Settembre 22, 2026
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Rivolte nelle carceri, 12 detenuti morti e 40 agenti feriti

ROMA (ITALPRESS) – "Il bilancio complessivo di queste rivolte e' di oltre 40 feriti della polizia penitenziaria e di 12 morti tra i detenuti riconducibili, dai primi rilievi, all'abuso di sostanze sottratte alle infermerie prese d'assalto nei disordini". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, nel corso delle comunicazioni al Senato sulle rivolte scoppiate nelle carceri nei giorni scorsi. "Si tratta di fatti che sono all'attenzione della magistratura e ancora in via di definizioni. A Foggia il 9 marzo, intorno alle 9 hanno cominciato la rivolta appiccando il fuoco a lenzuola e materassi, danneggiando suppellettili all'interno delle camere, attivando l'intervento della polizia penitenziaria – ha spiegato -. Nel frattempo un numero consistente di altri detenuti, circa 200 che erano nel corridoi di passeggio a colloquio con il comandante, in massa imboccavano il corridoio verso l'uscita del reparto".
"Durante il percorso forzavano i cancelli delle sezioni favorendo l'uscita di altri detenuti e dopo un tentativo di raggiungere la direttrice, tentavano, fallendo grazie all'intervento della polizia penitenziaria, scardinavano il cancello interno della porta carraia. Riuscivano a vincere le resistenze della polizia penitenziaria e si portavano fuori dalle mura premetrali in 72, successivamente 56 di loro sono stati riportati in carcere. Allo stato risultano latitanti 16 detenuti che erano soggetti a misure di media sicurezza. Risultati gravi danni strutturali".
"E' evidente che tanti detenuti siano preoccupati, soprattutto in condizioni di sovraffollamento, dell'impatto del coronavirus sulla propria salute – ha spiegato il Guardasigilli -. Fin dalle prime avvisaglie dell'epidemia il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria si e' mosso per salvaguardare la salute e la sicurezza di tutti coloro che lavorano e vivono in carcere".
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Coronavirus, il governo stanzia 25 miliardi

ROMA (ITALPRESS) – "Abbiamo appena deliberato lo stanziamento di una somma straordinaria: 25 miliardi, consapevoli delle difficolta' che il Paese sta affrontando per questa emergenza". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al termine del Consiglio dei ministri.
"Misure piu' restrittive per la Lombardia? Ieri c'e' stata una video conferenza con i governatori, e' stata anticipata questa richiesta, io ho dato mandato di sollecitare il governatore Fontana a formalizzare le richieste e siamo in attesa delle richieste" – dice il premier.
"Dal governo non c'e' nessuna chiusura per eventuali misure restrittive, siamo disponibili a seguire le richieste che ci dovrebbero pervenire", aggiunge.
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Tim, nel 2019 torna in utile e Cda approva piano strategico

ROMA (ITALPRESS) – Nel 2019 i ricavi da servizi del Gruppo Tim, al netto del contributo di Telecom Italia Sparkle (International Wholesale), sono stati pari a 15,6 miliardi (-2,6% in termini organici), mentre i ricavi totali hanno raggiunto i 18 miliardi (-4,9% in termini organici). L'Ebitda confrontabile di Gruppo e' stato di 7,5 miliardi, con un incremento del 1,2%, grazie alla continua ottimizzazione dei costi e ad un saldo positivo delle partite non ricorrenti. Il risultato netto attribuibile ai soci della controllante si e' attestato a 1 miliardo (negativo per 1,4 miliardi nel 2018). L'indebitamento finanziario netto confrontabile al 31 dicembre si e' ridotto di 1,4 miliardi da fine 2018 e di 473 milioni rispetto al 30 settembre 2019, attestandosi a 23,8 miliardi. Il Cda di TIM ha approvato il Piano Strategico 2020-2022 presentato dall'Ad Luigi Gubitosi. La strategia delineata, in continuita' con il precedente piano, rivede al rialzo alcuni obiettivi grazie ai risultati raggiunti nel 2019 superiori alle aspettative, in particolare incrementando i target di generazione di cassa e riduzione dell'indebitamento.
Tutte le Business Unit di TIM ricopriranno un ruolo chiave per il conseguimento dei principali obiettivi finanziari e di sostenibilita' del Piano 2020-2022. Anche sul fronte dei costi sono previsti obiettivi piu' ambiziosi di quelli gia' delineati nel piano precedente. Il nuovo target e' ridurre del 10% nel triennio la base costi aggredibile (8% precedentemente). Il piano rafforza ulteriormente il posizionamento di leadership tecnologica di TIM in termini di qualita' e innovazione.
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Coronavirus, da Fondazione Roma 500 mila euro all’Ospedale Spallanzani

ROMA (ITALPRESS) – Un contributo di 500.000 euro erogato dalla Fondazione Roma permettera' di realizzare presso l'Istituto nazionale per le Malattie infettive "Lazzaro Spallanzani" una nuova struttura dedicata allo studio delle caratteristiche biologiche, della risposta immunitaria e del trattamento del virus SARS-CoV2.
"Grazie al contributo della Fondazione Roma – dice il direttore scientifico dell'INMI Giuseppe Ippolito – potremo utilizzare innovativi modelli di colture tridimensionali, che ci permetteranno di bypassare la sperimentazione animale e di accelerare in questo modo lo studio della risposta del sistema immunitario umano al virus SARS-CoV2, e dell'interazione dei farmaci candidati al trattamento della malattia COVID-19".
"La Fondazione Roma, da sempre particolarmente attenta a corrispondere alle esigenze del territorio di riferimento o a quelle dell'intero Paese nel campo della salute e della ricerca scientifica nel settore bio-medico, per mia esplicita indicazione risalente ormai a molti anni fa – afferma il presidente onorario Emmanuele Francesco Maria Emanuele – non poteva rimanere inerte di fronte alla grave emergenza che si e' abbattuta anche sul nostro Paese".
"E' quindi risultato opportuno, in questo frangente, premiare l'istituzione di eccellenza nel campo delle malattie infettive, presente a Roma, l'Ospedale Lazzaro Spallanzani, che – aggiunge Emanuele – tra i primi in Europa e' riuscito ad isolare il nuovo virus e che in modo encomiabile si sta prodigando per fronteggiare l'epidemia in atto, fornendo ad esso strumenti ulteriori e tecnologicamente avanzati a favore della ricerca, quella che, in prospettiva, sara' l'arma vincente, in modo da studiare la biologia, la risposta immunitaria e il trattamento del nuovo virus Covid-19".
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Coronavirus, 8514 contagiati in Italia

ROMA (ITALPRESS) – "I numeri dei positivi di oggi al Coronavirus sono 529, ma relativamente alla Lombardia ci e' stato detto che l'aggiornamento non era completo, il totale e' quindi di 8514 persone. I guariti di oggi sono 280 in piu' di ieri, per un totale di 1004. I decessi sono 168 e il dato complessivo e' di 631". Lo ha detto il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, nel corso della conferenza stampa per fare il punto sull'emergenza coronavirus. In Lombardia ci sono stati 135 decessi, in Emilia Romagna 15, in Veneto 6, in Piemonte 4, nelle Marche 3, in Friuli Venezia Giulia 2, in Abruzzo, nel Lazio e in Liguria 1. Il 2% dei deceduti tra i 50 e i 59 anni, 8% tra i 60-69 anni, 32% nella fascia 70-79 anni, 45% nella fascia 80-89 anni e il 14% nei 90 anni. Tra il totale dei contagiati, 5038 sono ricoverati con sintomi, 2599 in isolamento domiciliare e 877 persone in terapia intensiva pari al 10% di positivi. "Oggi giravano un paio di fake news che abbiamo smentito come Dipartimento – ha spiegato Borrelli – in particolar modo quelle che riguardavano notizie che prevedevano scenari di evoluzione dell'emergenza che non sono vere cosi' come altre comunicazioni. Invitiamo a informarsi sui canali ufficiali". Sulle richieste di misure piu' stringenti fatte della Lombardia di chiudere negozi e uffici pubblici "credo sia una richiesta che deve essere vagliata, valutata e considerata, sotto questo profilo non ho elementi da fornire, vedremo nei prossimi giorni".
Il capo della Protezione Civile ha, inoltre, sottolineato come la fornitura dei generi alimentari non e' stata sospesa, "non correre ad accaparrarsi generi alimentari, materiali per la pulizia e l'igiene, questo materiale ha un normale canale di approvvigionamento e diffusione. Le attivita' produttive non sono chiuse, non c'e' alcuna ragione per correre all'accaparramento".
Nel dettaglio i casi attualmente positivi sono 4.427 in Lombardia, 1.417 in Emilia-Romagna, 783 in Veneto, 436 in Piemonte, 381 nelle Marche, 260 in Toscana, 99 nel Lazio, 126 in Campania, 128 in Liguria, 110 in Friuli Venezia Giulia, 60 in Sicilia, 55 in Puglia, 50 nella Provincia autonoma di Trento, 37 in Abruzzo, 37 in Umbria, 15 in Molise, 20 in Sardegna, 17 in Valle d'Aosta, 11 in Calabria, 38 nella Provincia autonoma di Bolzano e 7 in Basilicata.
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Coronavirus, anche la filiera del farmaco in prima linea

ROMA (ITALPRESS) – "Tutte le componenti della filiera farmaceutica, in questo momento di assoluta emergenza per il Paese, sono al fianco delle Istituzioni e vicine a chi e' stato colpito dal Coronavirus. La gravita' della situazione impone di garantire, come sempre, il nostro massimo impegno nella produzione e distribuzione dei medicinali sul territorio nazionale". Lo affermano in una nota congiunta Farmindustria, Assogenerici, Ascoram, Ascofarve, Fofi, Adf, Federfarma e Federfarma Servizi.
"Per questo le nostre associazioni lavorano insieme e sono in costante contatto per tutelare la salute dei propri lavoratori e quella dei cittadini evitando che le giuste restrizioni della normativa si traducano in possibili blocchi delle attivita' che non aiuterebbero a raggiungere l'obiettivo posto dal Governo: ostacolare il piu' possibile il diffondersi del contagio – prosegue la nota -. Ecco perche' gia' da diverse settimane e' attiva un'unita' di crisi tra tutte le rappresentanze della filiera che e' in stretto contatto con la Presidenza del Consiglio, i Ministeri preposti all'emergenza, a partire dal Ministero della Salute, l'Aifa, i Nas, la Conferenza delle Regioni".
"Le aziende farmaceutiche stanno affrontando l'emergenza adottando tutte le misure previste dal Governo e garantendo la prosecuzione dell'attivita' produttiva, anche all'interno delle zone piu' critiche, nel rispetto degli standard di qualita' e sicurezza prescritti – spiegano le associazioni di categoria della filiera del farmaco -. Gli operatori della logistica e distribuzione farmaceutica e dei beni della salute sono attivi nell'assicurare che non vi sia alcun rallentamento o ostacolo di un servizio pubblico essenziale, la continuita' dello stoccaggio e il rifornimento nei punti di dispensazione a valle come farmacie, parafarmacie, corner, ospedali, case di cura, veterinari e pazienti. Le farmacie con elevata professionalita' e assoluta dedizione di servizio hanno costituito un argine al sovraffollamento dei presidi sanitari e una autorevole diga alle fake news ponendosi come presidi sanitari sull'intero territorio nazionale".
"Un decalogo messo a punto dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, condiviso da Federfarma e adottato da tutti i farmacisti operanti sul territorio nazionale ha ribadito e rafforzato le norme igieniche e organizzative a tutela dei dipendenti e dei clienti del presidio con l'obiettivo di garantire la continuita' del servizio in efficacia e sicurezza – conclude la nota -. Nella stessa Regione Lombardia, al momento la piu' colpita, non e' previsto alcun blocco delle attivita' riferite alla produzione e distribuzione dei medicinali e dei presidi sanitari ed e' stato specificato che tutte le farmacie continueranno a garantire il loro normale servizio. L'intera filiera farmaceutica, che e' a disposizione delle Autorita' perche' l'attuale emergenza possa essere affrontata e superata al piu' presto, esprime l'auspicio che venga riconosciuta l'essenzialita' della produzione e distribuzione dei farmaci per la salute del Paese. E questo in uno spirito di forte solidarieta' che deve unire Istituzioni, imprese, cittadini e tutti gli attori della sanita' per combattere il coronavirus, evitando anche inutili fenomeni di accaparramento dei medicinali, dispositivi medici e presidi medico-chirurgici sul territorio nazionale".
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Figc avanza tre ipotesi per la conclusione della serie A

ROMA (ITALPRESS) – Non assegnazione del titolo di campione
d'italia e conseguente comunicazione alla Uefa delle societa'
qualificate alle coppe europee; ufficializzazione della classifica maturata fino al momento dell'interruzione; organizzazione di playoff per il titolo di campione d'Italia e di playout per la retrocessione in serie B. Queste le tre ipotesi avanzate dal presidente della Federcalcio Gabriele Gravina alla Lega di Serie A durante il consiglio straordinario convocato per discutere della situazione legata all'emergenza coronavirus. Le tre ipotesi saranno analizzate dalla Lega di A in vista del
consiglio federale convocato per il 23 marzo e sarebbero prese in
considerazione qualora l'emergenza covid-19 non dovesse consentire la conclusione dei campionati. Al riguardo, il consiglio ha intanto ufficializzato la sospensione di tutte le attivita' fino al 3 aprile. Con riferimento al recupero delle gare di serie A e tenuto conto che le altre leghe non hanno scadenze internazionali e quindi una piu' ampia marginalita' di programmazione, il presidente federale ha proposto alla Lega, attraverso lo scivolamento delle giornate, di sfruttare tutte le date a disposizione fino al 31 maggio. Infine, alla luce delle possibili ulteriori disposizioni governative per agevolazioni fiscali e contributive, il consiglio ha conferito delega a Gravina per allineare le disposizioni della Figc in materia e per valutare, ed eventualmente emanare, il differimento delle scadenze per l'iscrizione ai campionati della stagione sportiva 2020/2021 dal 22 al 30 giugno.
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Coronavirus, Conte “Non escluso un inasprimento delle misure”

ROMA (ITALPRESS) – Durante il confronto che si e' da svolto a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i ministri Roberto Gualtieri, Federico D'Inca' e il sottosegretario Riccardo Fraccaro, e i leader delle forze di opposizione Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani, accompagnati dai rispettivi capigruppo, in ordine alla richiesta di introdurre misure di contrasto del contagio ancora piu' severe, che contemplino una serrata generale, il premier non ha escluso affatto la possibilita' di adottare misure piu' restrittive, ove necessarie.
"Vi assicuro che il Governo continuera' a rimanere disponibile e risoluto, come sin qui ha sempre fatto, ad adottare tutte le misure necessarie a contrastare con il massimo rigore la diffusione del contagio e ad aggiornare queste misure costantemente – ha detto Conte secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi -. Continueremo a raccogliere le istanze degli amministratori territoriali, come facciamo con videoconferenza quotidiana, e continueremo a porre a base delle nostre autonome decisioni politiche le valutazioni del comitato tecnico-scientifico".
"Faremo in modo che le misure tengano sempre conto di tutti i fondamentali interessi in gioco e siano sempre efficaci e adeguate rispetto all'obiettivo prioritario di contenere il contagio e di tutelare la salute dei cittadini", ha concluso Conte.
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Coronavirus, i leader dell’opposizione a Conte “Va chiuso tutto”

ROMA (ITALPRESS) – Estendere la zona rossa a tutta Italia, con chiusure totali, nomina di un commissario straordinario all'emergenza, interventi per sanita', imprese e famiglie, presenza dell'Europa. Le opposizioni si sono presentate con queste richieste e proposte dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a Palazzo Chigi, ma dopo circa due ore di colloquio sono uscite con molte preoccupazioni.
"Finalmente qualcuno ci ha ascoltato, ma da questo incontro ne esco preoccupato. Abbiamo portato la voce di medici, lavoratori che chiedono misure forti subito, senza eccezioni, chiudere tutto adesso, la risposta e' stata no, e c'e' ancora tanta incertezza", ha detto uscendo da Palazzo Chigi il leader della Lega Matteo Salvini. Per l'ex ministro dell'Interno "e' il momento delle scelte forti, drastiche. Speriamo ci ripensino e ascoltino i territori. Temiamo che qualcuno stia sottovalutando l'emergenza sanitaria".
Per questo i vertici del centrodestra chiedono la nomina di un commissario straordinario che gestisca questa emergenza: "Questa figura non sostituisce il presidente del Consiglio o il capo della Protezione Civile – ha spiegato il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani -, deve coordinare tutti gli interventi, agisca dal punto di vista organizzativo. La risposta e' stata di apertura, ci auguriamo sia un personaggio di alto profilo".
Le opposizioni lamentano un'assenza dell'Unione Europea: "Sullo sfondo di tutta questa incertezza in Italia c'e' il silenzio dell'Europa che dimostra per una volta in piu' la sua lontananza dai cittadini", il commento di Salvini. Per Tajani deve intervenire la Bce, che "puo' acquistare titoli di Stato e finanziare le banche", mentre la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni chiede "un sistema unico di individuazione dei casi di contagi e decessi".
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Lombardia e Veneto “Chiusura totale piuttosto che agonia”

VENEZIA (ITALPRESS) – "Piuttosto che protrarre un'agonia che dura mesi e' meglio arrivare a una chiusura totale, ben contingentata, in maniera tale che si possa bloccare del tutto il contagio". Lo ha detto il governatore del Veneto Luca Zaia, intervenuto alla conferenza stampa nella sede della protezione civile di Mestre.
"E' il tempo della fermezza – scrive sulla sua pagina
Facebook il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana- Ho incontrato i sindaci dei capoluoghi lombardi e il presidente di Anci Lombardia, chiedono tutti la stessa cosa: chiudere tutto adesso (tranne i servizi essenziali) per ripartire il prima possibile. Le mezze misure, l'abbiamo visto in queste settimane, non servono a contenere questa emergenza".
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