Maggio 31, 2026
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Comprare casa nelle località Bandiera Blu 2023: i prezzi di trilocali e bilocali

Casa.it ha analizzato le ricerche di appartamenti in vendita effettuate nei Comuni Bandiera Blu 2023 e i prezzi medi di vendita dei trilocali e dei bilocali nelle zone dove si trovano le spiagge premiate.

Quest’anno 226 comuni italiani, per un totale di 458 spiagge, sono stati premiati con la Bandiera Blu 2023, l’ambito riconoscimento destinato alle località balneari d’eccellenza, assegnato dalla FEE (Foundation for Environmental Education). Casa.it ha analizzato le ricerche di appartamenti in vendita effettuate in questi comuni nei primi quattro mesi del 2023 e ha rilevato i prezzi medi di vendita dei trilocali e dei bilocali a maggio 2023 nelle zone dove si trovano le spiagge premiate.

I dieci comuni Bandiera Blu 2023 che nei primi quattro mesi dell’anno hanno registrato i volumi più elevati di ricerche di appartamenti in vendita sul sito e sull’app di Casa.it sono Venezia, Livorno, Pescara, Savona, Sanremo, Ancona, Grosseto, Pisa, Latina e Ravenna. A Venezia, che è stata premiata con la Bandiera Blu 2023 per due spiagge, quella del Lido e quella degli Alberoni, a maggio 2023 i trilocali hanno un prezzo medio di vendita di 342.000 euro, mentre i bilocali di 295.000 euro. A Livorno, che ha ottenuto la Bandiera Blu 2023 per le spiagge dei Bagni Rex, Cala Quercianella, Parco Marina del Boccale, Rogiolo e Bagni Roma, a maggio 2023 i trilocali costano mediamente 411.000 euro, mentre i bilocali 223.000 euro; nella zona Quercianella e Montenero, il prezzo medio dei trilocali è 276.000 euro, quello dei bilocali 221.000 euro.

A Pescara, che ha ottenuto la Bandiera Blu 2023 per la Riviera Nord e Riviera Sud ed è già stata Bandiera Blu nel 2021 e nel 2022, il prezzo medio dei trilocali è di 209.000 euro, mentre quello dei bilocali di 190.000 euro; nella Riviera Sud, invece, i trilocali costano mediamente 192.000 euro, mentre i bilocali 121.000 euro. Per quanto riguarda la Riviera Centrale, per i trilocali in zona centro la richiesta media è di 233.000 euro, mentre per i bilocali di 168.000 euro. A Savona, che è stata premiata con la Bandiera Blu 2023 per la spiaggia delle Fornaci, nella zona Legino, Zinola, Fornaci i trilocali costano mediamente 175.000 euro, mentre i bilocali 131.000 euro.

A Sanremo, che ha avuto la Bandiera Blu 2023 per le spiagge Tre Ponti, Imperatrice, Bussana, Baia Capo Pino e Tiro a Volo, il prezzo medio dei trilocali è 282.000 euro, quello dei bilocali 184.000 euro; nella zona Corso degli Inglesi, San Bartolomeo, dove si trova la spiaggia Imperatrice, i trilocali hanno un prezzo medio di 248.000 euro, mentre i bilocali di 163.000 euro; nella zona Bussana-Poggio, dove si trova la spiaggia Bussana, i trilocali costano mediamente 155.000 euro, mentre i bilocali 146.000 euro; nella zona Foce-Semeria, Solaro, dove si trovano le spiagge Baia Capo Pino e Tiro a Volo, i trilocali hanno un prezzo medio di 275.000 euro, mentre i bilocali di 177.000 euro.

Ad Ancona, che ha ottenuto la Bandiera Blu 2023 per la spiaggia di Portonovo, il prezzo medio dei trilocali è 138.000 euro, mentre quello dei bilocali 106.000 euro. Mentre a Grosseto, che ha ottenuto la Bandiera Blu 2023 per le spiagge di Marina di Grosseto e Principina a Mare, troviamo i trilocali con un prezzo medio di 197.000 euro (Marina di Grosseto) e di 203.000 euro (Principina a Mare); i bilocali hanno un prezzo medio di 193.000 euro a Marina di Grosseto e 175.000 euro a Principina a Mare.

Pisa è stata premiata con la Bandiera Blu 2023 per le spiagge di Calambrone/Tirrenia e di Marina di Pisa, nella zona Marina Di Pisa, Tirrenia, Calambrone. Lì i trilocali costano mediamente 251.000 euro, mentre i bilocali 195.000 euro. A Latina, che ha avuto la Bandiera Blu 2023 per la spiaggia di Latina Mare, nella zona Latina Lido, Fogliano e Borgo Sabotino, i trilocali costano mediamente 118.000 euro, mentre i bilocali 83.000 euro. A Ravenna, che ha conquistato la Bandiera Blu 2023 per le spiagge di Marina Romea/Porto Corsini, Marina di Ravenna/Punta Marina Terme/ Lido Adriano, Lido di Savio, Lido di Dante/ Lido di Classe e Casal Borsetti, il prezzo medio dei trilocali è 181.000 euro, quello dei bilocali 115.000 euro; a Porto Corsini i trilocali costano mediamente 136.000 euro; a Marina di Ravenna la richiesta media per i trilocali è 223.000 euro, mentre per i bilocali 179.000 euro.

Locazioni, risalgono i valori degli affitti. Omicron incombe sui contratti dei fuori sede

Dopo un 2020 dai contorni negativi, il 2021 ha manifestato una ripresa nei valori dei canoni di locazione. Gli studenti si riaffacciano sul mercato, ma molto dipenderà dalla incidenza della nuova ondata pandemica.

Uno dei segmenti di mercato immobiliare su cui si è avvertito maggiormente l’impatto del Covid è quello delle locazioni residenziali. Il ricorso alla didattica a distanza e allo smart working ha tenuto nei loro luoghi di origine molti studenti e lavoratori fuori sede, determinando così un’offerta maggiore e una minore domanda. Ad alimentare l’offerta ci sono anche numerosi immobili che, affittati negli anni scorsi tramite short rent, sono adesso immessi sul canale residenziale al fine di recuperare parte delle spese. 

Dopo un 2020 che ha chiuso con un importante calo dei canoni residenziali, – afferma Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa – nel 2021 si iniziano a vedere i primi segnali di inversione di tendenza: stabili i canoni dei monolocali, +0,4% il rialzo dei canoni dei bilocali e +0,3% quello dei trilocali. Si riscontrano comunque valori in diminuzione in città come Milano, Bologna, Roma e Firenze, le metropoli che più di tutte le altre hanno sofferto il ridimensionamento dei flussi turistici, degli studenti e dei lavoratori fuori sede. Nei capoluoghi di provincia, al contrario, i valori degli affitti hanno invece continuato a crescere”. Inoltre, si conferma la maggiore facilità di affitto per le soluzioni di “qualità”, ben arredate, posizionate in zone servite e luminose. Sempre elevata l’attenzione ai costi condominiali.

Nel 2021, il 73,8% degli inquilini ha compiuto una scelta abitativa, optando volutamente per la locazione o non potendo acquistare. C’è una lieve diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando la percentuale era del 74,7%. Diminuiscono anche i lavoratori fuori sede che passano da 22,6% a 22,4%. Nel periodo pre-Covid la percentuale si attestava a 25,9%. Aumenta invece la percentuale di chi affitta per studio, il 3,8% dei contratti stipulati.

La pandemia ha accentuato la domanda di chi cerca casa in affitto tra chi ha lavori precari o a termine e in chi stava valutando l’acquisto immobiliare ma si è fermato per timori legati alle incertezze del mondo del lavoro. Il ribasso dei prezzi immobiliari e i mutui più vantaggiosi stanno spingendo verso l’acquisto della casa ma, nonostante questo, la domanda di locazione è sempre elevata, in particolare tra le fasce di età più giovane. Il 43,8% di chi ha preso casa in affitto ha un’età compresa tra 18 e 34 anni. I dati sui contratti stipulati nella prima parte del 2021 vedono una contrazione dei contratti a canone libero (passati in due anni da 55,1% al 45,6%) ed un aumento del canone concordato (da 29,5% a 32,2%) e del contratto transitorio che aumenta da 15,4% a 22,2%. Questo risultato, molto interessante, evidenzia una delle conseguenze della pandemia, e cioè l’aumento del ricorso a contratti più brevi: tutti coloro che avevano acquistato una casa da destinare all’affitto turistico e che hanno deciso di collocarla sul settore residenziale, hanno optato per la formula del contratto transitorio per non vincolare l’immobile per troppo tempo e riaverlo a disposizione per ritornare agilmente allo short-rent appena i flussi turistici torneranno ai livelli standard.

Interessante anche i dati sul contratto a canone concordato, che potrebbe rivelarsi una buona soluzione per inquilini timorosi degli effetti del lockdown e proprietari che ottengono un vantaggio fiscale e una maggiore possibilità di “sostenibilità” del contratto grazie ai canoni calmierati. 

Tra le metropoli, la città in cui è più alta la percentuale di chi affitta per motivi di lavoro è Milano (40,0%), a seguire Roma (22,5%). Milano primeggiava in questa classifica anche negli anni precedenti, ma a partire dal 2020 ha segnato comunque un ribasso di contratti stipulati con lavoratori trasfertisti, nel 2019 infatti si superava quota 51% sul totale. Anche a Roma si registra una contrazione, seppur meno consistente, delle percentuali di affitti a lavoratori trasfertisti, si passa infatti dal 24,7% del 2019 all’attuale 22,5%. È evidente come lo smart working stia incidendo su questo segmento di mercato, soprattutto in città come Milano dove la componente legata al lavoro è sempre stata predominante.

L’analisi delle grandi città mostra come a Milano ci sia una netta prevalenza del contratto a canone libero (71,7%), mentre a Roma è il contratto a canone concordato ad essere più utilizzato (71,0%). In tutte le metropoli considerate, così come abbiamo riscontrato a livello nazionale, in questo 2021 aumentano le percentuali di stipule di contratti a canone concordato e a carattere transitorio, e la tipologia più affittata è il bilocale, con il 39,7% delle scelte, seguita dal trilocale con il 32,3%, confermando così la tendenza che ha visto anche nel 2020 e nel 2019 i bilocali e i trilocali come le tipologie più affittate a livello nazionale. La maggior parte degli inquilini ha un’età compresa tra 18 e 34 anni, pari al 43,8% sul totale degli affitti stipulati.

Pensionati e abitazioni. Cresce la propensione per quelle ampie, stabile l’offerta di nude proprietà

Quello dei pensionati è un segmento immobiliare molto particolare, legato a criteri di scelta della casa raramente adottati dalle generazioni più giovani. Gli effetti della pandemia e le nuove esigenze abitative dei figli consolidano la vendita delle nude proprietà da parte degli over 65.

L’analisi delle compravendite immobiliari nel primo semestre del 2020, realizzata dai recenti studi di Tecnocasa sul territorio nazionale, evidenzia che il 7,8% degli acquisti è stato effettuato da pensionati. Si tratta della percentuale più bassa degli ultimi anni, un anno fa (primo semestre 2019) era leggermente più alta e si attestava all’8,2%, nel 2018 era dell’8,0% e nel 2017 arrivava all’8,5%. Ciò che è cambiata, nel periodo considerato – e i dati parziali del semestre in corso sembrano confermare la tendenza – è la propensione all’acquisto, da parte di chi è in pensione, di case con maggiori quadrature.

Nel dettaglio, i pensionati nel 70,9% dei casi hanno comprato l’abitazione principale, nel 20,2% dei casi hanno investito ed infine l’8,9% ha optato per la casa vacanza. Rispetto ad un anno fa, pertanto, diminuiscono le percentuali di acquisti per investimento e di case vacanza, contrazioni determinate anche dall’emergenza sanitaria che ha interessato il primo semestre del 2020 ed è tutt’ora in atto: in un anno gli acquisti per investimento sono passati dal 24,0% all’attuale 20,2%, mentre gli acquisti di case vacanza sono passati da una percentuale del 10,3% a quella attuale dell’8,9%.

Le compravendite dei pensionati si sono concentrate maggiormente sui trilocali (39,4%), seguiti dai bilocali (24,7%) e dai quattro locali (16,5%); ville, villette, rustici, case indipendenti e semi-indipendenti compongono insieme il 11,3% degli acquisti. Rispetto al primo semestre del 2019 si nota una diminuzione della percentuale di acquisti di bilocali che passano dal 28,5% all’attuale 24,7%, mentre aumenta la percentuale di compravendite di trilocali che passano dal 37,2% al 39,4%. In aumento anche la percentuale di acquisto di 4 locali, e ciò fa delineare una certa propensione all’acquisto di tipologie più ampie rispetto ad un anno fa. Anche in questo caso, il trend legato alla pandemia ed al periodo di lockdown ha spinto verso l’acquisto di abitazioni più ampie.

Restando su questo target, si è constatato che solo il 13,9% degli acquisti è stato effettuato con l’ausilio di un mutuo, mentre l’86,1% delle compravendite è avvenuto senza l’intervento da parte di istituti di credito. Rispetto ad un anno fa si registra un lieve aumento della percentuale di coloro che comprano accendendo un mutuo, si passa infatti dal 12,0% del primo semestre del 2018 all’attuale 13,9%.

Il 66,3% dei pensionati che ha acquistato casa è una coppia oppure una coppia con figli, il 19,5% è single, l’11,0% è vedovo e il 3,3% è separato o divorziato. Chi ha venduto, invece, lo ha fatto per reperire liquidità (53,3%), per migliorare la qualità abitativa (32,8%) e per trasferirsi (13,9%).

Dalla stessa analisi di Tecnocasa è possibile estrapolare i dati relativi alle compravendite di nuda proprietà, dai quali risulta che l’80,0% di chi vende lo fa per reperire liquidità, e quindi per mantenere un certo tenore di vita, oppure per far fronte ad esigenze legate all’avanzare dell’età, o ancora per sostenere i figli nell’acquisto della casa.

La maggioranza dei venditori di nuda proprietà, nel 54,3% dei casi, appartiene alle categorie dei single, vedovi, divorziati e separati. Per quanto riguarda gli acquirenti, nella maggior parte dei casi si tratta di coppie con e senza figli, che insieme compongono il 68,6% del totale.

Gli acquirenti di nuda proprietà, di contro, si concentrano soprattutto nelle fasce di età comprese tra 18 e 54 anni (77,2%), mentre solo il 22,8% ha un’età superiore a 54 anni. La tipologia più scambiata con la formula della nuda proprietà è il trilocale, con il 44,1% delle preferenze, seguono i bilocali con il 20,6%, mentre le soluzioni indipendenti e semi-indipendenti si attestano al 14,7%, percentuale in aumento rispetto al primo semestre del 2019 (quando si fermavano al 7,0%), a conferma di una maggiore propensione verso le tipologie indipendenti e semi-indipendenti aumentata in occasione del periodo di lockdown

L’indagine effettuata sugli immobili in vendita con cessione della nuda proprietà rivela una maggior concentrazione in Lombardia, con a seguire Lazio, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte (dati al 01.10.2020).

Sebbene le tipologie in nuda proprietà siano costituite principalmente da appartamenti, non mancano le soluzioni indipendenti, come ville, porzioni di ville e rustici.