Maggio 16, 2026
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MOBILITÀ SOSTENIBILE, 100 E-BIKE PER I PICCOLI COMUNI

ROMA (ITALPRESS) – Cento e-bike per i piccoli Comuni. E' quanto mette in palio il concorso promosso da Iren e Anci dal titolo "Progetto Tandem. Bici in Comune" che ha come obiettivo quello di mettere in evidenza le 'buone pratiche' in materia di economia circolare, sostenibilità ambientale e mobilità alternativa realizzate, o in corso di realizzazione, da parte dei Comuni sotto i 3.000 abitanti. "Nel 2019 Iren ha servito oltre 400 Comuni in 11 Regioni per più di 4 milioni di abitanti, pari al 7% della popolazione italiana – ricorda il presidente della multiutility Renato Boero -. Sono numeri che fotografano l'importanza a livello nazionale di un Gruppo di rilevanza sistemica sotto il profilo dimensionale ed economico". Per Massimiliano Bianco, amministratore delegato di Iren, "partecipare insieme ad Anci a questa iniziativa che premia i piccoli comuni per la loro capacità di progettare iniziative di economia sostenibile ci rende particolarmente orgogliosi. La sostenibilità è uno dei pilastri strategici del nostro piano industriale". "Sono contento di lanciare una iniziativa destinata ai Comuni più piccoli – sottolinea il presidente di Anci Antonio Decaro -. Le due biciclette elettriche che verranno riconosciute come premio potranno essere funzionali agli spostamenti magari anche del sindaco e dei suoi collaboratori: sappiamo bene, infatti, come non necessariamente un Comune con pochi abitanti occupi una superficie poco estesa e proprio questo complica ulteriormente la gestione amministrativa del territorio". (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Consulenti finanziari: addio al bonus di ingresso, spazio ai nuovi strumenti di reclutamento

Sempre più in difficoltà i conti economici futuri delle società mandanti, “alleggeriti” anche dalla riduzione dei margini determinata dalla MiFID II. Nuovi strumenti di reclutamento ai nastri di partenza

Il 2020 è l’anno in cui la generazione dei cosiddetti “baby boomers” (o patrimonials, come li chiamiamo noi) compirà 75 anni, mentre quella dei “tardo-millenials” entrerà nei  40 anni. Le differenze tra le due classi demografiche sono nette: i primi si caratterizzano per l’elevata ricchezza accumulata nel corso dei passati decenni, mentre i secondi iniziano adesso a guadagnare e risparmiare. La diversità tra primi e secondi, inoltre, si intravede nelle rispettive propensioni al rischio. I patrimonials hanno saputo investire anche nei comparti azionari, mentre i 40enni millennials investono principalmente in quelli obbligazionari.

In ogni caso, entrando nella fase dell’anzianità, i padri passeranno gradualmente il testimone ai figli, i quali si troveranno a gestire sia i patrimoni mobiliari già investiti in azioni (o in risparmio gestito di categoria equivalente), sia la relazione con i consulenti finanziari che seguivano i genitori. Relativamente a quest’ultimo aspetto, i tardo-millennials sapranno adattarsi ai professionisti legati, per esperienza ed affinità culturale, ai baby-boomers?

Infatti, anche l’età dei consulenti è cresciuta, e si presuppone che essa si trovi in una fascia demografica mediana, equidistante sia dai patrimonials che dai loro figli; pertanto, i professionisti del risparmio dovranno essere capaci di gestire il “passaggio delle consegne” lavorando di anticipo, e cioè ponendo in essere azioni propedeutiche alla trasmissione generazionale prima ancora che si verifichi la scomparsa dell’anziano capo famiglia.

E l’asset allocation attuale di quei portafogli, che fine farà? Saranno capaci, i consulenti, di educare  gli eredi dei patrimonials alla gestione del rischio e dell’emotività che esso comporta, oppure dovranno piegarsi alle scelte prudenti che sembrano prevalere negli investitori più giovani?

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Dalla risposta a queste domande, in tutta evidenza, dipende l’esistenza futura di molti strumenti che caratterizzano oggi l’offerta di servizi finanziari, nonchè i margini di ricavo delle società mandanti e dei consulenti. Uno di questi è il bonus di ingresso, ossia quell’investimento che una banca effettua nel momento in cui cerca di assicurarsi la professionalità e la clientela di un consulente appartenente ad un’altra rete. Com’è noto, il bonus offerto (in media pari al 2.0% delle masse migrate, in un periodo massimo di 24 mesi), per essere finanziariamente significativo, deve essere ammortizzato dalla banca-rete in un periodo massimo di tre anni, e richiede che il nuovo collega aumenti, per quanto possibile, la contribuzione di fondi e sicav azionarie (o flessibili) – che hanno spese correnti più ricche – per rendere sostenibile l’investimento e farlo arrivare al c.d. break-even entro il periodo considerato. Pertanto, se la trasmissione del patrimonio mobiliare dai baby-boomers ai millennials (poco avvezzi e “ineducati” ai comparti azionari) dovesse segnare una maggiore contribuzione degli asset obbligazionari – che sono più “poveri” di spese correnti – l’ammortamento dell’investimento nei consulenti finanziari con portafoglio consolidato dovrà avere una durata non inferiore a cinque anni, in ciò determinando la necessità di un cambio di strategia nelle politiche di recruiting delle banche-reti.

All’interno di questo scenario, che vede in difficoltà i conti economici futuri delle società mandanti, si aggiungerà la riduzione dei margini determinata dall’avvento della MiFID II. La prima vittima di tutto ciò sembra essere proprio il “vecchio” bonus di ingresso, il quale non verrà subito accantonato, ma fortemente ridimensionato e “spalmato” nei primi anni di contratto, magari sotto forma di maggiorazione “a tempo” del livello provvigionale e del management fee, per poi sparire del tutto entro 5-7 anni. Resta da capire come l’affievolimento del bonus, molto caro ai consulenti anche per via della sua funzione previdenziale (il bonus una tantum è considerato dai professionisti come un vero accantonamento per la vecchiaia, visto il basso livello pensionistico a cui essi sono destinati), potrà essere compensato da altri strumenti ugualmente motivanti. Ad esempio, esso potrebbe lasciare il posto a piani pensionistici integrativi personalizzati, che peraltro hanno il pregio di essere maggiormente fidelizzanti per i consulenti e le società mandanti.

Un altro strumento di reclutamento, che potrebbe farsi strada nei prossimi anni, è quello dello sviluppo e supporto gratuito per il personal marketing, e cioè la realizzazione (a carico dell’azienda) di siti personalizzati e fortemente interattivi, che diano al professionista la possibilità di accedere a programmi di video-meeting con i clienti (potenziali ed effettivi) più evoluti, soprattutto quando le società mandanti aggiungeranno all’offerta tradizionale di strumenti finanziari anche il servizio di consulenza indipendente.

La maggioranza dei millennials adora la tecnologia digitale, e gli studi più recenti dimostrano come il contatto in video e la firma elettronica vengano considerati, al contrario di quanto pensato dagli anziani patrimonials, come dei mezzi più che accettabili per il mantenimento della relazione professionale, alternata occasionalmente ad incontri de visu.

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SICUREZZA STRADALE, APPELLO DELLA CNA A GOVERNO E PARLAMENTO

ROMA (ITALPRESS) – La CNA lancia un appello a Governo e Parlamento per migliorare la sicurezza stradale e assicurare il rispetto dell'ambiente, costruendo un efficace e moderno sistema di accertamento degli autoveicoli in circolazione. I centri di revisione privati svolgono un ruolo strategico, circa 9mila operatori con 25mila occupati garantiscono ogni anno 16 milioni di revisioni per un fatturato superiore a un miliardo. La revisione periodica dei veicoli è un sistema complesso che necessita di capillarità, prossimità e velocità nello svolgimento del servizio. La CNA rileva, tuttavia, che il quadro normativo che regola il settore attraversa una evidente fase di disorientamento tra norme obsolete e incomplete che penalizzano le imprese e rischiano di compromettere la sicurezza stradale. L'appello elenca una serie misure per disegnare un efficiente sistema per le revisioni periodiche dei veicoli. In particolare è urgente il decreto per estendere le attribuzioni dei centri di controllo privati alla revisione dei mezzi pesanti azzerando le lungaggini burocratiche; estendere l'autorizzazione a tutte quelle operazioni di collaudo che già oggi i centri di controllo privati sarebbero in grado di assicurare; rafforzare il ruolo di supervisione generale degli uffici della motorizzazione; dare piena attuazione alla nuova disciplina sugli ispettori dei centri di controllo privati; aggiornare le tariffe per le revisioni. (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

“FABRIZIO DE ANDRÉ E PFM. IL CONCERTO RITROVATO” IN SALA

ROMA (ITALPRESS) – "Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato" arriva nelle sale cinematografiche il 17, 18 e 19 febbraio. Lo storico filmato del concerto di Fabrizio De André con la PFM, recentemente ritrovato dopo essere stato custodito per oltre 40 anni dal regista Piero Frattari che partecipò alla realizzazione delle riprese, diventerà un docufilm diretto da Walter Veltroni, dedicato a quella indimenticabile pagina della storia della musica italiana. Dopo un lungo periodo di ricerca con il supporto di Franz Di Cioccio, il nastro che si credeva perduto per sempre è stato rintracciato e grazie al regista Piero Frattari, che lo ha salvato e conservato nel corso dei decenni, è stato recentemente possibile restaurarlo. Il docufilm ricostruirà quell'epoca indimenticabile che ha segnato un momento storico – l'irripetibile sodalizio artistico tra uno dei più grandi artisti italiani di sempre e la rock band italiana più conosciuta al mondo – partendo soprattutto dalla ritrovata registrazione video completa del concerto di Genova del 3 gennaio 1979, un documento veramente straordinario visto che si tratta delle uniche immagini di quell'incredibile tournée. (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

INFLAZIONE, A DICEMBRE PREZZI AL CONSUMO IN CRESCITA

ROMA (ITALPRESS) – A dicembre, secondo i dati definitivi dell'Istat, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività, al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,2% su base mensile e dello 0,5% su base annua (in ripresa da +0,2% del mese precedente), confermando la stima preliminare. In media, nel 2019, i prezzi al consumo registrano una crescita dello 0,6%, dimezzando quella del 2018 (+1,2%). Al netto degli energetici e degli alimentari freschi, la crescita dei prezzi al consumo è stata dello 0,5% (da +0,7% dell'anno precedente). La lieve accelerazione dell'inflazione a dicembre è imputabile prevalentemente all'inversione di tendenza dei prezzi dei beni energetici non regolamentati. L'inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi e quella al netto dei soli beni energetici decelerano, di un decimo di punto, rispettivamente da +0,7% a +0,6 e da +0,8% +0,7%. L'aumento su base mensile è dovuto alla crescita dei prezzi di più componenti merceologiche, in particolare dei servizi relativi ai trasporti, dei beni alimentari non lavorati, dei beni energetici non regolamentati e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona. Diminuiscono invece i prezzi dei beni alimentari lavorati. (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Il consulente finanziario e le scelte irrazionali degli investitori: la gestione emotiva degli imprevisti

Le scelte degli investitori non sono razionali, ma si basano quasi sempre su esperienze ed emozioni legate ad eventi passati, che non potranno ripetersi più.

Articolo di Filippo Foggetti

Nel suo libro “Nudge” (“la spinta gentile”) il Premio Nobel 2017 per l’Economia Richard H. Thaler ha voluto dimostrare che le decisioni e le scelte degli investitori non sono assolutamente razionali, ma emotive, basate cioè sulle esperienze passate e sulle emozioni e sugli errori che quelle stesse esperienze hanno generato. In termini tecnici, parliamo dei cosiddetti Bias Comportamentali, ovvero di quei giudizi che nascono dall’interpretazione delle informazioni errate di cui si è in possesso, le quali conducono a compiere errori di valutazione e ad assumere comportamenti inopportuni.

Richard H. Thaler

In campo finanziario, le scelte inconsapevoli, basate persino sul semplice sentito dire, non rivelano i loro effetti nell’immediato, bensì nel medio-lungo periodo, e possono rivelarsi molto “nocive”. La c.d. Overconfidence, per esempio, sta ad indicare una sovrastima delle informazioni e delle proprie conoscenze su un determinato mercato o titolo, e può generare problemi di grave entità come l’eccessiva concentrazione dell’investimento in un unico strumento finanziario o in un’unica categoria di strumenti che appartengono ad uno specifico settore e che, secondo opinione non qualificata, “vanno benissimo”.

L’Effetto Gregge, poi, porta un investitore ad essere tranquillizzato se viene a conoscenza che un gruppo nutrito di persone ha fatto determinate scelte di investimento.

Un altro degli errori più ricorrenti è la mancanza di diversificazione degli asset,  e la scelta conseguente di concentrare la totalità (o quasi) del proprio patrimonio in strumenti finanziari o asset di emittenti (Stati, banche o imprese) che supponiamo di conoscere bene perché si trovano in “casa nostra”, vicine a noi, e per questo ritenute più solide. In questi casi si parla di Home Bias.

Il fatto che dopo Daniel Kahneman sia stato premiato un altro psicologo (ossia Richard H. Thaler ) come premio Nobel per l’economia sembra non essere un caso. Infatti, il mondo di oggi e le sue dinamiche socio-economiche possono essere espresse  nell’acronimo VUCA (in inglese Volatility, Uncertainty, Complexity e Ambiguity). Si tratta di un mondo totalmente diverso da quello che esisteva fino a poco tempo fa, in cui volatilità, incertezza, complessità  e ambiguità dominano le scelte e le azioni conseguenti; pertanto, basare le nostre scelte su ciò che è accaduto nel passato è un errore gigantesco. Per esempio, fino ad oggi abbiamo fatto affidamento totale sul “braccio lungo” dello Stato, assistenzialista in tutti i campi della nostra vita (lavoro, salute, previdenza, tutela del risparmio ecc.); ma continuare a vivere con queste convinzioni e paradigmi di un tempo contrasterebbe, appunto, con un contesto in cui lo Stato assistenziale non esiste più già in molti campi.

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Filippo Foggetti, Consulente Finanziario di Progetto Sim

Per tutti questi motivi il premio Nobel Thaler pone l’attenzione sull’esigenza di avere a nostro fianco una figura autorevole, credibile, competente e preparata, che sappia guidarci nelle scelte di natura economica e finanziaria grazie a quelle che lui definisce “spinte gentili”. Di conseguenza, oggi è importantissimo che il consulente finanziario sappia sostituire con decisione le decisioni “prese di pancia” con altre che tengano conto degli obiettivi e delle necessità di ciascun investitore, facendo chiarezza sui motivi che lo spingono a risparmiare, come essi si traducono in obiettivi sostenibili e quanto tempo sia necessario per raggiungerli e raccogliere i frutti. Qualunque scelta dovrebbe dare risposta unicamente alla domanda “è adatto a soddisfare i miei bisogni?” e non “quanto mi rende?” o “quando è il momento giusto?“.

Sul tema delle scelte irrazionali-emotive, uno studio recente della University of California ha appena stilato un nuovo elenco delle diverse emozioni umane, trovandone ben 27 (molte di più di quanto pensato finora dagli psicologi). Il team di autori statunitensi, in particolare, ha messo mano alla lista convenzionale che comprendeva solo 6 categorie di emozioni (ovvero felicità, tristezza, rabbia, sorpresa, paura e disgusto), aggiungendone altre 21. Di conseguenza, sembra che le esperienze emotive delle persone (considerati anche nella loro veste di investitori) siano molto più complesse e più sfumate di quanto finora si pensasse.

La gestione emotiva degli imprevisti, pertanto, sembra essere la nuova competenza richiesta ai consulenti finanziari più evoluti.

 

PRESCRIZIONE, RENZI “STRAPPO LO HA FATTO IL PD”

ROMA (ITALPRESS) – "Voto sulla prescrizione con FI? Io ho votato per la proposta del governo Renzi portata avanti da Andrea Orlando, allora ministro della Giustizia, lo strappo lo ha fatto il Pd in commissione rispetto alla sua storia non l'abbiamo fatto noi. Il Pd ha votato la legge Bonafede-Salvini". Lo ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ospite di "Circo Massimo" su Radio Capital. "Io rivendico di aver mandato a casa Salvini, ma ho fatto un governo per mandarlo a casa non per morire grillino. Sulla prescrizione si gioca la credibilità dell'azione riformista del governo. Per me non passerà, vedremo la proposta di Conte", ha aggiunto. Quanto al Pd, secondo il leader di Italia Viva "va a rimorchio di un partito, il M5S, totalmente fermo. Questo significa sfidare le leggi della fisica". Infine, sulla legge elettorale, per Renzi "non si può parlare di furto di democrazia, le dichiarazioni di Salvini lasciano il tempo che trovano. Il modello del referendum costituzionale 2016 era quello con il doppio turno, come succede per i sindaci, chi vince governa. Che sia un sistema tedesco, che sia il Mattarellum per me va bene tutto. L'unico modo per dare solidità alle istituzioni e permettere ai cittadini di scegliere chi governerà per 5 anni e' il doppio turno per una Camera sola". (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

CARLOS SAINZ VINCE A 57 ANNI LA SUA TERZA DAKAR

ROMA (ITALPRESS) – Carlos Sainz vince a 57 anni suonati la sua terza Dakar. Dopo i trionfi datati nel 2010 con la Volkswagen e nel 2018 con la Peugeot, il fuoriclasse madrileno si aggiudica anche l'edizione 2020, la prima in Arabia Saudita, al volante della Mini del team X-Raid. Al via della 12esima e ultima tappa con oltre 10 minuti di vantaggio su Nasser Al-Attiyah e Stephane Peterhansel, Sainz è stato bravo a gestire la situazione e limitare i danni. A spuntarla nell'ultima prova, 429 chilometri fra Haradh e Qiddiyah di cui 167 di speciale, è proprio il pilota qatariota della Toyota, che rifila 3'56" al madrileno, un gap che non basta a sovvertire l'ordine della classifica generale. Sainz, che in questa edizione si è imposto in 4 tappe, chiude così al primo posto con 6'21" su Al-Attiyah mentre completa il podio con l'altra Mini "Monsieur Dakar" Peterhansel (13 successi nel mitico rally), a 9'58". Fra le moto, invece, trionfa Ricky Brabec. Il 28enne californiano difende con successo il primato in classifica generale nell'ultima prova vinta da un altro pilota della Monster Energy Honda, il cileno Jose Ignacio Cornejo. Vincitore di due tappe e al comando dalla terza, Brabec regala anche alla Honda il sesto successo di sempre, il primo fuori dall'Africa e dopo un'attesa lunga 31 anni: prima di oggi, la casa giapponese era salita sul gradino più alto del podio in tre occasioni con Ciryl Neveu (1982, 1986, 1987) e poi con Edi Orioli (1988) e Gilles Lalay (1989). Sul podio salgono anche il cileno Pablo Quintanilla, in sella alla Husqvarna, e l'australiano Toby Price con la Ktm. (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

AUTOSTRADE, TOMASI “SENZA CONCESSIONI E CON INDENNIZZO SARÀ DEFAULT”

PALERMO (ITALPRESS) – "Senza le concessioni e con l'indennizzo previsto dal decreto Milleproroghe l'azienda andrà in default". Così, in un'intervista a la Repubblica, l'ad di Autostrade per l'Italia, Roberto Tomasi, spiegando che c'è "preoccupazione per il futuro dei settemila dipendenti dell'azienda che lavorano con dedizione e per la possibilità di essere una risorsa per questo Paese. E nonostante tutti gli sforzi che stiamo facendo, non sarà semplice recuperare i downgrading finanziari. Penso che non sempre ci sia consapevolezza della complessità di questa società e del Gruppo Atlantia, delle implicazioni sociali e degli impatti che un'eventuale revoca potrebbe comportare". Sul nuovo piano industriale osserva: "pensiamo che si debba cambiare per ricostruire la fiducia tra noi e gli utenti, tra noi e il Paese. Il crollo del Morandi è stato uno spartiacque. Questa azienda va trasformata e questo piano strategico vuole esserne la dimostrazione. Il gruppo si cambia inserendo anche persone con culture aziendali diverse, alzando l'attenzione sulla formazione, rendendo più responsabili i vari livelli, rafforzando i controlli e la trasparenza". Quanto alla sicurezza delle autostrade e se si senta di garantirla, Tomasi chiosa: "Sì. Ciò non vuol dire che non dobbiamo continuare a lavorare sulla manutenzione e sui controlli. Le attività di controllo svolte da enti terzi dimostrano che i ponti e i viadotti della nostra rete sono sicuri al 100%". (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.