU e la FDP, infatti, potrebbero attuare gran parte della loro politica economica e finanziaria e calmare la classe media tedesca eliminando una volta per tutte lo spettro della tassa patrimoniale, soprattutto perché la sua realizzazione concreta è comunque incerta alla luce del principio di uguaglianza. Tuttavia, si dovrebbero fare concessioni nella politica sociale, per esempio stabilendo un salario minimo di dodici euro, e allo stesso tempo fissare obiettivi climatici molto più ambiziosi, per esempio sotto forma di rinuncia anticipata all’uso della lignite. In breve: la CDU/CSU e la FDP come spina dorsale dell’economia tedesca, i Verdi come salvatori del clima e coscienza verde, e quindi una situazione vantaggiosa per tutti.

Ma la coalizione “semaforo” sarebbe anche possibile. Olaf Scholz ha pubblicamente sottolineato più volte che può ben immaginare una coalizione con i Verdi. Tuttavia, l’ala sinistra della SPD intorno a Saskia Esken e Kevin Kühnert non dovrebbe fare grandi concessioni alla FDP. Allo stesso tempo, Christian Lindner (FDP) non si stanca di sottolineare che con lui non ci sarà uno spostamento a sinistra. Come intende raggiungere questo obiettivo in un governo di sinistra-verde rimane ancora un interrogativo. Il fatto che Christian Lindner intenda assumere la carica di ministro delle finanze renderà probabilmente le trattative ancora più difficili. In generale, vediamo un leggero vantaggio per una coalizione “Jamaica” rispetto a una coalizione “semaforo”.

Infine, Tobias Burggraf considera improbabile una rinascita della grande coalizione con la CDU/CSU come junior partner. In caso di dubbio, dopo 16 anni di governo, la CDU/CSU userà la prossima legislatura per rinnovarsi con lo scopo di essere in grado di attaccare nuovamente tra quattro anni. Lo stesso vale per una coalizione di CDU/CSU, SPD e FDP (la cosiddetta coalizione “tedesca” a causa della somiglianza con la bandiera). La SPD avrà probabilmente difficoltà a raggiungere i suoi obiettivi politici e ad accrescere la sua visibilità accanto ai liberali e ai conservatori.

E in che modo si stanno comportando i mercati finanziari? Sono completamente indifferenti all’eccitazione che circonda le elezioni del Bundestag. Dopo che il DAX ha chiuso venerdì circa dello 0,7 per cento in meno a 15.530 punti, i futures stanno negoziando circa lo 0,60 per cento in più prima dell’apertura della borsa. Questo è probabilmente dovuto principalmente al fatto che alla fine la coalizione rosso-rosso-verde temuta dall’economia non è andata in porto. Tuttavia, sullo sfondo dei negoziati di coalizione ancora completamente aperti, gli investitori dovrebbero essere preparati a momenti di maggiore volatilità. I rendimenti dei Bund decennali sono saliti bruscamente la scorsa settimana a causa dell’imminente riduzione degli acquisti di obbligazioni da parte della Federal Reserve, ma anche qui i futures sui Bund mostrano scarso movimento, e l’EUR/USD sembra aver trovato un punto stabile a 1,17.

In ogni caso, qualunque sia il risultato finale delle alleanze di governo, una cosa è certa: la Germania è a un bivio e il futuro governo determinerà in modo decisivo il futuro del paese. Quasi tutti i partiti hanno sposato la causa della digitalizzazione e del cambiamento climatico. Se il governo nascente riuscirà a stabilire le giuste premesse, entrambi dovrebbero agire come un ulteriore impulso per far avanzare la trasformazione dell’economia e rendere la Germania pronta per il futuro. Anche i mercati dei capitali dovrebbero beneficiarne.

Ethenea: dalle elezioni tedesche volatilità sui mercati, ma solo a breve termine

Le dichiarazioni elettorali dei maggiori partiti tedeschi, in vista delle elezioni di domenica 26 settembre 2021, fanno pensare a un big bang imminente. Tuttavia allo stato attuale non emergono segnali di coalizioni che cambierebbero drasticamente la direzione dell’economia.   

“Dopo 16 anni di cancellierato, quest’anno Angela Merkel terminerà il suo mandato e con esso finirà anche un’era politica caratterizzata, come mai in precedenza, da razionalità, pragmatismo e stabilità. Un cambio di governo può sempre portare a reazioni di mercato nel breve termine, anche turbolente, e a una fase di incertezza. A maggior ragione, ci aspettiamo che questo possa succedere in Germania con la fine dell’era Merkel. Di norma, però, dopo l’annuncio del risultato elettorale queste reazioni tendono a placarsi con la stessa rapidità con cui sono emerse. Ci potrebbero dunque essere picchi di volatilità sui mercati a breve termine, che però non devono turbare: l’importante è restare focalizzati sul proprio obiettivo di investimento a lungo termine”. È l’analisi di Tobias Burggraf, Portfolio Manager presso Ethenea Independent Investors Sa.

Le dichiarazioni elettorali dei maggiori partiti tedeschi, in vista delle elezioni di domenica 26 settembre 2021, fanno pensare a un big bang imminente, soprattutto per quanto riguarda la questione climatica. I Verdi parlano di una “rivoluzione energetica”, da realizzare attraverso una massiccia espansione delle fonti di energia rinnovabili e l’imposizione di sanzioni più salate sui combustibili fossili. Analena Baerbock, la candidata di punta del partito, nel suo ultimo programma di azioni urgenti propone anche un Ministero del clima con potere di veto. L’Fdp, invece, si appella al suo ruolo di “modello e pioniere nella protezione del clima”, salvo poi spostare la responsabilità sui mercati, con il proposito di allargare il commercio delle quote di emissione. Mentre nel caso dei due grandi partiti Cdu/Csu e Spd, quando si parla di protezione del clima molte domande rimangono senza risposta.

Tobias Burggraf

I risultati delle elezioni non sono prevedibili, tuttavia allo stato attuale non emergono segnali di coalizioni che cambierebbero drasticamente la direzione dell’economia. Stando ai sondaggi, sono possibili sia una coalizione formata da Cdu, Verdi e Fdp sia una coalizione formata da Spd, Verdi e Fdp. In entrambi i casi, bisognerebbe trovare dei compromessi sui contenuti e ciò significherebbe ridimensionare le richieste più estreme. Inoltre, l’esperienza dimostra che non tutti i punti fissati nel manifesto elettorale verrebbero attuati e alcuni addirittura fallirebbero per la loro impraticabilità. “Questo scenario rende difficile fare una previsione seria su quali punti dei programmi saranno implementati e, di conseguenza, sull’impatto che potranno avere sui mercati dei capitali”, conclude Burggraf. “La politica ha giocato un ruolo minore nei mercati finanziari in questi ultimi anni e, a nostro avviso, continuano a esserci elementi che suggeriscono che le prossime elezioni federali tedesche avranno ancora una volta un impatto minimo sui mercati, con una volatilità soltanto nella fase iniziale”.