Maggio 19, 2026
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Crescita globale in rallentamento ma sostenuta dal ciclo degli utili e dalle banche centrali

La crescita rallenta, ma è sostenuta da un ciclo degli utili solido e dalla politica accomodante delle banche centrali. In Europa utili in crescita dell’11% nel 2026, Borsa italiana positiva, con occasioni di acquisto sui ribassi.

di Andrea Scauri, gestore del fondo Lemanik High Growth

Lo scenario che ci attende è quello di un rallentamento della crescita globale, ma in un contesto comunque resiliente, grazie a un ciclo degli utili solido e geograficamente ben diversificato e a una politica monetaria orientata alla stabilità finanziaria e progressivamente più accomodante, con le banche centrali pronte ad abbassare i tassi non appena le condizioni macroeconomiche lo consentiranno. Nei prossimi mesi, gli utili potrebbero essere parzialmente penalizzati da possibili interruzioni della catena di approvvigionamento e da un aumento dei costi energetici legati al conflitto in Iran. Tuttavia, queste pressioni saranno temporanee e in gran parte assorbite, in linea con uno scenario di conflitto non prolungato.

In Europa, gli utili dovrebbero crescere dell’11% nel 2026 dopo un 2025 sostanzialmente piatto, in un contesto di valutazioni ancora relativamente attraenti (P/E 2026-27 atteso a 15x-14x contro 22x-19x negli Stati Uniti). Di conseguenza, è bene mantenere una visione moderatamente costruttiva sui mercati azionari, pur prevedendo un contesto caratterizzato da una maggiore volatilità e da una crescente fragilità in alcuni settori, come ad esempio i beni di consumo. Le tensioni geopolitiche e i rischi per le catene di approvvigionamento – legati in particolare a potenziali interruzioni nello Stretto di Hormuz e alla persistente scarsità di energia – rappresentano fattori di incertezza che possono rapidamente intensificarsi e incidere sui margini delle società.

La BCE mantiene un approccio attendista, in attesa di una maggiore visibilità. Negli Stati Uniti il quadro rimane più solido, con i consumi e il mercato del lavoro ancora robusti e la crescita, sebbene in rallentamento, che si mantiene al di sopra del potenziale (PIL del primo trimestre 2026 stimato intorno al 2,5–2,8% su base annualizzata). Ma anche la Fed sembra propensa a mantenere una posizione di pausa, monitorando i rischi legati all’energia. In questo scenario, l’oro rimane un asset fondamentale, non solo come copertura contro l’inflazione, ma soprattutto come protezione contro un possibile deterioramento della credibilità del debito sovrano e il rischio di una futura monetizzazione. La possibilità di interventi straordinari da parte delle banche centrali rafforza il ruolo dell’oro come riserva di valore “al di fuori del sistema”.

In Italia, l’indice FTSE All-Share registra un aumento del +6% da inizio anno e +11% nell’ultimo mese, sostenuto principalmente dalla forte performance dei settori tecnologico (STM +99%, Technoprobe +42%) ed energetico (Saipem +89%, Tenaris +64%, d’Amico +59%, Eni +48%). Nell’ultimo mese, anche la ripresa del settore finanziario ha contribuito al rialzo, con l’indice bancario in crescita del +13% (pur rimanendo a -3% da inizio anno), sostenuto sia dal consolidamento delle aspettative di tassi più elevati per un periodo più lungo, sia da un rinnovato appeal speculativo, legato al potenziale avvio di una nuova fase di M&A nel settore.

Tra i temi d’investimento privilegiati, si segnalano le energie rinnovabili, in virtù dell’aumento dei prezzi dell’energia previsto per il 2026 a circa 140 €/MWh rispetto ai precedenti 100-110 €/MWh, con Alerion migliore performer (+38% da fine marzo); STM, in coerenza con l’accelerazione della domanda di semiconduttori legata all’intelligenza artificiale; Diasorin, che, dopo le notizie molto negative degli ultimi mesi, ha raggiunto un livello di prezzo che il gestore considera un punto di ingresso molto interessante; Nexi si distingue per uno dei rendimenti da dividendo più rilevanti del mercato (8%, per 350 milioni di euro, con un P/E a 12 mesi post-scissione di 6x); Telecom Italia/Poste, supportata da un panorama competitivo migliore e da una governance più lineare con l’ingresso di Poste Italiane, e, nel settore infrastrutture, Danieli Sav., trainata dagli investimenti pianificati dal fondo tedesco per il rinnovamento energetico, digitale e infrastrutturale.