Giugno 20, 2026
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La Juve regola il Benfica grazie a McKennie e Thuram e si assicura i playoff

TORINO (ITALPRESS) – La Juventus ha conquistato il pass per la fase a eliminazione diretta della Champions Keague. Nella penultima giornata della prima fase, i bianconeri allenati da Luciano Spalletti hanno superato all’Allianz Stadium di Torino il Benfica di Josè Mourinho con il risultato di 2-0. Terzo successo consecutivo e quarto risultato utile di fila in coppa da quando il tecnico di Certaldo è arrivato sulla panchina bianconera. Poche emozioni in un primo tempo giocato comunque a un ritmo discreto. La Juventus è stata la squadra che ci ha provato fin dal fischio iniziale riversandosi prepotentemente nella metà campo lusitana e dettando il ritmo, ma con il passare dei minuti la pressione è calata gradualmente lasciando spazio alle ripartenze del Benfica. Al 9′ una girata dalla sinistra di Yildiz ha trovato una deviazione a mano aperta del portiere Trubin. Al 23′ è stato il Benfica a sfiorare il vantaggio con una conclusione di Sudakov che ha trovato la respinta di Di Gregorio prima che Kelly allontanasse il pallone. A nove minuti dal riposo è stato invece Miretti a provarci con un colpo di testa da ottima posizione finito alto. Dopo un avvio di ripresa un pò complicato e qualche fischio partito dagli spazientiti tifosi presenti sugli spalti, è stato McKennie ad avere la grande occasione al 9′ con una conclusione fermata da Trubin, preludio di quanto avvenuto un minuto più tardi quando a colpire è stato Thuram che, dopo aver controllato palla ed essere entrato in area ha trovato lo spazio giusto per far partire un destro rasoterra sul quale il portiere del Benfica non ha potuto nulla. Primo gol in Champions per il centrocampista francese. Al 19′ del secondo tempo il raddoppio bianconero ha portato la firma di McKennie che dopo una doppia triangolazione con David si è trovato a tu per tu con Trubin e lo ha freddato con un comodo piatto destro rasoterra. Saga delle occasioni mancate tra il 29′ e il 36′: prima un palo ha negato la seconda gioia personale a McKennie e poi uno scivolone ha visto Pavlidis spedire fuori un calcio di rigore assegnato dall’arbitro per fallo di Bremer su Barreiro.
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Milano, Sala “Con la delega alla Sicurezza costruita così mi sento rinfrancato”


MILANO (ITALPRESS) – “L’avevo espresso con chiarezza, non è che avessi visto come unica soluzione quella di tenermi la delega alla Sicurezza, anzi all’inizio avevo qualche perplessità. Così però come l’abbiamo costruita con un supporto di due esperti della materia come Re e Mastrangelo, mi sento più sicuro”. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, commentando il giro di deleghe appena avvenuto nella sua giunta, a margine della presentazione del libro “L’antidoto” di Claudio Cerasa a Milano. “Bene anche questo lavoro che avvieremo con la Statale e Cornelli – ha sottolineato poi il primo cittadino – perché la sicurezza non può essere solamente qualcosa di securitario ma bisogna capire i fenomeni alla base di quello che accade, dei crimini e quindi credo che sia estremamente utile. Insomma così mi sento rinfrancato”.

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Dazi, Borchia “Le guerre commerciali non servono a nessuno”


STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Questa è una fase in cui le guerre commerciali non servono a nessuno; quindi, parlare di dazi mi sembra fuori luogo”. Lo ha dichiarato l’eurodeputato della Lega, Paolo Borchia, a margine della sessione plenaria in corso all’Europarlamento di Strasburgo a proposito dell’annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di futuri nuovi dazi a diversi Paesi europei, fra i quali non compare l’Italia. “Serve che il commercio internazionale prenda atto di un sistema di sviluppo arrivato evidentemente al capolinea – ha continuato -. Non usiamo quindi i dazi in modo strumentale o per condizionare la geopolitica”.

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Mercosur, Guarda “Accordo sleale, a rischio gli agricoltori europei”


STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – “È da 25 anni che ci battiamo contro l’accordo Mercosur, e non perché siamo contrari ad accordi internazionali, ma perché questo è un accordo sleale. Mette a rischio la sopravvivenza non soltanto degli agricoltori e dei piccoli e medi produttori locali, ma anche nei territori del Mercosur. La garanzia dei diritti dei lavoratori e dei diritti umani in Sud America per noi è essenziale”. Lo ha dichiarato l’eurodeputata di Europa Verde Cristina Guarda, a margine della sessione plenaria all’Europarlamento di Strasburgo, riguardo all’accordo Ue-Mercosur.

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L’Arsenal sa solo vincere, Inter battuta 3-1 a San Siro

MILANO (ITALPRESS) – All’Inter non riesce l’impresa, che l’avrebbe avvicinata agli ottavi di finale di Champions. A San Siro, nella penultima giornata della prima fase, esulta solo l’Arsenal, che indirizza il match nella prima mezz’ora e lo chiude nel finale, vincendo 3-1 e conquistando il settimo successo in altrettanti incontri.
Si comincia con Chivu che sorprende scegliendo Acerbi, schierato al centro della difesa con Akanji nel ruolo di braccetto destro, e che scommette su Sucic. Panchina iniziale per Bisseck e Mkhitaryan, e anche l’Arsenal fa turnover: fuori inizialmente Gabriel, Ødegaard, Martinelli, Rice, Havertz e Gyòkeres. L’avvio è dominante per i Gunners, che schiacciano l’Inter col pressing fino alla prima costruzione di Yann Sommer e la mettono in crisi. L’Arsenal la sblocca al 10′, con un episodio fortunato: tiro-cross deviato di Timber, Luis Henrique tiene in gioco Gabriel Jesus che sigla l’1-0. L’Inter reagisce subito e, dopo soli otto minuti, la pareggia con Sucic, che trova un gran gol: tiro sotto l’incrocio dopo un batti e ribatti al limite dell’area.
I nerazzurri provano anche a trovare il vantaggio, ma sprecano con Thuram e si fanno nuovamente colpire dai Gunners, che siglano la 19a rete da calcio piazzato. Merito di Trossard, che fa da sponda per Gabriel Jesus mentre i compagni disturbano i difensori e Sommer: doppietta del brasiliano e 2-1 al 31′. Luis Henrique e Lautaro sprecano il possibile pari, mentre Raya salva su Dimarco. Si va dunque al riposo col vantaggio dell’Arsenal e, nella ripresa, l’Inter reclama un rigore su Lautaro (episodio dubbio) e attacca a testa bassa. L’ingresso in campo di Pio Esposito dà nuova linfa ai nerazzurri, che sfiorano il pari con l’ex Spezia e spingono con l’azzurro e Frattesi incursore, ma rischiano in contropiede. Il primo tentativo dell’Arsenal (con Saka) sbatte su Sommer, il secondo è vincente con tutta l’Inter in attacco su un corner. La ripartenza premia Viktor Gyòkeres, che approfitta di un rimpallo tra Saka e il difensore per colpire dal limite dell’area. Sommer battuto ed è 3-1 all’84’, con l’Inter che a questo punto non ha più energie per reagire e si arrende al ko. I nerazzurri perdono la terza gara consecutiva in Champions, seppur dopo aver lottato a testa alta per 70 minuti, e si fermano a quota 12 punti complicando il cammino verso gli ottavi. L’Inter è momentaneamente fuori dalla top-8 (nona) e, pur battendo il Borussia Dortmund nell’ultimo turno, i playoff potrebbero diventare una realtà per Chivu. L’Arsenal, invece, fa sette su sette e ipoteca il primo posto: Gunners a quota 21 punti e irraggiungibili per tutti.
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McTominay non basta, in Danimarca il Copenaghen ferma il Napoli sull’1-1

COPENAGHEN (DANIMARCA) (ITALPRESS) – Un’occasione persa che rischia di costare caro. Il Napoli in emergenza non riesce a battere un Copenaghen rimasto in 10 uomini al 35′. Al Parken Stadium finisce 1-1 un match che complica e non poco il cammino in Champions League degli uomini di Antonio Conte, che salgono a 8 punti in classifica con una sola lunghezza di vantaggio sulla zona eliminazione, in attesa delle partite di domani e dell’ultimo turno di mercoledì prossimo contro il Chelsea al ‘Maradonà. Non basta la rete di McTominay ad un Napoli che si presenta in Danimarca incerottato e con le fasce ridisegnate: Spinazzola trasloca a destra per far spazio a Gutierrez sul binario opposto. Ma la vera notizia è in attacco, dove Conte conferma dal primo minuto Antonio Vergara, al suo debutto assoluto da titolare in Champions League. La prima occasione da gol capita proprio sui piedi del prodotto del vivaio partenopeo: finta secca a liberare il tiro e conclusione rasoterra dal limite che accarezza il palo. Nel pre partita Conte era stato categorico: “Vergara gioca perchè merita più di altri, un giocatore può avere 18 anni o 35, è indifferente”.
I fatti danno ragione al tecnico azzurro perchè l’ingenuità che cambia il match la commette il giocatore più esperto in campo. Al 35′ Delaney entra in ritardo con la gamba alta su Lobotka, l’arbitro bosniaco Peljto estrae prima il giallo, poi cambia idea al Var espellendo il 34enne veterano della nazionale danese. Al Napoli bastano tre minuti per sfruttare la superiorità numerica. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo di Elmas, McTominay svetta più in alto di tutti realizzando il suo nono gol stagionale. Anche in 10 però il Copenaghen sa essere pericoloso. Al 61′ sugli sviluppi di un corner e di una torre di Hatzidiakos, Madsen ha la palla dell’1-1, ma la sua conclusione da pochi passi è debole e termina tra le braccia di Milinkovic-Savic. E’ un allarme che resta inascoltato nell’area napoletana e che fa da preludio al gol del pareggio. Al 69′ Buongiorno causa un rigore per un fallo commesso su Elyounoussi: dagli undici metri si presenta Jordan Larsson, figlio di Henrik, che si fa ipnotizzare dallo specialista Milinkovic ma gonfia la rete sulla ribattuta. Conte si gioca prima la carta Ambrosino, poi inserisce Lucca, vicino all’addio. L’ex Udinese spizza di testa all’84’ per il colpo a botta sicura di Olivera, ma è grande la risposta con la punta delle dita di Kotarski che nega il nuovo vantaggio al Napoli. Poi è lo stesso Lucca a sprecare la palla della vittoria al 90′ dopo un batti e ribatti in area. Al big match di domenica in campionato contro la Juventus il Napoli arriva con più dubbi che certezze. E con una Champions che rischia di scivolare via.
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Mercosur, Nardella “Bilancio Ue Von der Leyen vero pericolo per agricoltura”


STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Il vero obiettivo delle nostre politiche e delle nostre proteste è il bilancio pluriennale della von der Leyen: quello è il vero pericolo per i redditi, la competitività e la sostenibilità sociale delle aziende agricole”. Lo ha dichiarato l’eurodeputato del Partito Democratico Dario Nardella, a margine della sessione plenaria a Strasburgo, commentando il quadro finanziario pluriennale (Qfp) proposto dalla Commissione europea.

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Mercosur, Procaccini “Apertura per le nostre merci a 220 milioni di consumatori”


STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – “L’accordo con il Mercosur riguarda tutti i prodotti, non soltanto quelli agricoli. Il governo italiano ha tenuto il punto fino a quando non sono state garantite condizioni che non mettessero a rischio il lavoro e i prodotti agricoli europei e italiani”. Così l’eurodeputato di Fratelli d’Italia e co-presidente dei Conservatori e Riformisti europei, Nicola Procaccini, a margine della sessione plenaria a Strasburgo. “Adesso è il momento di metterlo in funzione, perché significa poter vendere le nostre merci senza dazi a 220 milioni di potenziali consumatori. Un’opportunità che non possiamo lasciarci sfuggire”, ha aggiunto Procaccini, sottolineando che “la qualità dei nostri prodotti è talmente alta da essere vincente nella competizione” con i mercati sudamericani.

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Groenlandia, Gambino “Sovranità non negoziabile, l’Occidente lavori unito”


STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – “La sovranità della Groenlandia e della Danimarca non è negoziabile, tuttavia bisogna evitare risposte superficiali: l’invio delle truppe e la discussione sull’applicazione di dazi sono per me un fatto negativo”. Così l’europarlamentare di Fratelli d’Italia, Alberico Gambino, al Parlamento europeo di Strasburgo in merito alle tensioni tra Stati Uniti e Unione europea legate al dossier Groenlandia.
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Lazio a picco all’Olimpico, il Como domina per 3-0

ROMA (ITALPRESS) – La Lazio rischia di dover dire addio in anticipo all’Europa, mentre il Como rinsalda il proprio sesto posto, portandosi anzi a sole due lunghezze dal quinto della Juventus. E’ questo il verdetto della sfida tra biancocelesti e lariani, valida per la 21^ giornata di Serie A e che ha visto gli uomini di Fabregas vincere per 3-0 a Roma. Una serata che doveva essere speciale per la Lazio, sia per la presenza dell’ex presidente Sergio Cragnotti in tribuna ma anche perchè i neoacquisti Taylor e Ratkov giocavano la loro prima partita all’Olimpico, ed entrambi da titolari. Novità in attacco anche per Fabregas, che opta per il tridente leggero formato da Paz, Baturina e Rodriguez. E proprio il croato sblocca la partita già al 2′: lancio di Da Cunha per Valle, che in scivolata mette in mezzo per il 20, il cui tiro viene deviato da Romagnoli e diventa imprendibile per Provedel. La Lazio fa fatica, è lenta e imprecisa, come con Cancellieri, che al 20′ sbaglia il controllo e favorisce il recupero di Butez, vanificando una buona occasione. Il Como, da canto suo, continua a spingere e trova il raddoppio al 24′, quando Paz risolve una mischia in area dopo il cross di Baturina. Alla mezz’ora, Taylor, nel tentativo di rilanciare il pallone, colpisce Caqueret che lo aveva anticipato. Fabbri inizialmente non fischia ma viene richiamato all’on-field review, assegnando il calcio di rigore, accolto con ironia dalla Curva laziale, questa sera in aperta polemica con la classe arbitrale con tanto di cori e fischi nel prepartita. Dal dischetto va Paz, ma Provedel indovina l’angolo e para. A proposito di cori, oltre a quelli di contestazione per il presidente Lotito, la Curva, al 38′, ne intona uno a favore di Sarri, che dalla panchina ricambia. Nel finale di primo tempo, ecco la prima occasione da rete per la Lazio: cross basso di Cancellieri, Cataldi manca l’impatto e Butez è pronto a chiudere su Zaccagni. Potrebbe essere l’episodio che risveglia i capitolini, e invece al 49′ il Como chiude i giochi con i protagonisti dei primi due gol: Valle mette in mezzo per Baturina che appoggia di tacco per Paz, il quale ha gioco facile nel piazzare la palla sul palo lontano. A questo punto la partita è, di fatto finita: nella Lazio ci prova il solo Noslin con uno spunto solitario, ma gli uomini di Sarri sono ormai sfiduciati. Il Como gestisce ma, quando ha spazio, prova a colpire di nuovo, come al 73′ quando Paz e Da Cunha seminano il panico nella retroguardia di casa ma Provedel è bravo a chiudere lo specchio al capitano avversario. E’ l’ultima emozione della partita: la Lazio continua a non trovare continuità di vittorie, mentre il Como vola sempre più in alto.
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