Aprile 30, 2026
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Enasarco, sul voto lo spettro dell’astensione. I candidati: capire le ragioni e coinvolgere gli iscritti

Siamo quasi alla fine della tornata elettorale di Enasarco, e la “lista dell’astensione” si conferma quella dominante, con una percentuale che potrebbe raggiungere l’85% degli aventi diritto al voto. Parola d’ordine per chi governerà: capire i motivi del disagio di una categoria.

Mancano ancora 2 giorni al termine della tornata elettorale di Enasarco, e chi sperava in una partecipazione massiccia alle votazioni – peraltro con modalità online – si sta rapidamente ricredendo. Infatti, mentre scriviamo, pare abbiano votato (tra agenti e ditte) poco più di 28.000 iscritti, e quindi si stima che il totale dei votanti, la sera del 7 Ottobre, potrà essere pari a circa 30.000 o poco più, su un numero complessivo di aventi diritto al voto pari a circa 220.000 iscritti alla cassa di previdenza complementare di agenti di commercio e consulenti finanziari.

Nonostante ci sia un leggero aumento rispetto alle elezioni del 2016 (meno di 26.000 votanti allora), non si può certo essere soddisfatti di una astensione di proporzioni davvero enormi. La base elettorale di una istituzione così importante, infatti, dovrebbe essere in grado di esprimere mediamente almeno 50-60.000 voti (e continuerebbero ad essere pochi…) per legittimare la governance nei quattro anni successivi.

Pertanto, a prescindere dal risultato che verrà evidenziato dalle urne, quello del coinvolgimento degli iscritti alla vita dell’Ente – da richiedere non solo in occasione delle elezioni – sembra accomunare diversi candidati “di peso”, pronti a rivestire il ruolo di delegati in assemblea oppure ad ambire a quello di consigliere in C.d.A..

Secondo Valerio Giunta (lista Consulenti Finanziari Uniti in Enasarco) “ad oggi ha votato una percentuale esigua rispetto ai 220mila agenti attualmente attivi. Ciò che più mi ha impressionato è che in questa tornata elettorale i toni accesi e le vicendevoli azioni a tratti diffamatorie hanno impedito uno svolgimento costruttivo del dibattito interno, con una conseguente disaffezione degli iscritti verso la partecipazione al voto. Sinceramente, a volte mi è sembrato di leggere le pagine di Novella 2000 invece dei contenuti di un confronto costruttivo e professionale, come sarebbe dovuto essere. Peraltro, è mancato totalmente il racconto dei risultati ottenuti fin ora da ciascuna lista, e un dibattito sui rispettivi programmi, cioè gli elementi fondamentali di una discussione elettorale. In una situazione di tensione come questa, è facile che la cosiddetta maggioranza silenziosa, e cioè coloro che credono in un confronto sano, si disinteressi all’Ente e non vada a votare. Dal momento che è proprio ciò che sta avvenendo, contiamo davvero che questi ultimi due giorni di voto possano coinvolgere coloro che agiscono con il cuore e la testa, sperando che scelgano come potenziale rappresentante in Assemblea chi abbia lavorato a favore della categoria con passione e dedizione”.

Manlio Marucci, segretario di Federpromm e candidato presso la lista “Enasarco Libera”, ritiene che “la bassa partecipazione alle votazioni per la elezione degli organi statutari di Enasarco, sebbene superiore rispetto a quella precedente, è la dimostrazione che il problema della Governance interessi poco gli aventi diritto al voto. Capirne le ragioni sarà elemento di analisi politica del voto a chiusura delle urne (mercoledì 7 ore 18). Significativo, invece, il dato riguardante le case mandanti, che hanno votato in percentuale quasi doppia rispetto alla partecipazione del voto 2016”.

Antonio Fricano, candidato nella lista “Fare Presto!”, afferma che “il dato parziale sui votanti rivela, sopra ogni cosa, un mancato coinvolgimento degli iscritti durante tutto il periodo in cui la precedente Governance ha amministrato Enasarco. Infatti, ricordiamo che gli aventi diritto al voto sono circa 220.000, e si è cercato di dialogare con loro soltanto nel periodo immediatamente precedente alla tornata elettorale. Questo atteggiamento non è stato produttivo, e oggi conferma il risultato di una sostanziale astensione dal voto degli iscritti. Pertanto, chiunque sarà alla guida nel prossimo quadriennio, se vorrà perseguire l’obiettivo di una maggiore partecipazione da parte di agenti e consulenti finanziari dovrà mettere in campo progetti per il loro coinvolgimento lungo tutta la durata del mandato, e non solo alla fine di essa. Per fare questo, potrebbe essere di aiuto coinvolgere l’assemblea dei delegati, riconoscendo ai suoi componenti un ruolo di impulso in alcuni progetti territoriali che coinvolgano la base e portino nuova fiducia nella Fondazione”.

Alfonsino Mei, candidato alla presidenza di Enasarco per la lista “Fare Presto!”, si dichiara “moderatamente soddisfatto per l’aumento dei votanti, il cui numero potrebbe complessivamente arrivare a circa 30.000 a chiusura delle votazioni, contro i 26.000 del 2016”. “Sono allo stesso tempo rammaricato”, aggiunge, “perché questa cifra è troppo esigua in proporzione al totale degli aventi diritto al voto, che sono 220.000. Pertanto, qualunque sia la Governance che uscirà fuori dalla tornata elettorale in corso, dovrà lavorare moltissimo in futuro per coinvolgere gli iscritti nella vita dell’Ente e portare alle prossime elezioni un numero finalmente significativo di votanti, affinchè chi governa sia maggiormente legittimato a farlo”.       

Elezioni Enasarco, i certificati elettorali non arrivano. Assopam: uno scandalo, a pochi giorni dal voto

A pochi giorni dalle elezioni per il rinnovo dell’assemblea dei delegati dell’ente previdenziale Enasarco, fissata per il 24 settembre, si stima che circa l’80% degli agenti aventi diritto al voto non abbiano ancora ricevuto il certificato elettorale. Marucci (Federpromm): il problema dovrebbe essere risolto dalla direzione dell’ente nei prossimi giorni.

Come se non fossero bastate le polemiche – ancora in corso, naturalmente – tra opposte fazioni in lizza per il rinnovo dell’assemblea dei delegati e per la governance di Enasarco, negli ultimi giorni qualcuno si è accorto che la gran parte degli aventi diritto al voto non era in possesso dei rispettivi certificati elettorali.

In verità, Anasf aveva annunciato lo scorso 2 Settembre la spedizione dei certificati a quanti ne avevano fatto richiesta all’associazione dei consulenti finanziari, ma con le elezioni alle porte (24 Settembre – 7 Ottobre), la sensazione che si fosse in ritardo era piuttosto forte.

Secondo Assopam (l’associazione per agenti e mediatori creditizi, che sostiene la lista “Enasarco Libera“) “Il sistema iniquo, farraginoso e anti democratico scelto per svolgere le imminenti elezioni Enasarco è disincentivante. Sistema che molto probabilmente impedirà a numerosi agenti di poter esprimere liberamente il proprio consenso, in quanto costretti a rivolgersi a terzi per essere guidati al voto, creando così un’ulteriore falla di mancata Democrazia all’interno di un ente che ha più nei che pelle“, dicono ad Assopam in un recente comunicato.

Al termine delle consultazioni elettorali“, prosegue l’associazione dei mediatori, “noi di Assopam faremo aprire un’accurata inchiesta per comprendere come mai a ridosso delle elezioni non siano stati ancora recapitati tutti i 230.000 certificati elettorali degli aventi diritto al voto, e non per ultimo dovranno spiegarci il motivo della scelta di adottare tale sistema disincentivante anzichè quello di inserire il certificato elettorale, come avviene per il pagamento dei Mav, nella pagina personale Enasarco di agenti e mandanti“.

Ad allarmare Assopam, sono intervenuti i dati secondo i quali solo il 20% di agenti e consulenti finanziari sia in possesso dei certificati elettorali, e questo certamente contrasta con i buoni propositi, sbandierati da molte liste, relativi all’auspicato maggiore afflusso di votanti in questa importante tornata elettorale.

Sul punto, Manlio Marucci di Federpromm getta acqua sul fuoco: “abbiamo chiesto chiarimenti e ci è stato riferito che la direzione di Enasarco sta affrontando la questione molto seriamente, e che esistono le risorse, anche in smart-working, che potranno permettere l’invio di tutti i certificati entro l’inizio delle votazioni. Chi non dovesse ricevere il certificato in tempo utile, acceda all’area riservata e mandi una comunicazione, in modo da risolvere rapidamente il problema“.

Elezioni Enasarco, “Fare Presto” attacca, la maggioranza incassa. Fino a quando?

Enasarco, comunicato stampa della lista unitaria “Fare Presto!”, candidata alla guida della cassa di previdenza privata degli agenti di commercio e dei consulenti finanziari alle prossime elezioni del 24 Settembre.

Dopo pochissimi giorni dalla fissazione della data delle tanto attese elezioni, la campagna elettorale è già entrata a pieno regime in Enasarco. Lo testimoniano i post “vittoriosi” – per la verità un pò esagerati, e per questo pesantemente criticati, anche con qualche insulto, sui social – di alcuni audaci rappresentanti delle liste che hanno sostenuto la tesi del “giusto rinvio”, ma anche le dichiarazioni di “belligeranza elettorale” delle liste che, invece, hanno attaccato la serie di decisioni adottate, con i voti della sola maggioranza, nelle ultime settimane, ed in particolar modo quella del ricorso al TAR.

Su quest’ultimo punto, in particolare, si sono scagliati i rappresentanti della lista “Fare Presto!”, candidata alla guida di Enasarco e sostenuta da ANASF, Federagenti, FIARC e Confesercenti. Già all’indomani dell’ultimo CdA (quello in occasione del quale sono state fissate le elezioni del prossimo 24 Settembre), “Fare Presto” aveva diffuso un comunicato nel quale si affermava che “Anche stavolta l’attuale Governance della Fondazione ha perso l’occasione per rispettare le regole e i propri iscritti – fanno sapere i 5 Consiglieri – e anziché convocare le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea dei Delegati nei tempi (31.07.2020) indicati  dai Ministeri che vigilano su Enasarco hanno preferito stabilire una data “motu proprio” che, di fatto, prolunga per altri mesi questa gestione illegittima, come affermato in ben tre lettere dai Dicasteri….Si tratta di comportamenti dilatori che non nascondono arroganza nella gestione dell’Ente, che però non appartiene a questi signori ma agli iscritti….”.

Alfonsino Mei, candidato alla presidenza di Enasarco per la lista “Fare Presto!”

Nella giornata di oggi, la stessa lista ha messo in Rete un altro comunicato, in cui viene rincarata la dose di critiche che, in tutta probabilità, costituiranno il leitmotiv della campagna elettorale delle attuali sigle di opposizione.  “Apprendiamo“, si legge nel comunicato, “che nella giornata di ieri, 23 luglio, diverse sigle che sostengono l’attuale maggioranza del CdA in capo a Enasarco hanno inteso intervenire nel procedimento dinanzi al TAR promosso dal presidente Gianroberto Costa nei confronti del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Economia, che sono i dicasteri vigilanti della Fondazione. Le sigle sono Fnaarc, Ugl, Usarci, Uiltucs e Confartigianato. Tali Sigle appoggiano e sostengono, quindi, l’iniziativa di Costa che, con un atto irrituale senza precedenti,  ha disconosciuto e contestato l’azione dei Ministeri Vigilanti e presentato un ricorso senza informare preventivamente il Consiglio di Amministrazione  e successivamente l’Assemblea dei Delegati, dimostrando così una palese assenza di considerazione nei confronti di chi siede, in Consiglio ed in Assemblea, non per sorteggio o per caso ma perché eletto democraticamente da migliaia di agenti di commercio e consulenti finanziari.”.

Ecco“, aggiunge la nota, “spiace proprio questo: che tali sigle, con il loro sostegno a Costa, abbiano firmato in calce e sposato la condotta di chi, con quell’azione, ha dimostrato di non avere nella corretta considerazione agenti e consulenti, non solo non informandoli di quanto stava facendo ma soprattutto non facendo nulla che consentisse loro di avere realmente aiuti importanti a seguito dell’emergenza sanitaria. A nostro avviso, il sostegno di tali sigle significa, ancora una volta, sostegno di un atteggiamento autoritario ed inefficiente….“. 

Gianroberto Costa

È un peccato”, conclude il comunicato congiunto, “che si consumi una partita basata sulla conservazione delle posizioni e non sui contenuti. Chi ha adito il TAR e chi ora ne sostiene la causa contro i Ministeri – e quindi contro lo Stato e il Governo – sono gli stessi che ad aprile avrebbero dovuto essere sottoposti alla verifica del voto: quello degli iscritti, non il loro. Costoro hanno invece preferito spostare la tornata elettorale con un atto che non ha precedenti ed adducendo come pretesto l’emergenza Covid-19. Peccato però che in Enasarco il voto, da statuto, sia online e che la tutela abbia invece riguardato – come chiaro a chiunque – solo chi ha continuato a occupare una poltrona che avrebbe dovuto lasciare molti mesi prima. Costoro non dicono come le altre Casse (come Enasarco) iscritte all’Adepp abbiano consentito lo svolgimento del voto online per il rinnovo dei propri organismi, in piena pandemia, così come Inarcassa, Enpam ed altre. Solo per Enasarco non si poteva votare, per la pandemia, da casa e dal proprio pc o telefonino. La decisione di queste sigle ha un forte significato e sposa il senso di superiorità di chi ha creduto di ricoprire un incarico per vocazione divina e non per rappresentanza degli iscritti.”.

A prescindere dai toni utilizzati, normalissimi in un clima infuocato come quello che persisterà in Enasarco fino alle elezioni, rimane il mistero di certe decisioni assunte dalla maggioranza nelle ultime settimane, e senza spiegazioni – che non sono mai arrivate, nonostante siano state chieste da più parti – la diffidenza si è fatta largo tra gli aventi diritto al voto, la maggior parte dei quali non ha affatto gradito il rinvio sine die e “sine explicandum” (oggettivamente, la motivazione della pandemia non ha retto moltissimo).

Sarà un “Agosto caldo”. Non ci rimane che stare alla finestra, e raccontare.

Enasarco, ok a bilancio ma cresce l’area degli scontenti. Stangata Corte dei Conti sulle elezioni

Nonostante l’argomento elezioni non fosse neanche all’ordine del giorno, neanche un cenno dalla maggioranza alle numerose richieste dell’opposizione. Bilancio approvato, ma l’area di chi non apprezza la gestione della Cassa sembra essersi allargata. “Stangata” della Corte dei Conti sulle mancate elezioni e sulle delibere già adottate in regime di prorogatio.

L’assemblea dei delegati di Enasarco, che faceva presagire un andamento scoppiettante, si è svolta oggi, tutto sommato senza scossoni. Le parti in causa, infatti, si erano già “affidate” alle future osservazioni dei ministeri vigilanti, cui nei giorni precedenti erano state inviate le note dall’opposizione e le contro-note dalle sigle di maggioranza.

L’odierna assemblea, che si è tenuta per la prima volta totalmente in videoconferenza per rispettare le disposizioni anti-Covid, è stata chiamata a votare sul bilancio consuntivo 2019, chiuso con un avanzo economico pari a 233 milioni di euro, in netto aumento rispetto al 2018, di oltre 90 milioni. L’avanzo del 2019 è già diminuito di 11 milioni, somma destinata preventivamente al Fondo FIRR, ossia il trattamento di fine rapporto degli iscritti.

Secondo la nota inviata da Enasarco, sarebbero tutti in miglioramento i saldi di bilancio principali. In particolare sono positivi i risultati conseguiti nella gestione istituzionale con un saldo complessivo di +188 milioni, a fronte dell’avanzo di +170 milioni del 2018, ed il patrimonio complessivo della Fondazione è cresciuto, arrivando a quota 7,8 miliardi, di cui 5.196 milioni costituiscono il patrimonio della previdenza (pari a 5,18 volte il valore delle pensioni in essere e 2.392 milioni il patrimonio del FIRR).

Dal lato della gestione previdenziale, il saldo (+71 mln) continua a crescere, con entrate previdenziali che finanziano la spesa per prestazioni, e i proventi finanziari ordinari lordi sono passati dai 113 mln del 2018 agli oltre 154 mln del 2019 (con un saldo finanziario totale pari a 182 mln, contro 75 mln del 2018).

Il rendimento lordo del patrimonio finanziario nel 2019 è stato del 3,9%, grazie a scelte d’investimento che hanno visto prevalere strumenti finanziari liquidi e a basso costo gestionale, con profilo di rischio/rendimento allineati all’asset allocation strategica che il Consiglio di amministrazione ha approvato. Per quanto riguarda la gestione del patrimonio immobiliare nel 2019, pur continuando le attività volte alle vendite dirette agli inquilini, si stanno sviluppando nuove strategie di gestione: dalle vendite delle unità immobiliari libere all’asta, alla gestione del patrimonio residuo diretto ed indiretto tramite lo strumento della Sicaf, con la finalità di ottimizzare i risultati e diminuire i costi di gestione.

Il voto dei delegati presenti (56 su 60), in definitiva, ha confermato il peso della maggioranza, ma l’area degli “scontenti” sembra essersi allargata. Infatti, a giudicare dai voti contrari (23, contro i 33 a favore), non sono solo i 16 delegati di opposizione (quelli firmatari delle richiesta di intervento ai ministeri vigilanti) quelli che hanno da ridire sia sul bilancio che sulla gestione della Cassa. Per cui c’è da chiedersi se la maggioranza, senza il voto di gran parte delle società preponenti – cui è riservato un peso da molti ritenuto eccessivo: 20 delegati su 60 – avrebbe mai potuto far prevalere la sua linea.

Assisteremmo ad un testa testa, probabilmente, dall’esito molto incerto

La questione non è secondaria. Infatti, all’interno di una cassa fatta dagli agenti per gli agenti, il ruolo delle aziende preponenti dovrebbe essere decisamente più marginale, se non addirittura nullo. In pratica, è come se ANASF ed Assoreti, che già si trovano a lavorare insieme dentro l’Organismo Unico (OCF), si ritrovassero a braccetto all’interno di una (molto) ipotetica cassa previdenziale privata che i consulenti avrebbero ben meritato, e che la stessa ANASF non è stata capace di far nascere in quasi tre decenni di storia della professione.

Neanche sfiorato il tema delle elezioni. La circostanza, tecnicamente, non crea alcun imbarazzo, dal momento che l’argomento non era all’ordine del giorno, ma la maggioranza si è tenuta accuratamente a distanza da qualunque accenno – che sarebbe stato invece più che doveroso, visto il rinvio sine die (questo sì, piuttosto imbarazzante) – nonostante i tentativi di diversi consiglieri dell’opposizione di richiamare in assemblea il tema che ha contribuito a creare il “caso Enasarco“.

Sembra chiaro che la questione non può considerarsi chiusa, e che a breve arriveranno le determinazioni – e, si spera, le sollecitazioni – dei ministeri che sono stati oggetto di comunicazioni formali da ambo le parti. Nel frattempo, secondo fonti ufficiose proventi dagli stessi ministeri, la Procura regionale della Sezione giurisdizionale per il Lazio della Corte dei Conti avrebbe scritto ai ministeri del Lavoro, dell’Economia e alla direzione generale per le politiche previdenziali per segnalare che che il Consiglio uscente, scaduto il 13 giugno e dunque in regime di prorogatio per un periodo massimo di 45 giorni, non può in questa condizione che adottare atti di ordinaria amministrazione. Le conseguenze sarebbero di non poco conto: le varie delibere relative per esempio agli aiuti post-covid potrebbero essere considerate tutte irregolari, e dunque a rischio di danno erariale. 

Di fronte ad un’intimazione della Corte dei conti, in caso di inottemperanza da parte della maggioranza della Cassa, si profilerebbe un commissariamento ad acta da parte del Governo.

Enasarco, maggioranza spinge il voto su atti illegittimi. Domina la paura di un aumento degli elettori

Qual è la paura più grande dei 10 consiglieri di maggioranza di Enasarco e dei loro delegati? Le loro reazioni alle numerose istanze di ripristino del “giovane” meccanismo democratico elettorale della Cassa lo dicono apertamente: bocche cucite, e reazioni scomposte sui social. Intanto, 16 delegati sollecitano i ministeri ad intervenire.

La questione delle mancate elezioni di Enasarco non smette di suscitare legittime prese di posizione di quanti considerano la decisione arbitraria della maggioranza in consiglio di amministrazione – diretta espressione, soprattutto, di Confcommercio e USARCI – come un atto di arroganza istituzionale, teso ad evitare il confronto elettorale più a lungo possibile.

Probabilmente, anche la paura di perdere una comoda posizione di potere quasi ininterrotto gioca un ruolo importante, e forse i 10 consiglieri di maggioranza, all’atto di prendere quella decisione, si attendevano un rientro post-Covid più lungo e “complice”, ma pare abbiano fatto male i conti, e adesso sono letteralmente arroccati in trincea, sotto i colpi dell’artiglieria dell’opposizione e dei ministeri vigilanti.

Infatti, 16 delegati dell’Assemblea Enasarco riferibili alle sigle ANASF, Federagenti e FIARC, in una lettera inviata ai ministeri di Lavoro ed Economia e ai vertici Enasarco, hanno rappresentato le evidenti criticità sulle quali la Governance dell’Ente li chiamerà a esprimersi in occasione dell’Assemblea dei delegati convocata per martedì 30 giugno. Nella nota, si sollecita “l’intervento immediato dei ministeri vigilanti attesa la persistenza di un gravissimo e illegittimo comportamento da parte della maggioranza dell’attuale Consiglio di Amministrazione, le cui delibere, già censurate dagli stessi ministeri, stanno ora coinvolgendo l’operato degli altri organi e, in particolare, dell’Assemblea dei delegati, chiamata infatti a deliberare, nella prossima riunione del 30.06.2020, su punti che esulano dalle proprie funzioni statutarie e non rientranti tra gli atti di ordinaria amministrazione“.

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Il tema noto, si scrive in un comunicato, è quello dell’amministrazione in prorogatio, che sta interessando la Fondazione Enasarco, il cui rinnovo delle cariche era stato stabilito, con modalità di voto online, per il 17-30 aprile 2020, ma che la maggioranza in capo a Enasarco ha inteso rinviare sine die per l’emergenza Coronavirus. Una decisione irrituale, alla luce del fatto che con le stesse modalità di voto, in quelle settimane l’Ordine dei Medici, INARCASSA e Confindustria sono andate, come previsto, a votare, dando la parola agli iscritti e registrando in alcuni casi (vedi ENPAM) una partecipazione elettorale addirittura triplicata rispetto alla tornata precedente.

E’ questa, adesso la paura più grande dei 10 consiglieri di maggioranza e dei loro delegati? Sembrerebbe di sì, e le loro reazioni alle numerose istanze di ripristino del “giovane” meccanismo democratico elettorale di Enasarco lo dicono apertamente: bocche cucite, e reazioni scomposte sui social. Del resto, l’aumento della base elettorale, in un periodo in cui gli aventi diritto sono più disponibili per via dei ritmi di lavoro forzatamente più blandi – anche adesso, in pieno ritorno ad una vigilata normalità – è una ipotesi più che fondata. Infatti, nelle precedenti elezioni per la costituzione dell’Assemblea dei delegati (2016, dalle ore 9.00 di venerdì 1° aprile 2016 alle 18 di giovedì 14 aprile) avevano espresso il proprio voto soltanto 25.448 agenti e rappresentanti di commercio (ossia l’11,34% degli aventi diritto) e 814 imprese preponenti (pari all’1,66%). Pertanto, scontando la maggiore familiarità che oggi gli elettori avrebbero con gli strumenti di condivisione online, e con i consulenti finanziari (35.000 professionisti) sempre più sul piede di guerra, prevedere un raddoppio della base elettorale non è una ipotesi così audace. E se aumenta la base, i vecchi equilibri crollano.

Rimane il fatto che, ad oggi, nonostante almeno due diversi solleciti Ministeriali inviati alla Presidenza di Enasarco, gli oltre 220mila iscritti non hanno ancora una data certa per sapere quando potranno esercitare il proprio diritto al voto; e in questi mesi di gestione “in proroga”, nonostante proclami di parte, nemmeno un euro è realmente entrato nelle tasche di agenti di commercio e consulenti colpiti dai danni sanitari, economici e sociali legati alla pandemia da Covid-19. Ora, l’ennesima dimostrazione di scollamento con la realtà e disinteresse verso gli iscritti, ovvero la richiesta all’Assemblea dei Delegati di votare su “atti illegittimi (…) in quanto il Consiglio di Amministrazione della Fondazione, così come l’Assemblea dei delegati, possono adottare solamente atti di ordinaria amministrazione essendo in regime di prorogatio, così come rappresentato nelle Note dei Ministeri Vigilanti del 24.04.2020, del 30.04.2020“.

Accreditate indiscrezioni di stampa parlano dell’invio di un nuovo sollecito dei dicasteri a Enasarco per andare rapidamente al voto, e così l’azione dei 16 delegati sembra essere ancora più efficace: “….attesa la gravità di quanto rappresentato, si chiede ai ministeri vigilanti, anche in considerazione del lungo tempo trascorso, di dare seguito a quanto rappresentato nelle proprie richiamate Note e di voler intervenire affinché siano salvaguardati il ruolo e le funzioni dell’Assemblea e vengano adottate tutte le misure più opportune per consentire l’immediato svolgimento delle operazioni elettorali per il rinnovo degli organi della Fondazione nell’interesse esclusivo degli iscritti“.