L’andamento dei prezzi delle case appare ancora strettamente legato ai tassi d’interesse, ed un rialzo significativo del costo del denaro farebbe emergere tutta l’attuale debolezza del mercato.
Il 2019 si è chiuso con il segno negativo per i prezzi del mercato immobiliare. I dati di settore, infatti, rivelano un calo del 2,8%, e pare che questa tendenza al ribasso possa proseguire anche nel corso del 2020.
Nonostante il calo sia generalizzato in tutto il territorio nazionale, la Lombardia, in controtendenza, ha registrato un valore medio stabile, ed a Milano il prezzo medio per una casa ha raggiunto la quotazione di 2.960 euro a metro quadrato (seconda solo a quella media di Roma).
L’atteggiamento dell’acquirente-tipo italiano non è cambiato con il diminuire delle quotazioni, ed anzi si è perfezionato, grazie anche ai siti web del settore che offrono metodi di ricerca ricchi di dettagli che prima venivano trascurati. Pertanto, l’utente medio che aspira ad acquistare casa, oggi prende in considerazione molte più variabili che in passato, e valuta attentamente, oltre alla grandezza ed al numero delle stanze dell’immobile, la qualità dei bagni, la presenza di spazi esterni, di box auto e cantina; ma anche il contesto di quartiere, il vicinato, la vicinanza ai mezzi pubblici, a scuole ed ospedali.
Relativamente all’aumento dei prezzi a Milano, le previsioni non sono eccessivamente ottimistiche, e si pensa che l’andamento dei prezzi potrebbe rivelarsi negativo nei prossimi due anni. Infatti, la crescita del numero di compravendite dura ormai da quasi quattro anni, e si ritiene che si sia vicini al massimo fisiologico per la città. Al contrario, Roma dovrebbe avere ancora un discreto margine di aumento dei rogiti, mentre le quotazioni rimarranno ferme (tra il -1,2% ed il +2%).
In ogni caso, l’andamento dei prezzi delle case appare ancora strettamente legato ai tassi d’interesse, ed un eventuale rialzo significativo del costo del denaro farebbe emergere tutta l’attuale debolezza del mercato immobiliare, che ha un bisogno disperato di tassi bassi per reggersi su in un panorama, tutto italiano, dove 3 famiglie su 4 sono proprietarie di casa, e l’offerta supera regolarmente la domanda. E non preoccupa affatto l’aumento dell’Eurirs a 20 anni (il parametro utilizzato per i mutui a tasso fisso), che è risalito di 55 centesimi, perché l’impatto sulle rate è piuttosto limitato e non si intravede all’orizzonte una politica monetaria meno favorevole nei prossimi anni.
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Ritornando alle quotazioni, esiste una forbice molto ampia tra alcune regioni del Nord e quelle del Sud. Per esempio, a parità di tipologia e metratura, i valori di mercato di Trentino Alto Adige (339 mila euro) e Valle d’Aosta (oltre 283 mila euro) sono all’apice, mentre quelli della Basilicata (106 mila euro) e Molise (112 mila euro) risultano inferiori anche del 65%.
Queste differenze sono confermate anche dai dati aggregati per città: a Milano le abitazioni valgono complessivamente 207,4 miliardi di euro, mentre a Napoli 104,5 miliardi di euro, quasi la metà.
Accanto al mercato immobiliare ordinario, sempre più potenziali acquirenti si rivolgono al mercato delle aste, dove si possono trovare occasioni irripetibili per chi ha liquidità, e gli immobili di pregio (più grandi e centrali) scontano parecchie difficoltà nella vendita per via della crisi di liquidità e per la stretta creditizia delle banche, poco restie a concedere mutui di grande entità.
Si tratta di un vero e proprio mercato parallelo, composto da operatori specializzati che operano nelle aste dei tribunali. Infatti, ogni qualvolta l’asta va deserta, il bene subisce una riduzione del 25%, da cui ripartirà il prezzo dell’asta successiva. Secondo ReViva (startup italiana specializzata in aste immobiliari), il deprezzamento medio è pari al 57%. Del resto, in Italia si svolgono ogni anno circa 130 mila aste, durante le quali vengono aggiudicati immobili residenziali, non residenziali e terreni.
Si tratta di un giro di 12 miliardi di euro, ammantato di riservatezza e, anche per questo, ancora poco accessibile.


ROMA (ITALPRESS) – Un welfare "sartoriale" per aiutare le persone in difficoltà economica, andando così a sopperire alle mancanze di uno Stato che non riesce a rispondere a tutte le esigenze delle famiglie che vivono un disagio. Questo il senso del progetto sperimentale Walfare Lab messo in campo dall'Acli di Roma che ha già aiutato 200 famiglie. L'iniziativa è stata presentata a Piazza del Popolo dal presidente nazionale Acli, Roberto Rossini, del presidente delle Acli di Roma, Lidia Borzì, dal presidente nazionale del Patronato Acli, Emiliano Manfredonia, dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, dall'assessore alle Politiche sociali e al Welfare della Regione Lazio, Alessandra Troncarelli, della presidente del Municipio Roma I Centro, Sabrina Alfonsi, e dal presidente dell'Assemblea Capitolina, Marcello De Vito. Il progetto si occupa di coloro che sono in condizioni di povertà relativa e si propone di creare un sistema di analisi centrato sulla persona, partendo dall'Isee e allargando poi lo sguardo ai bisogni personali consentendo di creare un percorso di multi-intervento per la riconquista della propria dignità attraverso il reinserimento nel mondo del lavoro. "Abbiamo voluto portare al centro il grido della città, i tanti poveri e chi vive in una quotidianità faticosa – ha detto il presidente dell'Acli Roma, Lidia Borzì -. Oggi lavori e non arrivi a fine mese o come accade alle neo mamme che deve lasciare il lavoro perché non sa a chi lasciare i figli, fasce di cittadini che sono affaticati da un walfare frammentato, un labirinto. Il nostro progetto vuole essere un filo di Arianna che li accompagna. Si è soli e si è anche poveri di tutto". "Ci sono state più di 200 famiglie prese in carico con il progetto – ha proseguito – che può portare avanti uno sperimento di walfare innovativo finanziato dal ministero del Lavoro. Tutte le famiglie hanno un comune denominatore: ogni persona è stata assunta nel suo problema complessivo. Questo progetto ci ha aiutato a mettere in piedi un modello inclusivo, che dà risposte a bisogni primari, con politiche attive, aiuta a creare una rete di aggregazione". "Ci sono alcuni strumenti come l'Isee che vanno rivisitati – ha concluso la Borzì -. Questa sperimentazione romana ci ha consentito di portare alla ribalta l'importanza di un walfare che sia prioritario. Partire da un modello di walfare sartoriale che parta dal basso, che ascolti i bisogni delle persone, che valuti l'efficacia delle sue politiche. Un walfare incentrato sulla corresponsabilità delle istituzioni sociali perché solo così potremmo costruire una società migliore". "La prima intenzione del reddito di cittadinanza è quello di dare un sostegno, contemporaneamente bisogna dare a queste famiglie un percorso di vita che li renda indipendenti, dando servizi, e con l'aiuto dei comuni fare una valutazione del disagio per poi intervenire – ha detto il ministro Catalfo -. Questo lo puoi far con l'aiuto delle associazioni come le Acli e con progetti come walfare lab che consentano alla persona che ha avuto un particolare disagio ed è rimasto indietro di risalire. L'Italia era rimasta indietro sui centri per l'impiego con soli 8 mila addetti, il rafforzamento dice che nell'arco di tre anni le regioni potranno assumere 11.600 operatori che consentiranno a chi è in difficoltà di avere la possibilità di andare nei centri dell'impiego con 20 mila operatori. Abbiamo messo oltre 1 miliardo per le infrastrutture". (ITALPRESS).
TORINO (ITALPRESS) – "Paura dell'Inter considerando il mercato? Paura è una parola grossa, stiamo parlando di sport. Non seguo il nostro mercato, figuriamoci quello dell'Inter. Non mi interessa. Così come siamo abbiamo la ferma convinzione di essere protagonisti, dobbiamo pensare a noi e dare il 100% che abbiamo, cosa che non abbiamo sempre fatto ma i segnali ultimamente sono positivi". Maurizio Sarri non si lascia impressionare dai movimenti dei rivali, che si sono già assicurati Young e sono a caccia di Eriksen e Giroud. La Juve deve andare avanti per la propria strada e anche lo scontro diretto dell'1 marzo è qualcosa a cui il tecnico non intende pensare. "Alle tabelle non credo, sono una delle più grandi cazzate nella storia del calcio. Bisogna avere la testa per affrontare il Parma in maniera giusta. Un mese e mezzo nel calcio è una vita, può succedere di tutto". A proposito della sfida contro i ducali, sulla possibilità di schierare insieme Dybala, Ronaldo e Higuain, Sarri ribadisce che "vogliamo essere una squadra che domina la partita ma senza mettersi nelle condizioni di rischiare. La difficoltà spesso sta in questo. Solo Higuain ha un ruolo ben preciso, gli altri due sono giocatori di un livello straordinario, più istintivi, che non hanno una collocazione ben definita in campo. C'è da trovare un equilibrio forte". Di sicuro per il tecnico bianconero non ci sono problemi di compatibilità fra Dybala e Ronaldo. "Paulo le cose migliori le sta facendo con tutti, in tutte le soluzioni. Con lui e Ronaldo abbiamo meno riferimenti per via centrale ma è un falso mito che non possono giocare insieme". (ITALPRESS).
MILANO (ITALPRESS) – "Dal girone di ritorno mi aspetto la stessa predisposizione, la stessa concentrazione che i giocatori hanno avuto nella prima parte di campionato ma ripetere il girone d'andata non sarà semplice, anzi, sarà molto difficile. Per riuscirci dovremo allenarci ancora di più e fare le cose con lo stesso entusiasmo, la stessa voglia". Antonio Conte mette le mani avanti: i 46 punti ottenuti nelle prime 19 gare di campionato non sono stati casuali e per farne altrettanti o magari di più servirà un grande sforzo da parte di tutti. A partire dalla trasferta di domani a Lecce, contro una squadra che "fa un calcio propositivo e cerca attraverso questo di raggiungere il risultato. Auguro loro ogni bene essendo io di Lecce ma dopo la partita contro di noi". Gara da non prendere sottogamba. "Di abbordabile questa partita non ha niente, dobbiamo rimanere concentrati e avere la stessa voglia e determinazione delle ultime partite. Affrontiamo una squadra che ha voglia di fare punti e gioca in casa. È una partita in cui bisogna alzare l'asticella dell'attenzione e tenerla altissima". In Salento non ci sarà il neo acquisto Ashley Young: "E' appena arrivato, questa squadra lavora da sei mesi su dei meccanismi, su un'idea, per cui farà allenamento oggi e domani e la prossima settimana inizierà ad allenarsi con noi per entrare dentro la nostra idea e poi sarà eventualmente a disposizione col Cagliari". (ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – La cerimonia di riunificazione dei partiti democristiani si celebra a 26 anni dalla trasformazione della Dc in Partito Popolare, e non a caso è stata aperta da un video del fondatore Mino Martinazzoli, una gag sulla pretesa di un giovane manager di riformare l'incompiuta di Schubert. La platea l'ha accolta in piedi, con un lunghissimo applauso, qualche lacrima e un commento ad alta voce: "Sembra che parli dei Grillini". In sostanza il nuovo partito è quello antico, lo scudo crociato campeggia in sala e sarà il simbolo di questa Dc.3, con tanto di scritta 'libertas' e senza le vele dei vari Ccd e Cdu della Seconda Repubblica. Si torna all'antico, ma si rispetterà la volontà di Martinazzoli e della direzione democristiana di modificare il nome in Partito Popolare: in pratica si tornerà alle decisioni di 26 anni fa, quando la Dc provò a rilanciarsi in forma di Partito Popolare. Il nome del partito non sarà tuttavia Partito Popolare: "E' una forma di rispetto per l'amico Castagnetti – ha spiegato Gianfranco Rotondi – quel nome nella Seconda Repubblica è stato storia sua e di altri autorevoli amici". Il nome sarà la traduzione italiana del del Ppe, a cui i democristiani si riferiscono. Il nome del Ppe è "Partito dei popoli europei". La nuova Dc sarà battezzata entro due mesi da un congresso, e con ogni probabilità si chiamerà "Partito del Popolo italiano". (ITALPRESS).
MILANO (ITALPRESS) – Stretta sul fumo alle fermate dei mezzi pubblici. L'ha annunciata, incontrando gli abitanti del quartiere Isola, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, spiegando che il fumo è uno degli agenti che contribuiscono all'inquinamento atmosferico. "Oltre a traffico e riscaldamento – ha infatti sottolineato Sala – anche il fumo, le pizzerie o gli ambulanti che ancora hanno i motori a benzina contribuiscono". Il provvedimento, sarà contenuto nel regolamento Aria-Clima che il Comune sta approntando e "che andrà in Consiglio comunale e speriamo di adottare entro marzo. Si tratterà di un'ordinanza – ha aggiunto Sala – in un regolamento che conterrà una regolamentazione di tanti aspetti, perché il vero rischio è che si riduca tutto l'inquinamento al traffico e al riscaldamento, ma c'è anche altro". Sul tema del fumo, il sindaco ha quindi parlato di "una visione" a tendere che "entro il 2030" ponga un "divieto di fumo all'aperto". Il sindaco ha spiegato: "Anche sui fuochi d'artificio credo che sia il momento di dire basta". (ITALPRESS).
MESTRE (ITALPRESS) – Pur avendo recuperato il numero di occupati persi in tutti questi anni, rispetto all'anno pre-crisi (2007) il monte ore lavorate in Italia è crollato di 2,3 miliardi (-5 per cento), anche se ad aver patito questa caduta verticale non sono stati i lavoratori dipendenti, bensì gli autonomi. È quanto emerge da un'analisi dell'Ufficio studi della CGIA. Se i primi, infatti, tra il 2007 e la fine del 2018 hanno registrato una contrazione delle ore lavorate pari a 121 milioni (-0,4 per cento), i secondi, invece, hanno perso quasi 2,2 miliardi di ore (-14,4 per cento). Nei primi 9 mesi del 2019 (ultimo dato disponibile) la situazione è in via di miglioramento. Nel confronto con lo stesso periodo dell'anno precedente, infatti, autonomi e dipendenti hanno incrementato di 175 milioni lo stock di ore lavorate (+0,5 per cento). Con un'occupazione in aumento e un monte ore lavorate ancora molto inferiore al livello pre-crisi, la produttività del lavoro, tuttavia, non ha registrato alcun incremento significativo. Oltre ad aver costretto alla chiusura molte piccolissime attività, la bassa crescita del Pil registratasi in questi ultimi 12 anni ha condizionato negativamente anche la qualità dei nuovi ingressi nel mercato del lavoro. Se i lavoratori dipendenti a tempo parziale sono aumentati di oltre 1 milione di unità (+40,2 per cento rispetto al 2008), lo stock di quelli full time, invece, è sceso di 341 mila unità (-2,3 per cento rispetto al 2008). (ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – "Una Corte di sinistra ha fatto una scelta di sinistra. Ha fatto una scelta di sistema, anzi per bloccare il sistema. In Parlamento c'è una maggioranza di qualche centinaio di eletti che vuole farsi una legge a suo vantaggio, mentre 60 milioni di italiani avrebbero scelto per tutti: ma la Corte ha deciso che scelgano i partiti e non gli italiani". Lo afferma in un'intervista al Corriere della Sera il leader della Lega Matteo Salvini, in merito alla bocciatura da parte della Corte Costituzionale del referendum elettorale. "Speravo che essendoci di mezzo il futuro del Paese, sarebbero andati oltre le logiche politiche e partitiche. E invece, ha prevalso l'istinto di conservazione. Ma così, si è tolto ai cittadini il diritto di scegliere la legge che vogliono", aggiunge Salvini, per il quale il proporzionale "sarebbe un passo indietro di 40 anni. Partiti e partitini che fanno il bello e il cattivo tempo. E adesso loro parlano del 5% ma io già me li vedo in Parlamento a scendere al 4%, al 3%… Perché c'è Renzi, e poi c'è Leu e poi c'è mia nonna… E comunque, se il maggioritario secco gli fa così paura, c'è il Mattarellum. Una legge elettorale già pronta e al di sopra di ogni sospetto, dato che non è firmata da un aspirante dittatore ma dall'attuale presidente della Repubblica". In merito al caso Gregoretti, "se Pd e Cinque Stelle voteranno come dicono, vorrà dire che andrò a processo. Trovino un tribunale grande… Significa che coinvolgeremo il popolo. Il 90% per cento dei cittadini delle più varie posizioni politiche ha apprezzato il mio sforzo di proteggere i confini italiani". (ITALPRESS).
OKLAHOMA CITY (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Una bella prova di Danilo Gallinari non basta agli Oklahoma City Thunder, sconfitti in casa per 115-108 da Miami. A fare la differenza è il rookie Kendrick Nunn, 22 punti con 9/17 dal campo, supportato da Adebayo (21 punti e 8 rimbalzi) e Butler (14+10). Il lungo di Sant'Angelo Lodigiano è il migliore dei suoi: 27 punti (0/3 da due, 7/12 da tre, 6/7 ai liberi), 6 rimbalzi, 4 assist, una palla recuperata e due perse lo score in 33'. Seconda sconfitta di fila per OKC, che resta però in zona play-off a differenza di San Antonio, che si fa rimontare da +14 nell'ultimo quarto e cede per 121-120 contro Atlanta dove Trae Young sfodera una performance da 31 punti. Aldridge (30 punti) e DeRozan (24 punti) non bastano ai texani, alla terza sconfitta in 4 gare, e anche Marco Belinelli non vive una gran serata: 17 minuti in campo e 9 punti (4/10 al tiro con 1/4 dall'arco), un rimbalzo e due assist per la guardia di San Giovanni in Persiceto. (ITALPRESS).
VARESE (ITALPRESS) – È scomparso all'età di 71 anni Pietro Anastasi, attaccante della Juventus e della Nazionale degli anni '60-'70. Nato a Catania il 7 aprile del 1948, si è spento a Varese dopo una lunga malattia. Anastasi esordì come giocatore nella Massiminiana, società appartenente al futuro istrionico presidente del Catania. Il passaggio al Varese lo mise in mostra e gli valse l'approdo in casa Juventus, squadra nella quale militò per otto stagioni a cavallo tra il 1968 ed il 1976. Con la maglia bianconera vinse tre scudetti (1971-72, 1972-73 e 1974-75), disputando inoltre le finali di Coppa delle Fiere, nel 1971, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale, queste ultime entrambe nel 1973. Considerato uno dei migliori centravati della sua generazione, giocò 258 partite in Serie A con la Juve, realizzando 78 reti, laureandosi capocannoniere della Coppa delle Fiere 1970-1971 e della Coppa Italia 1974-1975. Nel 1976 il passaggio all'Inter, dove rimase per due stagioni, quindi la parabola discendente con Ascoli e Lugano. Ha disputato complessivamente 338 gare in Serie A siglando 105 gol. Anastasi vestì per 25 volte la maglia della Nazionale, realizzando 8 reti e vincendo il Campionato Europeo del 1968, realizzando la rete del 2-0 nella replica della finale contro la Jugoslavia allo Stadio Olimpico a Roma il 10 giugno, dopo che la prima giocata l'8 si era chiusa sullo 0-0. Saltò i Mondiali di Messico 1970 a causa di un colpo al basso ventre datogli per scherzo da un massaggiatore nel corso del ritiro di preparazione e fu costretto a operarsi ai testicoli e a saltare la competizione iridata. Al suo posto furono chiamati Boninsegna e Prati, con la conseguente esclusione dalla rosa del centrocampista Lodetti. (ITALPRESS).








