Aprile 22, 2026
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Auto d’epoca, come acquistare online e agganciarsi al mercato. In arrivo i fondi specializzati

Con lo scoppio della pandemia, la partecipazione alle aste d’auto d’epoca online è diventata immediatamente l’unica strada per tenere collezionisti e appassionati  in contatto con il mercato e con le migliori opportunità del momento.

Diversificare il proprio patrimonio investendo in auto d’epoca non è più una prerogativa per pochi “eletti”, ed oggi il settore riceve molte attenzioni anche dagli investitori medio-piccoli. Naturalmente, con l’esplosione della pandemia è venuto meno uno degli elementi più distintivi di chi è accomunato da questa passione, e cioè le occasioni di socializzazione (raduni, esposizioni, aste pubbliche), ma il mercato è rimasto vivo grazie alle aste online, per mezzo delle quali sono stati messi a segno, anche nel corso del 2020, dei “colpi” notevoli.

La partecipazione ad un’asta online di auto d’epoca – ed in generale, a qualunque asta – richiede programmazione ed organizzazione. Bisogna avere un budget massimo, essere pronti ad eventuali rilanci degli altri compratori e informarsi in anticipo sugli esemplari in vendita, tra i quali potrebbe esserci quello da voi giudicato imperdibile.

I collezionisti non di primo pelo sanno che l’informazione, nelle aste, è tutto. Pertanto, è bene percorrere a ritroso le aste già avvenute, e capire l’andamento delle quotazioni relative alle auto che vi interessano di più e che saranno presenti all’asta online a cui intendete partecipare. Trovare queste informazioni non è difficile, perché le case d’asta le conservano online per molto tempo.

Oltre alle aste di auto d’epoca di lusso organizzate dalle più importanti case d’asta del mondo, esistono anche quelle giudiziarie di veicoli oggetto di sequestro. Per questo tipo di asta, però, non si potrà fare affidamento sulle reali condizioni dell’auto, che potrebbe essere danneggiata e richiedere numerosi interventi di restauro.

Relativamente ai luoghi virtuali di svolgimento delle aste, i dati del Country Report 2020 di Catawiki (la piattaforma online leader in Europa per oggetti speciali) ci dicono che più di 45.000 venditori unici, solo in Italia, hanno proposto nella piattaforma oltre 900.000 oggetti, ricavando circa 80 milioni di euro (+35% rispetto al 2019). Tra questi, numerosissime le auto d’epoca, che hanno realizzato una fetta importante delle vendite.

Altri siti importanti sono quello di Ebay, ma i più rinomati sono una diretta emanazione delle case d’asta non virtuali che, a causa della pandemia, si sono semplicemente adattate alle circostanze, in attesa di tornare alla normalità. Il sito di RM Sothesby’s, per esempio, è quello di una casa d’aste tra le più prestigiose, che si occupa di auto d’epoca provenienti da tutto il mondo e organizza ogni anno le celebri aste di Monterey e Londra. Anche Silverstone Auctions, altra casa d’aste importantissima, organizza eventi in versione online come il Silverstone Classic Sales. Artcurial, poi, organizza eventi del calibro del Salone di auto d’Epoca Retromobile, che si svolge a Parigi, e di Le Mans Classic, che si svolge nella città sede della storica 24 ore.

Collecting Cars, invece, è una piattaforma inglese di aste online per auto d’epoca, da collezione e sportive che si sta lanciando anche in tutta Europa e che si concentra sul mercato locale, consentendo di vendere ad offerenti che possono trovarsi a migliaia di km di distanza dal compratore. L’asta di Febbraio, per esempio, ha visto l’aggiudicazione di una Aston Martin V8 Volante Zagato del 1989, battuta a 170.000 euro. La piattaforma di Collecting Cars conta già oltre26.000 utenti registrati da più di 60 paesi, e dalla data del lancio (Giugno 2019) ha venduto oltre 1.700 lotti per un valore di circa 64 milioni di euro.

Mentre il settore delle aste online si “globalizza” ogni giorno di più (Collecting Cars ha aperto uffici in Germania e Australia), il mondo della finanza si avvicina alle auto d’epoca progettando servizi specifici. Il gruppo finanziario svizzero Hetica ha lanciato recentemente un fondo per le auto d’epoca, sulla scorta di una crescita costante di valore nel lungo periodo che non sembra avere risentito in modo serio della pandemia. L’Hetica Klassik Fund, con sede a Zurigo, a breve sarà acquistabile tramite certificati quotati alla Borsa di Francoforte, ognuno dal valore nominale di 10mila euro. 

A Lugano, in particolare, è stato predisposto un caveau-garage ad alta tecnologia, ben sorvegliato, climatizzato e dotato di controllo dell’umidità, dove le vetture acquistate dai gestori del fondo verranno custodite e mantenute, per poi essere messe in vendita, in caso di plusvalenza, in occasione delle aste internazionali. Il prezzo di acquisto di ciascuna vettura, nelle intenzioni dei gestori, sarà compreso tra 30mila euro e 6 milioni di euro.

Vino e whisky rari: Giappone da record, Svezia emergente. Per investire bisogna saper conservare

L’investimento nei vini e whisky rari può consentire rendimenti da capogiro, ma comporta l’osservanza di rigide regole di conservazione da parte dell’investitore o del semplice appassionato.

Nel corso del 2020, un catalogo di 2.500 bottiglie dell’Enoteca Pinchiorri (in totale 864 lotti) è stato battuto per 3,3 milioni di dollari dalla casa d’aste internazionali Zachys, specializzata nel mondo del vino. Si trattava di una formidabile collezione che annoverava, tra le altre, tre bottiglie di Vosne Romanee Cros Parantoux Henri Jayer del 1985 (battute per 98.561 dollari), due magnum cru di Vosne Romanee Cros Parantoux Reserve Henri Jayer del 1999 (90.347 dollari), una 15 litri di Masseto, annata 2014 (20mila euro), sei bottiglie di Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno 2013 (6.700 euro), una bottiglia da sei litri (“imperiale”) de Le Pergole Torte Riserva Montevertine 1990 (6.500 euro) e due magnum di Barolo Bartolo Mascarello 1990 (4.800 euro).

A dicembre 2020, la stessa Enoteca Pinchiorri realizzava una vendita record con un set di 6 bottiglie di grande formato (Mathusalems, 6L, annata 1985) del Domaine de la Romanée-Conti, con un solo lotto, vendute per circa 840.000 € ad un collezionista svizzero.

Sono cifre da sogno, che dimostrano come il trend di mercato sia in continua crescita anche tra gli investitori che desiderano diversificare i propri asset. Lo stesso entusiasmo – ed anzi, ben maggiore – si è manifestato nelle aste milionarie dedicate al mondo dei rare whisky. Anche qui, valutazioni da capogiro, come quella raggiunta dalla collezione di 3.900 bottiglie di rare whisky di Richard Gooding.

E’ stata chiamata “The perfect collection”, è valutata dagli esperti circa 10 milioni di dollari ed è la più grande collezione privata al mondo di rare whisky, che Gooding ha creato negli anni acquistando all’asta oppure direttamente dalle distillerie (Macallan, Bowmore e Stromness, soprattutto). La collezione comprende un Macallan Valerio Adami (artista della Pop Art) di 60 anni (solo 12 bottiglie realizzate), contenente whisky distillato nel 1926 e imbottigliato solo nel 1986 da Macallan in 24 bottiglie, dodici delle quali decorate con un’etichetta creata dall’artista famoso per aver realizzato la copertina dell’album “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles (le altre 12 decorate da Peter Blake).

Negli ultimi anni, però, le aste internazionali hanno messo in luce anche il valore dei rare whisky prodotti in Giappone, e a maggio 2020, nella sede di Hong Kong di Sotheby’s, un’asta in versione digitale ha battuto una delle più grandi collezioni di rare whisky giapponese, con protagoniste assolute alcune etichette della distilleria Karuizawa di Nagano, chiusa definitivamente nel 2011 ma ancora sugli scudi, tanto da far arrivare, nel 2019, una sua singola bottiglia di whisky all’astronomica cifra di 447.000 dollari. L’anno precedente, poi, una rara bottiglia di Yamazaki 50 anni era stata aggiudicata per 343.000 dollari.

La domanda di whisky giapponese è aumentata notevolmente negli ultimi anni, quintuplicando il prezzo di vendita di alcune bottiglie rare e facendo lievitare le esportazioni del 50%. Sulla scia del successo giapponese, alcune giovani distillerie svedesi si stanno distinguendo come emergenti nel panorama del rare whisky, grazie soprattutto alla loro collocazione presso le fonti d’acqua più pure (che determinano la qualità del whisky).

Sia per il vino che per il Whisky, comunque, la formula vincente dell’investimento si ricava da una circostanza molto semplice. Secondo Luigi Rossi, avvocato esperto di pianificazione patrimoniale e di fiscalità delle collezioni, appena viene immessa sul mercato una determinata quantità di bottiglie, il numero delle persone che le acquista per aprirle e consumarle è costantemente superiore a quello di coloro che le conservano, i quali possono assicurarsi – a determinate condizioni, naturalmente – un aumento automatico di valore delle proprie bottiglie. Dalla formula generica alla realtà, però, c’è di mezzo l’osservanza di alcune regole fondamentali. L’acquisto del vino di pregio e dei rare whisky al solo scopo di investimento, infatti, rischia di diventare fallimentare se non si conoscono e si apprezzano le caratteristiche del prodotto e della distilleria, e se non si osservano delle specifiche regole di conservazione all’interno di una propria cantina personale. Risulta fallimentare, pertanto, acquistare una bottiglia di vino o whisky rare di cui si sconoscono la storia e i metodi di produzione.

Relativamente ai metodi e luoghi di conservazione, il whisky si conserva molto più facilmente del vino e può sopravvivere senza particolari attenzioni in quasi tutti gli ambienti, ma una collezione va preservata in una piccola cantina per difenderla da alcuni fattori esterni che possono alternare le qualità organolettiche del distillato. Inoltre, è bene osservare alcuni accorgimenti che, in caso di rivendita, diventano fondamentali. La prima è quella di non buttare mai la confezione originale, soprattutto se hai a portata di mano una bottiglia di un certo valore. La seconda è tener lontano le bottiglie dall’umidità, dalla luce del sole e dalle temperature eccessive, che fanno evaporare l’alcool (vaporizza a 78 gradi centigradi). Mai tenere la collezione in vetrina, perché in estate farebbe salire la temperatura interna e rovinare il contenuto. Ogni singola bottiglia, poi, va conservata in posizione verticale, anche perché, a differenza del vino, il whisky non continua ad invecchiare una volta imbottigliato, ma si mantiene piuttosto stabile e con il passare del tempo acquisisce più maturità e fermezza.

Un altro accorgimento utilissimo è quello di annotare il livello di liquido nella bottiglia perché, se questo dovesse scendere troppo, significa che è in corso l’evaporazione del whisky che così si ridimensiona drasticamente nel suo valore. L’umidità, invece, aggredisce l’etichetta che è un elemento prezioso della bottiglia di rare, soprattutto in vista di una possibile asta.

Relativamente alla conservazione del vino di pregio, il discorso si complica un po’ di più, ma vale la pena sintetizzare i più importanti principi e suggerimenti di conservazione:

– tenere le bottiglie al buio,
– disporle coricate su un fianco in posizione orizzontale,
– mantenere costante la temperatura dell’ambiente in cui sono custodite (tra 10 gradi e mai oltre i 18 gradi, 12-15 gradi per i vini rossi e 10-12 gradi per i vini bianchi), 
– mantenere il tasso di umidità della cantina intorno al 70%,
– proteggere le bottiglie da fonti di vibrazioni e non agitarle mai,
– tenerle lontane da profumi e odori forti (il vino “respira”, per cui è bene conservarlo sempre in un ambiente ben areato e al riparo da odori o profumi forti come quelli dei formaggi, salumi, tartufi etc),
– rispettare i tempi d’invecchiamento e affinamento in bottiglia del tuo vino (i rossi  possono essere conservati più a lungo dei bianchi).

Aste Alfa Romeo in Europa e USA, le aggiudicazioni più importanti di Ottobre e Novembre

I modelli Alfa Romeo d’epoca sono molto amati dai collezionisti e dagli investitori di tutto il mondo. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, in particolare, non c’è asta dove i modelli della famosa casa automobilistica italiana non siano presenti.

Il settore dei  passion investment (auto d’epoca, opere d’arte, orologi, preziosi  etc) non ha certamente chiuso i battenti durante la pandemia, ma si è solo riorganizzato a livello mondiale, potenziando il canale online che era già presente da tempo, sebbene limitato ad una percentuale più bassa di offerte e scambi. Così, a partire dal mese di Maggio le case d’asta hanno ripreso l’attività, limitando il calo del volume d’affari verificatosi durante la prima ondata di Covid-19 e mettendo le basi per dare continuità anche in piena seconda ondata.

Nel particolare mondo delle auto d’epoca, il marchio Alfa Romeo è da sempre molto apprezzato, e di recente è stato protagonista di alcune aste che si sono svolte durante i mesi di Ottobre e Novembre presso le case Silverstone Auction e RM Sotheby’s e che hanno fatto registrare aggiudicazioni importanti, sia per la rarità dei modelli, sia relativamente al prezzo realizzato. Ecco alcuni modelli messi all’asta online e passati di mano.  

1960 Alfa Romeo 2000 Spider Touring – £ 70,000 – Silverstone Auctions Online (UK, 13-14 Novembre 2020). Prodotta il 7 marzo 1960, questa gloriosa Alfa fu spedita alla Hoffman Motor Co. di New York il 25 luglio 1960, trovando infine la sua strada in Spagna negli anni successivi. È stata ritrovata nel 2010 in un fienile, in cattivo stato e bisognosa di un profondo restauro.

Pur essendo stata parzialmente restaurata, richiedeva un completamento, che è avvenuto grazie a Richard Hodson di RH Classics (Twyford, Leicestershire), che l’ha portata nel Regno Unito ed ha effettuato una ricostruzione completa del motore, inclusa la sostituzione dei carburatori, garantendo che tutte le parti fornite fossero originali per preservare l’integrità del veicolo.

Così presentato, questo pezzo di arte automobilistica combina un basso numero di vetture prodotte all’epoca con un corpo Touring e grandi dinamiche di guida, e assicura un investimento affidabile per qualunque collezionista ed appassionato.

1971 Alfa Romeo Montreal – $ 106,400 – RM Sotheby’s, the Elkhart Collection (Elkhart, USA) 23-24 Ottobre 2020. Alla fine del 1966 l’Alfa Romeo fu selezionata per creare una mostra concettuale dal titolo “L’aspirazione dell’uomo per l’automobile”, ospitata presso l’Esposizione Internazionale e Universale del 1967 a Montreal, in Canada. Marcello Gandini, famoso per la Lamborghini Miura, e il designer Bertone crearono un prototipo talmente originale che spinse  l’Alfa Romeo a sviluppare una versione di serie, basata sul telaio 105 con una lega di alluminio Tipo 33 modificata, V-8 a doppia camma con lubrificazione a carter secco. Tale versione fu chiamata “Montreal”, e fu prodotta in 3.925 esemplari tra il 1971 e il 1975, di cui forse 100 sono arrivati ​​negli Stati Uniti.

Quello battuto da RM Sotheby’s è di in un bellissimo colore rosso con interni in tessuto nero, con tappeti rossi a contrasto e con vernice e carrozzeria in ottime condizioni, mentre gli interni sembrano praticamente nuovi. Al momento della catalogazione, l’auto aveva registrato 71.146 miglia. Oggi la Montreal è considerata l’auto stradale più iconica dell’Alfa Romeo dell’epoca e uno dei più grandi progetti di Bertone e Gandini.

1953 Alfa Romeo 1900 Speciale – £ 166,500, Silverstone Auctions Online (UK, 13-14 November 2020). Questa bella Coupé sportiva alimentata manca di una ricostruzione storica completa, e potrebbe essere stata costruita da ATL (Autotecnica del Lario) nella città di Lecco a metà degli anni Sessanta. Sembra una delle sei auto ATL costruite nel periodo, e nonostante l’assenza di documentazione sufficiente per confermare la sua origine di fabbrica, il modello ha avuto un ottimo successo in asta.

Questa splendida vettura sembra essere stata sviluppata in gran parte sulla falsariga del prototipo Alfa Romeo 2000 Sportiva costruito dall’Alfa Romeo nei primi anni ‘50, con spunti stilistici da altre notevoli vetture Gran Turismo italiane degli anni ’50 e ’60. Il telaio è costituito da tubi in acciaio di diametro variabile con sezioni inscatolate, a cui sono fissati tutti gli accessori meccanici. La carrozzeria è stata realizzata secondo il metodo brevettato Touring Superleggera (Maserati 3500GT, Aston Martin DB Series), e il motore è il classico quattro cilindri 1900 bialbero a camme Alfa Romeo derivato dalla 6C. Il suo motore, abbinato alla struttura leggera, rende questa vettura particolarmente sportiva, ed il cambio a 5 marce lo rende adatto ad affrontare le strade tortuose in stile Targa Florio.

Offerta in asta con una stima realistica, questo modello è una vera e propria opera d’arte automobilistica, estremamente conveniente.

Alfa Romeo B.A.T. 5-7-9d- $ 14,840,000, RM Sotheby’s – Contemporary Art Evening Auction (New York, 28 October 2020). I modelli battuti in asta alla cifra-record complessiva di 14,84 milioni di dollari fanno parte della storia delle concept car costruite, come tutte le opere d’arte concettuali, da autori telentuosi rimasti nella storia. I tre esemplari unici “1953 Alfa Romeo B.A.T. 5” (Telaio n. AR1900 01396), “1954 Alfa Romeo B.A.T. 7” (Telaio n. AR1900C 01485) e “1955 Alfa Romeo B.A.T. 9d” (Telaio n. AR1900 01600) furono progettati dalla Carrozzeria Bertone con il design di Franco Scaglione.

Non vincolate dai limiti del budget, e dalle dure regole della produzione in serie, le concept car offrono ai designer di talento l’opportunità di esplorare le loro idee più innovative, reinventando il concetto stesso di automobile e rimanendo “attuali” anche dopo sessanta anni di produzione industriale e di nuovo design, come la serie Alfa Romeo Berlina Aerodinamica Tecnica di Franco Scaglione (B.A.T.).

Si tratta dell’unico vero trittico automobilistico mai prodotto, costruite a mano dalla leggendaria Carrozzeria Bertone di Torino e introdotte rispettivamente nel 1953, 1954 e 1955. Queste auto furono pioniere nell’uso dell’aerodinamica, con un’estetica sgargiante che riduce al minimo la resistenza aerodinamica per prestazioni ottimali, e che rende ognuno dei tre esemplari pura “scultura cinetica” mai prodotta prima di allora.

L’Alfa GT di Pasolini esiste ma non si trova. Misteri e segreti dell’auto d’epoca più “attesa” d’Italia

A più di quarant’anni dalla sua morte, Pierpaolo Pasolini è ancora una figura “scomoda” e misteriosa. Anche la sua Alfa GT 2000, con cui fu ucciso, rimane circondata da profondo mistero.  L’Alfa, però,  sembra essere ancora tra noi, e qualcuno la custodisce gelosamente. Quanto varrebbe oggi, se venisse messa in vendita?

Idroscalo di Ostia, notte tra il 1° e il 2 Novembre 1975. Il poeta, scrittore e regista Pier Paolo Pasolini viene ucciso con la sua stessa auto da almeno cinque persone, mai punite per il delitto e probabilmente legate a mandanti occulti. La cronaca racconta che chi guida la sua Alfa Romeo Giulia 2000 GT Veloce, acquistata da Pasolini nell’Agosto del 1972, gli passa sopra due volte, uccidendolo.

Dopo il delitto, di cui viene accusato un diciassettenne (Pino Pelosi, reo confesso fino al 2005, quando ha raccontato pubblicamente la sua estraneità all’omicidio), l’auto viene tenuta sotto sequestro fino al 1983, e successivamente affidata all’attore Ninetto Davoli, amico intimo di Pasolini, che dichiara di averla rottamata nel 1987.

Dell’auto, quindi, si sarebbero perse le tracce da allora, ma pare che la demolizione non sia avvenuta veramente, ed il veicolo sarebbe rimasto integro nel deposito della ditta demolitrice a cui fu portato. Questo perché nel 1987 si poteva effettuare la demolizione della vettura esibendo al PRA solo le targhe, ed il demolitore avrebbe poi deciso cosa fare del veicolo. Ebbene, chi aveva ricevuto in deposito l’Alfa GT2000 di Pasolini, venuto a conoscenza dell’identità del proprietario, probabilmente preferì conservarla invece che demolirla. E così, al numero di targa RMK69996, fino al 2019, risultava ancora l’intestazione di proprietà di una Alfa GT 2000 Veloce a Pasolini Pier Paolo. Pertanto, fino ad allora, non c’erano stati dopo di lui altri proprietari, non risultava nessuna copertura assicurativa dal Novembre 1975, non risultava nessuna cancellazione dal PRA o cessata circolazione. Finchè nel 2019 qualcuno ha nuovamente immatricolato la targa, come risulta dalle visure.

Di conseguenza, pare che l’auto materialmente esista, ma dove si trova? Chi l’ha custodita fino ad oggi, e perché non si palesa o non la mette all’asta, oppure non la dona al museo intitolato al Poeta? Forse si trova ancora sotto sequestro giudiziario, in qualche deposito delle forze dell’ordine? Se è così, allora, perchè immatricolarla di nuovo?

Un bel mistero – non c’è che dire – che affascina il pubblico di babyboomers  che ha attraversato un’epoca dove le auto protagoniste dei peggiori fatti di sangue o attentati sono sempre state conservate ed esposte anche nei musei, a futura memoria. Un’auto del genere, peraltro, avrebbe un valore storico – e quindi di scambio – davvero notevole, slegato dal semplice modello o dalla categoria (vintage o d’epoca) ed elevato a potenza dall’appartenenza al suo celebre proprietario e dal mistero che avvolge tutta la sua fine.

Qualche anno fa, diversi ambienti culturali e cinematografici (“La Macchinazione”, 2016, regista David Grieco) hanno cominciato ad aprire squarci sulla cortina di segreti che impediscono di conoscere la verità, cercando di dare risposte ad alcune domande. Tra le più importanti, anche quella relativa alla scena del delitto: quante Alfa GT 2000 erano presenti quella notte all’Idroscalo di Ostia, una o due?  

Il mistero delle due Alfa GT – L’auto di Pasolini era stata ritrovata la notte dell’omicidio dalla polizia in una strada del quartiere Tiburtino, dove qualcuno l’aveva abbandonata. Dalle indagini, però, è emerso che, nelle stesse ore, la stessa auto – o meglio, un auto del tutto uguale – sarebbe stata avvistata a grandissima velocità e fermata a Ostia dai carabinieri con alla guida il presunto omicida, Pino Pelosi, che molto tempo dopo, prima di morire, ha raccontato pubblicamente la verità e la sua innocenza. Pertanto, sembra che sul luogo del delitto sarebbe stata presente un’altra Alfa uguale a quella di Pasolini, ed è lecito oggi dubitare se la Alfa GT immatricolata nel 2019 sia quella effettivamente acquistata dallo scrittore, oppure quella guidata dai suoi carnefici ed usata per eseguire materialmente l’omicidio. Secondo una testimonianza del 2010, infatti, la macchina che uccise Pasolini non era quella sua, e fu portata sporca di fango e sangue da due carrozzieri: il primo si rifiutò di lavorarci, il secondo accettò. Da lì in poi se ne sono perse le tracce. Pertanto, quale delle due Alfa GT è quella immatricolata nel 2019?

Questa, in sintesi, è la storia dell’auto che rimane al centro dell’attenzione e che ritenevamo doveroso trattare prima di occuparci del tema principale. Oggi, a distanza di 45 anni, numerosissimi i collezionisti italiani ed internazionali attendono di poter vedere – e sognano di poter far propria, a qualunque prezzo – l’Alfa GT di Pasolini. Sappiamo, infatti, che l’auto (o almeno una delle due usate per compiere il delitto) è ancora esistente, vista l’immatricolazione della sua targa nel 2019. Probabilmente, una indagine accurata, attraverso una visura, potrebbe darci ulteriori indicazioni, ma a noi interessa capire, a beneficio dei collezionisti nostri lettori, quale sarebbe il valore di questa Alfa GT 2000 così piena di fascino e mistero, e soprattutto se potrà mai arrivare ad essere battuta in un’asta di auto d’epoca dove, senza alcun dubbio, sarebbe la regina del mercato (anche in ambito internazionale).

Per arrivare ad una stima, comunque, servirebbe attribuire al numero di telaio di cui oggi si ha notizia l’esatta collocazione nella scena del delitto e, quindi, capire quale delle due Alfa presenti quella notte sia oggi effettivamente in circolazione: se quella effettivamente appartenuta a Pasolini, o quella che lo ha ucciso; servirebbe capire, soprattutto, se entrambe coincidono, come i rapporti dell’Autorità Giudiziaria hanno sempre riferito alla pubblica opinione, oppure no. Infatti, qualora si scoprisse che ad uccidere Pasolini sia stata “l’altra” Alfa GT 2000, quella dello scrittore avrebbe maggior valore e incontrerebbe il favore dei collezionisti, che non amano certamente possedere un auto usata per uccidere.

Non abbiamo notizie di aste precedenti, nel mondo, in occasione delle quali sia stata battuta un’auto usata per compiere un omicidio o un’auto appartenente ad una vittima celebre, uccisa al suo interno. Di solito, queste auto rimangono per un certo periodo (di solito lungo) a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, come mezzo di prova, e raramente vengono restituite alla famiglia della vittima. In tal senso, averla affidata ad un caro amico di Pier Paolo Pasolini (l’attore Ninetto Davoli) è uno dei tanti misteri che rendono quest’auto così affascinante e “attesa”, in un certo qual modo, dal mondo del collezionismo. Il suo valore di aggiudicazione, in una ipotetica asta, a nostro avviso non sarebbe superiore a 100.000 euro, se chi la custodisce oggi non ha effettuato alcuna opera di restauro dopo 32 anni di immobilità (dal 1987, data della presunta rottamazione, al 2019). Sappiamo, però, che la targa è stata nuovamente immatricolata a Maggio del 2019, e quindi chi la detiene potrebbe nel frattempo aver effettuato un restauro conservativo (anche del blocco motore) tale da poterla presentare al mondo perfettamente funzionante. In questo caso, la sua base d’asta potrebbe variare tra 250.000 e 350.000 euro, ed il prezzo di aggiudicazione potrebbe raggiungere valori elevatissimi.

Antonino Auccello

Secondo Antonino Auccello, Presidente del Veteran Car Club Panormus (club che gestisce la kermesse annuale del celebre “Giro di Sicilia“), ““Oggi la passione per il motorismo storico genera un valore economico annuo di 2 miliardi e 200 milioni di euro, contro, ad esempio, i 22 miliardi del calcio e i 900 milioni dell’equitazione. Si tratta di un fenomeno che va oltre il semplice hobby e negli anni ha consentito di ottenere incrementi medi annui di valore del 6 – 7 % rispetto all’investimento iniziale, in relazione alla scelta della vettura restaurata. Ma le auto e le moto d’epoca non sono semplicemente begli oggetti da possedere e ammirare, bensì diretta espressione di creatività, libertà, velocità, dinamismo e soprattutto storia del nostro Paese, come nel caso della macchina di Pasolini. L’Alfa Romeo Giulia GT 2000 Veloce, se fosse appartenuta ad un qualsiasi proprietario e fosse in perfetto stato di conservazione, oggi avrebbe un valore compreso tra 40.000 e 50.000 euro; ma l’Alfa di Pasolini ha un valore incommensurabile, legato com’è alla nota vicenda, che ancora oggi aspetta delle valide risposte”.