La Fed lascia invariati i tassi a novembre. ETHENEA: a dicembre possibile un rialzo
La Federal Reserve lascia invariato il tasso di riferimento, come ha fatto la Bce. Ecco perchè si è giunti a questo risultato, e perchè Dicembre potrebbe riservare sorprese negative.
Di Volker Schmidt*
Nella conferenza stampa del 20 settembre scorso, il presidente della Fed, Jerome Powell, aveva usato la parola “prudente” almeno sei volte, parlando degli orientamenti futuri della banca centrale.
Le ragioni di questa cautela, definita ufficialmente come “dipendente dai dati”, sono chiare: in primo luogo, i cambiamenti nella politica monetaria hanno ritardi lunghi e variabili, e, in secondo luogo, sono già stati compiuti progressi nel reprimere l’inflazione. Ultimo, ma non meno importante, a dare un aiuto c’è l’aumento dei rendimenti sul segmento a lungo termine della curva dei rendimenti. Per esempio, il rendimento dei titoli del Tesoro statunitense a dieci anni è aumentato di oltre 50 punti base dalla riunione Fed di settembre. Secondo diversi funzionari della Fed, questo ha dato alla banca centrale più tempo per valutare i dati in arrivo, e di interrompere temporaneamente, per la seconda volta, il ciclo dei rialzi dei tassi, ma non senza precisare che futuri rialzi non sono da escludere.
Anche il governatore Waller (nella foto), uno dei più aggressivi della Fed, prenderebbe in considerazione un altro aumento dei tassi soltanto se “la domanda e l’attività economica continueranno ai ritmi recenti, esercitando potenzialmente una persistente pressione al rialzo sull’inflazione“. In effetti, i consumi statunitensi stanno dando segnali di forza: i dati relativi al mercato del lavoro e al dettaglio sono stati sorprendentemente solidi. Anche la previsione del Pil per il terzo trimestre è stata rivista più volte al rialzo. Allo stesso tempo, però, ci sono forti segnali negativi per i consumatori americani: oltre all’aumento dei default delle carte di credito e delle insolvenze sui prestiti automobilistici subprime, il forte calo delle richieste di mutui immobiliari indica un calo della domanda a breve termine e quindi un rallentamento dell’inflazione. Per questi motivi, non escludiamo un rialzo dei tassi in occasione della prossima riunione del 13 Dicembre.
* Portfolio manager di Ethenea Independent Investors










